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Timor-Leste

Repubblica democratica di Timor-Leste

Capo di Stato: José Manuel Ramos Horta (subentrato a Kay Rala Xanana Gusmão)
Capo del governo: Kay Rala Xanana Gusmão (subentrato a Estanislau da Silva ad agosto, il quale ha a sua volta sostituito José Manuel Ramos Horta a maggio)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 1,1 milioni
Speranza di vita: 59,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 118/110‰
Alfabetizzazione adulti: 50,1%

  1. Contesto
  2. Polizia e forze di sicurezza
  3. Sfollati
  4. Sistema giudiziario e disordini del 2006
  5. Impunità

Sebbene le elezioni presidenziali e parlamentari si siano svolte in modo relativamente equo e pacifico, durante tutto l'anno si sono avute proteste sfociate sporadicamente in violenza. Polizia e magistratura hanno continuato a essere istituzioni deboli. Il numero di sfollati si è mantenuto a livelli elevati. Le indagini e i procedimenti riguardanti le violazioni dei diritti umani del 2006 hanno fatto registrare progressi, sebbene sia rimasta inalterata l'impunità per le violazioni compiute durante l'occupazione indonesiana.

 

Contesto

Ad aprile si sono tenute le prime elezioni presidenziali dall'indipendenza del paese. Gli osservatori le hanno descritte come relativamente libere ed eque. Le elezioni parlamentari che hanno fatto seguito a giugno hanno prodotto una maggioranza incerta. Il presidente neo-eletto, José Ramos-Horta, ha annunciato ad agosto la nomina dell'ex presidente Xanana Gusmãosarebbe quale primo ministro.

A febbraio, una Missione integrata delle Nazioni Unite per Timor-Leste (UNMIT), il cui mandato comprendeva un rafforzamento della stabilità e sostegno alle elezioni nazionali, è stata estesa fino agli inizi del 2008.

A seguito dei violenti disordini occorsi tra aprile e maggio 2006, in cui persero la vita all'incirca 38 persone mentre gli sfollati furono 150.000, per tutto il 2007 si sono registrati livelli di violenza elevati. Ad agosto, a seguito della nomina del nuovo governo, in tutto il paese sono scoppiati episodi d violenza che hanno provocato morti e distruzione di proprietà.

 

Polizia e forze di sicurezza

È proseguito il programma per ricostruire il corpo di polizia nazionale, comprendente un accurato esame di tutto il personale in servizio. Alla data di agosto erano 1.200 su un totale di 3.000 gli agenti di polizia che avevano ottenuto una certificazione provvisoria.

Sono proseguite le segnalazioni di violazioni dei diritti umani commesse dalla polizia e dal personale militare, tra cui trattamenti crudeli, inumani e degradanti, arresti arbitrari, uso eccessivo della forza e sparatorie mortali.

Sono inoltre pervenute denunce di uso eccessivo della forza e di trattamenti crudeli, inumani e degradanti da parte di agenti di polizia dell'UNMIT e delle forze internazionali di sicurezza.

 

Sfollati

A seguito degli eventi del 2006 e del 2007 erano all'incirca 100.000 le persone rimaste sfollate in tutto il paese. Esse necessitavano urgentemente di cibo e riparo adeguati così come di acqua e di strutture igieniche.

 

Sistema giudiziario e disordini del 2006

Le indagini sugli atti criminali perpetrati sia dai militari che dalla polizia durante gli eventi del 2006 hanno fatto registrare alcuni progressi e sono stati avviati alcuni procedimenti giudiziari. La legge sui provvedimenti verità e indulto adottata nel mese di giugno dal parlamento è stata dichiarata incostituzionale dalla Corte d'appello ad agosto. Se fosse stata promulgata la legge avrebbe destato preoccupazione per il suo potenziale rischio di mettere a repentaglio le indagini e i procedimenti giudiziari riguardanti gli eventi del 2006.

L'ex primo ministro Mari Alkatiri è stato scagionato dall'accusa di coinvolgimento in attività illegali in relazione all'armamento di milizie civili durante gli eventi del 2006.

 

Impunità

L'UNMIT ha ripristinato il Team investigativo sui crimini gravi al fine di completare le indagini riguardanti alcuni eclatanti casi giudiziari collegati al referendum sull'indipendenza del 1999, quando furono commesse gravi violazioni dei diritti umani. Tuttavia, non è stato ripristinato il collegio della pubblica accusa. Sia il governo timorese che quello indonesiano si sono opposti a nuove iniziative per assicurare alla giustizia tutti i responsabili dei crimini del 1999.

La Commissione verità e amicizia (CTF), istituita congiuntamente da Indonesia e Timor-Leste per documentare i crimini commessi a Timor-Leste nel 1999 e promuovere la riconciliazione, ha iniziato le proprie indagini tramite udienze sia pubbliche che a porte chiuse. A luglio, il Segretariato generale delle Nazioni Unite ha dato istruzioni ai propri funzionari di non testimoniare in quanto la CTF avrebbe potuto raccomandare l'amnistia per i crimini gravi. Osservatori sia internazionali che nazionali hanno espresso preoccupazione riguardo al trattamento riservato alle vittime da parte della CTF durante le udienze e la differenza di peso data alle testimonianze degli ufficiali militari, dei membri delle milizie e dei burocrati rispetto al peso dato alle testimonianze delle vittime.

 
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