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Burundi

Repubblica del Burundi

Capo di Stato: Pierre Nkurunziza
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 8,1 milioni
Speranza di vita: 48,5 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 185/162‰
Alfabetizzazione adulti: 59,3%

  1. Contesto
  2. Arresti e detenzioni arbitrarie
  3. Tortura e altri maltrattamenti
  4. Violazioni dei diritti umani da parte di un gruppo armato
  5. Violenza sulle donne
  6. Sistema giudiziario
  7. Condizioni di detenzione
  8. Giustizia transizionale
  9. Rientro di profughi
  10. Libertà di espressione
  11. Missioni e rapporti di Amnesty International

Tensioni politiche hanno ostacolato l'applicazione di misure di protezione dei diritti umani da parte del governo. I negoziati di pace tra il governo e l'ultimo gruppo di opposizione armata rimasto sono giunti a un punto di stallo. L'amministrazione della giustizia è rimasta lacunosa, e le persone in stato di detenzione hanno patito condizioni deplorevoli. I livelli di arresti arbitrari e detenzioni sono risultati elevati, e tortura e maltrattamenti prassi comune. La violenza sessuale contro donne e ragazze, in particolar modo stupri, è continuata in modo persistente. Il governo si è mosso lentamente per istituire meccanismi di indagine e perseguimento penale dei gravi crimini commessi durante il conflitto durato 12 anni e terminato nel 2005.

 

Contesto

Durante l'anno i partiti d'opposizione hanno boicottato l'Assemblea Nazionale in segno di protesta contro la loro sotto-rappresentazione all'interno del governo. Di conseguenza, l'Assemblea Nazionale non ha emanato importanti documenti legislativi, tra cui la proposta di un nuovo codice penale che avrebbe ascritto a reato gli atti di tortura e altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti, compresa la violenza contro donne e bambini, e che avrebbe abolito la pena di morte.

Un rimpasto di governo il 13 luglio ha accentuato le tensioni tra il governo e i partiti d'opposizione. L'impasse è stata interrotta soltanto il 14 novembre a seguito di un altro avvicendamento di ministri che ha accresciuto la rappresentanza dei partiti di opposizione all'interno del governo.

I termini stabiliti dall'Accordo completo per il cessate il fuoco del settembre 2006 tra il governo e l'ultimo gruppo di opposizione armata rimasto, le Forze nazionali di liberazione (Forces Nationales de Libération - FNL), non sono stati pienamente applicati. Il 19 febbraio 2007, il Meccanismo di monitoraggio per la verifica congiunta - una piattaforma comune per discutere l'attuazione del processo di pace - ha iniziato i lavori. La delegazione delle FNL si è ritirata dal team di monitoraggio sulla pace nel mese di luglio, citando minacce alla propria sicurezza. A fine anno i negoziati erano ancora a un punto morto. Tra settembre e ottobre, sono stati riferiti violenti scontri tra due fazioni delle FNL nei pressi della capitale, Bujumbura.

La comunità internazionale ha espresso preoccupazione per il fatto che l'instabilità politica minacciasse il processo di pace in corso e il funzionamento delle istituzioni nazionali.

Anche gli istituti finanziari internazionali hanno richiesto al governo di affrontare il problema della corruzione.

 

Arresti e detenzioni arbitrarie

I limiti legali della durata di tempo in cui i singoli soggetti possono essere detenuti senza accusa sono stati regolarmente infranti dalle autorità. Arresti arbitrari e detenzione da parte dei servizi di intelligence, della polizia e dell'esercito sono stati riportati durante tutto l'anno e nel solo mese di gennaio sono stati registrati 112 casi di detenzione arbitraria. Molti di coloro che sono stati arrestati arbitrariamente erano sospetti appartenenti alle FNL. In aggiunta a ciò, le forze di sicurezza sono state coinvolte in esecuzioni extragiudiziali di civili.

