Capo di Stato e di governo: Thabo Mbeki
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 47,7 milioni
Speranza di vita: 50,8 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 77/70‰
Alfabetizzazione adulti: 82,4%
In un contesto di diffusa povertà e disoccupazione, la polizia ha risposto ad alcune proteste ricorrendo a un uso eccessivo della forza e ad arresti arbitrari. Sono continuate le segnalazioni di tortura di sospetti criminali in custodia di polizia e di precarie condizioni di vita nelle carceri. Le Nazioni Unite hanno criticato il mancato rispetto da parte delle autorità del principio del non refoulement. La violenza sulle donne, stupro compreso, è risultata un fenomeno diffuso, mentre hanno continuato a persistere barriere nell'accesso alla protezione e alla giustizia. È stato adottato un nuovo piano strategico sull'HIV/AIDS, ma meno della metà delle persone che necessitavano di farmaci anti-retrovirali hanno potuto accedervi.
Le crescenti critiche all'interno del partito di governo, l'African National Congress (ANC) riguardo alle politiche economiche e lo stile di leadership del presidente Mbeki sono culminate nell'elezione nel mese di dicembre di Jacob Zuma alla guida dell'ANC. I suoi sostenitori hanno ottenuto tutte alte cariche all'interno del partito. Le tensioni politiche sono cresciute quando, nei giorni successivi, Jacob Zuma è stato incriminato dall'Alta Corte di Pietermaritzburg di 16 capi di imputazione per frode e altri reati. L'inizio del processo è stato fissato per il 2008.
A settembre, il presidente Mbeki ha sospeso il Direttore nazionale della pubblica accusa (NDPP), Vusi Pikoli, il quale stava indagando su presente attività di corruzione del Commissario nazionale del Corpo di polizia sudafricana, Jackie Selebi. La sospensione, avvenuta poco dopo che l'NDPP aveva ottenuto un mandato di arresto per Jackie Selebi, è stata da più parti criticata, anche dall'Associazione dei giuristi del Sudafrica. Il Commissario della polizia a fine anno era ancora sotto inchiesta.
Oltre il 43% dei sudafricani viveva al di sotto della soglia di povertà di 3.000 rand (pari a 440 dollari USA) all'anno mentre il tasso di disoccupazione era di almeno il 25%. Oltre 11 milioni di persone ricevevano sussidi statali per l'assistenza sociale. Mentre si è registrato un miglioramento dei servizi essenziali alle comunità, l'accesso a un alloggio adeguato è rimasto un grave problema nonché causa di conflitto sociale oltre che oggetto di dispute legali in materia di diritti umani nelle aule giudiziarie.
Gli elevati livelli di crimine violento hanno continuato a destare forti preoccupazioni nell'opinione pubblica, mentre crescevano le pressioni sul governo e la polizia affinché dessero risposte concrete al problema. Gli organi governativi e della società civile hanno compiuto progressi nello sviluppo di una serie di servizi di assistenza per le vittime della criminalità.
A luglio una commissione parlamentare ha raccomandato di istituire un organismo generale di difesa dei diritti umani che incorporasse la Commissione sudafricana sui diritti umani (SAHRC) e altri organismi, compresa la Commissione sulla parità di genere, di migliorarne l'efficacia, di ridurne i costi e di promuove l'indivisibilità dei diritti umani.
I diritti di cittadini di nazionalità non sudafricana trattenuti in custodia di polizia e del servizio immigrazione hanno continuato a essere violati mentre richiedenti asilo hanno incontrato ostacoli nell'accesso alle procedure di determinazione dell'asilo.
Il Relatore Speciale delle Nazioni Unite su diritti umani e anti-terrorismo ha espresso preoccupazione per la detenzione amministrativa di 30 giorni o più degli immigrati senza obbligo di revisione giudiziaria, oltre che per il mancato rispetto del principio del non refoulement da parte delle autorità.
A febbraio, l'Alta Corte di Pretoria ha respinto una richiesta di dichiarare illegittima la consegna di un cittadino pakistano, Khalid Mehmood Rashid, al Pakistan nel novembre 2005 senza tutele appropriate. La Corte si è inoltre rifiutata di ordinare al governo di indagare la sua successiva sparizione per 18 mesi. Nell'ottobre 2007, la Corte ha respinto una seconda richiesta di autorizzazione a presentare appello contro la sua sentenza di febbraio. Un'ulteriore richiesta di autorizzazione all'appello è stata depositata presso la Corte Suprema d'Appello.
