Capo di Stato e di governo: Robert Mugabe
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 13,2 milioni
Speranza di vita: 40,9 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 120/106‰
Alfabetizzazione adulti: 89,4%
La situazione dei diritti umani nello Zimbabwe ha continuato a deteriorarsi nel corso dell'anno con un aumento della violenza organizzata e della tortura, e restrizioni ai diritti alle libertà di associazione, di riunione e di espressione. Centinaia di difensori dei diritti umani e membri del principale partito di opposizione, il Movimento per il cambiamento democratico (MDC), sono stati arrestati per aver preso parte a raduni pacifici. Decine sono stati torturati in custodia di polizia. L'economia ha continuato a recedere. Circa quattro milioni di persone hanno necessitato di aiuti alimentari a causa della crisi economica, delle piogge discontinue e della carenza di beni essenziali all'agricoltura, come semi di mais e fertilizzanti. Le vittime degli escomi di massa del 2005 hanno continuato a vivere in condizioni deplorevoli, e il governo non è intervenuto a sanare la loro situazione.
A marzo, la Comunità di sviluppo dell'Africa del Sud (SADC) ha tenuto un summit straordinario in Tanzania e ha nominato il presidente sudafricano Thabo Mbeki quale mediatore del dialogo tra il governo dello Zimbabwe e l'MDC. Il dialogo è iniziato molto lentamente e non ha mantenuto diverse scadenze. Amnesty International e locali organizzazioni della società civile hanno espresso preoccupazioni riguardo al silenzio del processo di mediazione sulle violazioni dei diritti umani. Il processo di mediazione della SADC non era dotato di una chiara strategia per la partecipazione civile allo stesso. Mentre proseguivano i colloqui, la polizia dello Zimbabwe continuava a prendere di mira membri dell'MDC e difensori dei diritti umani. A seguito di accordi raggiunti durante i colloqui, a ottobre è stata approvata la legge emendamento costituzionale 18, finalizzata a sincronizzare le elezioni presidenziali, parlamentari e amministrative locali e a creare una commissione sui diritti umani. A dicembre il parlamento ha approvato altri progetti di legge in linea con gli accordi raggiunti durante i colloqui, compreso il progetto di legge emendamento sull'ordine pubblico e la sicurezza e il progetto di legge emendamento della normativa elettorale.
L'economia ha continuato a recedere, erodendo sensibilmente i redditi delle famiglie e la capacità di accedere a cibo, cure sanitarie e istruzione. Il Programma alimentare mondiale ha calcolato che circa quattro milioni di zimbabwesi necessitavano di aiuti alimentari. L'inflazione annuale correva oltre il 7.900% alla data di settembre, ma l'Ufficio centrale di statistica non ha reso noto le cifre relative per i mesi di ottobre, novembre e dicembre. A giugno il governo ha introdotto controlli sui prezzi, con lo scopo dichiarato di arrestare la spirale dei prezzi degli alimenti. Tale politica ha determinato il panico negli acquisti e all'inizio di luglio gran parte delle merci, compreso il mais alimentare, la dieta base, non riuscivano a essere trovati nei negozi. Durante il controllo forzato dei prezzi, la polizia ha arrestato più di 7.000 commercianti per aver eluso le norme sul controllo dei prezzi. Sono pervenute segnalazioni di attività di corruzione da parte di agenti preposti al controllo dei prezzi, compresi accaparramenti da parte di agenti della sicurezza di Stato.
Per tutto l'anno la polizia ha imposto rigide restrizioni ai diritti alle libertà di associazione e di riunione di difensori dei diritti umani, studenti, sindacalisti e membri dell'MDC. La polizia è ricorsa a un uso eccessivo della forza per disperdere manifestazioni pacifiche. Detenuti in custodia di polizia sono stati torturati, in particolare picchiati selvaggiamente, e maltrattati. Ai detenuti è stato ripetutamente negato l'accesso agli avvocati, al cibo e alle cure mediche.
Il 21 febbraio la polizia di Harare ha annunciato un divieto di tre mesi sulle manifestazioni in alcune parti della città. Il divieto è apparso essere in violazione della sezione 27 della legge sull'ordine pubblico e la sicurezza (POSA), che permette alla polizia di imporre soltanto un divieto di un mese.
Mentre la polizia impiegava forza eccessiva per disperdere manifestazioni o convegni organizzati dall'MDC o da organizzazioni della società civile, non vi sono state segnalazioni di interruzioni da parte della polizia di convegni o manifestazioni organizzate dal partito di governo Unione nazionale africana dello Zimbabwe-Fronte patriottico (ZANU-PF) o di organizzazioni partner, compresa l'Associazione dei veterani della guerra di liberazione nazionale dello Zimbabwe.
