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Australia

Australia

Capo di Stato: regina Elisabetta II, rappresentata da Michael Jeffrey
Capo del governo: Kevin Rudd (subentrato a John Howard a dicembre)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 20,6 milioni
Speranza di vita: 80,9 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 6/5‰

  1. Discriminazione
  2. "Guerra al terrore"
  3. Rifugiati e richiedenti asilo
  4. Violenza sulle donne

Gli interventi del governo su vasta scala per venire incontro alle comunità indigene svantaggiate del Northern Territory sono stati sviluppati senza adeguata consultazione e hanno determinato una riduzione del controllo degli indigeni sulla loro terra. La legislazione anti-terrorismo ha continuato a essere motivo di preoccupazione. Richiedenti asilo hanno subito detenzioni a lungo termine confinati su isole ai sensi della cosiddetta "Pacific Solution".

Discriminazione

Gli indici relativi agli svantaggi subiti dagli indigeni sono rimasti elevati. L'aspettativa di vita degli indigeni australiani è di 17 anni inferiore rispetto a quella del resto della popolazione e la popolazione indigena ha una probabilità 13 volte maggiore di finire in carcere rispetto alla popolazione non indigena.

La legislazione per un intervento senza precedenti nel Northern Territory è stata approvata in risposta a un rapporto sconcertante riguardo all'abuso sessuale di minorenni. L'intervento, sviluppato senza adeguata consultazione, ha impegnato risorse significative per affrontare gli svantaggi subiti dalle comunità indigene ma ha finito col calpestare il controllo indigeno sull'accesso alla loro terra. La legislazione cercava di aggirare la legge sulla discriminazione razziale e il Patto internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale.

L'Australia ha votato contro la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni quando questa è stata approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre.

"Guerra al terrore"

*Il cittadino indiano dott. Mohammed Haneef è rimasto detenuto senza accusa per 12 giorni prima che fossero archiviate le accuse di terrorismo a suo carico, evidenziando vizi nella legislazione anti-terrorismo australiana. Conseguentemente, il suo visto di lavoro in Australia è stato revocato, una decisione annullata dalla Corte Federale.

*A maggio, il detenuto di Guantánamo Bay David Hicks è stato rimpatriato per essere incarcerato in Australia dopo aver concordato un patteggiamento presso una Commissione militare statunitense. Egli è stato rilasciato a dicembre. In base ai termini del patteggiamento, egli non è autorizzato a parlare della sua esperienza per 12 mesi e gli è stato richiesto di firmare una dichiarazione in cui afferma di non essere stato torturato o altrimenti maltrattato mentre era sotto la custodia degli Stati Uniti. Al suo rilascio è stato posto sotto un ordine di sorveglianza che ne limita la possibilità di spostamento, associazione e comunicazione. Si tratta del secondo ordine di questo tipo a essere emesso in Australia. Il primo, nei confronti del sospettato di terrorismo Joseph "Jack" Thomas, è stato revocato ad agosto e le restrizioni sono state inserite nelle condizioni della sua cauzione. L'Alta Corte aveva precedentemente stabilito che l'ordine di sorveglianza di Thomas non violava la Costituzione.

Rifugiati e richiedenti asilo

Ai sensi della politica di detenzione confinata su isole, la cosiddetta "Pacific Solution", 82 cittadini dello Sri Lanka continuavano a essere detenuti sull'isola di Nauru, 72 dei quali erano già stati considerati rifugiati dal ministro dell'Immigrazione australiano. Il precedente governo australiano aveva cercato di premere su sette richiedenti asilo birmani rohingya per far ritorno in Malaysia, eludendo i propri obblighi ai sensi della Convenzione sui rifugiati. Essi sono rimasti a Nauru per oltre 12 mesi, ma reinsediati a dicembre in seguito al cambiamento di governo.

*Il rifugiato iracheno Mohammed Faisal è stato ricollocato in Australia dopo essere stato detenuto a Nauru per oltre cinque anni. A seguito della revisione del suo status di sicurezza, che era stato inizialmente ritenuto problematico, egli è stato accettato in Australia dove ha ricevuto cure mediche dopo che aveva sviluppato tendenze suicide.

A ottobre, l'Australia ha annunciato una moratoria sul reinsediamento dei rifugiati provenienti dall'Africa, citando difficoltà relativa alla loro capacita di integrarsi. Ciò ha destato preoccupazione riguardo alla discriminazione della politica di reinsediamento dell'Australia.

Il continuo ricorso a visti di protezione temporanei obbliga i rifugiati a ripresentare domanda di protezione dopo tre anni, negando loro la certezza di poter rimanere in Australia.

Violenza sulle donne

A dicembre, una Corte distrettuale ha definito lo stupro di gruppo di una ragazzina indigena di 10 anni come «un'esperienza infantile», inserendo inopportunamente nel processo la questione del consenso. I 9 uomini giudicati colpevoli non hanno ricevuto pene detentive.