Testata per la stampa

Guinea Bissau

Repubblica della Guinea Bissau

Capo di Stato: João Bernardo "Nino" Vieira
Capo del governo: Martinho Ndafa Cabi (subentrato ad Aristides Gomes ad aprile)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 1,7 milioni
Speranza di vita: 45,8 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 206/183‰
Alfabetizzazione adulti: 44,8%

  1. Contesto
  2. Libertà di espressione
  3. Tratta di bambini

Le condizioni economiche disastrose e il traffico di droga hanno minacciato la già fragile stabilità del paese. La libertà di espressione è stata ridotta e giornalisti e difensori dei diritti umani sono stati perseguiti. Bambini sono stati trafficati al di fuori del paese per lavorare come braccianti o mendicanti.

 

Contesto

L'ex comandante della Marina Mohamed Laminé Sanha è stato ucciso a gennaio da aggressori non identificati. Era stato arrestato e trattenuto senza accusa né processo diverse volte a partire dal 2000. L'ultima volta era stato arrestato nell'agosto 2006 e accusato di complotto finalizzato a uccidere il capo di Stato maggiore delle Forze armate. È stato rilasciato senza accusa tre giorni più tardi. Secondo quanto riferito, è stata avviata un'inchiesta sulla morte del comandante Sanha ma a fine anno i suoi risultati non erano stati resi noti. Un ex primo ministro che aveva accusato il presidente Vieira e alti ufficiali militari di coinvolgimento nell'uccisione si è rifugiato per tre settimane all'interno della sede dell'Ufficio di peacebuiding delle Nazioni Unite in Bissau (UNOGBIS) quando è stato emsesso un mandato di arresto nei suoi confronti. Egli ha lasciato l'edificio dopo che il mandato era stato annullato.

A marzo il governo si è dimesso in seguito a voto di sfiducia. Più di un migliaio di persone hanno manifestato contro il governo nella capitale, Bissau, sotto la sorveglianza della polizia in assetto armato e dell'esercito. Ad aprile è stato nominato un nuovo primo ministro ed è stato formato un nuovo governo.

È stato calcolato che a marzo il paese necessitava di 700 milioni di dollari USA per soddisfare le necessità basilari, ma i donatori si sono dimostrati riluttanti a garantire gli aiuti a causa dell'instabilità politica, aggravata dalla situazione economica.

Il paese è divenuto punto cruciale di transito per il traffico di droga dall'America Latina verso l'Europa, fatto che ha posto ancor più a repentaglio la stabilità e la sicurezza del paese. Sono circolate accuse secondo cui membri delle forze armate erano coinvolte nel traffico di droga, in particolare dopo che nel mese di aprile la polizia ha arrestato quattro soldati e due civili con 600 kg di cocaina nella loro auto. A ottobre all'ex ministro della Sicurezza Nazionale è stato imposto di non lasciare il paese mentre erano in corso di svolgimento indagini sul suo coinvolgimento nel commercio di droga.

 

Libertà di espressione

Giornalisti e difensori dei diritti umani sono stati oggetto di arresti e minacce di violenza per aver denunciato che le autorità militari erano coinvolte nel traffico di droga. Alcuni si sono dati alla macchia o si sono rifugiati nella sede dell'UNOGBIS, altri sono fuggiti dal paese.

*A luglio, quattro giornalisti hanno ricevuto minacce. Alberto Dabo, un corrispondente di Rádio Bombolom, si è nascosto per una settimana dopo aver ricevuto minacce telefoniche anonime. Egli aveva pubblicato informazioni che implicavano dipendenti pubblici e soldati nel traffico di droga. A settembre è stato incriminato per diffamazione dello Stato maggiore della Marina, violazione di segreti di Stato e abuso della libertà di stampa. A fine anno il processo a suo carico non era ancora iniziato.

*Il difensore dei diritti umani Mário Sá Gomes si è nascosto nel mese di luglio rifugiandosi successivamente nella sede dell'UNOGBIS dopo che era stato emesso un mandato di arresto nei suoi confronti. Egli aveva invocato pubblicamente la destituzione del capo di Stato maggiore delle Forze armate allo scopo di risolvere il problema del narcotraffico. Egli ha lasciato la sede dell'UNOGBIS dopo tre settimane quando il ministro dell'Interno ha fornito rassicurazioni riguardo alla sua incolumità assegnandoli delle guardie del corpo. È stato interrogato dal Procuratore generale a ottobre ma non è stato incriminato.

 

Tratta di bambini

Non è cessata la tratta di bambini fuori dal paese per lavorare nei campi di cotone del Senegal del sud o come mendicanti nella capitale senegalese. A ottobre e novembre la polizia ha intercettato diversi veicoli che trasportavano all'incirca 200 bambini di età compresa tra 5 e 12 anni, e ha arrestato almeno sette persone. Ai bambini era stato promesso che avrebbero ricevuto un'istruzione in Senegal.

 
Chiudi la versione stampabile della pagina e ritorna al sito