*Il 18 febbraio, la polizia di Harare ha impedito all'MDC di tenere un raduno nella spianata Zimbabwe di Highfield, un quartiere popolare di Harare. La fazione dell'MDC guidata da Morgan Tsvangirai aveva convocato il raduno per lanciare la sua campagna presidenziale per le elezioni del 2008. Nonostante un'ordinanza dell'Alta Corte ottenuta dall'MDC il 17 febbraio che impediva alla polizia di interrompere il raduno, la polizia ha stabilito posti di blocco per fermare le persone che si recavano al comizio. Almeno 50 persone sono rimaste ferite, cinque in modo grave, quando la polizia ha colpito a casaccio i partecipanti. La polizia ha inizialmente aggredito i sostenitori dell'MDC con manganelli e in seguito ha impiegato cani, lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperderli. Sono stati segnalati feriti anche tra la polizia. È stato riferito che la polizia è andata di casa in casa per picchiare i sospetti sostenitori dell'MDC. Il 19 febbraio la polizia ha arrestato diversi leader dell'MDC a Highfield.
*L'11 marzo almeno 50 attivisti sono stati arrestati a Highfield dopo che avevano tentato di partecipare a un incontro di preghiera organizzato dalla Campagna Salviamo lo Zimbabwe, una coalizione di partiti politici, organizzazioni della società civile e chiese. L'incontro era stato organizzato per protestare contro il divieto di tre mesi imposto dalla polizia sulle manifestazioni in alcune parti di Harare. Tra gli arresti figuravano i leader della fazione dell'MDC Morgan Tsvangirai e Arthur Mutambara; il presidente dell'Assemblea costituzionale nazionale (NCA) Lovemore Madhuku e gli esponenti di primo piano dell'MDC Sekai Holland e Grace Kwinjeh. Essi sono stati condotti alla stazione di polizia di Machipisa dove poliziotti li hanno presi a calci e picchiati con manganelli. Le percosse sono continuate in varie stazioni di polizia dove i detenuti sono stati in seguito trasferiti. Diversi attivisti hanno riportato ferite gravi, comprese fratture e profonde lacerazioni cutanee. Essi non hanno avuto accesso a un avvocato e soltanto Lovemore Madhuku e Morgan Tsvangirai hanno potuto ricevere cure mediche. La polizia ha ignorato un'ordinanza dell'Alta Corte di presentare i detenuti davanti alla stessa corte il 13 marzo. La polizia inoltre non ha presentato i detenuti davanti a un magistrato entro mezzogiorno dello stesso giorno. La polizia del commissariato centrale di Harare non ha dato il permesso ad alcuni dei feriti gravi di essere trasportati in tribunale in ambulanza, facendo allontanare le ambulanze stesse. I detenuti hanno trascorso almeno quattro ore presso il tribunale di Rotten Row senza che qualcuno si presentasse a loro. La polizia ha permesso che i detenuti fossero trasportati in ospedale soltanto dopo l'intervento di funzionari dell'ufficio del Procuratore generale. A mezzanotte del 13 marzo i detenuti sono stati riportati in tribunale e rilasciati sotto la custodia dei loro avvocati.
*Il 25 luglio, almeno 200 attivisti dell'NCA sono stati arrestati dalla polizia di Harare dopo che avevano partecipato a una marcia pacifica. Essi sono stati condotti dagli uffici dell'NCA al commissariato centrale della polizia di Harare dove sono stati aggrediti selvaggiamente da poliziotti e da persone non identificate in borghese. Tra le persone aggredite vi erano due donne di 68 e 72 anni che sono state scelte dalla polizia per essere percosse e accusate di «incitamento di giovani a manifestare contro il governo». Anche sei lattanti sono stati trattenuti in custodia con le loro madri. Le madri sono state scelte e picchiate davanti ai loro bambini. Il pestaggio è durato per circa sei ore e gli attivisti sono stati rilasciati a mezzanotte senza accusa. Secondo quanto riferito, gli attivisti sono stati costretti a cantare canzoni della rivoluzione che denunciavano Morgan Tsvangirai. Almeno 32 di loro sono stati in seguito ricoverati in ospedale e 14 avevano riportato fratture agli arti a seguito delle percosse. Tra i feriti vi era un bambino di 19 mesi che era stato picchiato dalla polizia con un manganello.
