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Cina

Repubblica Popolare Cinese

Capo di Stato: Hu Jintao
Capo del governo: Wen Jiabao
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 1 miliardo e 331.400
Speranza di vita: 72,5 anni

  1. Pena di morte
  2. Sistema giudiziario
  3. Tortura e altri maltrattamenti
  4. Difensori dei diritti umani
  5. Libertà di espressione
  6. Violenza e discriminazione contro le donne
  7. Repressione di gruppi spirituali e religiosi
  8. Uiguri della Regione autonoma dello Xinjiang
  9. Regione autonoma del Tibet e altre zone di etnia tibetana
  10. Rifugiati nordcoreani
  11. Regione ad amministrazione speciale di Hong Kong
  12. Rapporti di Amnesty International

Un numero sempre più cospicuo di attivisti dei diritti umani sono stati incarcerati, posti agli arresti domiciliari o sotto sorveglianza, o sottoposti a vessazioni. È proseguita la repressione dei gruppi di minoranza, compresi tibetani, uiguri e mongoli. Seguaci del Falung Gong sono stati particolarmente esposti al rischio di tortura e altri maltrattamenti in detenzione. Cristiani sono stati perseguitati per aver praticato la loro religione al di fuori dei canali ufficiali approvati dallo Stato. Nonostante il ripristino della revisione di casi capitali da parte della Corte suprema del popolo, la pena di morte è rimasta avvolta da un velo di segretezza e ha continuato a essere applicata in modo estensivo. La tortura di detenuti e prigionieri ha continuato a essere prassi comune. Milioni di persone non hanno avuto accesso alla giustizia e sono state costrette a ricercare indennizzi attraverso un inefficace sistema di istanze al di fuori dei canali giudiziari ufficiali. Donne e ragazze hanno continuato a essere oggetto di violenza e discriminazione. I preparativi per i Giochi olimpici di Pechino del 2008 sono stati segnati dalla repressione nei confronti di attivisti per i diritti umani. È stata intensificata la censura nei confronti di Internet e di altri media.

Pena di morte

I dati relativi alla pena di morte hanno continuato a essere considerati segreto di Stato, rendendo difficile valutare le argomentazioni ufficiali secondo cui il ripristino della revisione da parte della Corte suprema avrebbe ridotto il numero delle esecuzioni. Sulla base di rapporti resi pubblici, Amnesty International ha calcolato che durante l'anno erano state messe a morte almeno 470 persone mentre le sentenze capitali comminate erano 1.860, sebbene le cifre reali siano da ritenersi molto più alte.

A giugno, la Corte suprema del popolo ha stabilito che i casi capitali in primo grado dovessero essere dibattuti a porte aperte e che i tribunali avrebbero dovuto essere sempre più propensi a dibattere in pubblico gli appelli relativi a casi capitali. Tuttavia, i processi capitali hanno continuato a essere dibattuti a porte chiuse, la polizia è spesso ricorsa alla tortura per ottenere "confessioni", e ai detenuti è stato negato un accesso tempestivo e regolare ai loro avvocati. Sentenze di condanna alla pena di morte ed esecuzioni hanno continuato a essere comminate per 68 tipi di reato, dai crimini non violenti some la corruzione fino ai reati collegati al traffico di droga.

Sistema giudiziario

Le persone che avevano pacificamente esercitato i propri diritti, come quello relativo alla libertà di espressione e di associazione, sono rimaste esposte a elevato rischio di sparizione forzata, detenzione illegale e in incommunicado o agli arresti domiciliari, di sorveglianza e vessazioni.

All'incirca 500.000 persone sono state sottoposte a pene detentive senza accusa né processo tramite il sistema di «rieducazione attraverso il lavoro» e altre forme di detenzione amministrativa. I progressi in campo legislativo relativi alla riforma del sistema di «rieducazione attraverso il lavoro» sono rimasti a un punto di stallo presso il Congresso nazionale del popolo. La polizia ha esteso il ricorso alla «rieducazione attraverso il lavoro» e altre forme di detenzione amministrativa come la «riabilitazione farmacologia», per "ripulire" Pechino in vista dei Giochi olimpici.

