Capo di Stato: Mahinda Rajapaksa
Capo del governo: Ratnasiri Wickremanayake
Pena di morte: abolizionista de facto
Popolazione: 21,1 milioni
Speranza di vita: 71,6 anni
L'anno è stato caratterizzato dall'impunità per violazioni delle norme internazionali sui diritti umani e del diritto internazionale umanitario. L'enorme aumento di violazioni dei diritti umani ha visto, tra l'altro, centinaia di sparizioni forzate, uccisioni illegali di operatori umanitari, arresti arbitrari e tortura. La mancanza di protezione dei civili è stata motivo di particolare preoccupazione mentre riprendevano gli intensi combattimenti tra forze governative e le Tigri Tamil (Liberation Tigers of Tamil Eelam - LTTE).
A gennaio, l'esercito ha preso il controllo di Vakarai, nell'est del paese, dopo settimane di intenso combattimento. Decine di migliaia di civili sono fuggiti dalla zona. A marzo, un attacco aereo delle LTTE ha colpito una base militare adiacente all'aeroporto principale. Sempre a marzo, intensi combattimenti nel distretto di Batticaloa hanno determinato un'impennata del numero degli sfollati. Le persone sfollate a causa del conflitto in corso nella zona hanno raggiunto quasi quota 160.000 alla fine di marzo, andando quasi a raddoppiare le cifre del mese precedente. A luglio, il governo ha sostenuto di essere riuscito a "liberare" l'est del paese dalle LTTE.
Civili del nord e dell'est del paese sono andati incontro a immense sofferenze con un numero significativo di persone che hanno perso la vita nel corso di raid indiscriminati. L'assenza di collegamenti di trasporto con la Penisola di Jaffna ha causato il mancato approvvigionamento di beni alimentari a oltre 500.000 persone abitanti nella penisola. L'unica strada di accesso alla zona è rimasta chiusa e i civili dovevano munirsi di un'autorizzazione militare per entrare e uscire.
A giugno, le forze di sicurezza hanno tradotto diverse centinai di tamil fuori da Colombo. Ulteriori sgomberi forzati sono stati interrotti da un'ordinanza della Corte Suprema.
A ottobre, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla tortura ha concluso che la tortura era diffusa in tutto lo Sri Lanka. L'UNHCR ha criticato il governo per non essere stato in grado di registrare appropriatamente, indagare e perseguire i casi di rapimenti, sparizioni forzate e uccisioni.
A novembre, il capo politico delle LTTE, S.P. Thamilchelvan, è stato ucciso in un attacco da parte dell'aviazione militare di Sri Lanka. Il 28 novembre, due bombardamenti hanno colpito la capitale, Colombo, uccidendo 18 persone e ferendone oltre 30. I militari hanno attribuito la responsabilità alle LTTE.
Le richieste avanzate da gruppi per i diritti per la creazione di una sede locale dell'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani per affrontare il problema della sicurezza dei civili in Sri Lanka sono state ripetutamente respinte dal governo.
A dicembre, gli Stati Uniti hanno sospeso gli aiuti militari a Sri Lanka a causa delle preoccupazioni in tema di diritti umani.
Nei primi sei mesi dell'anno sono stati riportati diverse centinaia di casi di sparizioni forzate. La Penisola di Jaffna è stata particolarmente interessata dal fenomeno, con 21 casi di sparizioni forzate segnalati solo nelle prime tre settimane di agosto. Nel nord e nell'est del paese le sparizioni forzate sono apparse essere parte di una sistematica strategia contro-insurrezionale studiata dal governo. Sono stati anche segnalati casi di rapimenti e sospette sparizioni forzate a Colombo.
Il Gruppo di lavoro del Consiglio per i diritti umani sulle sparizioni forzate o involontarie ha espresso preoccupazione per l'alto numero di casi di questo tipo in Sri Lanka.
Il numero di sfollati in seguito al conflitto dall'aprile 2006 ha toccato quota 200.000 nel 2007. In aggiunta a ciò, molte persone sono risultate sfollate a lungo termine. Nella città nord-occidentale di Puttalam, ad esempio, famiglie musulmane del nord hanno trascorso il loro 17° anno come sfollate. L'incolumità fisica degli sfollati è risultata frequentemente compromessa.
