Capo di Stato e di governo: Álvaro Uribe Vélez
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 47 milioni
Speranza di vita: 72,3 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 30/26‰
Alfabetizzazione adulti: 92,8%
Il persistente conflitto tra i paramilitari spalleggiati dall'esercito, i gruppi della guerriglia e le forze di sicurezza ha causato gravi violazioni dei diritti umani, specialmente in alcune regioni e nelle zone rurali. Tutte le parti coinvolte nel conflitto, che dura da più di 40 anni, hanno commesso violazioni del diritto internazionale umanitario, inclusi crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Risulta tuttavia che le uccisioni di civili siano diminuite in confronto agli ultimi anni. Sono continuati i rapimenti di persone, e i gruppi della guerriglia sono risultati responsabili della maggior parte dei casi connessi al conflitto, ma i sequestri denunciati sono risultati in numero inferiore rispetto a quello degli anni passati. L'uccisione in giugno di 11 ostaggi delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia - FARC) ha provocato diffuse condanne e rinnovate richieste alle FARC di rilasciare tutti gli ostaggi. Sono continuati gli attacchi ai difensori dei diritti umani e agli attivisti della società civile; la maggior parte è stata attribuita ai gruppi paramilitari.
È stato riscontrato un numero inferiore di uccisioni da parte di gruppi paramilitari, in rapporto a quello degli anni precedenti. Sono aumentate tuttavia le segnalazioni di uccisioni di civili commesse dalle forze di sicurezza. Gruppi paramilitari sono rimasti attivi in molte parti del paese nonostante la loro presunta smobilitazione. È anche aumentato il numero dei civili costretti ad abbandonare le loro abitazioni a causa del conflitto. Le FARC sono state accusate di molte uccisioni di candidati alle elezioni amministrative locali che si sono svolte a ottobre.
Si sono registrati progressi in alcune indagini di alto profilo per violazioni dei diritti umani, ma l'impunità è rimasta motivo di grande preoccupazione. Circa 40 membri del Congresso sono stati implicati in indagini giudiziarie riguardo ai legami tra funzionari statali e gruppi paramilitari. Diversi leader paramilitari "smobilitati" hanno testimoniato circa il loro ruolo nelle violazioni dei diritti umani e sui loro legami con le forze di sicurezza davanti a tribunali speciali in cambio di riduzioni di pena.
È stato riferito che almeno 280 persone sono state vittime di esecuzioni extragiudiziali commesse da membri delle forze di sicurezza nell'arco di un periodo di 12 mesi terminato a giugno 2007. Le vittime, contadini per la maggior parte, sono stati spesso definiti dai militari come «guerriglieri uccisi in combattimento». La maggior parte dei casi di uccisioni sono stati deferiti sistema di giustizia militare, che di norma chiude questi casi senza alcun tentativo serio di indagare sulle responsabilità.
*Il 22 aprile, soldati della XVI Brigata dell'esercito sono entrati nell'abitazione di Ernesto Cruz Guevara nella municipalità di Aguazul, dipartimento di Casanare. I soldati lo hanno interrogato circa l'attività di guerriglia. Prima di uscire hanno detto alla moglie che stavano portando il marito al locale Ufficio del Procuratore generale. Più tardi i familiari di Ernesto Cruz hanno identificato il suo corpo; l'esercito ha affermato che si trattava di un guerrigliero ucciso in combattimento.
A giugno, il ministero della Difesa ha emesso la Direttiva 10, che ribadisce che le esecuzioni extragiudiziali sono una violazione del diritto alla vita.
Il governo ha affermato che erano stati smobilitati più di 31.000 combattenti e che i paramilitari non erano più attivi. Le continue violenze sono state attribuite a bande criminali di trafficanti di droga. Mentre alcuni gruppi paramilitari si erano effettivamente trasformati in bande criminali collegate al traffico di droga, e alcune violenze erano riconducibili a dispute tra questi gruppi, è stato comprovato in modo attendibile che i gruppi paramilitari tradizionali avevano continuano ad operare in molte parti del paese con nuovi nomi, tra cui "Aquile Nere" e "Organizzazione Nuova Generazione". Vi sono state ripetute segnalazioni di collusione tra paramilitari e forze di sicurezza.
