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Guinea

Repubblica di Guinea

Capo di Stato: presidente Lansana Conté
Capo del governo: Lansana Kouayaté (subentrato a Eugène Camara a marzo)
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 9,8 milioni
Speranza di vita: 54,8 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 145/149‰
Alfabetizzazione adulti: 29,5%

  1. Contesto
  2. Polizia e forze di sicurezza
  3. Tortura e altri maltrattamenti
  4. Libertà di espressione
  5. Pena di morte
  6. Missioni e rapporti di Amnesty International

Le forze di sicurezza sono ricorse a un uso eccessivo della forza contro manifestanti. Oltre un centinaio di questi sono rimasti uccisi e molti altri feriti. Donne sono state oggetto di stupri da parte di militari. Sono state riportate detenzioni arbitrarie e uccisioni da parte delle forze di sicurezza. Tortura e altri maltrattamenti di manifestanti e detenuti sono risultati diffusi. Giornalisti sono stati arbitrariamente detenuti.

 

Contesto

A fronte di un contesto di grave crisi economica, i due principali sindacati della Guinea, sostenuti dai partiti di opposizione, hanno indetto uno sciopero generale a gennaio. Manifestazioni per la richiesta di cambiamenti sono state organizzate nelle principali città, paralizzando l'intero paese.

Il presidente Lansana Conté, che aveva assunto la carica nel 1984 in seguito a un colpo di Stato, ha tentato di reprimere le agitazioni con la forza. Per l'intero mese di gennaio, in testa ai cortei, membri delle forze di sicurezza hanno sparato su manifestanti pacifici, uccidendo decine di persone e ferendone altre. Nonostante l'uso della forza e l'arresto di alcuni leader della società civile e sindacalisti, lo sciopero generale è proseguito e alla fine di gennaio i sindacati hanno chiesto la nomina di un governo di consenso.

A febbraio, il presidente Conté ha nominato Eugène Camara quale primo ministro. Ciò ha provocato ampie proteste in quanto Eugène Camara era strettamente legato al presidente.

Gli scontri tra manifestanti e le forze di sicurezza sono aumentati e il 12 febbraio è stato proclamato lo stato di emergenza. Il 24 dello stesso mese, il presidente Conté ha chiesto all'Assemblea Nazionale di estendere lo stato di emergenza, richiesta che è stata respinta. Lo sciopero generale è stato interrotto il 27 febbraio e il 28 marzo è stato nominato un nuovo governo. Questo non era formato da alcun esponente dei partiti politici ma era unicamente composto da esponenti della società civile.

A maggio, membri delle forze armate sono scesi per le strade della capitale, Conakry, e di altre città, manifestando e sparando in aria. Almeno 13 persone sono rimaste uccise altre ferite da proiettili vaganti. I soldati chiedevano il pagamento degli arretrati dei loro salari e la destituzione di determinati ufficiali di alto rango dell'esercito. Quest'ultima loro richiesta è stata accolta.

A maggio è stata istituita una Commissione d'inchiesta indipendente incaricata di condurre le indagini sulle gravi violazioni dei diritti umani e i gravi reati commessi durante gli scioperi del giugno 2006 e gennaio-febbraio 2007.

 

Polizia e forze di sicurezza

***Uccisioni

Più di 135 persone, in gran parte disarmate, sono state uccise da membri delle forze di sicurezza nel corso di manifestazioni che chiedevano le dimissioni del presidente. In diverse occasioni, le forze di sicurezza hanno mirato a organi vitali dei manifestanti e hanno sparato alla schiena delle persone in fuga. Alcuni membri delle forze di sicurezza hanno inoltre impedito alle persone di soccorrere i manifestanti feriti.

*Abdoulaye Diallo era uno dei diversi manifestanti uccisi a colpi d'arma da fuoco alla schiena mentre cercavano di fuggire quando le forze di sicurezza hanno caricato i manifestanti a gennaio.

*Uno studente di 18 anni di Kindia è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco alla schiena durante una manifestazione organizzata a febbraio mentre tentava di soccorrere alcuni feriti.

***Detenzioni arbitrarie

Decine di persone, compresi manifestanti e impiegati di una stazione radiofonica privata, sono state arrestate per brevi periodi di tempo dalle forze di sicurezza durante lo sciopero generale. Alcune sono state torturate in custodia.

