
Negli Usa almeno una persona su 10 messa a morte dal 1977 soffriva di una grave forma di malattia mentale antecedente al crimine per il quale era stata condannata a morte o presente al momento dell'esecuzione.
Alcune di queste persone erano affette da ritardo mentale, altre da malattia mentale, talvolta da entrambi i disturbi. In alcuni casi era stata diagnosticata una forma di malattia mentale causata o aggravata da abusi subiti in tenera età, da violenze avvenute in detenzione o da esperienze vissute in guerra. In altri, la malattia mentale era ereditaria. Dal 1977, alcuni fra i più di cento condannati a morte volontari - rinunciatari, cioè, a ricorrere in appello - erano affetti da malattia mentale e avevano espresso in modo inconsapevole il proprio consenso all'esecuzione; un desiderio di morte reso possibile da un sistema giudiziario anche fin troppo ansioso di garantire la libertà di scelta di questi individui, assecondata fino alla sua inevitabile conclusione.
In qualche caso è accaduto che si manifestassero seri dubbi sulla capacità dell'imputato di riuscire a sostenere il processo, ovvero, non era chiaro se comprendesse realmente la natura e la gravità del procedimento a suo carico o se fosse in grado di occuparsi della propria difesa. In altri, dei rappresentanti legali inadeguati hanno consentito che il processo avesse luogo senza che i giudici si rendessero conto che l'imputato soffrisse di malattia mentale. L'esecuzione di malati mentali è una chiara violazione del diritto internazionale. Le persone affette da gravi forme di malattia mentale possono essere messe a morte negli Usa a meno che non siano riconosciute legalmente incapaci. Ma gli standard usati per determinare la sanità mentale di un individuo risultano spesso poco efficaci.
Nel giugno del 2002 la Corte suprema Usa ha dichiarato incostituzionale la pena di morte nei confronti di persone affette da ritardo mentale - sentenza Atkins v. Virginia - e nel marzo del 2005 nei confronti di imputati minorenni. Considerando che il principio di "minore colpevolezza morale", applicabile nei due casi sopra citati possa trovare applicazione anche nei confronti di individui affetti da gravi patologie di malattia mentale, Amnesty International ritiene sia giunto il momento di affrontare il problema portandolo all'attenzione del pubblico e dei media.
Consulta una sintesi del rapporto USA: The execution of mentally ill offenders