Secondo l'VIII Rapporto quadrimestrale della Missione di sostegno al processo di pace in Colombia dell'Organizzazione degli Stati Americani (MAPP/OEA), pubblicato a febbraio, sono stati identificati 22 di questi gruppi, che raggruppano circa 3.000 combattenti, sebbene altre fonti suggeriscano che la cifra sia molto più elevata. Almeno 230 uccisioni di civili sono state attribuite ai paramilitari, che hanno agito sia da soli sia in collaborazione con le forze di sicurezza, nell'arco del periodo di 12 mesi terminato a giugno 2007.
*Il 23 febbraio, Alba Milena Gómez Quintero e il figlio di 18 anni, Miguel Antonio, sono stati uccisi in una località situata tra due posti di blocco dell'esercito, dopo essere stati prelevati da due sospetti paramilitari dal taxi su cui viaggiavano sulla superstrada San Juan de Arama-Granada, dipartimento di Meta. Secondo quanto riferito, Alba Milena Gómez aveva inoltrato un reclamo ufficiale contro l'esercito, che lei aveva sostenuto averla falsamente accusata di essere una ausiliaria della guerriglia.
Solamente circa il 10% degli oltre 31.000 paramilitari smobilitati risultavano qualificati per essere inseriti nella legge giustizia e pace (JPL), secondo la quale coloro che depongono le armi possono beneficiare di significative riduzioni di pena in cambio della confessione delle violazioni dei diritti umani commesse e del risarcimento alle loro vittime. Tuttavia, disponendo soltanto di 20 unità investigative per gestire migliaia di casi, il processo è avanzato lentamente.
Sebbene i leader paramilitari che hanno confessato avessero rivelato informazioni su coloro che avevano ucciso, le informazioni sull'identità delle vittime e su dove si trovassero i loro cadaveri sono rimaste vaghe. Più di 1.100 corpi sono stati esumati da numerose fosse comuni tra il 2006 e la fine del 2007, ma la maggioranza è stata scoperta su informazioni fornite da paramilitari non di rango, al di fuori del processo della JPL. La grande maggioranza dei corpi non è stata identificata. La maggior parte di almeno 4 milioni di ettari di terreno che si ritiene siano stati rubati dai paramilitari non era ancora stata localizzata e pochissimi terreni erano stati restituiti ai legittimi proprietari.
La maggior parte dei paramilitari sono di fatto sfuggiti alle indagini ai sensi del decreto 128 e della legge 782, che garantiscono l'amnistia de facto per coloro che non si trovano sotto inchiesta per violazioni dei diritti umani e che ammettono di essere membri di gruppi paramilitari, un reato noto come «cospirazione finalizzata a delinquere». Tuttavia, a luglio la Suprema Corte di giustizia ha sentenziato che l'appartenenza ai gruppi paramilitari non era un reato politico e che, pertanto, l'amnistia non era applicabile. Questa situazione ha lasciato circa 19.000 paramilitari in un limbo legale.
Diverse vittime e coloro che le rappresentavano nel processo JPL sono stati uccisi presumibilmente da paramilitari.
*Carmen Cecilia Santana Romaña, che rappresentava le vittime che cercavano di far ritorno alle loro terre e di affermare il loro diritto a partecipare alle udienze JPL, è stata uccisa da uomini armati non identificati il 7 febbraio nella municipalità di Apartadó, dipartimento di Antioquia.
*Yolanda Izquierdo, che rappresentava alle udienze JPL i sopravvissuti al leader paramilitare Salvatore Mancuso, di cui ella stessa era stata vittima, è stata uccisa il 31 gennaio a colpi d'arma da fuoco a Montería, dipartimento di Córdoba, da uomini armati sospettati di essere collegati ai paramilitari.
Più di 40 parlamentari erano sotto inchiesta da parte della Suprema Corte per i loro presunti legami con i paramilitari; a fine anno quasi la metà di essi erano in detenzione. A dicembre uno di questi, Erik Morris, è stato condannato a sei anni di carcere. Centinaia di altri funzionari statali, inclusi governatori, sindaci, e membri delle forze di sicurezza erano sotto inchiesta da parte degli Uffici del Procuratore generale e della Procura generale. A novembre, Jorge Noguera, ex direttore dell'agenzia per la sicurezza civile, il Dipartimento amministrativo di sicurezza, è stato interdetto dai pubblici uffici per 18 anni dall'Ufficio del Procuratore generale a causa dei suoi legami con i paramilitari.
Secondo quanto riferito, diversi giudici della Suprema Corte che stavano investigando sullo scandalo, e le loro famiglie, sono stati ripetutamente minacciati.