*A luglio, Sidibé Keita, membro di un partito di opposizione, è stato arrestato e trattenuto per oltre un mese. È stato rilasciato senza accusa né processo dopo un mese.

*A dicembre, Lansana Komara, membro dell'ufficio esecutivo del Raggruppamento del popolo guineano (Rassemblement du peuple de Guinée - RPG), è stato trattenuto per più di cinque giorni presso il palazzo presidenziale dove, stando alle fonti, è stato torturato e appeso dal soffitto a testa in giù. È stato in seguito trasferito nella caserma militare PM III dove a fine anno rimaneva ancora trattenuto senza accusa.

 

Tortura e altri maltrattamenti

Nel distretto Timbo di Kankan, un insegnante di circa 60 anni è stato arrestato a gennaio nel cortile del suo condominio. Non è stata fornita alcuna motivazione per il suo arresto, nel corso del quale è stato picchiato davanti a diverse persone, bambini compresi. All'interno del campo militare, egli è stato immobilizzato a terra da quattro gendarmi mentre un quinto lo picchiava con il proprio manganello.

*Un membro dell'Unione della gioventù guineana è stato arrestato due volte a febbraio. Egli è stato picchiato con il calcio di fucili e i poliziotti gli hanno camminato sopra prendendolo a calci sul petto mentre era ammanettato con entrambe le braccia dietro la schiena. Gli agenti gli hanno legato entrambi i gomiti dietro la schiena, gli hanno inserito un manganello tra le braccia, tirandolo a intervalli regolari per aumentare il dolore.

***Violenza sulle donne

Durante il periodo dello sciopero generale, alcune donne sono state stuprate da soldati o da uomini a volto coperto che vestivano uniformi militari.

 

Libertà di espressione

La libertà di espressione è stata messa a dura prova per l'intero anno. Giornalisti hanno affrontato detenzioni politicamente motivate, detenzioni arbitrarie e carcerazioni.

A gennaio, il ministro dell'Informazione ha ordinato a tutte le stazioni radiofoniche private e comunitarie di non trasmettere alcun materiale relativo allo sciopero generale.

*A febbraio, le guardie presidenziali hanno arrestato due persone che lavoravano per la stazione radiofonica FM Liberty e saccheggiato il centro di trasmissione. I soldati hanno accusato la stazione radiofonica di condurre interviste che criticavano il presidente Conté.

Uno dei due dipendenti, David Camara, è stato arrestato da membri delle forze di sicurezza, i quali hanno minacciato di ucciderlo e gli hanno spento una sigaretta sul collo. Egli è stato rilasciato senza condizioni due giorni dopo.

*A febbraio, due stazioni radiofoniche, Familia FM e Radio Soleil, hanno interrotto le trasmissioni, stando alle fonti, dopo che avevano ricevuto minacce anonime.

Ad agosto, un tribunale di Conakry ha comminato sentenze al carcere con sospensione della pena nei confronti di due direttori di quotidiani in relazione ad articoli che accusavano di corruzione un ex ministro del governo.

 

Pena di morte

Ad aprile, 23 prigionieri del braccio della morte della prigione civile di Conakry (maison centrale) e della prigione di alta sicurezza di Kindia, a est di Conakry, hanno dichiarato di essere stati torturati o maltrattati all'epoca del loro arresto e durante i primi giorni di detenzione. Diversi mostravano i segni delle percosse o di legature strette con funi.

A giugno, il ministro guineano della Giustizia e dei Diritti Umani ha fornito rassicurazioni secondo cui il governo era contrario alla pena di morte e che le persone nel braccio della morte non sarebbero state messe a morte.

 

Missioni e rapporti di Amnesty International

Delegati di Amnesty International hanno visitato la Guinea ad aprile e avuto colloqui con le autorità.


Guinea: The killings must stop immediately (AFR 29/001/2007)

Guinea: Fundamental freedoms must not be jeopardized by the state of siege (AFR 29/002/2007)

Guinea: "Soldiers were shooting everywhere" (AFR 29/003/2007)

Guinea: Security forces still a threat (AFR 29/004/2007)

 
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