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Afghanistan

Afghanistan

Capo di Stato e di governo: Hamid Karzai
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 32,3 milioni
Speranza di vita: 42,9 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 234/240‰
Alfabetizzazione adulti: 28%

  1. Contesto
  2. Violazioni da parte del governo afghano
  3. Violazioni da parte delle forze internazionali
  4. Violazioni da parte di gruppi armati
  5. Libertà di espressione
  6. Violenza contro donne e ragazze
  7. Rapporti di Amnesty International

La situazione di crescente conflitto e insicurezza, aggravata da siccità e inondazioni, ha interessato larghe fasce della popolazione afghana, provocando durante l'intero anno un incessante flusso di sfollati. Secondo le stime, almeno 6.500 persone sono rimaste uccise nel contesto del conflitto. Tutte le parti coinvolte, comprese le forze afghane, le forze internazionali di sicurezza e i gruppi di insorti, hanno commesso violazioni del diritto internazionale umanitario e delle norme sui diritti umani in totale impunità. Tutte hanno anche compiuto attacchi indiscriminati, compresi bombardamenti aerei da parte del contingente di assistenza internazionale alla sicurezza (International Security Assistance Force - ISAF) e delle forze dell'Operazione Enduring Freedom (OEF) guidata dagli Stati Uniti, così come attacchi suicidi da parte di gruppi armati. Secondo l'ONG afghana Ufficio per la sicurezza, si sono registrati circa 2.000 morti tra i civili non combattenti, di cui i contingenti internazionali erano responsabili per oltre un quarto, mentre i gruppi di insorti di poco meno della metà. I diritti associati all'istruzione, alla salute e alla libertà di espressione sono stati violati, in particolare nei riguardi delle donne. Difensori dei diritti umani e giornalisti, tra cui molte donne, sono stati oggetto di minacce, intimidazioni fisiche, arresti o omicidi. Le riforme di istituzioni governative chiave, come la polizia e i servizi di intelligence, hanno compiuto progressi limitati. Funzionari di governo e detentori del potere locale non sono stati chiamati a rispondere degli abusi denunciati e in molte aree l'accesso alla giustizia è risultato scarso se non assente.

 

Contesto

Il governo afghano ha continuato a dare attuazione al Compact Afghanistan, concordato nel 2006 con i propri partner internazionali, relativamente allo sviluppo, alla sicurezza e alla governabilità. Il numero delle forze militari internazionali, comprendente sia truppe OEF che ISAF, è aumentato ad almeno 49.000 unità.

I livelli di insurrezione sono andati intensificandosi, con i Taliban e altri gruppi armati che hanno conquistato il controllo temporaneo di diversi distretti, in particolare nel sud, e con scontri ripetuti con le forze afghane e i contingenti militari internazionali.

Le richieste avanzate dai Taliban per il ritiro dei contingenti internazionali sono state rigettate dal governo afghano. Sono cresciuti i tentativi di mediazione tra le parti in conflitto. Inoltre, gli sforzi per incoraggiare una risoluzione regionale del conflitto hanno portato ad organizzare nel mese di agosto una jirga (consiglio tribale informale) di pace, cui hanno partecipato sia afghani che pakistani.

 

Violazioni da parte del governo afghano

***Sistema giudiziario

A giugno una conferenza internazionale ha sottolineato i gravi e sistematici vizi nell'amministrazione della giustizia in Afghanistan, compresi ministero della Giustizia, tribunali, carceri, polizia, esercito e servizi di intelligence afghani, ovvero la Direzione nazionale della sicurezza (NDS), malgrado i molti anni di sostegno internazionale alla riforma di queste istituzioni.

Il mandato dell'NDS ha continuato a essere nebuloso così come il decreto presidenziale che ne delinea i poteri è rimasto riservato. In pratica, l'NDS è apparsa continuare a esercitare estesi poteri, compreso quello di arrestare, interrogare, indagare, perseguire e condannare persone accusate di aver commesso reati contro la sicurezza nazionale. La mancanza di separazione di queste funzioni ha violato il diritto dei sospetti a un equo processo, contribuito all'impunità dei responsabili di violazioni dei diritti umani e minato lo Stato di diritto. Sono pervenute segnalazioni attendibili di tortura e altri maltrattamenti di detenuti in custodia dell'NDS.

Tra le altre gravi inefficienze che hanno continuato a compromettere l'efficace amministrazione della giustizia si citano una magistratura ostacolata da elementi del personale giudiziario non qualificati; un corpo di polizia scarsamente addestrato e malpagato; la minaccia all'indipendenza della magistratura a causa della pressioni esercitate dai gruppi armati; e procedimenti giudiziari iniqui, comprese violazioni del diritto a convocare ed esaminare i testimoni, e il diniego del diritto degli imputati alla difesa legale e all'accesso alle informazioni. La mancanza di fiducia o di accesso al sistema giudiziario ufficiale ha determinato l'affidamento a sistemi di giustizia informali, specialmente nelle zone rurali, dove stando alle fonti circa l'80% dei casi vengono risolti attraverso meccanismi di giustizia informali.

