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Swaziland

Regno dello Swaziland

Capo di Stato: re Mswati III
Capo del governo: Absalom Themba Dlamini
Pena di morte: abolizionista de facto
Popolazione: 1 milione
Speranza di vita: 40,9 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 144/126‰
Alfabetizzazione adulti: 79,6%

  1. Sviluppi legislativi e costituzionali
  2. Violazioni dei diritti umani da parte delle forze dell'ordine
  3. Violazioni del diritto a un equo processo
  4. Salute e persone sieropositive all'HIV/AIDS
  5. Diritti dell'infanzia
  6. Violenza sulle donne
  7. Pena di morte

Oltre due terzi della popolazione dello Swaziland viveva in condizioni di povertà, e oltre un quarto erano stati infettati dal virus dell'HIV. Soltanto il 28% delle persone che necessitavano di farmaci anti-retrovirali li hanno ricevuti. Stanziamenti economici hanno dato la possibilità a un maggior numero di orfani e altri bambini vulnerabili di accedere all'istruzione. L'accesso alla giustizia è migliorato grazie a nuove nomine di magistrati. Sono cresciute le denunce di violenza sessuale mentre le riforme legislative di interesse per i diritti delle donne sono state rinviate. La polizia ha continuato a ricorrere a un uso eccessivo della forza contro sospetti criminali e contro manifestanti pacifici.

Sviluppi legislativi e costituzionali

L'indipendenza della magistratura e la capacità dei giudici dell'Alta Corte di seguire casi giudiziari, in particolare quelli riguardanti questioni di ordine costituzionale, sono state caratterizzate da ritardi nella nomina dei magistrati e dal continuo ricorso a contratti a tempo determinato. A febbraio l'Alta Corte era ridotta ad appena un giudice permanente. A marzo l'Associazione dei giuristi dello Swaziland ha accolto con favore segni di miglioramento dopo che il re aveva confermato la nomina con contratti a tempo indeterminato di due giudici all'Alta Corte e uno alla Corte Industriale. A giugno il giudice malawiano in pensione Richard Banda ha prestato giuramento quale Presidente di corte, in via temporanea.

A novembre l'Alta Corte ha respinto una richiesta avanzata nel 2006 dall'Assemblea costituzionale nazionale, da esponenti dei sindacati ed altri che contestavano la validità della Costituzione. L'udienza era stata rinviata a causa della carenza di organico dei giudici. A fine anno era ancora atteso un pronunciamento dell'Alta Corte in merito alla legittimità di registrare i partiti politici ai sensi della Costituzione. I tentativi da parte di membri della polizia e dei servizi correzionali di riunirsi in sindacati sono stati osteggiati dalle autorità. A fine anno l'Alta Corte non aveva ancora emesso sentenza riguardo a una domanda presentata da Khanyakweze Mhlanga e il Sindacato della polizia dello Swaziland per un'ordinanza che confermasse la costituzionalità della registrazione del sindacato.

Esperti del Commonwealth hanno visitato lo Swaziland per contribuire alla revisione e alla riforma di leggi che non erano in linea con la Costituzione e con gli standard internazionali. Essi hanno inoltre contribuito a far avanzare il processo per l'istituzione di una commissione sui diritti umani, richiesta ai sensi della Costituzione.

La legislazione finalizzata a dare attuazione alle disposizioni sulla parità di genere ai sensi della Costituzione del 2006, come il progetto di legge sui reati sessuali e la violenza domestica e il progetto di legge sul matrimonio, a fine anno non era stata ancora emanata.

Violazioni dei diritti umani da parte delle forze dell'ordine

La polizia ha continuato a ricorrere a un uso eccessivo della forza contro sospetti criminali e contro manifestanti pacifici, compresi esponenti sindacali e di organizzazioni politiche. I poliziotti che avevano commesso violazioni dei diritti umani non sono stati consegnati alla giustizia.

