Capo di Stato: Iajuddin Ahmed
Capo del governo: Fakhruddin Ahmed (subentrato a Iajuddin Ahmed a gennaio)
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 147,1 milioni
Speranza di vita: 63,1 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 65/64‰
Alfabetizzazione adulti: 47,5%
I diritti umani sono stati sottoposti a rigide restrizioni ai sensi di uno stato di emergenza proclamato sulla scia del dilagare della violenza politica. Secondo quanto riferito, centinaia di migliaia di persone sono state arrestate perché sospettate di attività criminali o di infrazioni alla normativa di emergenza. La tortura ha continuato a essere una pratica diffusa. Le forze dell'ordine sono risultate implicate nella morte di oltre un centinaio di persone in custodia, ma nessuno è stato chiamato a rispondere per queste morti. Almeno sei uomini sono stati messi a morte.
A seguito di settimane di scontri violenti tra sostenitori dei principali partiti politici, l'11 gennaio è stato dichiarato lo stato di emergenza. Le elezioni fissate per il 22 gennaio sono state rinviate al 2008. Il presidente Iajuddin Ahmed ha nominato un nuovo governo pro tempore presieduto da Fakhruddin Ahmed quale capo consigliere e sostenuto dall'esercito, che è stato dispiegato a fianco della polizia per mantenere l'ordine pubblico.
Il nuovo governo ha avviato un programma per la lotta alla corruzione, e ha intrapreso iniziative per una riforma del settore giudiziario ed elettorale, ma l'avanzamento delle riforme si è rivelato oltremodo lento. Sono state espresse inoltre preoccupazioni per il ruolo dell'esercito nella vita politica del paese, e riguardo alle problematiche in materia di economia, compreso il rapido aumento del costo degli alimentari e di altri beni di prima necessità.
Il governo ha annunciato di aver avviato la creazione di una Commissione nazionale sui diritti umani (NHRC). Le autorità sono state sollecitate da Amnesty International ad assicurare che il mandato, l'indipendenza e le risorse della NHRC le avrebbero permesso di essere un meccanismo in grado di rafforzare in modo efficace la tutela dei diritti umani.
Oltre 60.000 abitanti delle baraccopoli sono stati fatti sgomberare con la forza quando il governo ha demolito le baracche di Dhaka così come quelle di Chittagong e Khulna. Agli abitanti non è stata offerta alcuna sistemazione alternativa né hanno ricevuto alcun risarcimento.
Il ciclone Sidr che ha colpito le zone sud-occidentali a metà novembre ha provocato gravi devastazioni a oltre un milione di abitazioni e infrastrutture, uccidendo oltre 3.000 persone.
La normativa di emergenza ha limitato la libertà di associazione e di riunione, revocando alcune tutele costituzionali contro l'arresto arbitrario conferendo pertanto ampi poteri di arresto alle forze dell'ordine. Il divieto di tenere adunanze politiche è stato parzialmente revocato a settembre per permettere ai partiti politici di prepararsi al dialogo con la Commissione elettorale riguardo alle riforme in materia. Agli esponenti di partito sostenuti dalle autorità è stato consentito di riunirsi senza limitazioni per tutto l'arco dell'anno.
Le garanzie in materia di equità processuale sono state indebolite dal ricorso alle Corti speciali che hanno imposto rigide restrizioni d'accesso degli imputati ai loro legali difensori, e dal diniego di cauzione per gli imputati accusati ai sensi della normativa di emergenza.
Le forze di sicurezza, comprese unità dell'esercito e paramilitari dispiegate in seguito allo stato di emergenza a fianco della polizia, hanno commesso violazioni dei diritti umani nell'impunità, tra cui tortura e altri maltrattamenti e presunte esecuzioni extragiudiziali. Il corpo di polizia è risultato addestrato e equipaggiato in maniera inadeguata e privo di concreti meccanismi disciplinari e di controllo. Il personale dell'esercito accusato di violazioni dei diritti umani è rimasto quasi completamente al di fuori della portata dei meccanismi di giustizia civile.
