Capo di Stato: re Norodom Sihamoni
Capo del governo: Hun Sen
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 14,6 milioni
Speranza di vita: 58 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 130/120‰
Alfabetizzazione adulti: 73,6%
Circa 150.000 cambogiani erano ritenuti a rischio di veder perdere le loro abitazioni a causa del proliferare delle dispute sulla terra e degli espropri. Gli sgomberi forzati di comunità povere sono continuati e le vittime hanno avuto accesso limitato a risarcimenti legali. Il Partito popolare cambogiano (CPP), al potere, ha continuato a consolidare il proprio potere e a mantenere la propria stretta sulla magistratura, in cui le radicate inefficienze sono rimaste per lo più immutate. Dopo notevoli ritardi, la Camera straordinaria dei tribunali della Cambogia (ECCC, Tribunale sui khmer rossi) è divenuta operativa; sono stati effettuati cinque arresti e si è tenuta la prima udienza.
Il CPP ha ottenuto la presidenza comunale in oltre il 98% dei comuni alle elezioni locali tenutesi ad aprile. L'affluenza al voto, per lo più pacifica, ha dato al partito oltre il 70% dei seggi totali e il principale partito di opposizione Sam Rainsy ha ottenuto il 23,4%. Il partito minore della coalizione di governo, FUNCIPEC, ha totalizzato il 2,4%, in seguito a una scissione interna e alla condanna a 18 mesi di carcere per «violazione della fiducia» dell'ex leader del partito in esilio, principe Norodom Ranariddh.
Il 5 febbraio il Consiglio superiore della magistratura ha adottato il codice di etica dei giudici. Ad agosto è stato promulgato il nuovo codice di procedura penale, circa un mese dopo l'entrata in vigore del nuovo codice di procedura civile. A fine anno non erano stati ancora approvati né la legge anti-corruzione, di estrema priorità per la comunità dei donatori internazionali, né il nuovo codice penale.
La presidente della Corte d'appello è stata rimossa dall'incarico dopo che un'indagine del ministero dell'Interno aveva riscontrato che aveva accettato 30.000 dollari USA in cambio del rilascio di due uomini giudicati colpevoli di reati di droga ed è stata sostituita da You Bunleng, giudice co-inquirente dell'ECCC. Il processo di nomina è stato descritto come incostituzionale dal Rappresentante speciale delle Nazioni Unite del Segretariato generale per i diritti umani in Cambogia e dal Relatore Speciale sull'indipendenza dei giudici e degli avvocati.
Il sistema legale ha mantenuto la propria parzialità ai danni dei più poveri ed emarginati. Dai processi sono emerse segnalazioni di violazioni della presunzione di innocenza, mancanza di indipendenza, corruzione e gravi inadempienze nell'applicazione della legge. L'osservazione dell'attività dei tribunali condotta dal Centro per lo sviluppo sociale ha dimostrato che le confessioni sotto coercizione, ottenute principalmente tramite percosse o minacce, continuavano a essere diffuse.
*Born Samnang e Sok Sam Oeun, giudicati colpevoli nel 2004 dell'omicidio del sindacalista Chea Vichea al termine di un processo gravemente iniquo, hanno ricevuto conferma della loro sentenza a 20 anni di carcere in appello ad aprile nonostante il pubblico ministero avesse richiesto una nuova indagine.
L'ECCC è divenuta operativa nel mese di giugno, con l'adozione di normative interne, ponendo fine ai disaccordi tra giudici nazionali e internazionali, e aprendo la strada a indagini e procedimenti giudiziari. A fine anno cinque sospetti erano in detenzione presso l'ECCC, compreso l'ex capo di Stato Khieu Samphan e il cosiddetto "Fratello Numero Due", Nuon Chea. Tutti e cinque sono stati accusati di crimini contro l'umanità, e tre di loro anche di crimini di guerra. A novembre si è tenuta la prima udienza della Camera pre-processuale e l'inizio dei processi era atteso per il 2008.
Il 24 febbraio Hy Vuthy, presidente di industria del Libero sindacato dei lavoratori (FTU), è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco, il terzo funzionario dell'FTU a essere ucciso dal 2004.
Durante l'anno, migliaia di persone sono state fatte sgomberare con la forza e hanno perduto la loro terra, le loro abitazioni e i loro mezzi sussistenza, a seguito di progetti per lo sviluppo e all'espropriazione di terreni. Le autorità non hanno mantenuto i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale di garantire il diritto a un'abitazione adeguata e a proteggere la popolazione contro gli sgomberi forzati.
Circa 150.000 cambogiani erano stimati essere a rischio di sgombero forzato, comprese oltre 20.000 persone residenti nei pressi del lago Boeung Kak a Phnom Penh. A febbraio, ai residenti di Boeung Kak è sttao notificato che la terra era stata affittata a terzi per 99 anni dalla municipalità per un progetto di sviluppo senza previa consultazione con le persone interessate.