Per circa 11-13 milioni di persone, in pratica l'unico canale per ottenere giustizia ha continuato a risiedere al di fuori dei tribunali attraverso un sistema di istanze presentate alle autorità locali o a un più alto livello, in cui la stragrande maggioranza dei casi rimanevano irrisolti.

Tortura e altri maltrattamenti

La tortura in detenzione è rimasta pratica diffusa.

*Yang Chunlin, un attivista per i diritti umani di Heilongjiang, è stato detenuto il 6 luglio per «sovversione del potere statale». Egli aveva sostenuto l'azione legale depositata da oltre 40.000 contadini i cui terreni erano stati confiscati senza indennizzo. Yang Chunlin aveva contribuito a raccogliere firme per una petizione dal titolo «Vogliamo i diritti umani, non le Olimpiadi», firmata da molti dei contadini. La polizia gli ha ripetutamente negato l'accesso ai familiari e al suo avvocato con la motivazione che il suo caso «riguardava la ragion di Stato». Yang Chunlin è stato torturato, in diverse occasioni anche tramite allungamento di braccia e gambe e l'incatenamento ai quattro angoli di un letto in ferro, da dove è stato costretto a mangiare, bere e defecare in tale posizione.

*L'attivista per i diritti abitativi di Shanghai Chen Xiaoming è deceduto in seguito a una forte emorragia poco dopo il rilascio dal carcere per motivi medici il 1° luglio.

Difensori dei diritti umani

Mentre è continuato ad aumentare lo spazio per le attività della società civile, la presa di mira di difensori dei diritti umani che sollevavano questioni giudicate delicate dal punto di vista politico è andata intensificandosi. Le autorità hanno criminalizzato le attività degli attivisti dei diritti umani accusandoli di reati come danneggiamento della proprietà pubblica, estorsione e falso.

Difensori dei diritti umani e loro familiari, anche minorenni, sono stati sempre più spesso sottoposti a vessazioni, anche tramite sorveglianza, arresti domiciliari e percosse sia da parte di agenti governativi sia di aggressori non identificati. Particolarmente colpiti sono risultati gli avvocati, e un numero sempre più cospicuo di loro ha visto respingere la richiesta di rinnovo dell'autorizzazione a praticare la professione.

*L'avvocato difensore e attivista dei diritti umani Gao Zhisheng è rimasto sotto stretta sorveglianza della polizia per tutto l'anno dopo essere stato giudicato colpevole nel dicembre 2006 di "incitamento alla sovversione". Tra il 24 giugno e il 4 luglio e nuovamente tra il 22 settembre e gli inizi di novembre, egli è stato trattenuto in incommunicado e torturato in località rimaste sconosciute, prima di essere rimandato agli arresti domiciliari a Pechino.

*L'avvocato per i diritti umani Li Heping è stato rapito da individui non identificati alla fine di settembre, percosso per diverse ore e intimato a interrompere il suo lavoro in difesa dei diritti umani. È stato in seguito rilasciato.

Diversi attivisti sono morti o in detenzione o poco dopo il loro rilascio.

Libertà di espressione

Le autorità cinesi hanno risolutamente mantenuto uno stretto controllo sul flusso delle informazioni. Esse decidevano quali erano le questioni e gli argomenti che potevano essere pubblicati, e ai mezzi di informazione è stato talvolta richiesto di adeguarsi nell'arco di pochi minuti alle direttive del governo. Le autorità hanno continuato a oscurare siti web e a filtrare il contenuto Internet sulla base di determinati termini o argomenti.

Si è a conoscenza di all'incirca una trentina di giornalisti incarcerati e di almeno 50 persone finite in carcere per aver postato le loro opinioni su Internet. Spesso persone sono state punite per essere entrate in siti web proibiti.