*Rang Lai Mro, un leader di comunità degli Altipiani di Chittagong, è stato arrestato il 23 febbraio e stando alle accuse torturato da personale dell'esercito. Egli ha dovuto ricorrere a cure ospedaliere per le ferite riportate. È stato accusato di possesso di armi e, stando alle fonti, condannato a 10 anni di carcere. Secondo quanto riferito, a ottobre è stato riconsegnato in custodia di polizia, picchiato nuovamente, e ha necessitato ancora una volta di cure ospedaliere. In merito alle accuse di tortura non risultano essere state avviate indagini.
*Secondo quanto riferito, Sahebullah è stato arrestato il 16 maggio da personale del Battaglione di intervento rapido (RAB) e torturato nell'ufficio del direttore della Clinica universitaria di Rajshahi. Stando alle fonti, egli avrebbe riportato la frattura di entrambe le gambe. È stato arrestato dopo aver chiesto un medico per la moglie, che non era stata ancora visitata dopo 12 ore. La donna è morta il giorno dopo.
Le forze dell'ordine sono state implicate nella morte di oltre un centinaio di persone in custodia. Secondo quanto è parso, nessuna iniziativa è stata intrapresa per assicurarne i responsabili alla giustizia.
*Khabirul Islam Dulal, della municipalità di Char Fashion, distretto di Bohla, è stato arrestato da personale della Marina il 20 febbraio. Secondo quanto riferito, egli è stato picchiato, gettato in uno stagno con le mani legate con una fune, e picchiato nuovamente. È morto la sera stessa.
*Il leader indigeno garo Cholesh Richil è deceduto il 18 maggio mentre era in custodia del personale delle Forze congiunte (esercito e polizia). Vi sono forti indicazioni secondo cui egli è deceduto in seguito a tortura. Altri tre membri della comunità garo, Tohin Hadima, Piren Simsung e Protap Jambila, sono stati arrestati contemporaneamente e, stando alle fonti, torturati. Il governo ha istituito un'inchiesta giudiziaria sulla morte di Cholesh Richil, ma a fine anno non erano note informazioni a riguardo.
Secondo fonti di stampa, funzionari hanno dichiarato che erano state arrestate oltre 440.000 persone a vario titolo durante l'anno. Molti detenuti sono stati trattenuti arbitrariamente, inizialmente ai sensi della normativa di emergenza, per poi scontare un'ordinanza di detenzione ai sensi della legge sui poteri speciali del 1974 (SPA). Alcuni sono stati in seguito accusati di reati penali politicamente motivati.
Alcune persone trattenute ai sensi della normativa di emergenza sono state accusate di «estorsione» o altre attività penali. Tra i detenuti vi erano oltre 160 politici dei principali partiti, così come alcuni benestanti uomini d'affari. Secondo quanto riferito, alcuni dei detenuti trattenuti ai sensi della normativa di emergenza o dell'SPA sono stati torturati o maltrattati.
*Shahidul Islam, un attivista per i diritti umani, è stato accusato di omicidio sulla base di una "confessione" resa da un altro detenuto, Badrul, nel mese di febbraio. L'incriminazione ha bloccato il rilascio di Shahidul Islam quando la sua ordinanza di detenzione ai sensi dell'SPA è scaduta alla fine di febbraio. Badrul ha ritrattato la sua iniziale dichiarazione in aula, affermando di essere stato costretto a renderla dalla polizia. Tuttavia, l'accusa a carico di Shahidul Islam non è stata archiviata ed egli, stando alle fonti, è stato torturato in detenzione prima di essere rilasciato su cauzione alla fine di agosto.
*A seguito degli scontri avvenuti ad agosto tra forze dell'ordine e studenti di Dhaka e Rajshahi che chiedevano la fine dello stato di emergenza, 10 accademici delle università di Dhaka e Rajshahi sono stati arrestati. Si tratta di prigionieri di coscienza. Sono stati arrestati anche decine di studenti, accusati di coinvolgimento negli scontri. I sei accademici dell'Università di Rajshahi sono stati rilasciati a dicembre mentre i quattro dell'Università di Dhaka sono rimasti detenuti.