*L'11 agosto, poliziotti dell'Unità per i crimini gravi ha sparato, uccidendolo, a Ntokozo Ngozo, il quale aveva raccontato a un giornalista una settimana prima che la polizia intendeva ucciderlo. Secondo testimoni, la polizia gli ha intimato di uscire da una casa nella zona di Makhosini ed egli era di fatto uscito a torso nudo e con le mani alzate. È stato colpito alla coscia, all'addome e alla schiena a distanza ravvicinata. La polizia ha ritardato il suo trasporto in ospedale. L'iniziale dichiarazione della polizia secondo cui gli era stato sparato mentre fuggiva è risultata incompatibile con i referti medici. Testimoni hanno denunciato di essere stati aggrediti dalla polizia, compreso Nsizwa Mhlanga, il quale è stato arrestato e trattenuto fino al 16 agosto senza comparire davanti a un giudice. Egli è stato alla fine rilasciato su cauzione in attesa di possibili incriminazioni. A fine anno non era stata annunciata alcuna inchiesta sulla sparatoria in cui era rimasto vittima Ntokozo Ngozo.

*Ad aprile la polizia ha disperso con la forza sostenitori del Movimento democratico del popolo unito (PUDEMO) coinvolti in una manifestazione ai posti di frontiera dello Swaziland in occasione dell'anniversario del decreto del 1973 con cui erano stati posti al bando i partiti politici. I dimostranti che si erano rifiutati di andarsene sono stati caricati a forza a bordo di veicoli e portati via, compreso George Hleta, il quale è stato afferrato da cinque poliziotti armati, uno dei quali lo ha preso per il collo per soffocarlo prima che questi venisse spinto in un furgone della polizia. Sei membri del PUDEMO tratti in arresto sono stati accusati di sedizione, apparentemente a causa delle scritte sui loro striscioni, e trattenuti per 12 giorni. Per cinque le accuse sono state archiviate ed essi sono stati rilasciati previo pagamento di una multa dopo patteggiamento per «aver attraversato distrattamente la strada». Tuttavia, Sicelo Vilane è stato trattenuto per altre tre settimane prima di essere rilasciato su cauzione. A fine anno egli non era stato ancora processato per l'accusa di sedizione. All'epoca dell'arresto egli era ancora in cura per le ferite e i problemi di salute provocati dall'aggressione subita in custodia di polizia nel 2006.

A settembre, il primo ministro ha ricevuto il rapporto della commissione d'inchiesta formata da un unico membro istituita dopo che nel marzo 2006 l'Alta Corte aveva ordinato al governo di indagare le accuse di tortura avanzate da 16 imputati accusati di tradimento. A fine anno il governo non aveva ancora pubblicato i risultati dell'inchiesta.

Violazioni del diritto a un equo processo

A fine anno, 16 imputati accusati nel 2006 di tradimento e altri reati non erano stati ancora processati. L'appello dello Stato per un cavillo tecnico contro la sentenza dell'Alta Corte del marzo 2006 che concedeva agli imputati la libertà condizionale su cauzione non era stato ancora esaminato. Gli accusati sono rimasti pertanto sotto cauzione restrittiva.

Salute e persone sieropositive all'HIV/AIDS

Quasi il 26% degli adulti di età compresa tra i 15 e i 49 anni era sieropositivo all'HIV, secondo le informazioni pubblicate a giugno dall'Ufficio centrale di statistica, che citava i risultati di uno studio demografico sanitario (DHS) condotto tra luglio 2006 e febbraio 2007. Il 49% delle donne tra 25 e 29 anni di età sono risultate infettate dal virus, mentre il tasso più elevato di infezione tra gli uomini, il 45%, riguardava la fascia di età compresa tra 35 e 39 anni.

A ottobre un rapporto pubblicato dal Consiglio di risposta nazionale d'emergenza sull'HIV/AIDS (NERCHA) assieme a un partner sudafricano ha rilevato che tra le quasi 250.000 persone sieropositive, soltanto il 28% di coloro che necessitavano clinicamente di farmaci anti-retrovitrali li stavano ricevendo.

