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Nigeria

Repubblica Federale della Nigeria

Capo di Stato e di governo: Umaru Musa Yar'Adua (subentrato a Olusegun Obasanjo ad aprile)
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 137,2 milioni
Speranza di vita: 46,5 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 193/185‰
Alfabetizzazione adulti: 69,1%

  1. Contesto
  2. Violenza elettorale
  3. Pena di morte
  4. Delta del Niger
  5. Esecuzioni extragiudiziali
  6. Tortura e altri maltrattamenti
  7. Violenza sulle donne
  8. Sistema giudiziario
  9. Libertà di espressione
  10. Escomi forzati
  11. Discriminazione e diritti LGBT
  12. Missioni e rapporti di Amnesty International

In seguito alle elezioni, guastate da violenze diffuse e ampiamente criticate dagli osservatori, ad aprile Umaru Musa Yar'Adua è stato dichiarato vincitore delle elezioni presidenziali. Le forze di sicurezza hanno continuato a commettere nell'impunità violazioni dei diritti umani nella regione petrolifera del Delta del Niger, e pochi tra la popolazione locale hanno beneficiato del benessere derivato da questa risorsa naturale. Polizia e forze di sicurezza si sono rese responsabili di esecuzioni extragiudiziali di centinaia di persone. Hanno continuato a persistere tensioni religiose ed etniche.

 

Contesto

La Commissione nazionale elettorale indipendente (INEC) ha delegittimato il vice presiedente Atiku Abubakar quale candidato presidenziale, ma la Corte Suprema ha sentenziato poco prima dell'elezione del 21 aprile che egli poteva candidarsi. Le elezioni presidenziali, governatoriali e alle assemblee statali e nazionale sono state ampiamente criticate: la missione di osservatori dell'ECOWAS ha dichiarato che vi erano state gravi irregolarità e la missione di osservatori dell'Unione Europea ha affermato che le elezioni non avevano rispettato gli standard internazionali e regionali fondamentali per elezioni democratiche. Organizzazioni nigeriane, tra cui l'Ordine nigeriano degli avvocati e il Gruppo di controllo sulla transizione, hanno dichiarato che le elezioni non erano da ritenersi attendibili. Nei mesi successivi alle elezioni, la Corte Suprema ha rimosso dalla carica cinque governatori.

L'agenda del nuovo presidente si è concentrata su sviluppo, fonti energia, alimentazione, sicurezza (anche nel Delta), benessere, trasporti, terreni e istruzione. Egli ha espresso l'intenzione di riformare le procedure elettorali. Mike Okiro è stato nominato Ispettore generale della polizia (IGP) incaricato, la cui carica è stata confermata a novembre.

A giugno il Comitato internazionale delle Nazioni Unite di coordinamento delle istituzioni nazionali per la promozione e la protezione dei diritti umani si è rifiutato di rinnovare l'appartenenza della Nigeria a causa della "rimozione irregolare" dell'ex segretario esecutivo della Commissione nazionale sui diritti umani (NHCR), Bukhari Bello, il quale era stato licenziato quattro anni prima della scadenza del suo contratto.

Il precedente Senato aveva approvato un progetto di legge sulla libertà di informazione, ma l'allora presidente Obasanjo non l'aveva convertito in legge. A settembre, il nuovo presidente del Senato ha dichiarato che il Senato avrebbe riesaminato il suddetto progetto di legge.

Per la prima volta è stata eletta una donna alla presidenza della Camera dei Rappresentanti, ma è stata costretta a dimettersi a ottobre in seguito a uno scandalo per corruzione.

Sette ex governatori statali sono stati perseguiti per presunte pratiche di corruzione.

 

Violenza elettorale

Diffuse violenze politiche collegate alle elezioni di aprile hanno causato la morte di almeno 200 persone. Tra le vittime vi erano candidati a cariche politiche, loro sostenitori, funzionari dell'INEC e passanti. Il periodo elettorale è stato caratterizzato anche da attacchi a giornalisti, intimidazioni e vessazioni di elettori e da dilaganti distruzioni di proprietà. Vi sono state anche violenze politiche in concomitanza con le elezioni amministrative locali a novembre e dicembre.

Esponenti politici si sono serviti di bande armate nel contesto delle loro campagne elettorali per attaccare i loro oppositori e rispettivi sostenitori. Il governo non è intervenuto in modo concreto per arginare la violenza o per far fronte all'attività dei politici che la fomentavano.

