"È stato il momento più cupo della mia vita professionale. Non sarebbe mai dovuto accadere. Kelsey avrebbe dovuto essere curato adeguatamente tanto tempo fa. Con lui, il sistema ha fallito, ma nessuno ha mai denunciato questa mancanza."
L'avvocato di Kelsey Patterson, ricordando il momento in cui il suo cliente è stato condannato a morte
Houston Chronicle, 14 novembre 1999
Dopo aver sparato a Louis Oates e Dorothy Harris nel 1992, Kelsey Patterson mise giù la pistola e si spogliò completamente, lasciandosi solo i calzini. Urlava parole incomprensibili e camminava su e giù per la strada, quando la polizia arrivò sulla scena del crimine.
A Patterson fu diagnosticata una forma di schizofrenia paranoide ma, nonostante prove evidenti della sua malattia, fu processato, condannato e messo a morte in Texas il 18 maggio del 2004.
Durante il processo, Patterson interrompeva frequentemente le udienze con commenti privi di senso, accusando tutti, inclusi i suoi avvocati, di cospirare contro di lui e di essere stato costretto a subire interventi durante i quali degli impianti erano stati inseriti nel suo cervello e nel suo corpo. Secondo Patterson, anche i medici erano parte della cospirazione e tutti concordavano sulla presenza di una grave forma di malattia mentale.
Sulla colpevolezza di Patterson non vi sono dubbi, ma i crimini sono stati compiuti senza movente e quasi certamente frutto di un peggioramento della sua malattia. Appena dopo aver saputo della data di esecuzione, Patterson scrisse una lettera dai toni deliranti nella quale dichiarava che la sua esecuzione era stata fermata poiché finalmente erano state trovate prove della sua innocenza.