Attiviste dell'organizzazione per le donne Women of Zimbabwe Arise (WOZA) hanno subito arresti durante tutto l'anno per aver partecipato a proteste pacifiche. Le leader di WOZA Jenni Williams e Magodonga Mahlangu sono state arrestate diverse volte e minacciate da funzionari della polizia. In alcune occasioni si trattava di minacce di morte.
*Il 6 giugno, sette attiviste di WOZA sono state arrestate a Bulawayo dopo che avevano partecipato a una protesta pacifica. In segno di solidarietà con le sette detenute, Jenni Williams e Magodonga Mahlangu si sogno consegnate e sono state anch'esse arrestate. Jenni Williams e Magodonga Mahlangu sono state accusate ai sensi della legge di codifica penale e rilasciate su cauzione il 9 giugno. Secondo quanto riferito, attiviste di WOZA sono state arrestate anche in altre parti dello Zimbabwe, tra cui Mutare, Masvingo e Filabusi.
*Il 1° ottobre circa 200 attiviste di WOZA sono state arrestate a Bulawayo dopo che avevano preso parte a una marcia pacifica di protesta contro i frammentari emendamenti costituzionali. Esse sono state rilasciate senza accusa.
*Il 15 ottobre, 58 attiviste di WOZA che protestavano pacificamente davanti al Parlamento ad Harare sono state arrestate e detenute per nove ore presso il commissariato centrale della polizia di Harare. Sono state in seguito rilasciate senza accusa.
*Il 6 novembre la polizia di Harare ha arrestato 98 attiviste di WOZA che marciavano pacificamente per protestare contro la violenza e per chiedere l'abrogazione di leggi repressive come la POSA. Le attiviste sono state arrestate davanti al parlamento dalla polizia antisommossa. Esse sono state condotte al commissariato centrale della polizia di Harare e rilasciate sette ore più tardi senza accusa.
L'11 marzo la polizia di Highfield ha sparato uccidendo l'attivista dell'NCA Gift Tandare il quale stava partecipando a un raduno di protesta in preghiera organizzato dalla Campagna Save Zimbabwe. A seguito del fatto non è stata condotta alcuna indagine indipendente. La polizia aveva asserito che Gift Tandare apparteneva a un gruppo che non aveva dato ascolto a un monito della polizia che chiedeva di disperdere il raduno. La polizia ha in seguito sparato proiettili carichi durante la veglia del funerale di Gift Tandare, ferendo due partecipanti al lutto. Secondo quanto riferito, agenti della sicurezza di Stato hanno prelevato il suo corpo da una locale camera ardente e costretto i suoi familiari a seppellirlo presso il Monte Darwin, sua casa natale.
Sono continuate a pervenire durante tutto l'anno segnalazioni di persone torturate mentre erano in custodia di polizia. Molte vittime di tortura erano state arrestate dopo che avevano preso parte a proteste pacifiche o erano membri dell'MDC accusati dalla polizia di coinvolgimento in presunti attentati terroristici e dinamitardi.
*Intorno alla data del 28 marzo la polizia ha effettuato retate di decine di operatori, attivisti e funzionari dell'MDC in tutto il paese, accusandoli di attività terroristiche e di aver lanciato bottiglie incendiarie. Stando alle accuse, la maggior parte dei detenuti sono stati torturati mentre erano in custodia di polizia. Trentadue degli arrestati sono stati in seguito incriminati e detenuti per un periodo da due a quattro mesi. Tra gli arrestati vi era Philip Katsande, segretario provinciale per la politica e la ricerca dell'MDC di Harare. Egli è stato colpito da spari mentre si nascondeva nel controsoffitto. Secondo le accuse, la polizia ha anche aggredito sua moglie e i suoi figli durante l'arresto. Egli è stato in seguito trasportato dalla polizia all'ospedale di Parirenyatwa. Paul Madore, parlamentare dell'MDC per Glen View, è stato arrestato dalla polizia il 28 marzo nella propria abitazione. La polizia ha arrestato altre persone che erano in casa, bambini compresi. Egli è stato torturato dalla polizia presso il commissariato centrale di Harare. Le accuse a carico dei 30 detenuti sono state in seguito archiviate per insufficienza di prove.
*A giugno, sei uomini, tra cui un ufficiale dell'esercito in pensione, sono comparsi in tribunale per l'accusa di aver pianificato un colpo di Stato. Secondo quanto riferito, Albert Mugove Mutapo, il soldato in congedo Nyasha Zivuka, Oncemore Mudzuradhona, Emmanuel Marara, Patson Mupfure e Shingirai Matemachani sono stati torturati. A fine anno il processo a loro carico era ancora in corso.
Membri dell'MDC sono stati rapiti e aggrediti da persone sospettate di essere agenti della sicurezza di Stato.
