Capo di Stato: Teodoro Obiang Nguema Mbasogo
Capo del governo: Ricardo Mangue Obama Nfube
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 0,5 milioni
Speranza di vita: 50,4 anni
Alfabetizzazione adulti: 87%
Le autorità hanno continuato a limitare la libertà di espressione e a detenere prigionieri di coscienza e a sottoporre attivisti a vessazioni, arresti e detenzioni per brevi periodi di tempo. Nonostante una legge che vieta la tortura, la polizia ha continuato a torturare detenuti, in particolare nella regione continentale del paese. Diversi agenti di polizia sono stati arrestati in relazione a decessi in custodia. Decine di famiglie sono state fatte sgomberare con la forza dalle loro abitazioni e altre centinaia rimanevano a rischio di escomi forzati.
A gennaio un'ondata di incendi si è propagata in diversi quartieri di Malabo che erano stati destinati alla demolizione, distruggendo oltre 100 case e lasciando altrettante famiglie senzatetto. Alcuni quartieri sono stati interessati da incendi per più volte. Uno degli incendi nel quartiere Nuovo Edificio (anche noto come Campo Yaoundé) è avvenuto due giorni dopo che il primo ministro aveva detto ai residenti che la zona sarebbe stata demolita allo scopo di costruire nuovi alloggi popolari. Le autorità hanno affermato che gli incendi erano stati accidentali, ma a metà gennaio la polizia ha dichiarato di aver arrestato 20 persone sospettate di incendio doloso. Non sono state fornite ulteriori informazioni.
A luglio, il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle detenzioni arbitrarie ha visitato le carceri del paese e altri centri di detenzione. I delegati sono riusciti a parlare con la maggior parte dei reclusi, ma non hanno potuto incontrare quattro prigionieri trasferiti dal Benin e dalla Nigeria nel 2005 la cui carcerazione è stata negata dalle autorità, malgrado l'esistenza di prove attendibili che li davano detenuti nella prigione Spiaggia Nera di Malabo.
Ad agosto, le autorità hanno ammesso che il 60% della popolazione viveva in condizioni di assoluta povertà e che soltanto il 33% aveva accesso all'acqua potabile e all'elettricità, nonostante la crescita economica dell'anno precedente fosse stata del 21,5%, una delle più rapide del mondo.
A ottobre, il parlamento ha approvato un progetto di legge di riorganizzazione del sistema giudiziario. Tra le misure concordate vi era l'istituzione di un Consiglio superiore della magistratura che sarebbe stato presieduto dal presidente della Repubblica.
Quattordici prigionieri di coscienza, compreso uno trattenuto senza accusa né processo dall'ottobre 2003, sono rimasti detenuti.
Il personale della sicurezza e le autorità civili, così come membri del Partito democratico della Guinea equatoriale, al governo, hanno sottoposto a vessazioni, arresti o hanno disposto l'arresto, e detenuto per brevi periodi oppositori politici. La maggior parte dei casi sono avvenuti nella regione continentale del paese.
*A febbraio, Ireneo Sialo Sialo, vice segretario generale del partito politico Convergenza per la Socialdemocrazia (CPDS), è stato arrestato senza mandato nelle sua abitazione nella città di Sampaka, sull'Isola di Bioko. L'arresto era stato effettuato su palese richiesta del presidente del consiglio comunale, il quale ha accusato Ireneo Sialo di averlo insultato pubblicamente quando durante un convegno pubblico aveva contestato la sua amministrazione. Egli è stato costretto a svolgere lavori pesanti prima di essere rilasciato il giorno successivo previo pagamento di un'ammenda.
*Secundino Boleko Brown, un uomo d'affari residente in Spagna dal 2000, è stato arrestato ad aprile nella Stazione centrale della polizia di Malabo, assieme all'amministratore locale delle sue imprese d'affari. Quest'ultimo è stato rilasciato senza accusa due settimane dopo. Tuttavia, Secundino Boleko è rimasto in detenzione presso la stazione di polizia senza accusa né processo fino a luglio. Non gli sono state notificate le motivazioni del suo arresto, sebbene al suo avvocato fosse stato detto in via ufficiosa che la polizia lo accusava di essere entrato nella caserma della polizia per disegnare una pianta della zona. Secundino Boleko ha ammesso di aver visitato la caserma dove il suo amministratore, un agente di polizia in servizio attivo, viveva ma ha negato di aver disegnato una pianta, che peraltro non gli è mai stata mostrata. La Corte d'Appello ha ignorato un'istanza di habeas corpus avanzata dal suo avvocato ad aprile.
