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Laos

Repubblica democratica popolare del Laos

Capo di Stato: presidente Choummaly Sayasone
Capo del governo: Bouasone Bouphavanh
Pena di morte: abolizionista de facto
Popolazione: 6,2 milioni
Speranza di vita: 63,2 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 129/123‰
Alfabetizzazione adulti: 68,7%

  1. Contesto
  2. Discriminazione
  3. Rifugiati e richiedenti asilo
  4. Condizioni carcerarie
  5. Salute
  6. Rapporti di Amnesty International

Gruppi di etnia hmong, costretti a vivere nascosti nella jungla, sono stati esposti a rischio di attacchi da parte dei militari. Sono andate aumentando le pressioni per il rimpatrio forzato di migliaia di richiedenti asilo e rifugiati laotiani di etnia hmong dalla Thailandia. Non è stata autorizzata una supervisione indipendente dei rimpatri e in generale della situazione dei diritti umani nel paese. Le libertà di espressione e di associazione hanno continuato a essere sotto stretto controllo.

Contesto

A luglio si è avuto un rimpasto di governo di lieve portata, che ha visto la nomina di un nuovo ministro delle Finanze, a seguito di pubbliche richieste da parte del primo ministro per un giro di vite sulla corruzione.

A febbraio il Laos ha ratificato il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (ICESCR). Tuttavia non aveva ancora ratificato il Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) che aveva firmato nel dicembre 2000.

La pena di morte è rimasta prevista per legge, sebbene durante l'intero anno non siano state segnalate sentenze di morte. L'ultima esecuzione di cui si ha notizia ha avuto luogo nel 1989.

A giugno, il generale Vang Pao, ex leader dell'"esercito segreto" appoggiato dalla CIA che aveva combattuto contro il partito comunista Pathet Lao negli anni Sessanta, e altri 11 soggetti sono stati arrestati negli Stati Uniti d'America e accusati di cospirazione finalizzata all'acquisto di materiale bellico e pianificazione del rovesciamento violento del governo laotiano. A seguito degli arresti, sono giunte notizie non confermate di un giro di vite nei confronti dell'etnia hmong nella provincia settentrionale di Bokeo, comprese uccisioni e arresti di massa. A luglio, cinque persone di etnia hmong di Bokeo sono state accusate di pianificazione di attentati dinamitardi in sette località strategiche.

Progetti di ampia portata, comprese miniere e dighe, hanno continuato ad attirare critiche per l'impatto che avrebbero avuto sui mezzi di sostentamento e l'ambiente. Associazioni ambientaliste hanno concluso che sebbene il quadro normativo relativo agli standard ambientali e sociali fosse soddisfacente, la sua applicazione, anche in presenza di pubbliche valutazioni di impatto, risultava inadeguata. Funzionari di governo del Laos hanno annunciato a settembre che nell'arco dei successivi otto anni sarebbero state costruite nove nuove dighe.

L'International Rivers Network e il FIVAS norvegese hanno criticato la proposta di espansione del progetto relativo alla centrale idroelettrica di Theun-Hinboun nel Laos centrale. Le associazioni hanno sostenuto che il progetto aveva già colpito 25.000 persone attraverso la perdita di terreni fertili, la diminuzione dei banchi di pesce e l'aumento delle inondazioni.

Discriminazione

Membri del Comitato sull'eliminazione della discriminazione razziale (CERD) hanno tenuto un seminario a Vientiane ad aprile per riferire in merito alla Convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale in relazione al 16° e 17° rapporto periodico del Laos, attesi per la prima parte dell'anno. A fine anno i rapporti non erano stati ancora presentati.

Un numero imprecisato di persone di etnia hmong continuava a vivere in condizioni di indigenza, nascoste alle autorità, in particolari i militari, che da decenni avevano condotto attacchi, uccisioni e ferimenti di decine di persone. Il numero degli attacchi segnalati è diminuito nella seconda metà dell'anno rispetto agli anni precedenti.

