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Costa d'Avorio

Repubblica della Costa d'Avorio

Capo di Stato: Laurent Gbagbo
Capo del governo: Guillaume Soro (subentrato a Charles Konan Banny a marzo)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 18,8 milioni
Speranza di vita: 47,4 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 193/174‰
Alfabetizzazione adulti: 48,7%

  1. Contesto
  2. Violenza sulle donne
  3. Accuse di abusi sessuali da parte di truppe di peacekeeping
  4. Violazioni dei diritti umani da parte delle forze governative
  5. Abusi da parte delle Forze Nuove
  6. Legge di amnistia
  7. Missioni e rapporti di Amnesty International

Un accordo di pace siglato a marzo ha contribuito all'allentamento delle tensioni politiche nel paese. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso di proseguire la permanenza del contingente di peacekeeping in Costa d'Avorio fino a dopo le elezioni presidenziali. Nonostante l'accordo di pace, le violazioni dei diritti umani sono continuate da entrambe le parti, in particolare contro le donne, e le molestie così come le aggressioni fisiche sono rimaste a livelli dilaganti, specialmente ai posti di blocco.

Contesto

A marzo, il presidente Laurent Gbagbo e Guillaume Soro, segretario generale delle Forze Nuove (Forces Nouvelles), la coalizione di gruppi armati che controlla il nord dal settembre 2002, hanno firmato un accordo a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. Obiettivo dell'accordo era la riunificazione del paese e la stesura di condizioni per le elezioni presidenziali rinviate dal 2005. Sono stati fissati i tempi per il disarmo e la creazione di un esercito integrato. Guillaume Soro è stato nominato primo ministro di un governo di transizione a marzo. A settembre la zona cuscinetto che separava le truppe governative ed elementi armati delle Forze Nuove, e controllata dai contingenti francese e delle Nazioni Unite, è stata smantellata e brigate miste formate da soldati governativi e delle Forze Nuove hanno iniziato a pattugliare la zona. A settembre, è stato lanciato un processo di registrazione elettorale e a novembre i due partiti hanno concordato di tenere le elezioni presidenziali entro giugno 2008. A dicembre i due partiti si sono impegnati ad avviare il lungamente atteso processo di disarmo quale passo verso la formazione di un nuovo esercito nazionale.

A ottobre, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso di rinnovare per un ulteriore anno l'embargo sulle armi e le esportazioni di diamanti così come le sanzioni individuali come il divieto di recarsi all'estero e il congelamento dei beni contro tre leader politici.

Violenza sulle donne

Sono proseguite le notizie di violenza sessuale contro donne e ragazze mentre diversi presunti responsabili sono stati rilasciati senza essere processati. Questo tipo di impunità è dipesa in special modo dal fatto che il codice penale ivoriano non dà una definizione di stupro.

*A luglio, una ragazza di 16 anni che lavorava come cameriera in una casa privata, stando alle fonti, è stata stuprata a Abidjan dal figlio del suo datore di lavoro. Il presunto responsabile è stato arrestato ma rilasciato il giorno stesso. Nonostante le diverse richieste da parte dell'avvocato della vittima, a fine anno non erano note indagini ufficiali in corso di svolgimento sul caso.

*A fine anno non erano state intrapresi provvedimenti per fornire indennizzi o accesso ad assistenza medica alle innumerevoli donne e ragazze che erano state vittime di diffusi e sistematici stupri e aggressioni sessuali da parte di appartenenti alle forze combattenti o di civili strettamente legati alle stesse sin dall'inizio del conflitto armato nel 2002. Tutto ciò si è verificato nonostante gli impegni ufficiali assunti dal governo e dal presidente.

Accuse di abusi sessuali da parte di truppe di peacekeeping

A luglio, sono emerse gravi accuse di diffusi abusi sessuali da parte di soldati del contingente di peacekeeping dell'Operazione delle Nazioni Unite in Costa d'Avorio (UNOCI). Le Nazioni Unite hanno inviato una missione d'inchiesta in Costa d'Avorio che ha osservato come le vittime fossero riluttanti a fornire dettagli riguardo alle aggressioni. A novembre, una missione di inchiesta marocchina si è recata a Bouaké, roccaforte delle Forze Nuove, ma a fine anno i risultati di tale inchiesta non erano stati ancora resi pubblici.

Violazioni dei diritti umani da parte delle forze governative

Le forze di sicurezza si sono rese responsabili di arresti arbitrari, tortura ed esecuzioni extragiudiziali di detenuti, così come di abusi diffusi commessi per estorcere denaro ai posti di blocco e durante le ispezioni dei documenti di identità.

*A marzo, Gombané Bouraima, sospettato di furto, è deceduto in una stazione di polizia di Abidjan in seguito a tortura. La polizia ha aperto un'inchiesta ma a fine anno nessun responsabile era stato identificato per essere processato.

*A luglio, Kouassi Kouamé Félix, di 15 anni, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco, e altre cinque persone sono rimaste ferite nel corso di un attacco a un gruppo di tassisti a Adjamé, Abidjan, da membri del Centro di comando delle operazioni di sicurezza (Centre de commandement des opérations de sécurité - CECOS). Secondo quanto riferito, l'attacco era stato in rappresaglia dopo che un tassista si era rifiutato di consegnare del denaro che gli era stato chiesto da agenti della sicurezza a un posto di blocco. A fine anno, non era noto l'avvio di alcuna inchiesta nonostante le proteste ufficiali da parte di un sindacato dei tassisti.

Abusi da parte delle Forze Nuove

Combattenti e sostenitori delle Forze Nuove si sono resi responsabili di violazioni dei diritti umani, tra cui tortura e maltrattamenti, detenzioni arbitrarie e diffuse estorsioni. È prevalso un clima di impunità dovuto all'assenza di un sistema giudiziario funzionante nel nord del paese.

*Ad agosto, Koné Drissa, accusato di furto, è stato arrestato da membri delle Forze Nuove del Posto di comando operativo (Poste de commandement opérationnel - PCO), un'ala delle Forze Nuove di Bouaké, e torturato mentre era in detenzione. Egli è stato rilasciato nell'arco di pochi giorni ma è morto poco dopo a seguito del trattamento subito. Le Forze nuove hanno promesso indagini ma a fine anno nessuno dei presunti responsabili era stato identificato.

Legge di amnistia

Ad aprile il presidente Gbagbo ha firmato una normativa che garantisce l'amnistia per la maggior parte dei crimini commessi nel contesto del conflitto a partire dal 2002. L'amnistia non ha espressamente escluso i crimini ai sensi del diritto internazionale, compresi i diffusi e sistematici atti di violenza sessuale contro le donne. A luglio, tuttavia, il presidente Gbagbo ha ribadito a una delegazione di Amnesty International che tale amnistia escludeva «i crimini contro l'umanità» e ha assicurato alla delegazione che «le vittime [avrebbero] avuto ogni tipo di opportunità per sporgere le proprie denunce».

Missioni e rapporti di Amnesty International

Una delegazione di Amnesty International ha visitato la Costa d'Avorio a luglio per incontrare il capo di Stato e organizzare un seminario con ONG locali sulla violenza sessuale contro le donne.

Côte d'Ivoire: Targeting women: the forgotten victims of the conflict (AFR 31/001/2007)

Côte d'Ivoire: Crimes under international law cannot be amnestied (AFR 31/006/2007)