Diverse comunità fatte sgomberare a Phnom Penh sono state reinsediate in zone prive di infrastrutture, acqua, elettricità e fognature. La distanza tra le loro ex abitazioni e la città ha significato per molti la perdita dell'accesso ai propri mezzi di sostentamento.
*In un'operazione condotta il 2 novembre prima dell'alba, il villaggio di Chong Chruoy, alla periferia di Phnom Penh, è stato demolito dalle forze di sicurezza. Le 132 famiglie, la cui sussistenza era per lo più basata sulla pesca, sono state reinsediate con la forza a circa 25 km nell'interno.
Centinaia di persone hanno organizzato proteste nel tentativo di proteggere le loro terre e le loro abitazioni. Diversi raduni pacifici di questo tipo sono stati dispersi dalle forze dell'ordine, anche a Phnom Penh, Koh Kong, Ratanakiri e Banteay Meanchey.
Alcuni attivisti della terra sono stati incarcerati in seguito alle loro attività, oltre che per essere stati sospettati di aver distrutto proprietà private situate su terreni contesi che essi ritenevano possedere legalmente. Altri, compresi avvocati d'ufficio, sono stati accusati di averli incitati, a causa delle loro attività in difesa dei diritti umani.
*Il 20 aprile, le forze di sicurezza hanno fatto sgomberare con la forza oltre 100 famiglie dal villaggio Mittapheap 4 a Sihanoukville, appiccando il fuoco a 80 abitazioni e demolendone altre 20. Tredici uomini sono stati arrestati e processati a luglio per il ruolo svolto nella violenza. Nove sono stati giudicati colpevoli e condannati a pene detentive brevi nonostante l'incapacità da parte della pubblica accusa di esibire una qualsiasi prova che li collegasse ai reati per i quali erano stati accusati. In attesa dell'udienza di un ricorso della pubblica accusa, il gruppo non è stato rilasciato dopo che erano trascorsi i termini di condanna e a fine anno essi erano ancora trattenuti in quella che è stata considerata una detenzione arbitraria.
*Il 21 giugno è stata sporta una denuncia penale contro un gruppo di 10 avvocati per i diritti umani di due note ONG di assistenza legale che lavoravano per un gruppo di indigeni jarai al fine di proteggerne la terra da essi posseduta collettivamente. Secondo le accuse, il querelante aveva acquisito 450 ettari di terra jarai in violazione della legge sulla terra del 2001 e contro la volontà della comunità. A fine anno, gli avvocati erano sotto inchiesta e la disputa sulla terra era rimasta irrisolta.
A giugno l'ONG internazionale Global Witness ha pubblicato un rapporto che accusava il coinvolgimento di esponenti di alto profilo interni al governo e alla forze armate in gravi reati relativi alla deforestazione illegale. Il rapporto è stato soppresso dalle autorità e, secondo quanto riferito, gli organi di informazione sono stati ammoniti a non riferire sulla questione. Il personale di Global Witness ha ricevuto minacce di violenza e due giornalisti che avevano riferito della questione sono fuggiti dal paese.
Il monaco buddista Tim Sakhorn è scomparso a giugno dopo essere stato sconsacrato dal supremo patriarca buddista per aver arrecato danno alle relazioni tra Cambogia e Vietnam. Tim Sakhorn, un abate della provincia di Takeo e membro della minoranza dei khmer krom del Vietnam meridionale, viveva in Cambogia dal 1979 con doppia cittadinanza. Egli aveva fornito cibo e riparo ai monaci khmer krom in fuga dal Vietnam. Si ritiene sia stato rapito ed espulso dalle autorità cambogiane in violazione degli obblighi della Cambogia in base al diritto internazionale (cfr. Vietnam).
Altre persone di nazionalità vietnamita sono state rimpatriate forzatamente dalla Cambogia, compreso Le Tri Tue, un attivista filodemocratico in cerca di asilo. Egli è scomparso a maggio e quattro mesi più tardi è emerso che era detenuto in Vietnam, e che doveva rispondere di accuse penali.
Oltre 200 appartenenti alla minoranza etnica vietnamita dei montagnard hanno varcato il confine dagli Altipiani Centrali nel nord-est della Cambogia in cerca di asilo. Alcuni si sono nascosti nella jungla prima di richiedere asilo sotto il mandato dell'UNHCR, nel timore di essere arrestati e rimpatriati forzatamente nel paese di origine dove sono esposti al rischio di persecuzione.
Extraordinary Chambers in the Courts of Cambodia: Recommendations to address victims and witnesses issues in the Internal Rules effectively (ASA 23/001/2007)
Cambodia: Time to restore justice in the Chea Vichea case (ASA 23/004/2007)
Cambodia: Forced evictions must end (ASA 23/008/2007)