Capo del governo: Yasuo Fukuda (subentrato ad Abe Shinzo a settembre)
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 128,3 milioni
Speranza di vita: 82,3 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 5/4‰
Sono proseguite le esecuzioni. È stata introdotta la prassi di raccogliere le impronte digitali e le fotografie di tutti gli stranieri in ingresso in Giappone quale misura anti-terrorismo. Il governo giapponese non ha intrapreso iniziative per risolvere la questione degli indennizzi alle vittime del sistema di schiavitù sessuale in vigore in Giappone durante la Seconda guerra mondiale nonostante un aumento delle pressioni a livello internazionale.
A luglio alle elezioni alla Camera dei consiglieri, il Partito democratico, all'opposizione, ha ottenuto la maggioranza. La coalizione di governo ha conservato la maggioranza dei due terzi alla Camera dei Rappresentanti.
Nove uomini sono stati messi a morte nel corso dell'anno. Nel braccio della morte rimanevano almeno 107 prigionieri.
Mentre era in carica l'ex ministro della Giustizia, Nagase Jinen, sono state condotte sei esecuzioni ad aprile e agosto. Con l'amministrazione del suo successore, il ministro Kunio Hatoyama, hanno avuto luogo altre tre esecuzioni a dicembre. A settembre, il ministro Hatoyama aveva pubblicamente annunciato di stare considerando di stralciare la disposizione inserita nel codice di procedura penale che richiede la firma del ministro della Giustizia per dar corso alle esecuzioni. I tribunali hanno alla fine confermato le sentenze in 23 casi capitali, la cifra più alta fatta registrare dal 1962. Le esecuzioni vengono tipicamente condotte in segreto e ai prigionieri non viene notificata in anticipo la data della loro esecuzione.
*Uno dei tre uomini messi a morte ad agosto, Takezawa Hifumi, soffriva di disturbi mentali all'epoca del suo arresto in seguito a un ictus, che, stando alle fonti, lo aveva reso paranoico e aggressivo. Secondo i verbali del processo a suo carico, i medici sia della pubblica accusa che della difesa avevano diagnosticato la malattia mentale di Takezawa Hifumi. Egli era stato condannato a morte nel marzo 1998.
Avvocati della difesa in casi capitali sono stati oggetto di vessazioni. Alcuni hanno ricevuto proiettili inseriti in buste o sono stati denunciati dai media nazionali.
A novembre, il ministro Hatoyama ha incontrato associazioni abolizioniste, compresa Amnesty International, e ha ascoltato le loro opinioni.
A maggio, il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura (CAT) ha esaminato il rapporto iniziale del governo giapponese, atteso dal luglio 2000, e ha sollevato gravi preoccupazioni riguardo al fatto che il daiyo-kangoku (un sistema di detenzione pre-processuale) non era in linea con gli standard internazionali. Il CAT ha sottolineato la mancanza di un sistema indipendente di supervisione della custodia di polizia e di un effettivo sistema di reclamo.
*A novembre, il tribunale distrettuale di Osaka ha rigettato una confessione resa durante le indagini pre-processuali a causa del sospetto, basato su una registrazione digitale dell'interrogatorio, che questa fosse stata forzata. Si tratta del primo proscioglimento in assoluto di un sospetto in un processo a causa di una registrazione digitale.
Nel corso dell'anno sono state registrate un totale di 816 richieste di riconoscimento dello status di rifugiato, di cui 500 soltanto da Myanmar. Quarantuno persone hanno ottenuto lo status di rifugiato, tra cui 25 cittadini di Myanmar e tre iraniani.
Il CAT ha concluso che la rivista legge sul controllo dell'immigrazione e il riconoscimento dei rifugiati non proibiva espressamente l'espulsione verso paesi in cui vi è il rischio di tortura. È mancata l'esistenza di un organismo di revisione delle richieste di riconoscimento dello status di rifugiato o delle strutture di detenzione. È mancato anche un sistema di reclamo indipendente che esaminasse le accuse di violenza compiuta da membri del personale nei confronti dei richiedenti asilo detenuti, e i detenuti hanno continuato a patire la mancanza di accesso a un'assistenza sanitaria adeguata. I richiedenti asilo hanno trascorso un indebito periodo di tempo in custodia tra il rigetto della loro domanda di asilo e l'espulsione. Minorenni sono stati trattenuti in detenzione per periodi prolungati e sono stati esposti al rischio di essere espulsi senza i propri genitori e senza preavviso.
A partire da ottobre il ministero della Giustizia ha introdotto il rilevamento delle impronte digitali e l'archivio fotografico di tutti gli stranieri al di sopra dei 16 anni in ingresso in Giappone, compresi residenti permanenti, e procedure di accelerazione dell'espulsione di qualsiasi individuo ritenuto un «possibile terrorista». Tali misure vengono incrociate con un «elenco segnaletico» senza che vi sia alcun meccanismo di contestazione dell'inserimento nel suddetto elenco.
I parlamenti di tutto il mondo hanno adottato risoluzioni che chiedono giustizia per le sopravvissute al sistema di schiavitù sessuale in vigore in Giappone durante la Seconda guerra mondiale. A luglio, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato la risoluzione 121. A novembre, i parlamenti olandese e canadese hanno approvato all'unanimità tali mozioni e il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione analoga il 13 dicembre.
Delegati di Amnesty International hanno visitato il Giappone a settembre.
Open letter to the Minister of Justice of Japan, the Hon. Nagase Jinen: Detention of minors seeking asylum in Japan (ASA 22/002/2007)