Capo di Stato: Nguyen Minh Triet
Capo del governo: Nguyen Tan Dung
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 86,4 milioni
Speranza di vita: 73,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 36/27‰
Alfabetizzazione adulti: 90,3%
Le libertà di espressione e di associazione hanno continuato a essere soggette a stretti controlli. Attivisti e dissidenti politici sono stati arrestati e detenuti; alcuni sono stati condannati a lunghe pene detentive ai sensi della legislazione sulla sicurezza nazionale al termine di processi iniqui. Sono state condannate a morte almeno 83 persone, comprese 14 donne. Le statistiche relative alle esecuzioni hanno continuato a essere classificate come «segreto di Stato», sebbene sia proseguito il dibattito sull'efficacia della pena capitale. Decine di appartenenti alla minoranza etnica dei montagnard degli Altipiani Centrali e di membri della comunità dei khmer krom della provincia meridionale di An Giang sono fuggiti in Cambogia in cerca di asilo a seguito di persecuzioni.
Ad agosto è stato formato un nuovo governo a seguito delle elezioni all'Assemblea Nazionale. Il presidente e il primo ministro sono rimasti in carica.
A marzo è stato abolito il decreto CP-31 sulla detenzione amministrativa. Esso era stato spesso utilizzato per detenere agli arresti domiciliari pacifici dissidenti religiosi e politici senza farli comparire in tribunale. Tuttavia, sono rimaste in vigore altre disposizioni relative alla detenzione amministrativa.
A giugno centinaia di agricoltori poveri di almeno 10 province hanno manifestato davanti all'edificio dell'Assemblea Nazionale a Ho Chi Minh City per protestare contro la corruzione e la confisca arbitraria di terreni. Essi erano affiancati da Thich Quang Do, leader aggiunto della fuorilegge Chiesa buddista unificata del Vietnam (UBCV), che era stato sottoposto a detenzione amministrativa per molti anni, e altri membri dell'UBCV stessa. Le manifestazioni sono durate quasi un mese, fino a luglio, quando sono state disperse dalle forze di sicurezza.
Nel periodo che ha preceduto la prima visita di sempre di un presidente vietnamita negli Stati Uniti d'America nel mese di giugno, due prigionieri di coscienza sono stati rilasciati. Il dissidente di Internet Nguyen Vu Binh aveva scontato oltre quattro anni di una condanna a sette anni di carcere per l'accusa di "spionaggio". Benché rilasciato dal carcere, è rimasto soggetto a tre anni di arresti domiciliari. Le Quoc Quan, avvocato e attivista filo-democratico, era stato arrestato l'8 marzo al suo rientro dopo aver trascorso negli Stati Uniti per una borsa di studio. A maggio, Phan Van Ban, prigioniero di coscienza di lungo corso, è stato rilasciato e ha potuto raggiungere la sua famiglia negli Stati Uniti. Egli era stato condannato all'ergastolo nel 1985 per distribuzione di volantini anti-governativi.
A seguito dell'organizzazione del summit dell'APEC (Cooperazione economica dell'Asia e Pacifico) nel novembre 2006 e la firma di importanti accordi commerciali internazionali, è andato intensificandosi il giro di vite nei confronti del pacifico dissenso e delle libertà di espressione e di associazione. Tra novembre 2006 e la fine del 2007, sono state arrestate almeno 35 persone, tra cui avvocati, sindacalisti, leader religiosi e dissidenti di Internet, facendo registrare un aumento rispetto agli anni precedenti. La maggior parte di loro aveva legami con il Blocco 8406, un movimento impegnato nella richiesta di cambiamenti politici e di rispetto per i diritti umani. Diciannove dei 35 erano noti per essere stati processati e condannati ai sensi di una non ben definita e repressiva legislazione sulla sicurezza nazionale utilizzata per criminalizzare il pacifico dissenso politico.
*Il 30 marzo, Padre Nguyen Van Ly, un ex prigioniero di coscienza, è stato condannato a otto anni di carcere per «aver condotto propaganda contro la Repubblica socialista del Vietnam» ai sensi dell'art.88 del codice penale. È stato malmenato dalle guardie mentre cercava di contestare la corte. Due coimputati sono stati condannati a sei e cinque anni di carcere, mentre due donne hanno ricevuto condanne con sospensione della pena. Padre Ly era stato tra i membri fondatori di Blocco 8406 e del Partito progressista del Vietnam (VNPP) nel settembre 2006 e aveva scontato 15 anni di carcere per aver criticato in modo pacifico il governo.
