Capo di Stato e di governo: Ellen Johnson-Sirleaf
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 3,5 milioni
Speranza di vita: 44,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 217/200‰
Alfabetizzazione adulti: 51,9%
La situazione dei diritti umani è andata migliorando durante l'intero corso dell'anno, sebbene il persistere di problematiche relative all'amministrazione della giustizia. Le carceri sono state caratterizzate da sovraffollamento, con la maggioranza dei detenuti in attesa di processo. Non sono stati compiuti progressi nell'istituzione della Commissione indipendente sui diritti umani. La Commissione verità e riconciliazione ha fatto poco per dare attuazione al proprio lavoro. La violenza sulle donne è rimasta un fenomeno diffuso. Si sono avuti diversi episodi di vessazioni nei confronti di giornalisti da parte delle forze di sicurezza. È proseguito all'Aja, nei Paesi Bassi, il processo a carico dell'ex presidente liberiano Charles Taylor, incriminato per crimini di guerra e crimini contro l'umanità in Sierra Leone (cfr. Sierra Leone).
La lotta alla corruzione è rimasta una priorità per il governo di Ellen Johnson-Sirleaf. Sono proseguiti i processi a carico di ex membri del Governo nazionale transizionale della Liberia, accusati di furto. Dopo un voto di sfiducia da parte di membri della Camera dei Rappresentanti, l'ex portavoce della stessa, Edwin Snowe, ha rassegnato le dimissioni. Ad aprile gli è subentrato Alex Tyler del Partito d'azione liberiano.
A luglio, tre uomini, George Koukou, ex portavoce dell'Assemblea legislativa nazionale transizionale, il generale maggiore Charles Julu, ex capo di Stato maggiore e capo dell'unità anti-terrorismo sotto Samuel Doe, e il colonnello Dorbor sono stati arrestati e accusati di tradimento; il processo a loro carico era in corso. Le sanzioni sui diamanti e il legname sono state revocate ad aprile e la Liberia è stata ammessa allo schema di verifica del processo Kimberley, un processo riconosciuto a livello internazionale designato a certificare l'origine dei diamanti grezzi allo scopo di ridurne il contrabbando. I legislatori liberiani hanno dibattuto un controverso progetto di legge finalizzato a congelare i beni dei funzionari dell'ex governo ma il progetto è stato in ultima analisti respinto.
Il rimpatrio volontario sotto l'egida dell'UNHCR è stato completato a giugno. All'incirca 80.000 liberiani risiedevano ancora in altri paesi e circa 50.000 profughi, in maggioranza provenienti dalla Costa d'Avorio, sono rimasti in Liberia.
Ex combattenti liberiani, stando alle accuse, sono stati coinvolti nella crisi politica in Guinea nel mese di febbraio. Notizie non confermate hanno riferito attraversamenti del confine di ex combattenti liberiani in Costa d'Avorio.
A febbraio, si è tenuta una conferenza di donatori che ha rivisto i risultati ottenuti dalla Liberia. Anche gli Stati Uniti hanno cancellato il debito della Liberia pari a 391 milioni di dollari USA.
A dicembre, il mandato della Missione delle Nazioni Unite in Liberia (UNMIL) è stato esteso al settembre 2008.
I ritardi nel pagamento dei sussidi statali concessi ha provocato manifestazioni da parte di ex combattenti in almeno tre città della Liberia. A gennaio, circa 50 membri del gruppo etnico mandingo hanno indetto una manifestazione davanti al palazzo presidenziale chiedendo un intervento in merito alle dispute sui terreni nella contea di Nimba. È stata istituita una Commissione presidenziale con il compito di indagare sulla situazione. Più tardi nel corso dell'anno sono scoppiate nuove violente proteste sui terreni nel sud-est del paese.
Violente manifestazioni che hanno visto il coinvolgimento di studenti universitari si sono avute anche a Gbarnga a metà aprile. Le proteste erano incentrate sull'inadeguatezza delle strutture del campus. A giugno sono scoppiate proteste all'Università della Liberia, quando studenti hanno protestato a favore dei loro docenti, i quali erano in sciopero per il mancato pagamento dei loro stipendi.
A luglio, le indagini condotte dalla polizia su furti e violenze al Freeport, il principale porto marittimo di Monrovia, hanno provocato violenti scontri in cui sono rimaste ferite 50 persone. Sull'episodio è stata istituita una commissione d'inchiesta. Violente proteste si sono inoltre avute a Bong Mines, a 50 miglia da Monrovia. I residenti si erano infuriati per ciò che essi ritenevano un coinvolgimento della polizia nella morte di un bambino di 5 anni. Una stazione di polizia di recente costruzione è stata incendiata e distrutta e le residenze della Polizia nazionale liberiana e l'abitazione del sindaco della città sono state oggetto di vandalismi durante i disordini. A dicembre, le proteste nella piantagione di caucciù della Firestone e la risposta della polizia hanno provocato il ferimento di cinque persone e il saccheggio delle infrastrutture della piantagione.
All'incirca 90.000 ex combattenti hanno beneficiato di programmi di reintegro, sebbene altri 9.000 fossero ancora in attesa di opportunità per essere reintegrati. Alcuni di coloro che ne hanno beneficiato erano impegnati in programmi di addestramento dell'esercito e della polizia. A luglio, ha ottenuto il diploma di addestramento di base una unità formata interamente da donne.