In un caso giudiziario riguardante un richiedente asilo libico, a settembre l'Alta Corte di Pretoria ha dichiarato illegittime le decisioni di organismi preposti alla determinazione dell'asilo di negare lo status di rifugiato a Ibrahim Ali Abubakar Tantoush, dichiarandolo rifugiato avente diritto d'asilo.
La polizia ha risposto ad alcune proteste pubbliche indette in merito alle problematiche socio-economiche ricorrendo a un uso eccessivo della forza e ad arresti arbitrari.
*A settembre, manifestanti non armati della zona di Durban hanno protestato per la mancanza di alloggi adeguati. Gli organizzatori del raduno, l'Associazione Shackdwellers, avevano adempiuto ai requisiti stabiliti dalla legge sulle adunanze. I partecipanti stavano attendendo pacificamente di poter presentare una petizione quando la polizia li ha dispersi senza preavviso, usando cannoni ad acqua, granate stordenti, cariche con manganelli e proiettili di gomma. I poliziotti hanno rincorso i manifestanti in fuga, picchiandoli in maniera indiscriminata. Quattordici attivisti sono stati arrestati, compreso uno degli organizzatori, Mnikelo Ndabankulu, il quale si era recato alla stazione di polizia per accertarsi dell'incolumità degli altri. Essi sono stati accusati di violenza pubblica. A novembre le udienze giudiziarie sono state rinviate al 2008. Alcuni degli arrestati hanno riportato ferite da percosse e proiettili di gomma, compresa Mariet Nkikine, che è stata colpita per cinque volte a distanza ravvicinata alla schiena.
Nella provincia di Limpopo, abitanti dei villaggi cui era stato negato l'accesso ai propri terreni, che erano stati sottoposti agli effetti dell'esplosione di mine e che avevano subito reinsediamenti su vasta scala hanno protestato contro l'Anglo-Platinum e altre società minerarie.
*A gennaio, 15 manifestanti, principalmente donne, del villaggio di Ga-Puka, che stavano cercando di fermare la recinzione dei loro campi da parte della società mineraria, sono stati presi a pugni, a spintoni e a calci dagli agenti di polizia. Una donna disabile ha dichiarato di essere stata picchiata dalla polizia e che le era stato spruzzato dello spray al pepe negli occhi a distanza ravvicinata, nonostante si trovasse già sotto la sua custodia. I dimostranti sono stati tutti successivamente rilasciati senza accusa.
*A maggio, a Maandagshoek, la polizia ha arrestato 18 manifestanti, tra cui una donna incinta e una donna con un lattante, detenendoli illegalmente per 12 giorni. Essi sono stati rilasciati su cauzione dopo essere stati accusati di violenza pubblica. Precedentemente, a marzo, il tribunale regionale aveva archiviato le accuse nei confronti di altri residenti di Maandagshoek, la cui manifestazione del giugno 2006 era stata dispersa dalla polizia attraverso un uso eccessivo della forza.
Sono continuate le segnalazioni di tortura e maltrattamenti da parte della polizia nel contesto di indagini penali. Tra i casi suffragati è stato citato il ricorso a cani poliziotto per attaccare sospetti criminali in catene, tortura tramite soffocamento, colpi inferti con il calcio di pistole, e percosse su tutto il corpo, anche con calci, contro persone sospette. Le aggressioni sono avvenute in svariati luoghi, anche all'interno o nei pressi delle abitazioni dei sospetti. In alcuni casi ai detenuti feriti sono state negate cure mediche ospedaliere urgenti.
*Z. S. è stato aggredito da cani poliziotto mentre era ammanettato e mantenuto fermo in posizione prona dalla polizia a settembre. Le ferite che aveva subito si sono infettate prima che egli potesse ricevere una qualsiasi cura medica mentre era detenuto presso gli edifici della stazione di polizia di Durban.
L'organo disciplinare della polizia, la Direzione indipendente per i reclami (ICD), ha riportato che tra aprile 2006 e marzo 2007 aveva ricevuto 23 denunce di tortura e 530 di aggressione finalizzata a causare lesioni personali aggravate. Nello stesso periodo di tempo di 12 mesi, essa aveva ricevuto 279 nuove segnalazioni di decessi in custodia e di 419 decessi provocati dall'azione della polizia, compresi 114 sospetti colpiti mortalmente da spari esplosi durante l'arresto. All'incirca il 50% di questi 698 decessi sono avvenuti in due province, il Gauteng e il KwaZulu Natal.