*Il 18 marzo, Nelson Chamisa, parlamentare dell'MDC per Kuwadzana, è stato aggredito con spranghe di ferro all'esterno dell'Aeroporto internazionale di Harare da persone ritenute essere alle dipendenze della sicurezza di Stato. Egli era in viaggio alla volta di Bruxelles per partecipare a un convegno parlamentare congiunto UE-ACP (paesi dell'Africa, dei Carabi, del Pacifico). A fine anno, nessuno era stato arrestato per la sua aggressione.
*A marzo Last Maengahama, un funzionario dell'MDC, è stato rapito da sospetti agenti della sicurezza di Stato nel centro commerciale Borrowdale ad Harare dopo che aveva partecipato a un rito di suffragio in memoria di Gift Tandare. Last Maengahama è stato caricato a forza su un camion e aggredito prima di essere scaricato a Mutorashanga, a circa 100 km da Harare.
*Il 18 maggio, Cleopas Shiri, presidente dell'MDC per il distretto di Gweru Urban, è stato rapito da quattro uomini a bordo di una Mazda 323 verde mentre tornava a casa dal lavoro. È stato bendato e trasportato in un edificio dove è stato torturato, anche tramite l'applicazione di elettrodi sulla punta dei piedi. Una volta svenuto, è stato scaricato dai suoi rapitori nella boscaglia. In seguito è rinvenuto ed è riuscito a raggiungere la strada ricevendo un passaggio fino a Bulawayo, dove è rimasto ricoverato in ospedale per un mese. Quando è ritornato a Gweru ha constatato che la sua casa era stata posta sotto sorveglianza, che è stata sospesa solo dopo che aveva sporto denuncia presso il commissario in comando del distretto di polizia.
*Il 22 novembre, almeno 22 membri dell'NCA sono finiti in una retata messa in atto da persone non identificate e caricati a forza a bordo di due minibus nella zona commerciale del centro di Harare. Secondo quanto riferito, essi sono stati trasportati presso gli uffici provinciali del ZANU-PF nella 4ª strada dove sono stati picchiati sotto le piante dei piedi con bastoni e spranghe di ferro e costretti a mantenere posizioni di stress, come fingere di stare seduti su una sedia, per periodi prolungati e a rotolare per terra. In seguito è stato loro ordinato di pulire il pavimento della stanza e i gabinetti a mani nude. Dopo che, stando alle accuse, i rapitori hanno chiamato la polizia, le vittime sono state condotte presso il commissariato centrale della polizia di Harare dove quest'ultima li ha accusati di «ostruzione alla giustizia» ai sensi della legge di (codifica e riforma) penale e multati. Nessuno dei perpetratori è stato arrestato. Dieci delle vittime hanno necessitato di cure ospedaliere.
A ottobre magistrati e pubblici ministeri sono scesi in sciopero chiedendo un aumento dello stipendio del 900%. Molti degli stipendi dei funzionari della giustizia erano al di sotto della soglia di povertà, aspetto che è risultato compromettere il sistema giudiziario.
Il 6 novembre, il Procuratore generale Sobusa Gula-Ndebele è stato arrestato perché sospettato di «condotta contraria o incompatibile con i doveri di un funzionario pubblico». L'arresto ha fatto seguito alla notizia di un incontro a settembre con il vice direttore amministrativo della National Merchant Bank, James Andrew Kufakunesu Mushore, il quale era ricercato dalla polizia per reati di valuta estera. Il Procuratore generale è stato accusato di violazione della Sezione 174(1) della legge (di codifica e riforma) penale, posto su cauzione e rilasciato. A dicembre, il presidente Mugabe ha sospeso il Procuratore generale e ha annunciato l'istituzione di un tribunale composto da tre membri per indagare sulle accuse di abuso d'ufficio formulate a suo carico.
Delegati di Amnesty International hanno visitato lo Zimbabwe a febbraio/marzo, ad agosto, a ottobre/novembre e a novembre/dicembre.
Open letter from AI's Secretary General Irene Khan to President Robert Mugabe (AFR 46/006/2007)
Zimbabwe: End harassment, torture and intimidation of opposition activists (AFR 46/007/2007)
Call for Africa leaders to speak out against brutality in Zimbabwe (AFR 46/011/2007)
Zimbabwe: human rights in crisis - Shadow report to the African Commission on Human and Peoples'
Rights (AFR 46/016/2007)
Zimbabwe: Between a rock and hard place - women human rights defenders at risk (AFR 46/017/2007)
Zimbabwe: Women at the forefront of challenging government policy face increasing repression (AFR 46/023/2007)