Secondo quanto riferito, il presidente Yar'Adua ha ordinato all'IGP incaricato di riaprire le indagini in diverse uccisioni politiche rimaste irrisolte negli anni precedenti, tra cui quella del capo Bola Ige, di Marshall Harry, del capo Funsho Williams, del capo Barnabas Igwe e di sua moglie, e di Godwin Agbroko.

 

Pena di morte

A dicembre Amnesty International e ONG nigeriane hanno ricevuto prove di almeno sette esecuzioni per impiccagione condotte nel 2006 nelle prigioni di Kaduna, Jos e Enugu, sebbene il 15 novembre 2007 un rappresentante nigeriano abbia affermato alle Nazioni Unite che «negli ultimi anni in Nigeria non abbiamo eseguito alcuna sentenza capitale». Dopo che Amnesty International aveva rivelato i propri risultati, un funzionario statale di Kano ha confermato alla BBC che le esecuzioni avevano avuto luogo. La Nigeria non aveva riportato ufficialmente alcuna esecuzione dal 2002.

Alla fine dell'anno, il braccio della morte contava 784 reclusi, oltre 200 dei quali si trovavano lì da oltre 10 anni. Durante l'anno sono state comminate almeno 20 sentenze di morte.

A maggio, la Commissione presidenziale per la riforma dell'amministrazione della giustizia ha reiterato la conclusione del Gruppo nazionale di studio sulla pena di morte del 2004 e richiesto una moratoria ufficiale sulle esecuzioni fintantoché il sistema di giustizia nigeriano non fosse in grado di garantire processi equi in materia di casi capitali.

Il ministro dell'Informazione ha annunciato il 17 maggio che la Nigeria aveva concesso un'amnistia a tutti i prigionieri ultrasettantenni e ai sessantenni o più anziani che si trovavano nel braccio della morte da 10 anni o più. Secondo il ministro, essi sarebbero stati rilasciati prima dell'insediamento del nuovo presidente previsto il 29 maggio. Tuttavia, il governo non ha reso noto se tale impegno sia stato mantenuto e non si sono avute segnalazioni di rilasci.

Il 1° ottobre, in occasione del 47° anniversario dell'indipendenza della Nigeria, quattro governatori statali hanno annunciato la grazia e la commutazione delle sentenze nei confronti di 57 prigionieri del braccio della morte.

 

Delta del Niger

Le forze di sicurezza hanno continuato a compiere frequenti violazioni dei diritti umani nel Delta del Niger. Le violazioni comprendevano esecuzioni extragiudiziali, tortura e distruzione di abitazioni. Militanti hanno rapito decine di lavoratori petroliferi e loro familiari, bambini compresi, e attaccato molti pozzi petroliferi.

Nel periodo elettorale antecedente le elezioni dell'aprile 2007, la violenza nel Delta ha visto un incremento, quando esponenti politici si sono serviti di bande armate per attaccare i loro oppositori. Dopo le elezioni, la violenza, piuttosto che diminuire, è al contrario ulteriormente aumentata.

Ad agosto, bande rivali si sono scontrate nelle strade di Port Harcourt, uccidendo almeno 30 persone e ferendone molte di più, passanti compresi. Un numero maggiore di persone sono morte quando la Task force congiunta militare (JTF) è intervenuta usando elicotteri e mitragliatrici, e almeno 32 membri di bande, membri delle forze di sicurezza e passanti sono rimasti uccisi. A seguito degli scontri, è stato imposto il coprifuoco. Secondo quanto riferito, molte persone con nessun legame con le bande sono state arrestate, sebbene il comandante della JTF abbia negato il fatto. Le violenze sono continuate, intensificandosi verso la fine dell'anno. A fine anno la JTF era ancora dispiegata in città e il coprifuoco era ancora in vigore.

Non sono note iniziative per assicurare alla giustizia i membri delle forze di sicurezza responsabili di gravi violazioni dei diritti umani compiute negli anni precedenti. I rapporti di due commissioni giudiziarie d'inchiesta non sono stati resi pubblici. Le commissioni hanno esaminato gli eventi del febbraio 2005, un raid compiuto da membri della JFT a Odioma, in cui rimasero uccise almeno 17 persone, e di una protesta al terminal Escravosoil, in cui soldati aprirono il fuoco sui dimostranti.