Sempre più spesso hanno avuto luogo attacchi nei confronti di persone che lavoravano ai raccolti. Rapporti e fotografie ottenute durante sei visite clandestine da parte di giornalisti stranieri negli ultimi anni hanno fornito prove di un gran numero di persone ferite e sfregiate, bambini compresi, che vivevano in condizioni di indigenza e difficoltà. Questi gruppi non hanno avuto accesso a servizi di cure mediche e hanno dovuto affidarsi esclusivamente alla medicina tradizionale.

Delle centinaia di membri dell'etnia hmong che avevano tentato di uscire allo scoperto dai loro nascondigli nella jungla per rientrare nella società civile non si è più saputo nulla.

Rifugiati e richiedenti asilo

Migliaia di richiedenti asilo laotiani di etnia hmong in Thailandia, compresi 8.000 di un campo nella provincia settentrionale di Phetchabun, sono rimasti esposti al rischio di essere rimpatriati forzatamente in Laos a seguito di negoziati tra i due governi. Centinaia sono stati rimpatriati forzatamente senza poter accedere a una qualsiasi valutazione delle loro necessità di protezione. Di gran parte delle persone rimpatriate non si è saputo più nulla.

A settembre, i due governi hanno concordato nuovamente che tutti i hmong laotiani del campo di Phetchabun sarebbero stati rimpatriati in Laos entro la fine del 2008, senza poter accedere a procedure di valutazione indipendenti. Le autorità laotiane hanno insistito sul fatto che non sarebbe stata autorizzata l'osservazione di terze parti sui rimpatri in corso in Laos.

*A marzo, le autorità laotiane hanno sostenuto di aver "trovato" 21 ragazze di un gruppo di 27 persone di etnia hmong scomparse da quando erano state rimpatriate forzatamente dalla Thailandia nel dicembre 2005. I 27 erano trattenuti in detenzione dal loro rimpatrio forzato. Degli altri sei componenti del gruppo non si è saputo nulla. Le 21 ragazze non hanno potuto ricongiungersi con i loro genitori in Thailandia, ma sono state collocate assieme ad altri familiari o membri di clan sconosciuti all'interno del Laos. Almeno 12 delle ragazze sono successivamente fuggite in cerca delle loro famiglie e apparivano in buono stato di salute.

Condizioni carcerarie

La mancanza di accesso da parte di osservatori indipendenti sui diritti umani ha impedito un'accurata valutazione del numero dei prigionieri politici e delle condizioni carcerarie, ma sono giunte continue segnalazioni di maltrattamenti, mancanza di cibo, sovraffollamento e cure mediche inadeguate.

Diversi prigionieri politici condannati al termine di processi iniqui sono rimasti incarcerati nella prigione di Samkhe a Vientiane. Tra questi figuravano Thao Moua e Pa Fue Khang, due uomini di etnia hmong arrestati nel 2003 dopo che avevano collaborato con due giornalisti durante una loro visita a membri dell'etnia hmong nascosti nella jungla. Nella stessa prigione si trovavano anche quattro prigionieri di coscienza, Thongpaseuth Keuakoun, Seng-Aloun Phengphanh, Bouavanh Chanhmanivong e Keochay, arrestati nell'ottobre 1999 per aver tentato di tenere una manifestazione pacifica.

Della sorte di Sing Chanthakoummane, detenuto dal 1975 e le cui ultime notizie lo davano come gravemente malato nell'isolato campo di prigionia 7 nella provincia di Houa Phanh, non si è più saputo nulla.

Salute

Uno studio condotto a novembre dal Programma alimentare mondiale ha dimostrato che metà dei bambini al di sotto dei cinque anni di età abitanti nelle zone rurali soffrivano di malnutrizione cronica, a dimostrazione che l'elevato tasso di crescita economica raggiunto dal Laos nell'ultimo decennio non aveva avuto alcun impatto visibile nell'alleviare la malnutrizione infantile.

Rapporti di Amnesty International

Lao People's Democratic Republic: Hiding in the jungle, Hmong under threat (ASA 26/003/2007)

Lao People's Democratic Republic: Thao Moua and Pa Fue Khang: Hmong imprisoned after unfair trial (ASA 26/008/2007)