Le lacune del settore della magistratura hanno continuato a rappresentare un grosso problema. I funzionari preposti alla giustizia hanno applicato normative e procedure in modo non coerente, non hanno rispettato gli standard fondamentali sui diritti umani e si sono dati a pratiche legate alla corruzione. Sebbene procuratori statali siano assegnati a ogni tribunale di circuito, la maggioranza dei tribunali di circuito non aveva collegi di difesa. La pratica del processo tramite prova, una pratica attraverso cui la colpevolezza o l'innocenza dell'accusato viene determinata dal superamento di una prova dolorosa, è rimasta diffusa nelle zone rurali. Poco è stato fatto durante l'anno per migliorare il sistema giudiziario minorile.
È stato redatto un progetto di legge per l'istituzione di una commissione per le riforme legislative. Questa avrà il compito di fornire una revisione complessiva delle leggi al fine di garantire che queste siano in linea con gli standard internazionali.
Le condizioni carcerarie sono rimaste precarie e le evasioni sono risultate frequenti. Il problema del sovraffollamento ha caratterizzato la prigione centrale di Monrovia, che conteneva 780 detenuti in un edificio designato per 470 reclusi. La maggior parte dei detenuti era in attesa di processo. L'UNMIL ha addestrato 104 dipendenti della sicurezza, e altro personale avrebbe seguito la formazione nel 2008.
Sono stati compiuti pochi progressi per istituire una Commissione nazionale indipendente sui diritti umani a causa di un ritardo nella nomina dei commissari.
I lavori della Commissione verità e riconciliazione sono avanzati lentamente. A marzo i lavori della Commissione sono stati sospesi a causa di timori per la sua trasparenza. È stato istituito un gruppo di lavoro comprendente membri della Commissione donatori, che ha portato ad alcuni sviluppi positivi compresa l'assunzione di personale qualificato. Esponenti della società civile hanno sollevato dubbi riguardo alla mancanza di avanzamento dei lavori della commissione. L'inizio delle udienze pubbliche è stato fissato per gennaio 2008.
È proseguito il processo a carico di Roy M. Belfast Jr (conosciuto anche come Charles McArthur Emmanuel e Charles "Chuckie" Taylor Jr), figlio di Charles Taylor, il quale era stato accusato di tortura, cospirazione finalizzata a tortura, e impiego di armi da fuoco nel contesto di reato violento mentre ricopriva la carica di capo dell'Unità anti-terrorismo.
Nonostante l'approvazione di una nuova legge sullo stupro nel dicembre 2005, che fornisce una più chiara definizione di stupro e pene più severe, si sono registrati ancora tassi elevati di incidenza di stupro nei confronti di donne e ragazze. Vi è stato un aumento del numero di casi di stupro processati davanti a tribunali di circuito e l'anno ha visto il primo verdetto di colpevolezza per stupro dalla fine del conflitto. Tuttavia, importanti disposizioni della legge del 2006 non sono state applicate in maniera uniforme dai funzionari giudiziari e nella maggior parte dei casi hanno trovato un accordo al di fuori dei tribunali.
A febbraio, in seguito alla pubblicazione da parte del quotidiano Independent di fotografie che ritraevano un ministro dello Stato per gli Affari Presidenziali a letto con due donne, il giornale è stato chiuso dalla polizia. A marzo la Corte Suprema della Liberia ha tentato di far revocare la chiusura, tuttavia, il governo della Liberia l'ha confermata dando istruzioni alle tipografie di non stampare il giornale; il governo ha revocato l'ingiunzione a giugno.
A febbraio, il giornalista Othello Guzean della rete radiofonica a controllo statale Liberia Broadcasting System (LBS) è stato sospeso a tempo indeterminato dal direttore dell'LBS dopo che aveva mandato in onda un'intervista con il parlamentare dell'opposizione Thomas Fallah del partito Congresso per il cambiamento democratico. Il direttore dell'LBS ha descritto la messa in onda dell'intervista come inaccettabile e contraria alla politica editoriale della stazione.
A giugno, nel corso di scontri tra studenti dell'Università della Liberia e le forze di sicurezza, i giornalisti Daylue Goah del New Democrat e Evan Ballah del Public Agenda sono stati picchiati dalle forze di sicurezza. Goah è rimasto gravemente ferito.
Ad agosto, la Polizia nazionale della Liberia e l'Autorità antidroga hanno aggredito fisicamente detenendolo per un breve periodo il giornalista J. Rufus Paul del quotidiano Daily Observer. Egli è stato arrestato per ciò che è stato definito dalla polizia come «tentativo senza invito di cronaca di un'esercitazione a effettuare raid».
A settembre, le guardie del corpo della presidente Ellen Johnson-Sirleaf, del Servizio di sicurezza speciale (SSS), hanno intimidito diversi giornalisti e corrispondenti locali di organizzazioni giornalistiche internazionali, tra cui Jonathan Paylelay della BBC, Dosso Zoom di Radio France International, e Alphonso Towah dell'agenzia di stampa Reuters, per ciò che le guardie presidenziali hanno definito come «infrazione al protocollo».
Amnesty International ha visitato la Liberia a febbraio e a settembre.