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Myanmar, almeno 130 prigionieri politici liberati. "Un importante passo avanti" per Amnesty International, che chiede il rilascio di tutti gli altri

CS004: 13/01/2012

Min Ko Naing (sinistra) e Htay Kywe (destra) © AFP/Getty
Min Ko Naing (sinistra) e Htay Kywe (destra) © AFP/Getty

Amnesty International ha definito un importante passo avanti il rilascio, avvenuto questa mattina, di almeno 130 prigionieri politici tra i quali i noti dissidenti Htay Kywe, U Khun Htun Oo, Min Ko Naing e U Gambira. Si è trattato della seconda amnistia dall'inizio dell'anno, la quarta sotto l'attuale governo. Il totale dei prigionieri politici rilasciati è salito così a 477.
 

Amnesty International ha sottolineato tuttavia che oltre 1000 prigionieri politici, molti dei quali prigionieri di coscienza, rimangono dietro le sbarre. È pertanto fondamentale che le amnistie proseguano fino al rilascio di tutti loro.
 

L'organizzazione per i diritti umani ha inoltre espresso preoccupazione per il fatto che il rilascio di alcuni prigionieri sia accompagnato da una serie di condizioni e limitazioni e ha chiesto che tutte le persone scarcerate possano prendere liberamente parte al processo politico in corso ed esercitare i loro diritti alla libertà di espressione, di riunione pacifica e di associazione.
 

Htay Kywe e U Gambira sono tra i leader della "rivoluzione zafferano" del settembre 2007. U Khun Htun Oo è il presidente della Lega nazionale per la democrazia dello stato di Shan, mentre Min Ko Naing è un leader del movimento studentesco "Generazione 88".
 

Tra il 17 ottobre e il 4 novembre 2011, 30.750 persone in 77 paesi avevano sottoscritto un appello di Amnesty International in favore della scarcerazione di tutti i prigionieri di coscienza di Myanmar.

 
 

FINE DEL COMUNICATO                                                                          Roma, 13 gennaio 2012
 
Per approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

 
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