*Secondo quanto riferito, il 29 giugno, nel comune di Buhinyuza (provincia di Muyinga), un uomo sposato e padre di due figli è stato vittima di esecuzione extragiudiziale per mano di membri dell'esercito del Burundi. Egli era seduto e stava prendendo una birra con i suoi vicini nei pressi della sua abitazione, quando giunsero diversi soldati. Questi, che stavano pattugliando la zona, hanno chiesto all'uomo e ai suoi vicini di stendersi a terra. L'uomo, spaventato, ha cercato di fuggire. Uno dei soldati lo ha ucciso all'istante. Sull'uccisione non risulta sia stata avviata alcuna indagine.

 

Tortura e altri maltrattamenti

Tortura e altri maltrattamenti sono risultati diffusi in tutto il paese. Casi di tortura e maltrattamenti da parte della Polizia nazionale del Burundi, la Forza di difesa nazionale e i Servizi di intelligence sono stati regolarmente riferiti da organizzazioni locali per i diritti umani, compresa l'ACAT Burundi (Action des chrétiens pour l'abolition de la torture).

*Il 28 febbraio, stando alle fonti, il capo della polizia della città di Bururi e un altro agente di polizia hanno torturato un uomo per fargli confessare un reato che non aveva commesso. Essi lo hanno denudato, picchiato e minacciato di morte.

*Un 18enne accusato del furto di una bicicletta, stando alle fonti, è stato torturato il 26 luglio mentre era in custodia di polizia nella città di Gitega. Gli erano state legate le braccia dietro la schiena e agenti di polizia, stando alle accuse, lo hanno picchiato con manganelli e poi ustionato. Osservatori dei diritti umani hanno rilevato cicatrici sulle sue braccia e sul collo.

*Un uomo di Nyanza-Lac, Makamba, è stato arrestato il 18 gennaio. Egli è stato duramente picchiato durante la custodia da quattro poliziotti, compreso il capo della polizia. L'uomo è stato multato e rilasciato dalla detenzione lo stesso giorno. Non è stata condotta alcuna inchiesta e i perpetratori non sono stati assicurati alla giustizia. In seguito all'aggressione, egli ha riportato problemi alle orecchie, all'occhio destro e ai piedi.

A febbraio, il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha raccomandato che il governo affrontasse il clima di impunità, rafforzasse la capacità della magistratura di affermare la propria indipendenza, e stabilisse efficaci meccanismi in grado di controllare tutti i luoghi di detenzione.

 

Violazioni dei diritti umani da parte di un gruppo armato

Nel Bujumbura Rurale, a Cibitoke e Burbanza, combattenti delle FNL hanno sottoposto civili a ripetuti attacchi di violenza. Essi hanno rubato, estorto denaro, rapito persone a scopo di riscatto e stuprato donne e ragazze. Osservatori dei diritti umani hanno inoltre denunciato il reclutamento di bambini-soldato da parte di combattenti delle FNL.

*Il 3 agosto, è stato riportato che combattenti delle FNL sono entrati nell'abitazione di un uomo da loro accusato di stregoneria nel comune di Kabezi, nel Bujumbura Rurale. Secondo quanto riferito, essi lo hanno percosso a morte con manganelli.

*A gennaio, combattenti delle FNL hanno preso in ostaggio cinque componenti di una famiglia, compresi tre bambini, a Kanyosha, nel Bujumbura Rurale. Essi hanno chiesto come riscatto la restituzione di una granata che il capofamiglia aveva trovato e portato alla locale stazione di polizia.

 

Violenza sulle donne

La violenza sessuale, stupro compreso, è rimasta presente nell'intero paese. Il personale militare e di polizia si è reso responsabile di numerosi stupri. La maggior parte delle vittime di cui è stato riferito lo stupro erano ragazze al di sotto dei 18 anni. I perpetratori sono regolarmente sfuggiti alla giustizia da parte dello Stato. La percentuale di procedimenti giudiziari giunti a sentenza è rimasta estremamente bassa. La maggior parte delle vittime è rimasta nel silenzio, spesso per paura dello stigma sociale. Le vittime e le loro famiglie si sono affidate a sistemi tradizionali e non ufficiali di risoluzione delle controversie, spesso negoziando e concordando il pagamento di una ricompensa da parte del responsabile o della sua famiglia.

