Capo di Stato: Nambaryn Enkhbayar
Capo del governo: Sanjaagiin Bayar (subentrato a Miyegombiin Enkhbold a novembre)
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 2,7 milioni
Speranza di vita: 65,9 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 75/71‰
Alfabetizzazione adulti: 97,8%
Sono state condotte esecuzioni capitali in segreto. Tortura e altri maltrattamenti sono apparsi prassi comune nelle stazioni di polizia, nelle carceri e nei centri di detenzione. Lo Stato non ha fornito adeguata protezione e assistenza alle vittime della tratta di esseri umani. Non è cessata la contaminazione di acqua potabile da parte di società minerarie.
Il presidente del Partito rivoluzionario popolare mongolo, Sanjaagiin Bayar, è stato nominato primo ministro a novembre.
Un corso di studi anti-corruzione è stato introdotto presso la Facoltà nazionale di legge e l'Accademia di amministrazione al fine di contrastare l'endemica corruzione nel paese.
Nonostante i crescenti investimenti in Mongolia da parte di società minerarie estere, il governo non è riuscito a sviluppare tutele legali per la protezione contro gli sgomberi forzati, o per adeguati standard di salute, sicurezza e protezione ambientale. Infiltrazioni provenienti da attività di estrazione e sopralluogo minerarie nei fiumi hanno contaminato la fornitura d'acqua, danneggiando i mezzi di sostentamento dei pastori tradizionali nomadi che attingono all'acqua dei fiumi per il loro bestiame.
Vi è stata mancanza di trasparenza riguardo all'applicazione della pena di morte. Le esecuzioni sono state condotte in segreto e non sono state rese disponibili statistiche ufficiali riguardo alle sentenze di morte. È stato segnalato che i prigionieri vivevano in condizioni spaventose e venivano reclusi nel braccio della morte per oltre 24 mesi. Le autorità non hanno provveduto a notificare ai familiari la data dell'esecuzione dei prigionieri del braccio della morte.
Nonostante l'approvazione di una legge sulle sostanze tossiche e pericolose nel 2006, il governo non ha provveduto a controllare l'impiego di sostanze chimiche tossiche come il mercurio e il cianuro di sodio nelle miniere. Stando alle fonti, cospicue quantità di queste sostanze chimiche sono state impiegate in oltre 20 soum (distretti) di 9 aimag (province), inquinando la fornitura locale d'acqua. Secondo la Commissione nazionale per i diritti umani, nel soum di Khongor la contaminazione di mercurio era da 100 a 125 volte superiore ai livelli raccomandati mentre quella del cianuro di sodio era di 900 volte superiore.
L'enorme e rapido aumento dell'immigrazione ha fatto sì che un numero crescente di donne (e ragazze) venissero trafficate internamente e oltreconfine. Donne sono state trafficate a scopo di sfruttamento sessuale, lavoro e matrimonio forzati. Sono mancate misure di protezione e assistenza per le vittime della tratta di esseri umani, mentre vi è stata una tendenza a perseguire le vittime trafficate per reati a essa collegati come l'immigrazione illegale.
La Mongolia non ha aderito al Protocollo per la prevenzione, repressione e penalizzazione della tratta di persone, specialmente donne e bambini, aggiuntivo alla Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale (Protocollo di Palermo).
Il codice penale mongolo è stato emendato al fine di inserire una definizione di tortura e una disposizione per le vittime di tortura per ottenere un risarcimento. Tuttavia, esso non prevede modalità di ricorso per la riabilitazione delle vittime. Tortura e altri maltrattamenti nelle stazioni di polizia e nei centri di detenzione hanno continuato a essere prassi comune. Procuratori, avvocati e magistrati hanno dimostrato mancanza di consapevolezza riguardo agli standard internazionali relativi al divieto di tortura.