Nonostante un temporaneo allentamento delle norme applicate ai giornalisti stranieri in Cina in vista delle Olimpiadi, il controllo sia sui giornalisti stranieri che cinesi si è mantenuto stretto, e molti giornalisti cinesi sono stati incarcerati per aver svolto attività di cronaca su argomenti delicati. Secondo quanto riferito, ad aprile, il ministero della Pubblica Sicurezza ha ordinato un'accurata selezione di tutti coloro che avrebbero preso parte alle Olimpiadi di Pechino, vietando 43 categorie di persone, tra cui alcune sulla base del loro credo politico o religioso.

Violenza e discriminazione contro le donne

Le donne hanno subito discriminazioni nell'impiego, nell'istruzione e nell'accesso alle cure sanitarie. La tratta di donne e ragazze ha continuato a essere diffusa, in particolare dalla Corea del Nord (cfr. oltre). La violenza domestica ha continuato a essere un fenomeno prevalente e si ritiene sia una delle principali cause di suicidio tra le donne abitanti in zone rurali.

È stato riportato a maggio che decine di donne della Regione autonoma dello Guangxi Zhuang nel sud-ovest della Cina erano state sottoposte ad aborto forzato sotto la supervisione di funzionari locali preposti alla pianificazione familiare, in alcuni casi al nono mese di gravidanza.

Repressione di gruppi spirituali e religiosi

A milioni di persone è stato impedito di praticare liberamente la propria religione. Migliaia sono rimaste in detenzione o stavano scontando pene detentive, a elevato rischio di tortura, per aver praticato la propria religione al di fuori dei canali approvati dallo Stato. Seguaci del Falung Gong, uiguri musulmani, buddisti tibetani e gruppi di cristiani clandestini sono stati tra quanti hanno subito le più dure persecuzioni.

Nel corso dell'anno è stato segnalato che oltre 100 seguaci del Falung Gong sono morti durante la detenzione o poco dopo il loro rilascio in seguito a tortura, negazione di cibo o di cure mediche, e altre forme di maltrattamento.

Gli incontri della Chiesa protestante clandestina sono stati frequentemente interrotti dalla polizia che ne ha arrestato e picchiato i partecipanti, talvolta distruggendo le loro chiese.

*Hua Huaiqi, leader di una chiesa presso una casa privata di Pechino, è stato condannato durante un processo tenutosi a porte chiuse a giugno a sei mesi di carcere per aver ostacolato la giustizia. Secondo quanto riferito, egli è stato picchiato mentre era in carcere. Sua madre, di 76 anni, che protestava contro il trattamento subito dal figlio, è stata anch'ella condannata a due anni di carcere per distruzione di proprietà pubblica e privata dopo che il suo bastone aveva colpito il fanale di una vettura della polizia in avvicinamento.

Membri della Chiesa cattolica non ufficiale cinese sono stati oggetto di repressione. Un anziano vescovo, Han Dingxiang, è deceduto in custodia in circostanze sospette dopo aver trascorso 20 anni in carcere. È stato subito cremato su disposizione delle autorità locali.

I seguaci religiosi di ogni tipo di credo hanno incontrato difficoltà a ottenere assistenza legale, così come avvocati disposti a occuparsi di casi tanto delicati sono stati spesso oggetto di vessazioni, arresti e carcerazioni.

Uiguri della Regione autonoma dello Xinjiang

Le autorità hanno continuato a servirsi della "guerra al terrore" condotta dagli Stati Uniti per giustificare la dura repressione nei confronti di appartenenti all'etnia uigura, abitanti principalmente nella Regione autonoma dello Xinjiang uiguro (XUAR), che ha determinato gravi violazioni dei diritti umani. Espressioni non violente dell'identità culturale uigura sono state criminalizzate. Le persone di etnia uigura sono state l'unico gruppo in Cina a ricevere condanne a morte e a essere oggetto di esecuzioni per reati politici, come «attività separatiste».