*Il 19 gennaio, una donna anziana è stata stuprata da un uomo non identificato che vestiva l'uniforme dell'esercito. Lo stupratore aveva ordinato al marito della donna di aiutarlo a trasportare delle vettovaglie. Il marito della vittima si era rifiutato mentre la moglie aveva acconsentito. Il soldato non identificato l'ha stuprata al lato della strada. La vittima ha ricevuto cure mediche il giorno successivo ma non ha denunciato il crimine alle autorità.

*Il 17 novembre, una ragazzina di 12 anni è stata stuprata da un suo vicino di casa. Il perpetratore era sposato e padre di tre figli. L'uomo è stato arrestato e incriminato ma rilasciato due giorni dopo. Locali difensori dei diritti umani si sono appellati al capo della polizia il quale ha ordinato di riarrestare l'uomo, ma quest'ultimo a fine anno era ancora latitante.

 

Sistema giudiziario

Il sistema di applicazione della legge e di giustizia del Burundi ha continuato a essere debole e necessitare di urgenti riforme. Il sistema giudiziario mancava di risorse umane, economiche e materiali. Il personale delle forze dell'ordine e giudiziario non aveva ricevuto un'adeguata formazione. La corruzione è rimasta un serio problema. I bassi livelli di fiducia nel sistema giudiziario hanno portato a numerosi episodi di vessazione nei confronti della magistratura, compresi omicidi e linciaggi.

*Il 21 febbraio, sei poliziotti sono giunti a Nkenga Busoro, Kanyosha. Essi avevano con sé pistole ma soltanto due indossavano l'uniforme. In seguito a una recente ondata di rapine a mano armata, la popolazione locale ha pensato che gli uomini fossero rapinatori e li ha attaccati. Quattro poliziotti sono fuggiti, ma due sono stati catturati e percossi a morte.

*Il 24 novembre, un poliziotto è stato ucciso dalla popolazione locale di Nyamurenza, Ngozi. Secondo quanto riferito, egli aveva rapinato un commerciante locale aggredendone il cugino. Egli aveva inoltre sparato e ferito un uomo del posto che era intervenuto in seguito all'aggressione.

Secondo quanto riferito, il governo ha influenzato decisioni giudiziarie.

*Gli esecutori del massacro di Muyinga, in cui, stando alle accuse, almeno 16 persone sospettate di avere legami con le FNL sono state vittime di esecuzioni extragiudiziali da parte di personale militare nel luglio e nell'agosto 2006, sono rimasti latitanti. Una commissione giudiziaria ha riferito al procuratore sul caso. Sia personale militare che civile è stato sospettato di coinvolgimento nelle uccisioni, compresi ufficiali d'alto rango. Tuttavia, il procuratore ha dichiarato che nessun civile sarebbe stato perseguito e ha trasferito il fascicolo all'ufficio del procuratore militare.

 

Condizioni di detenzione

Le carceri sono risultate sovraffollate e le loro condizioni malsane. Ai detenuti non è stato garantito un accesso adeguato a cure e ad assistenza medica, specialmente a coloro che erano affetti da HIV/AIDS. I registri delle carceri sono stati tenuti in pessime condizioni.

Alla fine di novembre, la popolazione carceraria contava oltre 8.000 persone, la maggior parte delle quali non riceveva cibo a sufficienza. Secondo organizzazioni per i diritti umani e le autorità carcerarie, circa il 65-70 % dei detenuti non aveva avuto un processo. Nelle carceri vi erano oltre 400 minorenni di età compresa tra i 13 e i 18 anni, spesso tenuti insieme agli adulti.

*La prigione Mpimba di Bujumbura era tra le carceri maggiormente sovraffollate del paese. Alla data di novembre, essa conteneva 2.289 detenuti (tra uomini e donne), sebbene la sua capacità fosse soltanto di 800. di questi, 145 erano minorenni tenuti in cella insieme agli adulti. Soltanto il 19% dei suddetti minorenni erano stati processati e condannati. Nella prigione non erano disponibili cure mediche da parte di personale adeguatamente formato.