***Impunità

È perdurata una cultura dell'impunità, giunta al culmine con l'introduzione a febbraio di un progetto di legge di amnistia, che assolve il governo dalla responsabilità di assicurare alla giustizia persone sospettate di aver perpetrato violazioni dei diritti umani e crimini ai sensi del diritto internazionale, compresi crimini di guerra e crimini contro l'umanità. A dicembre, il presidente Karzai ha dichiaro che la sua amministrazione non aveva ancora la capacità di arrestare e perseguire molti dei responsabili di violazioni dei diritti umani passate e attuali. Tra gli accusati di tali abusi figurano parlamentari così come funzionari dei governi provinciali.

Non sono stati compiuti progressi nell'attuazione del Piano d'azione per la pace, la giustizia e la riconciliazione in Afghanistan inaugurato nel febbraio 2006.

***Pena di morte

Quindici persone sono state messe a morte a ottobre, le prime esecuzioni dopo tre anni. Una persona condannata a morte sarebbe scampata all'esecuzione grazie al pagamento di una tangente; i 15 sono stati fucilati mentre tentavano di sfuggire all'esecuzione. All'esecuzione ha fatto immediatamente seguito uno sciopero della fame di 10 giorni intrapreso da alcuni prigionieri del carcere di Pol-e-Charkhi. I prigionieri sostenevano che le esecuzioni non erano basate su processi equi e trasparenti, e che alcune erano politicamente motivate.

Si ritiene che nel braccio della morte vi fossero tra le 70 e le 110 persone.

 

Violazioni da parte delle forze internazionali

***Uccisioni di civili

Secondo quanto riferito, le forze militari internazionali hanno causato la morte di diverse centinaia di civili. Alcuni potrebbero essere stati vittime di attacchi indiscriminati in bombardamenti aerei e altre condotte in circostanze di potenziale violazione del diritto internazionale umanitario. Dopo diversi episodi di alto profilo avvenuti a metà anno che hanno visto la morte di civili causata da contingenti militari internazionali, le forze dell'ISAF hanno stabilito nuove regole di ingaggio. È rimasto da chiarire quale sia stato l'impatto di tale decisione, dal momento che sono giunte regolari segnalazioni di vittime sproporzionate tra i civili in seguito a operazioni militari internazionali.

*Il 4 marzo, in seguito a un attacco suicida a un convoglio statunitense sulla strada principale per Jalalabad nella provincia di Nangarhar, truppe statunitensi hanno aperto indiscriminatamente il fuoco lungo un'estensione di 12 km di strada uccidendo almeno 12 civili e ferendo 35 persone. Le indagini condotte dalla Commissione indipendente afghana sui diritti umani (AIHRC) hanno rilevato che le forze statunitensi erano ricorse a un uso indiscriminato ed eccessivo della forza. Il comando militare statunitense ha deferito il caso al Servizio investigativo penale della Marina citando la necessità di ulteriori indagini.

***Tortura e altri maltrattamenti

Le forze dell'ISAF hanno continuato a trasferire detenuti all'NDS, nonostante le accuse di tortura e altri maltrattamenti da parte di quest'ultima. I tentativi da parte delle forze internazionali di controllare il trasferimento dei detenuti sono risultati incoerentemente applicati.

Inoltre, le forze coinvolte nell'OEF condotta dagli Stati Uniti hanno continuato a trasferire persone all'NDS e in strutture di detenzione gestite dagli Stati Uniti, compresa la base aerea di Bagram, nei pressi di Kabul. Le autorità statunitensi hanno trasferito oltre un centinaio di detenuti da Bagram e Guantánamo nell'appena ristrutturato Blocco-D del carcere di massima sicurezza di Pol-e-Charkhi alla periferia di Kabul. Non è chiaro chi sovrintenda il Blocco-D. Si ritiene che a fine anno i detenuti rimasti a Bagram fossero circa 600.

 

Violazioni da parte di gruppi armati

***Rapimenti e uccisioni

Gruppi armati, compresi i Taliban, Hizb-e Islami e al-Qaeda, hanno preso deliberatamente di mira civili quale parte della loro continua battaglia contro il governo afghano e le forze militari internazionali. Ciò ha compreso l'uccisione di persone percepite lavorare o collaborare con il governo afghano o le forze militari internazionali. Il mullah Dadullah, un comandante Taliban, ha commentato che il rapimento era una «buona tattica» e ha incoraggiato i combattenti Taliban a farne un uso maggiore. In tutto l'Afghanistan meridionale e sud-orientale si è avuto un rapido aumento dei rapimenti.

