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Tanzania

Repubblica Unita di Tanzania

Capo di Stato: Jakaya Kikwete
Capo del governo: Edward Lowassa
Capo del governo di Zanzibar: Amani Abeid Karume
Pena di morte: abolizionista de facto
Popolazione: 39,7 milioni
Speranza di vita: 51 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 169/153‰
Alfabetizzazione adulti: 69,4%

  1. Violenza sulle donne
  2. Diritti dei migranti
  3. Condizioni carcerarie
  4. Impunità
  5. Libertà di espressione
  6. Pena di morte

Si sono mantenuti elevati i livelli di violenza sulle donne. Migliaia di profughi e migranti da paesi vicini sono stati rimpatriati forzatamente nei loro paesi di origine. Le condizioni carcerarie sono rimaste dure. I colloqui riguardo a riforme legislative ed elettorali nella semi-autonoma Zanzibar tra il partito di governo, Chama Cha Mapinduzi (CCM) e il partito di opposizione Fronte civico unito (CUF), che avrebbero dovuto terminare ad agosto, sono invece proseguiti.

 

Violenza sulle donne

La violenza sulle donne, compresa la violenza domestica, ha continuato a essere un fenomeno diffuso. Le mutilazioni genitali femminili hanno continuato a essere praticate illegalmente, specialmente nelle zone rurali. Rapporti hanno indicato che in alcune parti del paese, la percentuale di ragazze sottoposte a mutilazioni genitali femminili si attestasse tra il 18 e il 100%. Non sono stati segnalati procedimenti giudiziari in merito.

 

Diritti dei migranti

Il governo ha continuato il rimpatrio forzato di profughi del Rwanda, del Burundi e della Repubblica Democratica del Congo, che era stato iniziato nel maggio 2006. Agli inizi del 2007, migliaia di persone ritenute «migranti illegali» sono state rimpatriate forzatamente nei loro paesi. Molti di coloro che sono stati rimpatriati erano registrati come rifugiati o stavano seguendo le procedure per ottenere lo status di rifugiati e alcuni vivevano in Tanzania da almeno 15 anni. Molti hanno lamentato vessazioni, percosse e saccheggio di proprietà personali da parte di agenti delle forze dell'ordine preposti alle procedure di rimpatrio.

 

Condizioni carcerarie

Le condizioni carcerarie hanno continuato a essere molto dure, con nuove segnalazioni di grave sovraffollamento in gran parte delle carceri. A marzo e settembre, detenuti in custodia pre-processuale nelle carceri di Dar es Salam, Arusha e Dodoma hanno protestato contro i ritardi nelle loro udienze in tribunale e contro le dure condizioni carcerarie.

 

Impunità

Le autorità non hanno indagato le accuse di violazioni dei diritti umani, comprese uccisioni illegali da parte della polizia.

*Il 5 settembre, la polizia di Moshi ha aperto il fuoco a distanza ravvicinata uccidendo 14 persone. La polizia ha sostenuto che i 14 erano armati e stavano preparando un raid in una banca. A fine anno le autorità non avevano avviato alcuna inchiesta su queste uccisioni.

 

Libertà di espressione

A febbraio il governo ha reso pubblico un progetto di legge sui media per il 2007 allo scopo di regolamentare il settore. La proposta legislativa prevedeva l'istituzione di un meccanismo di registrazione sia per i singoli giornalisti sia per i gruppi editoriali, e un Direttivo per gli standard dei media incaricato di regolamentare la stampa. Il progetto di legge è stato criticato poiché imporrebbe limitazioni al lavoro dei giornalisti, permetterebbe interferenze politiche nel settore delle trasmissioni, e richiederebbe a ogni editore ed ente radiotelevisivo di depositare un deposito cauzionale in contanti. Alcuni critici hanno sostenuto che in tal modo il sistema si sarebbe prestato ad abusi e avrebbe potuto essere impiegato per reprimere le critiche espresse attraverso i media. A fine anno il progetto di legge non era stato ancora approvato dal parlamento.

 

Pena di morte

Tutte le sentenze di morte sulla Tanzania continentale sono state commutate in ergastolo nel 2006. Tuttavia, la pena di morte continua a essere inserita nel codice penale e durante l'anno non vi sono stati da parte del governo tentativi per abolirla.

 
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