Detenuti erano inoltre trattenuti nelle sovraffollate guardine della polizia. Secondo quanto riferito, un totale di 76 persone erano tenute in una cella delle dimensioni pari a 13 m² nella stazione di polizia a Kayanza. A giugno, 58 detenuti erano tenuti in una cella nella stazione di polizia di Kirundo la cui capacità era di 40 persone. Anche minorenni dividevano le celle con gli adulti: in un caso specifico, un minorenne è stato incarcerato assieme a 71 uomini.

*Durante una visita all'ufficio del pubblico ministero di Kirundo nel mese di giugno, una locale organizzazione per i diritti umani ha riportato che i gabinetti delle celle erano debordati. Escrementi umani coprivano il pavimento della cella e il corridoio esterno, impedendo agli osservatori dei diritti umani di entrare.

 

Giustizia transizionale

Genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi durante il confitto sono rimasti impuniti. La proposta di istituire una Commissione verità e riconciliazione e un Tribunale speciale per indagare e perseguire tali crimini non è stata attuata. Inizialmente, entrambe le parti non sono state in grado di concordare i termini di un'amnistia, i collegamenti tra la Commissione verità e riconciliazione e il Tribunale speciale, e l'indipendenza dell'organo giudiziario.

Il presidente ha confermato a maggio che non sarebbe stata concessa un'amnistia per crimini di guerra, genocidio e crimini contro l'umanità e altre gravi violazioni dei diritti umani. Entrambe le parti hanno concordato di avviare consultazioni nazionali allo scopo di istituire i due meccanismi e di creare un comitato esecutivo, comprendente esponenti del governo del Burundi, delle Nazioni Unite e della società civile. Il governo ha firmato un accordo ufficiale il 2 novembre, data che ha segnato l'inizio di un periodo di consultazioni di sei mesi. Le consultazioni sono state accolte come necessario primo passo per l'istituzione di una giustizia transizionale in Burundi.

 

Rientro di profughi

Un totale di 38.087 profughi burundiani sono rientrati in patria tra gennaio e novembre. Tra aprile 2002 e novembre 2007, l'UNHCR ha fatto rientrare in patria oltre 374.700 burundiani dalla vicina Tanzania. All'incirca 9.000 famiglie burundiane sono state espulse dalla Tanzania.

 

Libertà di espressione

Giornalisti sono stati ripetutamente minacciati di arresto per aver svolto la loro legittima attività professionale.

*Serge Nibizi, redattore di Radio Publique Africane e Domitile Kiramvu, un giornalista della stessa stazione radiofonica, i quali erano stati arrestati nel novembre 2006 e accusati di minacciare la sicurezza di Stato, sono stati prosciolti il 4 gennaio 2007. Il pubblico ministero ha presentato appello contro il proscioglimento, e i due giornalisti sono stati convocati tre volte nel corso dell'anno. In ciascuna delle occasioni, è stata fissata una nuova data per la convocazione in aula.

Sono stati inoltre registrati episodi di vessazioni e intimidazioni di giornalisti, comprese aggressioni fisiche.

*Secondo quanto riferito, Gérard Nzohabona è stato aggredito da otto poliziotti a ottobre dopo che era intervenuto in quello che era apparso l'erroneo arresto di due ragazze. Stando alle fonti, mentre lo picchiavano, gli agenti si sono rivolti a lui chiamandolo «cane di un giornalista».

 

Missioni e rapporti di Amnesty International

Delegati di Amnesty International hanno visitato il Burundi a ottobre.

Burundi: No protection from rape in war and peace (AFR 16/002/2007)

Burundi: No protection from rape in war and peace (AFR 16/004/2007)

Burundi: Further information on prisoner of conscience / Fear of torture or ill-treatment / harassment / intimidation: Gabriel Rufyiri (AFR 16/001/2007)

 
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