Sebbene non siano state rigidamente applicate restrizioni di ampia portata nei confronti dei mezzi di informazione nel contesto dello stato di emergenza, la loro continua esistenza ha di fatto rafforzato l'auto-censura da parte dei giornalisti e dei direttori di quotidiano. Giornalisti sono stati minacciati con l'arresto nel caso in cui avessero criticato le agenzie di intelligence o l'esercito.
*Arifur Rahman, un vignettista, è stato arrestato il 17 settembre per una vignetta in cui compariva il nome del profeta Maometto, a seguito di minacce da parte di gruppi islamisti. Egli è stato accusato di «nuocere ai sentimenti religiosi» ed è stato considerato prigioniero di coscienza. Contro di lui è stata emessa un'ordinanza di detenzione di 30 giorni ai sensi dell'SPA, estesa in seguito ad altri tre mesi.
Come per gli anni precedenti, difensori dei diritti umani sono stati sottoposti a detenzioni arbitrarie e tortura. Stando alle accuse, avvocati sono stati minacciati con l'arresto per accuse di corruzione nel caso in cui avessero assunto l'incarico di cause di alto profilo.
*Il prigioniero di coscienza Tasneem Khalil, un giornalista che lavorava per il quotidiano Daily Star, la CNN e Human Rights Watch, è stato arrestato l'11 maggio e, stando alle fonti, torturato perché aveva fornito informazioni riguardo a violazioni dei diritti umani.
*Il prigioniero di coscienza Jahangir Alam Akash, giornalista e locale presidente di due organizzazioni per i diritti umani, è stato arrestato il 24 ottobre da agenti del RAB nella città nord-occidentale di Rajshahi. Secondo quanto riferito, gli sono state inflitte scosse elettriche, è stato picchiato sotto la pianta dei piedi con un bastone, ed è stato appeso al soffitto per le mani legate. È stato in seguito trasportato all'ospedale del carcere di Rajshahi per ferite multiple. La sua detenzione aveva fatto seguito a un rapporto diffuso dalla televisione a maggio riguardo all'uccisione a colpi d'arma da fuoco di un uomo disarmato da parte di agenti del RAB. Egli è stato accusato di estorsione, un'accusa da più parti ritenuta falsa e politicamente motivata, e trattenuto in detenzione per più di un mese prima di essere rilasciato su cauzione.
Il governo ha intrapreso iniziative per dare attuazione alla sentenza della Corte Suprema del 1999 che richiede la separazione della magistratura dall'esecutivo, compresi emendamenti alle leggi relative. Il 1° novembre, è entrato in vigore il nuovo sistema. Tuttavia, è stato segnalato che magistrati dell'esecutivo hanno mantenuto poteri giudiziari.
Hanno conosciuto un nuovo impulso durante l'anno le indagini per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e altre gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario compiuti nel 1971. Tuttavia, come in passato, non è stata intrapresa alcuna iniziativa da parte del governo per dare attuazione alla legge sui reati (tribunali) internazionali del 1973 e non è mai stata istituita una commissione ufficiale per fornire un resoconto completo sugli eventi del 1971, al fine di determinarne le responsabilità e di redigere raccomandazioni per fornire indennizzi alle vittime.
Sono proseguite le segnalazioni di violenza sulle donne, tra cui percosse, attacchi con acido, e morti per motivi di dote.
*Nel distretto di Kushtia, nel solo mese di giugno, i dati forniti dalla polizia e dagli ospedali hanno rivelato che i casi di suicidio tra le donne sarebbero stati 19 mentre i tentativi di suicidio si attestavano a 65, in seguito a situazioni di violenza subite da parte dei loro mariti e altri familiari.
Almeno 90 uomini e tre donne sono stati condannati alla pena capitale, e almeno sei uomini sono stati messi a morte.
Una delegazione di Amnesty International ha visitato Dhaka, Jessore e Khulna a marzo per valutare l'impatto dello stato di emergenza sulla situazione dei diritti umani.
Bangladesh: Death in custody and reports of torture (ASA 13/005/2007)
Bangladesh: Amnesty International calls for thorough unrestricted inquiry into violations by security forces (ASA 13/011/2007)