Nonostante una legge del novembre 2006 vieti tortura e altri maltrattamenti, non sono cessate le notizie di casi di tortura. La maggior parte degli episodi sono avvenuti nelle stazioni di polizia di Bata e di altre città della regione continentale del paese. Almeno due persone sono decedute in seguito a tortura per mano della polizia. Almeno tre agenti sono stati arrestati in relazione a queste morti, ma non è noto se siano stati incriminati o processati.
*Salvador Ndong Nguema è deceduto nell'ospedale di Bata il 6 ottobre in seguito alle percosse subite per mano di una guardia carceraria nella prigione di Evinayong quattro giorni prima. Nel 2006 egli era stato giudicato colpevole di complicità nell'uccisione nel dicembre 2005 di una donna da parte di José Nzamyo "Tipú", la cui esecuzione è avvenuta il 22 ottobre. Il 2 ottobre un soldato in servizio nella prigione lo aveva picchiato nella sua cella. Due giorni dopo la sorella lo aveva rinvenuto all'interno della stessa, steso per terra e con l'addome gonfio. Egli è deceduto dopo un'operazione chirurgica per riparare le lesioni che aveva subito all'intestino, che presentava rotture in diversi punti. Il soldato responsabile è stato arrestato a novembre.
*A febbraio, 16 minorenni di età compresa tra i 5 e i 16 anni sono stati arrestati per brevi periodi e picchiati sotto la pianta dei piedi da un agente di polizia per ordine del vice ministro dell'Agricoltura e delle Foreste il quale sospettava che essi gli avessero rubato l'orologio e i vestiti mentre faceva una nuotata. I minorenni sono stati condotti alla stazione locale della polizia ad Acurenam, nel continente, dove sono stati picchiati. L'ufficiale responsabile non è stato perseguito.
Quattro uomini "estradati" da Libreville, Gabon, nel giugno 2004 e incriminati nel giugno 2006 di terrorismo e ribellione sono stati processati da un tribunale civile a Bata, nel mese di luglio, e giudicati colpevoli di tutte le accuse. A novembre sono stati condannati a pene detentive variabili dai 10 ai 17 anni. Essi sono stati giudicati colpevoli unicamente sulla base di dichiarazioni che avevano reso sotto tortura, in quanto la pubblica accusa non aveva presentato altre prove a suffragare le accuse. Dopo la loro "estradizione" da Libreville, essi sono stati trattenuti in incommunicado e ammanettati nella prigione Spiaggia Nera di Malabo per circa due anni e torturati in diverse occasioni. Sono stati trasferiti nella Prigione centrale [Cárcel Modelo] di Bata a luglio e costretti a prestare lavoro non retribuito nelle case di autorità militari e civili.
Almeno tre persone sono state messe a morte durante l'anno. Secondo i rapporti ricevuti, le esecuzioni sono state effettuate in semi-clandestinità, senza che le famiglie dei condannati ne fossero informati, presso l'Accademia militare di Ekuku, a Bata, sul continente. Salvador Ncogo, che era stato arrestato nel dicembre 2006 per aver ucciso un giovane disabile mentale e Benedicto Anvene sono stati messi a morte il 18 maggio. Non sono stati resi disponibili dettagli sul processo a loro carico. Secondo quanto riferito, i due uomini erano stati tenuti in catene nella Prigione centrale di Bata per diversi mesi. José Nzamyo "Tipú" è stato messo a morte il 22 ottobre. Egli era stato giudicato colpevole nel 2006 dell'uccisione della sua ragazza nel dicembre 2005.
A Malabo e Bata si sono avuti sgomberi forzati seppur su scala minore rispetto all'anno precedente. Centinaia di famiglie sono rimaste a rischio di sgomberi forzati dalle proprie abitazioni in entrambe le città. Nella maggior parte dei casi non vi è stata un'adeguata consultazione o negoziazione e le persone non sono state risarcite per le perdite subite.
*Una mattina del mese di luglio, a Ikunde, un sobborgo di Bata, è giunto senza preavviso un trattore che ha scavato un passaggio aperto tra il fiume e la strada, demolendo le case e gli orti coltivati che trovava sulla sua strada. Una decina di famiglie sono rimaste senzatetto. Secondo quanto riferito, il passaggio serviva a facilitare l'accesso a un hotel nel villaggio di Ntobo, a circa 6 km di distanza, di proprietà di un parente del presidente della Repubblica. Non sono stati dati né preavvisi, né consultazione o risarcimenti né sono state seguite le debite procedure e non è stata trovata una nuova sistemazione per le famiglie.