In diverse occasioni, il governo ha costretto gli sfollati a far ritorno alle loro abitazioni in condizioni di insicurezza e di non conformità agli standard internazionali.
È continuato nel nord e nell'est del paese il reclutamento di bambini-soldato da parte delle LTTE e del gruppo armato tamil conosciuto come Fazione Karuna. Nel mese di maggio, il Gruppo di lavoro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su bambini e conflitti armati ha minacciato un'azione nei confronti delle LTTE nel caso in cui queste continuassero a reclutare bambini. Il Rappresentante speciale delle Nazioni Unite su bambini e conflitti armati ha individuato nelle LTTE un «ripetuto agente responsabile che figura da quattro anni nell'elenco dei violatori del Segretariato Generale».
*Il 18 giugno, le LTTE hanno rilasciato 135 bambini-soldato impegnandosi a far uscire dai propri ranghi tutti i bambini entro la fine dell'anno. Secondo l'UNICEF il reclutamento di bambini-soldato da parte delle LTTE è diminuito nel corso del 2007.
*Ad aprile, l'UNICEF ha affermato che tra i 285 bambini reclutati dalla Fazione Karuna vi erano 195 casi eclatanti.
La polizia di Sri Lanka ha effettuato arresti di massa di oltre 1.000 tamil, stando alle accuse, in risposta agli attentati suicidi del 29 novembre a Colombo. Gli arresti sono stati eseguiti sulla base di motivazioni arbitrarie e discriminatorie utilizzando ampi poteri garantiti da normative di emergenza. Secondo i rapporti, «i tamil sono stati stipati in autobus e trasportati per essere interrogati». Oltre 400 degli arrestati, comprese 50 donne, sono stati trasportati nel Campo di Boosa, nei pressi di Galle, nel sud del paese, una struttura reputata essere afflitta da sovraffollamento, e da mancanza di adeguate strutture igieniche e acqua potabile.
Il numero di attacchi nei confronti di giornalisti, in particolare di coloro che erano considerati appartenere a media tamil, ha conosciuto un'escalation.
*Il 29 aprile, Selvaraja Rajivaram, un giovane giornalista di Uthayan, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco nei pressi degli uffici del quotidiano a Jaffna.
*Il 2 agosto, Sahathevan Deluxshan, un giornalista di 22 anni che lavorava a part-time, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco da uomini non identificati a Jaffna.
Le autorità non sono intervenute a indagare o perseguire efficacemente i responsabili di queste uccisioni illegali. Giornalisti di tutte le comunità sono stati arrestati in relazione ad articoli che criticavano il governo.
*Il 16 agosto, è stata revocata la scorta personale fornita dal governo all'editorialista Iqbal Athas, al quale era stata accordata la protezione della polizia dopo essere stato ripetutamente minacciato da membri delle forze di sicurezza irritate per i suoi reportage sul traffico di armi.
Una proposta Commissione di inchiesta non è riuscita a conquistare la fiducia di tutte le parti impegnate nel conflitto. Sono state espresse gravi preoccupazioni riguardo alla protezione dei testimoni.
La Commissione nazionale per i diritti umani (NHCR) ha perso credibilità a causa della nomina dei suoi commissari.
*A dicembre, il Comitato internazionale di coordinamento degli enti nazionali sui diritti umani ha declassato l'accredito accordato alla NHRC. Per funzionare in modo appropriato, la NHRC deve ricevere nomine indipendenti e risorse finanziarie adeguate.
Mentre crescevano le violazioni dei diritti umani nel contesto del conflitto, è coesistito un persistente clima di impunità. Il governo ha promesso indagini tempestive sulle uccisioni illegali di due volontari della Croce Rossa di Sri Lanka a giugno, ma le indagini sono risultate a un punto di stallo. Per tutto l'anno, la polizia di Sri Lanka è stata criticata per la sua inerzia e incapacità di identificare i responsabili di crimini violenti.
Sri Lanka: Urgent need for effective protection of civilians as conflict intensifies, Media Briefing (ASA 37/009/2007)
Sri Lanka: Amnesty International calls on the United Nations Human Rights Council to address violations (ASA 37/019/2007)