Capo di Stato: Armando Guebuza
Capo del governo: Luisa Diogo
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 20,5 milioni
Speranza di vita: 42,8 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 171/154‰
Alfabetizzazione adulti: 38,7%
Vi è stato un aumento del numero di sospetti criminali uccisi illegalmente dalla polizia. Quest'ultima si è resa anche responsabile di altre violazioni dei diritti umani, tra cui arresti e detenzioni arbitrarie e uso eccessivo della forza. È stato calcolato che le inondazioni, iniziate nel dicembre 2006, alla data di febbraio 2007 avevano determinato all'incirca 120.000 sfollati. La situazione è stata aggravata dagli effetti del ciclone tropicale Favio, che ha colpito la provincia meridionale di Inhambane provocando ulteriori danni e distruzione di abitazioni.
A marzo il Mozambico ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
A novembre, l'Assemblea Generale si è autoconferita il potere di emendare la Costituzione allo scopo di posticipare le prime elezioni di sempre all'assemblea provinciale fissate per il mese di dicembre.
Vi sono state alcune serie di esplosioni in arsenali militari nella capitale, Maputo, e una nella città di Beira. Oltre un centinaio di persone sono rimaste uccise, centinaia di altre ferite e altrettante senzatetto. L'episodio più grave è avvenuto a marzo quando un'esplosione all'arsenale militare Malhazine a Maputo, che era già esploso a febbraio, ha ucciso oltre un centinaio di persone ferendone almeno 500. Per tutto l'anno esplosioni di più lieve entità hanno provocato altre vittime.
Vi è stato un aumento del numero di sospetti criminali uccisi illegalmente dalla polizia. Pochi di questi casi sono stati indagati e nessun poliziotto è stato perseguito per violazioni dei diritti umani. A maggio, il Procuratore generale ha annunciato un'inchiesta sulla possibile esistenza di "squadroni della morte" all'interno del corpo di polizia responsabili di queste uccisioni. Tuttavia, alla data di stampa, i risultati dell'inchiesta non erano stati ancora resi noti. Gli agenti di polizia arrestati per violazioni dei diritti umani nel 2006 a fine 2007 non erano stati ancora processati.
*Ad aprile, tre agenti di polizia hanno prelevato Sousa Carlos Cossa, Mustafa Assane Momede e Francisco Nhantumbo da una stazione di polizia di Laulane, a Maputo, li hanno portati in un campo sportivo nel quartiere di Costa do Sol dove li hanno uccisi a colpi d'arma da fuoco. I poliziotti hanno sostenuto che gli uomini stavano cercando di fuggire. Tuttavia, i referti d'autopsia hanno rivelato che ai tre uomini era stato sparato dietro il collo a bruciapelo. I poliziotti sono stati sospesi dal servizio, ma la polizia si è inizialmente rifiutata di arrestarli. Essi sono stati alla fine arrestati e detenuti a maggio e hanno asserito di aver obbedito a ordini superiori. A fine anno l'inchiesta sul caso era ancora in corso.
*Abrantes Afonso Penicela è deceduto in ospedale ad agosto, il giorno dopo essere stato rapito, picchiato, colpito da proiettili e ustionato da poliziotti che se ne erano andati credendolo morto. Prima di morire egli ha detto alla sua famiglia e a un poliziotto che un gruppo di almeno cinque agenti erano arrivati a bordo di due auto a casa sua, assieme a un suo amico. Il telefono del suo amico era stato usato per chiamarlo e quando egli è uscito di casa, gli agenti lo hanno catturato, caricato a bordo di una delle auto e gli hanno iniettato una sostanza tossica. Poi lo hanno condotto in una zona isolata di Xhinavane, a circa 120 km a nord di Maputo, dove lo hanno picchiato finché non ha perso conoscenza. Gli agenti gli hanno sparato dietro al collo e gli hanno dato fuoco, poi se ne sono andati, a quanto pare perché pensavano che era morto. Egli è riuscito a trascinarsi verso una strada vicina dove è stato rinvenuto da residenti locali i quali hanno contattato la sua famiglia e lo hanno portato all'ospedale di Xhinavane. La sua famiglia ha denunciato il caso alla polizia del 5° distretto e un agente è andato in ospedale per ascoltare la sua testimonianza. Le autorità di polizia hanno informato la famiglia che sul caso erano in corso indagini, ma a fine anno nessuno era stato arrestato.
Sono stati riferiti casi di arresti e detenzioni arbitrarie da parte della polizia. La maggior parte di questi non sono stati indagati dalle autorità.
*A marzo, a Maputo, manifestanti hanno chiesto le dimissioni del ministro della Difesa Nazionale dopo la seconda esplosione all'arsenale militare di Malhazine. Essi sostenevano che il ministro non si era premurato di far spostare le munizioni dopo la prima esplosione di febbraio. Sei dimostranti sono stati arrestati e detenuti senza accusa presso la stazione di polizia di Alto Mãe da dove sono stati rilasciati il mattino successivo. Il giornalista Celso Manguana è stato arrestato alla stazione di polizia di Alto Mãe mentre indagava sui sei arresti. Egli è stato detenuto per due giorni e poi incriminato per aver insultato le autorità e trasferito nella Prigione civile di Maputo. Secondo quanto è parso, egli si era rivolto alla polizia definendola incompetente dopo che questa non aveva risposto alle sue domande. È stato rilasciato tre giorni dopo il suo arresto e le accuse a suo carico sono state archiviate.
Delegati di Amnesty International hanno visitato il Mozambico a settembre.