Le persone residenti nel Delta del Niger non hanno avuto accesso ad acqua potabile ed elettricità e hanno potuto disporre di poche scuole funzionati o centri di cure sanitarie.

 

Esecuzioni extragiudiziali

Membri della polizia e delle forze di sicurezza si sono resi responsabili di esecuzioni extragiudiziali di centinaia di persone. Ciò ha compreso uccisioni da parte della polizia durante controlli di routine nelle strade o per ritorsione per non aver pagato una tangente, sparatorie contro sospetti rapinatori armati durante l'arresto ed esecuzioni extragiudiziali di detenuti in centrali della polizia. Anche militari sono stati frequentemente coinvolti in esecuzioni extragiudiziali, specialmente nel Delta del Niger. Il 27 marzo il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie ha dichiarato al Consiglio per i diritti umani che la Nigeria deve porre termine alle esecuzioni extragiudiziali della polizia.

L'IGP incaricato ha affermato che nei primi 100 giorni in cui era in carica, la polizia aveva arrestato 1.628 rapinatori armati e ne aveva ucciso 785. ONG hanno denunciato che il numero delle uccisioni era più elevato. Nonostante l'allarmante numero delle suddette uccisioni, il governo ha fatto molto poco per affrontare il problema. Al contrario, la polizia è stata incoraggiata a sparare ai rapinatori armati. Il 23 ottobre, il Commissario della polizia del Territorio della capitale federale, per citare un esempio, ha ordinato ai suoi uomini di sparare a vista contro i rapinatori armati colti nell'atto di commettere un crimine.

 

Tortura e altri maltrattamenti

Non si è attenuata la cultura dell'impunità per tortura e maltrattamenti da parte della polizia. Il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla tortura ha concluso nel mese di marzo che tortura e maltrattamenti erano diffusi in custodia di polizia, e sistematici in particolare presso i dipartimenti di indagine criminale.

 

Violenza sulle donne

A gennaio, il ministro federale per le Politiche femminili ha espresso l'intenzione del governo di promuovere la parità di genere così come le politiche sociali e i diritti di donne e bambini nigeriani. Tuttavia, la violenza sulle donne è rimasta dilagante, con riferimento anche a violenza domestica, stupri, e altre violenze sessuali da pare di funzionari statali e soggetti privati. I fattori sottendenti alla violenza comprendevano una radicata cultura di impunità per le violazioni dei diritti umani commesse dalla polizia e dalle forze di sicurezza e la costante incapacità delle autorità a esercitare la diligenza dovuta nell'impedire e affrontare la violenza sessuale da parte sia di attori statali sia non statali.

A maggio un progetto di legge per dare attuazione alla Convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione sessuale contro le donne non è stato approvato dall'Assemblea Nazionale. La Nigeria ha ratificato la Convenzione nel 1985.

La Camera dell'assemblea di Lagos ha approvato un progetto di legge sulla violenza domestica e altre questioni correlate. A livello federale, un progetto di legge che affrontava la violenza domestica non è stato convertito in legge.

La Commissione riforme legislative della Nigeria ha proposto ad agosto che lo stupro prevedesse una pena detentiva di 15 anni.

 

Sistema giudiziario

Nonostante i diversi annunci da parte del governo di voler riformare il sistema carcerario, non sono state attuate iniziative evidenti.

A fronte di una popolazione carceraria calcolata dal governo pari a 45.000 unità, all'incirca 25.000 detenuti erano in attesa di giudizio, molti da oltre cinque anni.

Il 10 gennaio, il presidente del Comitato presidenziale per la riforma carceraria e la riabilitazione ha reso noto che 7,8 miliardi di N (all'incirca 64 milioni di dollari USA) erano stati stanziati per la prima fase di un programma di riforma carceraria. Tuttavia, durante l'anno non è stata riferita alcuna iniziativa per dare attuazione al programma.

A maggio il Comitato presidenziale ha pubblicato un elenco di 552 reclusi di cui si raccomandava il rilascio. Tra questi figuravano detenuti che erano in attesa di processo da oltre 10 anni o il cui fascicolo giudiziario era stato perso; reclusi affetti da malattie a rischio per la vita; reclusi ultrasessantenni e prigionieri che erano da oltre 10 anni nel braccio della morte. Il governo federale non ha seguito le suddette raccomandazioni, ma ha annunciato il rilascio di tutti i reclusi ultrasettantenni. Tuttavia, di questi rilasci non si è più saputo nulla.