La Cina si è servita in modo crescente dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai per esercitare pressioni sui paesi vicini, tra cui Kirghizistan, Uzbekistan e Kazakistan, al fine di una collaborazione nei rimpatri forzati degli uiguri in Cina.

Vi è stato un aumento del numero di uiguri detenuti all'estero rimandati forzatamente in Cina, dove affrontavano sentenze di condanna alla pena di morte e possibili esecuzioni, e tra questi anche uiguri con nazionalità non cinese.

*Ismail Semed, il quale fu rimpatriato forzatamente in Cina dal Pakistan nel 2003, è stato messo a morte per accuse di «tentativo di dividere la Terra natia» e di possesso di armi da fuoco ed esplosivi.

*Ablikim Abdiriyim, figlio dell'attivista uigura Rebiya Kadeer, è stato processato in segreto e condannato a nove anni di carcere per «istigazione e coinvolgimento in attività secessioniste». Secondo fonti ufficiali, tali attività consistevano in larga parte nell'interpellare il webmaster di lingua uigura di Yahoo! di postare articoli sul suo sito web. Tuttavia, sia Yahoo! sia Alibaba, la società di Internet che opera Yahoo! in Cina, hanno dichiarato di non avere alcun servizio web in lingua uigura. È stato riportato che Ablikim Abdiriyim è stato torturato e altrimenti maltrattato in carcere e, secondo quanto risulta, ha avuto difficoltà a riconoscere i propri familiari durante una loro visita a dicembre. Le autorità hanno continuato a negargli l'accesso a cure mediche.

Le autorità hanno perseguito una politica di migrazione di cinesi han su vasta scala verso la XUAR per far fronte a presunte carenze di manodopera, mentre un gran numero di giovani donne e ragazze uigure, stando alle fonti oltre 200.000, sono state inviate a lavorare nelle fabbriche della Cina orientale, spesso costrette dalle autorità locali, in condizioni difficili e sottopagate.

Regione autonoma del Tibet e altre zone di etnia tibetana

Le libertà di religione, di espressione e di associazione dei tibetani hanno continuato a essere fortemente limitate. L'amministrazione statale per gli Affari Religiosi ha decretato il controllo del governo sull'individuazione e la formazione degli insegnanti buddisti tibetani in tutta la Cina. Le pacifiche espressioni di sostegno al Dalai Lama hanno continuato a essere duramente punite. I tentativi per far passare informazioni all'estero riguardo ai giri di vite contro i tibetani sono stati duramente puniti.

*Circa 40 bambini tibetani sono stati detenuti dalla polizia nella provincia di Gansu per aver scritto sui muri slogan indipendentisti tibetani. Testimoni oculari hanno affermato che quattro dei ragazzi sono stati picchiati e abbagliati dalla polizia e che uno di loro è stato più volte portato via di notte, tornando il mattino successivo apparentemente percosso e incapace di parlare.

*Runggye Adak, un nomade tibetano che durante un festival culturale aveva invocato pubblicamente il ritorno in Tibet del Dalai Lama, è stato condannato a otto anni di carcere per «incitamento a dividere il paese» e «grave disturbo dell'ordine pubblico». Altri tre sono stati incarcerati a 10, nove, e tre anni per accuse di «collusione con forze separatiste estere al fine di dividere il paese e diffusione di volantini politici» per i loro tentativi di inviare informazioni a organizzazioni estere riguardanti l'arresto di Runggye Adak.