A settembre, i secondini e gli agenti di sicurezza della prigione Medium B di Durban, stando alle accuse, hanno aggredito prigionieri non armati che si erano rifiutati di uscire dalle loro celle, tramite l'impiego di cani poliziotto, scudi e manganelli a scossa elettrica. Organismi di controllo sui diritti umani hanno riportato quattro settimane più tardi che alcuni prigionieri mostravano ancora i segni delle ferite subite, ma non sono riusciti a ottenere una tempestiva autorizzazione per farli sottoporre a una perizia medico-legale indipendente.
I procedimenti penali nei confronti si poliziotti della prigione di Ncome, nella provincia del KwaZulu Natal, sono stati rinviati a ulteriori indagini in merito all'aggressione di circa 50 prigionieri nel 2003. La Commissione di inchiesta Jali aveva raccomandato nel 2006 la formulazione di incriminazioni penali e aveva criticato le autorità del carcere per inerzia.
L'organismo disciplinare, Ispettorato giudiziario delle carceri, ha condotto una ispezione nazionale in 235 carceri, concludendo che sovraffollamento, mancanza di programmi di riabilitazione e carenze di organico erano problemi «sistematici», e che il servizio di cure mediche offerte era «in crisi».
A luglio i parenti delle vittime di violazioni dei diritti umani del periodo dell'apartheid, il Gruppo di sostegno Khulumani e altre due ONG hanno depositato le loro denunce presso l'Alta Corte di Pretoria per far dichiarare nulli gli emendamenti del 2005 alla Politica di giustizia nazionale che avrebbe avuto l'effetto di accordare l'impunità per i responsabili che non avevano collaborato con la Commissione verità e riconciliazione o ai quali era stata negata l'amnistia da parte della stessa. A fine anno i procedimenti erano ancora in corso.
Ad agosto l'Alta Corte di Pretoria ha emesso sentenze con sospensione della pena per l'ex ministro dell'Ordine Pubblico dell'epoca dell'apartheid, Adriaan Vlok, e altri quattro dopo aver accolto una richiesta di patteggiamento. Essi avevano espresso «rimorso» per il tentato omicidio nel 1989 di un leader anti-apartheid, Frank Chikane e avevano acconsentito a collaborare ad altre indagini. Tutti e cinque gli accusati si erano dichiarati colpevoli dell'accusa di tentato omicidio.
A ottobre, il ministero della Giustizia e dello Sviluppo Costituzionale ha emesso una dichiarazione che ribadiva l'opposizione del governo a una causa legale intentata negli Stati Uniti da vittime di violazioni dei diritti umani. Il gruppo stava cercando di ottenere il pagamento dei danni da 50 società statunitensi, europee e canadesi per la loro presunta complicità negli abusi durante il periodo dell'apartheid. La dichiarazione è stata emessa in risposta alla decisione della Corte d'Appello del Circuito di New York di ribaltare la decisione di un tribunale di grado inferiore di archiviare l'istanza. Il ministro ha dichiarato che la responsabilità per la riabilitazione e gli indennizzi ricadeva sul governo sudafricano e non su corti estere.
Hanno continuato a essere riportati elevati livelli di violenza sessuale e di altro tipo nei confronti delle donne.
Secondo dati forniti dalla polizia, gli episodi di stupro denunciati erano diminuiti del 4,2% negli ultimi sei anni. Tuttavia, tra aprile 2006 e marzo 2007, sono stati denunciati 52.617 stupri. Vi sono stati anche 9.327 casi denunciati di «aggressioni indecenti», compreso lo stupro anale e altri tipi di aggressione sessuale che non rientrano nella definizione di stupro. A dicembre nuovi dati sul crimine per il periodo compreso tra aprile e settembre 2007 comprendevano 22.887 stupri denunciati.
Funzionari di polizia hanno riferito in parlamento che tra luglio 2006 e giugno 2007 la polizia aveva registrato 88.784 casi di «violenza domestica» così come definita dalla legge sulla violenza domestica del 1998 (DVA). Il Dipartimento di giustizia ha riportato che tra aprile 2006 e marzo 2007 i tribunali avevano emesso oltre 63.000 ordini di protezione. Tuttavia, l'ICD ha riportato a novembre che delle 245 stazioni di polizia interpellate nel 2006, soltanto il 23% aveva adempiuto agli obblighi ai sensi della DVA, con un'incidenza variabile da nessuna nelle province di Mpumalanga e Limpopo alla totalità di quelle interpellate nel Western Cape.
