Testata per la stampa

Bolivia

Repubblica di Bolivia

Capo di Stato e di governo: Evo Morales Ayma
Pena di morte: abolizionista per i reati ordinari
Popolazione: 9,5 milioni
Speranza di vita: 64,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 65/56‰
Alfabetizzazione adulti: 86,7%

  1. Sviluppi costituzionali e istituzionali
  2. Libertà di espressione e attacchi a giornalisti
  3. Violenza politica
  4. Missioni e rapporti di Amnesty International

Almeno cinque persone sono rimaste uccise e centinaia ferite durante violenti scontri in diverse città tra sostenitori dl governo e loro oppositori. Tali scontri si sono avuti nel contesto di continue tensioni riguardo alla nuova Costituzione e alle riforme in materia economica e politica. Giornalisti sono stati oggetto di vesazioni e attacchi.

 

Sviluppi costituzionali e istituzionali

A dicembre è stata approvata una nuova Costituzione tra continui disordini civili. L'Assemblea costituente, inaugurata nell'agosto 2006 per redigere la Costituzione, è stata dominata da tensioni regionali e politiche riguardo a svariati temi, come la scelta della nuova capitale del paese. Le sessioni dell'Assemblea sono state sospese diverse volte.

Il testo della nuova Costituzione è stato approvato in assenza di alcuni membri dell'opposizione. Esso prevede un certo grado di decentralizzazione conferendo autonomia a livello indigeno, municipale e regionale, così come a livello dipartimentale. La Costituzione afferma che la Bolivia è uno Stato unitario, pluralista e multietnico con due camere congressuali. La Costituzione inoltre sancisce la proprietà statale delle risorse naturali, la gratuità delle cure sanitarie e dell'istruzione, e il diritto alla proprietà privata. Viene istituita Sucre quale capitale storica del paese e sede del potere giudiziario ed elettorale e La Paz quale sede del potere esecutivo e legislativo. Il testo sarebbe stato sottoposto a referendum.

A febbraio è stato firmato un accordo tra il governo e l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani finalizzato a stabilire una presenza sul campo delle Nazioni Unite nel paese. L'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani ha iniziato il suo lavoro a luglio per contribuire alla promozione e protezione dei diritti umani, anche attraverso il miglioramento dell'amministrazione della giustizia e il rafforzamento della capacità in tutto il paese di combattere il razzismo e la discriminazione razziale.

 

Libertà di espressione e attacchi a giornalisti

È stato segnalato che durante l'anno membri delle forze di sicurezza e altri hanno attaccato e minacciato lavoratori del settore dei media. A novembre decine di giornalisti hanno tenuto una manifestazione per sottolineare gli abusi nei loro confronti mentre i sindacati della stampa hanno protestato contro le critiche riguardo al loro lavoro espresse da membri dell'esecutivo.

*Più di 10 giornalisti sono stati, stando alle fonti, attaccati a Sucre a novembre mentre svolgevano la cronaca degli scontri violenti tra la polizia e manifestanti che protestavano in merito alla nuova Costituzione.

 

Violenza politica

In diverse città si sono avuti scoppi di violenza, comprese Santa Cruz e Cochabamba, tra sostenitori del governo e dell'opposizione. Gli scontri hanno causato almeno cinque morti e centinaia di feriti.

*A gennaio Christian Urresti e Juan Ticacolque sono rimasti uccisi e oltre cento sono state le persone ferite a Cochabamba, nell'omonimo dipartimento, a seguito di scontri tra gruppi sostenitori del governo Movimento verso il socialismo (Movimiento al socialismo - MAS), che chiedevano le dimissioni del prefetto di Cochabamba e gruppi sostenitori di quest'ultimo, che chiedevano una maggiore autonomia regionale. Sono state avviate indagini giudiziarie ma a fine anno non si erano ancora concluse.

*A novembre tre persone sono rimaste uccise e oltre un centinaio ferite nel corso di due giornate di scontri violenti a Sucre, dipartimento di Chuquisaca. Membri della polizia, impiegando lacrimogeni e proiettili di gomma, hanno combattuto contro migliaia di manifestanti che avevano con sé pietre e mazze. Alcuni manifestanti hanno attaccato il quartier generale della Polizia stradale usando dispositivi incendiari e bombe Molotov (ordigni esplosivi artigianali). Essi hanno distrutto l'attrezzatura dell'ufficio e hanno appiccato il fuoco a veicoli della polizia e pubblici. Gonzalo Durán Carazani e José Luis Cardozo sono morti in seguito a ferite d'arma da fuoco. Juan Carlos Serrudo Murillo è morto dopo essere stato colpito da un candelotto lacrimogeno. Anche membri della polizia sono rimasti feriti negli scontri. Sugli episodi sono state annunciate indagini.

 

Missioni e rapporti di Amnesty International

Delegati di Amnesty International hanno visitato il paese a febbraio.


Bolivia: The national authorities must maintain order and protect inhabitants (AMR 18/001/2007)

Bolivia: Amnesty International calls for Human Rights Plan, action to prevent further clashes and protection for defenders (AMR 18/003/2007)

 
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