Rifugiati nordcoreani

Secondo quanto riferito, all'incirca 50.000 nordcoreani si nascondevano in Cina, in costante paura di espulsione. Si ritiene che ogni mese centinaia di nordcoreani siano stati rimpatriati forzatamente in Corea del Nord senza poter accedere agli uffici dell'UNHCR in Cina. La maggioranza dei nordcoreani in Cina erano donne, molte delle quali erano state trafficate in Cina e il cui principale mezzo per evitare il rimpatrio forzato in Corea del Nord era di essere vendute a scopo di matrimonio a uomini cinesi. I bambini nati da donne nordcoreane rifugiate in Cina erano di fatto apolidi e hanno incontrato difficoltà a ottenere accesso all'istruzione e ai servizi sanitari.

*Kim Yong-ja, una donna nordcoreana priva di documenti, stando alle fonti, si è suicidata in detenzione poiché temeva di essere rimpatriata forzatamente in Corea del Nord. La donna era tra i 40 rifugiati nordcoreani arrestati a dicembre nei pressi di Qinhuangdao, provincia di Hubei.

Regione ad amministrazione speciale di Hong Kong

Decine di migliaia di persone hanno manifestato a favore di riforme politiche e in materia di diritti umani in occasione del 10° anniversario del ritorno di Hong Kong alla sovranità cinese a luglio. A centinaia di seguaci stranieri del Falung Gong è stato negato l'ingresso a Hong Kong in vista dell'anniversario. A dicembre, il Comitato direttivo del Congresso nazionale del popolo ha deciso che avrebbe preso in considerazione di autorizzare le elezioni dirette del capo esecutivo della Regione ad amministrazione speciale di Hong Kong nel 2017 e non nel 2012.

***Violenza sulle donne

Nei primi tre mesi dell'anno i casi di violenza domestica sono aumentati del 120%, un aumento attribuito a una maggiore inclinazione a denunciare alla polizia questo tipo di abusi. Gli attivisti hanno richiesto ulteriori emendamenti all'ordinanza sulla violenza domestica finalizzata a criminalizzare i responsabili della stessa e a includere nel suo campo di applicazione anche le coppie dello stesso sesso.

***Discriminazione contro lesbiche e gay

Attivisti gay e attiviste lesbiche hanno criticato a gennaio una sentenza dell'Autorità delle telecomunicazioni secondo cui un programma televisivo che trattava di relazioni tra persone dello stesso sesso era di natura parziale e non adatto alla visione da parte delle famiglie. A luglio, la Corte d'appello finale ha sentenziato quale discriminatoria una legge che criminalizza i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso in pubblico, ma non quelli eterosessuali per lo stesso tipo di condotta.

***Richiedenti asilo

Richiedenti asilo accusati di reati relativi all'immigrazione hanno continuato a essere detenuti in attesa dell'esito della loro istanza di asilo. A maggio, una ONG locale ha riportato che molti richiedenti asilo trattenuti in strutture dell'immigrazione erano stati denudati davanti ad altri internati, umiliati da funzionari dell'immigrazione e che erano state loro negate cure mediche adeguate.

Ventinove richiedenti asilo trattenuti nel centro di detenzione dell'immigrazione di Castle Peak hanno intrapreso uno sciopero della fame di tre giorni a ottobre per protestare contro la loro prolungata detenzione. Le associazioni impegnate in materia hanno affermato che alcuni erano detenuti da quasi un anno, mentre le autorità hanno sostenuto che la maggior parte di loro si trovava nel centro da circa un mese.

Rapporti di Amnesty International

Open Letter to Chairman of the Standing Committee of the National People's Congress on the reform of Re-education through Labour (ASA 17/020/2007)

People's Republic of China: The Olympics countdown - one year left to fulfil human rights promises (ASA 17/024/2007)

China: The Olympics countdown - Repression of activists overshadows death penalty and media reforms (ASA 17/015/2007)

Hong Kong's return to Chinese sovereignty: ten years on (ASA 19/001/2007)

China: Internal Migrants: Discrimination and abuse - the human cost of an economic "miracle" (ASA 17/008/2007)

China: Remember the Gulja massacre? China's crackdown on peaceful protesters (ASA 17/002/2007)