Donne che avevano subito violenza e organizzazioni assistenziali hanno raccontato ad Amnesty International che mentre alcuni commissariati di polizia facilitavano l'accesso delle donne agli ordini di protezione, altri rimandavano le querelanti indietro alle loro famiglie, o non provvedevano a sequestrare armi pericolose, o si rifiutavano di intervenire a meno che la querelante non avesse precedenti penali.
Secondo quanto riferito, l'efficacia della risposta della polizia nei casi di violenza basata sul genere è andata deteriorandosi in conseguenza dello scioglimento delle speciali unità sulla violenza familiare, la protezione dell'infanzia e i reati sessuali e della riorganizzazione del personale nelle stazioni di polizia locali. Il Dipartimento di giustizia ha sospeso l'ulteriore sviluppo di tribunali specializzati in reati sessuali nonostante il loro elevato tasso di condanne in processi per stupro.
A dicembre, il presidente Mbeki ha convertito in legge la legge emendamento sul crimine (reati sessuali e questioni correlate), ponendo a fine a quasi 10 anni di processo di riforma legislativa. La legge dà una definizione di stupro in termini neutri rispetto al genere, applicabile quindi a tutte le forme di «penetrazione sessuale» senza consenso. Essa obbliga le autorità a sviluppare un quadro di politiche nazionali e di istruzioni nazionali al fine di garantire la formazione e il coordinamento nell'attuazione delle suo disposizioni. Tuttavia, i provvedimenti di tutela della legge e i suoi servizi a favore di querelanti e testimoni sono più limitati rispetto a quanto richiesto originariamente dalle organizzazioni impegnate in materia. Le disposizioni che autorizzano l'obbligatorietà del test dell'HIV di sospetti in stato di arresto sono state criticate con riferimento agli interessi delle querelanti e dei diritti degli accusati.
Le persone sieropositive ammontavano a 5,5 milioni. A maggio il Gabinetto ha adottato un nuovo Piano strategico sull'HIV/AIDS per il periodo 2007-2011 (NSP), dopo sei mesi di consultazioni che hanno visto il coinvolgimento di dipartimenti governativi, organizzazioni della società civile e servizi sanitari. L'NSP è mirato a estendere l'accesso ai farmaci, alle cure e all'assistenza per l'80% delle persone sieropositive e a combattere i sistematici ostacoli alla prevenzione, ai farmaci e alle cure. La destituzione operata ad agosto dal presidente Mbeki del vice ministro della Salute, Nozizwe Madlala-Routledge, il quale aveva svolto un ruolo chiave nello sviluppo dell'NSP, ha destato preoccupazioni riguardo al fatto che il governo non fosse veramente impegnato nell'attuazione del piano.
Secondo dati forniti dal governo nel mese di maggio, i pazienti in trattamento con farmaci anti-retrovirali nel settore della sanità pubblica erano complessivamente 303.788. Tuttavia, organizzazioni di monitoraggio del diritto alla salute hanno espresso preoccupazione per il fatto che questa cifra rappresentava meno della metà di quanti necessitavano di terapie con farmaci anti-retrovirali. Nelle zone rurali, l'accesso ai servizi sanitari e la capacità delle donne di aderire alle terapie sono stati impediti dall'impossibilità fisica ad accedere ai servizi sanitari, dal costo dei trasporti, dalla carenza di personale sanitario, dai ritardi negli «accrediti» delle strutture nel fornire terapie con farmaci anti-retrovirali, dall'assenza di accesso quotidiano a cibo adeguato e da ineguaglianze di tipo economico.
A maggio, la Commissione sudafricana sui diritti umani ha tenuto udienze pubbliche sul diritto ad accedere ai servizi di cura sanitaria, in seguito alle denunce ricevute e alla constatazione della carenza dei servizi forniti in molte province. A fine anno la Commissione non aveva ancora reso pubblici i suoi risultati.
Delegati di Amnesty International hanno visitato il Sudafrica a marzo e a maggio.
Pakistan/South Africa: Khalid Mehmood Rashid appears after 18 months of secret detention (AFR 53/003/2007)
South Africa: Submission to the UN Universal Periodic Review First Session of the UPR Working Group 7-11 April 2008 (AFR 53/005/2007)