Capo di Stato: regina Elisabetta II rappresentata da Paulias Matane
Capo del governo: Michael Somare
Pena di morte: abolizionista de facto
Popolazione: 6,1 milioni
Speranza di vita: 56,9 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 82/93‰
Alfabetizzazione adulti: 57,3%
L'elevato tasso di crimine violento ha afflitto il paese. Il grado di fiducia dell'opinione pubblica nelle forze dell'ordine non è aumentato. La violenza contro donne e bambini ha continuato a essere endemica. Le risposte della società civile a questi problemi hanno assunto dimensioni sempre più evidenti.
Le elezioni parlamentari sono state guastate da attacchi contro funzionari elettorali e polizia, così come da scontri tra sostenitori dei candidati rivali che hanno provocato anche vittime. Il Partito Alleanza Nazionale (NAP) ne è uscito con il maggior numero di candidati eletti e ha formato un governo di coalizione assieme ad altri 12 partiti politici e parlamentari indipendenti.
Gli annosi conflitti tribali sono peggiorati in molte zone del paese, con le regioni di Enga e degli Altipiani Occidentali tra le maggiormente colpite.
Mentre ad agosto è stato revocato uno stato di emergenza durato un anno negli Altipiani Meridionali, sono rimaste inalterate le forti preoccupazioni relative alla sicurezza a Bougainville, a causa della facile disponibilità di armi, che è rimasta una questione scottante per il Governo autonomo della regione.
Gli elevati livelli di crimine violento, alimentati dalla incontrollata proliferazione di armi da fuoco illegali, non hanno dato segni di diminuzione, acuendo i sentimenti di paura e di insicurezza tra la popolazione.
Un'iniziativa della società civile di ampia portata conosciuta come Coalizione per fermare la violenza causata dalle armi da fuoco ha cercato di dare una risposta all'inerzia del governo riguardo all'attuazione delle raccomandazioni espresse nel 2005 dal Comitato nazionale sulle armi da fuoco per combattere la proliferazione e l'impiego di armi da fuoco illegali.
La polizia è parsa non essere né in grado né incline a garantire la sicurezza. Le indagini sui crimini non sono state condotte con regolarità e gli arresti di responsabili di violazioni sono avvenuti raramente. Molte vittime del crimine hanno vista negata la richiesta di giustizia così come casi giudiziari sono crollati di fronte alla mancanza di prove raccolte dalla polizia o procedimenti condotti in modo incompetente.
Nel tentativo di risollevare la fiducia dell'opinione pubblica nei confronti della polizia, a giugno è stato siglato un accordo tra il corpo di polizia e la Commissione presieduta dal difensore civico allo scopo di istituire l'Ufficio del difensore civico per i reclami contro la polizia. Il Corpo di difesa e i Servizi correzionali erano intenzionati a istituire analoghi meccanismi di attribuzione delle responsabilità.
La violenza per motivi di genere, compresa la violenza sessuale, è risultata endemica in ambito domestico e comunitario. In occasione delle elezioni, donne sono state trafficate in cambio di armi mentre tra le tribù in conflitto sono state segnalate bande di stupratori.
Nonostante le quotidiane condanne riguardanti gli abusi contro le donne apparse sulla stampa, compresa una serie di accese dichiarazioni da parte dei principali esponenti del governo e funzionari delle forze dell'ordine, pochi sono stati i casi indagati. I presunti responsabili, tra cui figuravano poliziotti e altri soggetti che rivestivano posizioni di potere, sono sfuggiti alla giustizia e poche sono state le azioni concrete per combattere di fatto l'impunità.
Ad agosto, la Corte Suprema ha rigettato un ricorso presentato da un parlamentare rieletto contro una sentenza a 12 anni di carcere per stupro. La Commissione elettorale era stata in precedenza criticata per aver di fatto condonato lo stupro dopo che aveva accettato la nomina del parlamentare condannato.
Donne difensore dei diritti umani sono divenute sempre più attive e organizzate nel loro impegno di attiviste. Nel corso di una protesta in silenzio di ampia portata svoltasi il 9 ottobre, oltre un centinaio di attiviste vestite di nero e nastri bianchi, a fianco della ministra per lo Sviluppo Comunitario e unica donna parlamentare, Dame Carol Kidu, hanno presentato una petizione al parlamento affinché affrontasse il fenomeno della violenza sulle donne.
La violenza sulle donne è stata vista quale motivazione principale sottendente la diffusione del virus dell'HIV/AIDS, che, per contro, ha alimentato un maggior numero di abusi contro le donne, mentre i decessi per HIV/AIDS sono stati talvolta ritenuti causati da atti di stregoneria. Presunte streghe sono state torturate e uccise da bande criminali che le ritenevano responsabili di decessi.