*A maggio, due avvocati per i diritti umani, Nguyen Van Dai e Le Thi Cong Nhan, sono stati condannati rispettivamente a cinque e quattro anni di carcere, ridotti di un anno ciascuno in appello. Nguyen Van Dai era stato tra i membri fondatori di Blocco 8406. Le Thi Cong Nhan era portavoce del VNPP. Entrambi avevano tenuto seminari sui diritti umani e documentato violazioni. All'udienza di appello di novembre i loro avvocati hanno argomentato che l'art.88 del codice penale, ai sensi del quale erano stati condannati i loro assistiti, era incostituzionale e non conforme alle convenzioni internazionali firmate dal Vietnam, e che avrebbe dovuto essere rivisto.
*Truong Quoc Huy rimaneva detenuto senza processo dall'agosto 2006. Egli era stato accusato ai sensi dell'art.258 del codice penale per «abuso delle libertà democratiche allo scopo di nuocere agli interessi dello Stato, dei legittimi diritti e interessi di organizzazioni e/o cittadini». Egli è stato accusato, tra l'altro, di aver partecipato a un forum su Internet e di distribuzione di volantini anti-governativi.
*A novembre sei persone sono state arrestate a Ho Chi Minh City, dove avevano tenuto incontri per discutere riguardo a un pacifico cambiamento democratico. La polizia ha sostenuto di aver trovato volantini e adesivi «sovversivi» e i media statali hanno affermato che erano indagati ai sensi dell'art.84 (relativo al terrorismo) del codice penale. I sei comprendevano: due cittadini vietnamiti; Nguyen Thi Thanh Van, cittadino francese nonché giornalista e attivista; due cittadini statunitensi e un cittadino thailandese, tutti di origine vietnamita. Nguyen Thi Thanh Van e uno dei cittadini statunitensi sono stati rilasciati ed espulsi a dicembre.
Sono proseguite le segnalazioni di vessazioni nei confronti di appartenenti alla minoranza etnica dei montagnard degli Altipiani Centrali, tra cui l'abiura forzata della loro religione, detenzioni a breve termine e maltrattamenti. Oltre 200 hanno cercato asilo nella vicina Cambogia. In un episodio segnalato a giugno, un montagnard è stato arrestato e torturato in detenzione per due giorni. Egli aveva precedentemente descritto le violazioni dei diritti umani patite dai montagnard a un funzionario dell'UNHCR che lo aveva intervistato in presenza di funzionari della sicurezza vietnamiti. Al suo rilascio egli è fuggito in Cambogia. Almeno 250 montagnard stavano ancora scontando lunghe pene detentive in relazione alle proteste del 2001 e 2004 riguardo alla proprietà dei terreni e alla libertà religiosa.
Alcuni appartenenti alla comunità dei khmer krom sono fuggiti in Cambogia in cerca di asilo. Essi hanno denunciato persecuzioni, tra cui l'abbandono forzato della veste di monaci buddisti. Il 1° agosto, le autorità vietnamite hanno riportato di aver arrestato Tim Sakorn, un monaco buddista, il quale era vissuto in precedenza in Cambogia. Egli è stato condannato a un anno di reclusione il 9 novembre ai sensi della legislazione sulla sicurezza nazionale ed è considerato prigioniero di coscienza. (cfr. Cambogia).
Almeno 83 persone, tra cui 14 donne, sono state condannate a morte per reati di droga, alcune al termine di processi iniqui. Si ritiene che la cifra reale sia molto più elevata.
*Pham Thi Tuyet Lan è stata condannata a morte a febbraio per il suo presunto coinvolgimento in una frode fondiaria. Tuttavia, la Corte d'appello ha ribaltato il verdetto poiché era emerso che la donna era stata accusata erroneamente del reato e gli avvocati della difesa erano stati esclusi dall'inchiesta. Sul caso sono state disposte nuove indagini.
La Corte Suprema del Popolo ha confermato almeno 15 sentenze di morte. Tra queste vi era quella nei confronti di un cittadino britannico di origine vietnamita il quale, secondo quanto è stato riferito, sarebbe affetto da disturbi mentali.
Viet Nam: Internet activist priest imprisoned (ASA 41/003/2007)
Viet Nam: Silence critics must be released (ASA 41/004/2007)
Viet Nam: Crackdown on activists must end (ASA 41/005/2007)
Viet Nam: Lead a union, go to prison (ASA 41/011/2007)