I lunghi ritardi nel sistema giudiziario, le spaventose condizioni e il grave sovraffollamento hanno contribuito a crescenti sentimenti di disperazione e frustrazione tra i reclusi. Vi sono state rivolte in almeno tre carceri: a Kuje, Kano centrale e Agodi, nel corso delle quali sono morti almeno 20 prigionieri e molti sono rimasti feriti.

 

Libertà di espressione

Difensori dei diritti umani e giornalisti critici del governo hanno continuato a subire intimidazioni e vessazioni. Molti sono stati arrestati dal Servizio di sicurezza di Stato (SSS) e rilasciati dopo essere stati ascoltati.

*Un cittadino statunitense direttore di una ONG con sede in Nigeria, un dipendente nigeriano e due giornalisti tedeschi sono stati arrestati dall'SSS a settembre perché sospettati di spionaggio. Essi sono stati in seguito rilasciati senza accusa.

*A settembre un giornalista è stato picchiato fino a perdere conoscenza mentre era impegnato nella cronaca di una rivolta carceraria a Ibadan.

*A ottobre, l'SSS ha arrestato diversi giornalisti che avevano criticato i governatori degli Stati di Borno e Akwa Ibom.

 

Escomi forzati

Sono stati segnalati diversi episodi di escomi forzati così come di frequenti minacce di sgomberi forzati. A luglio il presidente Yar'Adua ha ordinato di fermare l'arbitraria demolizione di case e di seguire le debite procedure. Il Territorio della capitale federale (FCT), tuttavia, ha continuato a demolire case ad Abuja. A fine anno erano oltre 450 le case di cui si attendeva l'esito del ricorso contro la demolizione presso i tribunali del FCT.

A seguito delle violenze tra bande armate a Port Harcourt, il governatore ha deciso ad agosto di demolire le abitazioni che si affacciano sul lungomare della città e di sostituirle con 6.000 nuove unità abitative. Il progetto è stato sospeso a ottobre dopo la rimozione del governatore.

 

Discriminazione e diritti LGBT

Un progetto di legge volto a punire con una pena detentiva di cinque anni qualsiasi persona coinvolta in matrimoni tra persone dello stesso sesso, o che abbia contribuito a o appoggiato tale tipo di matrimonio è stato discusso dall'Assemblea Nazionale a febbraio. Introdotta inizialmente nel 2006, la bozza di legge non ha trovato l'approvazione dell'Assemblea Nazionale prima del cambiamento di governo. Un analogo progetto di legge era stato discusso dalla precedente Camera dell'assemblea di Lagos, ma non era stato approvato.

*Ad aprile, cinque donne si sono date alla macchia a Kano dopo essere state accusate dall'Hisbah, la polizia islamica di aver organizzato un matrimonio lesbico in un teatro. La donne hanno negato di essersi sposate l'una con l'altra e hanno insistito che la cerimonia aveva lo scopo di raccogliere denaro. A seguito dell'episodio, l'Hisbah ha demolito diversi teatri della città.

*Ad agosto, 18 uomini sono stati arrestati nello Stato di Bauchi e accusati di appartenenza a un circolo illegale, di aver commesso atti indecenti e di cospirazione criminale.

 

Missioni e rapporti di Amnesty International

Delegati di Amnesty International hanno visitato la Nigeria a gennaio, marzo e luglio.


Nigeria: Joint statement on ending political violence and human rights abuses as April elections approach (AFR 44/002/2007)

Nigeria: Impunity for political violence in the run-up to the April 2007 elections (AFR 44/004/2007)

Nigeria elections: Attack impunity not human rights! (AFR 44/010/2007)

Nigeria: Are human rights on the political agenda? (AFR 44/013/2007)

Nigeria: Amnesty International delegates say prison conditions 'appalling' (AFR 44/019/2007)

Nigeria: Violence in Port Harcourt escalates (AFR 44/020/2007)

Nigeria: 47th Independence Day - a new opportunity to abolish the death penalty (AFR 44/021/2007)

Nigeria: Local government elections - no lessons learned (AFR 44/027/2007)

Nigeria: Stop executions - Adopt a moratorium, Joint Public statement by Nigerian NGOs and Amnesty International - 17 December 2007 (AFR 44/030/2007)

 
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