All'incirca il 40% della popolazione dello Swaziland necessitava di aiuti alimentari, con un aumento nel 2006 del numero di persone che non mangiavano per un intero giorno. Almeno il 69% della popolazione viveva in condizioni di povertà. La povertà unita a un accesso limitato a un'alimentazione adeguata su base quotidiana hanno continuato a ostacolare le persone sieropositive e affette da AIDS nella capacità di accedere ai servizi sanitari e ad aderire alle terapie.

Le organizzazioni umanitarie e quelle impegnate nella problematica hanno continuato a esercitare attività di lobby sul governo e sui donatori per ottenere risorse finalizzate ad affrontare la crisi. Membri del parlamento e della Rete nazionale dello Swaziland delle persone sieropositive e affette da AIDS hanno richiesto al governo a novembre di fornire sussidi mensili per migliorare l'accesso ai farmaci e alle cure.

Diritti dell'infanzia

Il rapporto DHS ha rilevato che il 35% dei bambini erano o orfani o classificati come «vulnerabili» poiché i loro genitori o tutori erano malati o morenti ed essi mancavano di un accesso sicuro alle cure sanitarie, all'istruzione, al cibo, al vestiario, all'assistenza psicologica o a un riparo. Alcuni erano classificati come vulnerabili perché a rischio di abusi sessuali o fisici.

L'Associazione nazionale degli insegnanti dello Swaziland ha presentato richiesta per un'ordinanza dell'Alta Corte nel 2006 che obbligasse il governo a sovvenzionare le scuole in modo da fornire un'istruzione ai bambini orfani o vulnerabili. Sebbene la causa non sia stata esaminata, a novembre il governo ha riferito in parlamento che, grazie al sostegno del NERCHA, aveva stanziato fondi per 187 scuole in modo da offrire un'istruzione ai bambini orfani o vulnerabili.

Violenza sulle donne

Il numero di episodi denunciati di stupro e altre forme di violenza basata sul genere ha continuato a crescere. Il Commissario di polizia ha riportato a gennaio che i casi erano aumentati del 15% nel 2006 rispetto all'anno precedente. A fine anno il Sovrintendente Leckinah Magagula, capo dell'Unità violenza domestica, reati sessuali e abusi sui minori, ha riportato che tra il 2006 e il 2007 l'unità aveva registrato 707 casi di stupro di minori e 463 casi di stupri di donne adulte. L'organizzazione assistenziale Gruppo dello Swaziland d'azione contro gli abusi (SWAGAA) ha riportato ad aprile di aver ricevuto 2.414 casi di abusi nell'anno precedente, compresi episodi di abusi emozionali, economici, fisici e sessuali.

A settembre l'UNICEF ha pubblicato i risultati preliminari di uno studio sulla violenza contro ragazze e giovani donne di età compresa tra i 13 e i 24 anni. Una sua tre aveva avuto esperienza di una qualche forma di violenza sessuale prima dei 18 anni di età. In aggiunta, una ragazza su sei di età compresa tra i 13 e i 17 anni e una donna su quattro tra i 18 e i 24 anni aveva avuto esperienza di violenza sessuale nel precedente anno.

Ad aprile, agenzie delle Nazioni Unite e il Consorzio delle ONG sul genere, assieme al ministero della Giustizia e degli Affari Costituzionali hanno lanciato una campagna della durata di un anno contro la violenza basata sul genere.

Vi sono stati progressivi miglioramenti nella risposta data dalla polizia ai reati di violenza sessuale grazie al lavoro della speciale Unità sulla violenza domestica, i reati sessuali e gli abusi sui minori in cooperazione con l'SWAGAA. Tuttavia, l'accesso alla giustizia per le sopravvissute è rimasto ostacolato dall'assenza di formazione per i medici specialisti, dalla mancata riforma del sistema di documentazione medico-legale e dai ritardi nella riforma del quadro legislativo e delle procedure per i processi per stupro.

Pena di morte

Lo Swaziland si è astenuto a dicembre dal voto all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite su una risoluzione che chiedeva una moratoria globale delle esecuzioni.

Sebbene la Costituzione del 2006 preveda il ricorso alla pena capitale, non sono più state effettate esecuzioni dal luglio 1983. Durante l'anno non sono state emesse altre sentenze di morte.