*Quattro dipendenti di tribunale provinciale afghani sono stati rapiti dai Taliban mentre viaggiavano nel distretto di Andar, Ghazni, il 24 luglio. I loro corpi sono stati in seguito ritrovati dalle autorità afghane.

*Forze Taliban hanno rapito 23 cittadini coreani il 19 luglio mentre viaggiavano attraverso Ghazni. Due degli ostaggi sono stati uccisi; gli altri sono stati liberati dopo sei settimane di prigionia.

*Forze Taliban hanno rapito cinque afghani e due cittadini tedeschi il 18 luglio nella provincia di Wardak. Uno degli afghani è riuscito a fuggire mentre un tedesco è morto durante la prigionia. Gli altri ostaggi sono stati liberati a ottobre.

***Attacchi suicidi

Gruppi armati hanno compiuto circa 140 attacchi suicidi contro obiettivi militari e civili, uccidendo all'incirca 300 persone.

*Circa 80 persone sono rimaste uccise in un attacco suicida dinamitardo il 6 novembre durante una cerimonia nella provincia di Baghlan. Decine di persone sono rimaste ferite. Alcuni morti e ferito potrebbero essere stati provocati da guardie di parlamentari presenti alla cerimonia che avrebbero aperto il fuoco subito dopo l'attacco suicida.

*Il 17 giugno, 24 persone sono rimaste uccise e 35 ferite da un attentatore suicida a bordo di un autobus che trasportava reclute della polizia afghana.

***Uccisioni in seguito a processi semi-giudiziari

I Taliban e altri gruppi hanno ucciso illegalemente persone in seguito a processi semi-giudiziari.

*Il 30 settembre, combattenti Taliban hanno prelevato Zainullah, un fabbricante di chiavi di 15 anni, dal bazar dove lavorava nel distretto di Sangin, provincia di Helmand, nell'Afghanistan meridionale. Essi lo hanno accusato di essere una spia e lo hanno impiccato a un palo della luce con un cartello in cui si ammoniva che altri colti a spiare avrebbero subito la stessa sorte.

 

Libertà di espressione

Sono rimaste in vigore gravi limitazioni alla libertà di espressione. Diversi giornalisti sono stati arrestati o intimiditi e uccisi. Anche membri dell'AIHRC e rappresentanti di organizzazioni nazionali per i diritti umani hanno subito minacce.

Il Sindacato dei giornalisti indipendenti dell'Afghanistan ha registrato nel corso dell'anno 53 casi di violenza nei confronti di giornalisti da parte del governo afghano e degli insorti Taliban. In sei dei suddetti casi il giornalista in oggetto era stato ucciso.

*Zakia Zaki, che gestiva Radio Peace, è stata uccisa da uomini armati nella sua abitazione nella provincia centrale di Parwan il 5 giugno.

*Kamran Mir Hazar, un giornalista di Radio Salaam Watandar e direttore del notiziario su Internet Kabul Press, è stato arrestato due volte, apparentemente per aver criticato il governo, e successivamente rilasciato senza accusa.

 

Violenza contro donne e ragazze

I diritti delle donne hanno continuato a essere intaccati in molte aree. Donne che lavoravano per il governo sono state oggetto di minacce e diverse sono scampate a tentativi di assassinio.

*Massoma Anwary, capo del Dipartimento per le politiche femminili nella provincia di Ghor, a novembre è scampata a un tentativo di assassinarla.

Una diminuzione del numero di attacchi contro le scuole ha permesso ad alcune situate in zone insicure di riaprire e vi è stato complessivamente un aumento del numero dei bambini che frequentavano la scuola. Tuttavia, i timori riguardo alla sicurezza hanno significato per molte ragazze non andare a scuola. Il secondo rapporto dell'AIHCR sui diritti economici e sociali, pubblicato ad agosto, attesta che il 36,1% delle ragazze in età scolare non frequentava la scuola per questioni legate all'accessibilità, sicurezza compresa.

 

Rapporti di Amnesty International

Afghanistan: Detainees transferred to torture - ISAF complicity? (ASA 11/011/2007)

Amnesty International dismayed by execution of 15 in Afghanistan (ASA 11/014/2007)

Afghanistan: Amnesty International condemns the unlawful killing of 15-year-old boy by Taleban (ASA 11/013/2007)

Afghanistan: Amnesty International demands immediate release of all hostages (ASA 11/010/2007)

Afghanistan: Justice and rule of law key to Afghanistan's future prosperity (ASA 11/007/2007)

Afghanistan: Mounting civilian death toll - all sides must do more to protect civilians (ASA 11/006/2007)

Afghanistan: Taleban attacks against civilians increasing and systematic (ASA 11/002/2007)

Afghanistan: All who are not friends, are enemies - Taleban abuses against civilians (ASA 11/001/2007)

 
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