L'impunità è rimasta la norma nella maggioranza dei casi di violazioni dei diritti umani. Sebbene ci siano stati dei progressi in un certo numero di casi di alto livello, in molti altri non ci sono stati avanzamenti per identificare le responsabilità nella catena di comando.
*A novembre, un capitano dell'esercito è stato arrestato per il suo ruolo nell'uccisione di otto membri della Comunità di Pace di San José de Apartadó, municipalità di Apartadó, dipartimento di Antioquia, avvenuta nel febbraio 2005. L'Ufficio del Procuratore generale ha affermato che le uccisioni erano state perpetrate dall'esercito in collusione con i paramilitari. A febbraio, l'Ufficio del Procuratore generale ha annunciato che 69 soldati erano indagati per le uccisioni. Più di 160 membri della comunità sono stati uccisi dal 1997.
*A novembre, è stato reso noto che un team dell'Ufficio del Procuratore generale aveva riaperto le indagini su 294 delle migliaia di uccisioni di membri del partito della sinistra Unione Patriottica (Unión Patriótica) avvenute dal 1985. Si ritiene che i paramilitari e le forze di sicurezza siano i responsabili della maggior parte di queste uccisioni.
*A ottobre, l'ex ministro della giustizia e senatore Alberto Santofimio è stato condannato a 24 anni di carcere in connessione con l'uccisione del candidato presidenziale Luis Carlos Galán avvenuta nel 1989.
*A settembre, tre membri delle forze aeree sono stati condannati da un giudice civile a 6 anni di arresti domiciliari per ciò che nella sentenza è stato descritto come l'uccisione accidentale di 17 persone a Santo Domingo, municipalità di Tame, dipartimento di Arauca, avvenuta nel 1998. Il sistema di giustizia militare aveva precedentemente assolto i tre uomini, affermando che le uccisioni erano da attribuirsi all'esplosione di un autocarro appartenente alla guerriglia. Nella sentenza di settembre si afferma che le uccisioni erano state causate da una bomba a grappolo sganciata da un elicottero delle forze aeree.
*Ad agosto, quattro soldati dell'esercito e un civile sono stati condannati a 40 anni di carcere per l'uccisione di tre sindacalisti nella municipalità di Saravena, dipartimento di Arauca, avvenuta nell'agosto 2004. L'esercito ha affermato che si trattava di guerriglieri uccisi in combattimento.
*A luglio, il colonnello dell'esercito in pensione Alfonso Plazas Vega è stato arrestato per il ruolo svolto nella sparizione forzata di 11 persone durante l'assalto militare al Palazzo di giustizia di Bogotá, dopo che i guerriglieri dell'M-19 avevano preso degli ostaggi all'interno del palazzo nel novembre 1985. Più di 100 persone morirono durante l'assalto militare, compresi 12 giudici della Suprema Corte. A settembre, il Procuratore generale Mario Iguarán ha affermato che esistevano prove attendibili secondo cui molti degli scomparsi erano vivi quando lasciarono l'edificio.
Le FARC e l'Esercito di liberazione nazionale (Ejército de liberación nacional - ELN) hanno continuato a commettere violazioni dei diritti umani e gravi e ripetute violazioni del diritto internazionale umanitario, tra cui uccisioni di civili e cattura di ostaggi. Più di 210 uccisioni di civili sono state attribuite ai gruppi guerriglieri nell'arco del periodo di 12 mesi terminato a giugno 2007.
*Quattro persone sono state uccise il 14 marzo, presumibilmente dall'ELN, a San Joaquín, municipalità di Mercaderes, dipartimento del Cauca.
*Quattro persone sono state uccise il 1° gennaio, presumibilmente dalle FARC, nella municipalità di Yarumal, dipartimento di Antioquia. Almeno due delle vittime erano leader di comunità.
Nel dipartimento di Arauca le schermaglie armate e le uccisioni selettive di civili derivanti dal continuo conflitto tra le FARC e l'ELN hanno costretto gli abitanti a lasciare le loro case. Tra le vittime figuravano leader di comunità e della società civile, accusati da ciascuna delle parti di fornire sostegno all'altra.
Le FARC hanno continuato a prendere di mira funzionari eletti e presumibilmente si sono anche rese responsabili della maggior parte delle 29 uccisioni di candidati alle elezioni amministrative tenutesi il 28 ottobre.
*Quattro sindaci e consiglieri comunali sono stati uccisi nei dipartimenti di Caquetá, Chocó e Valle del Cauca tra il 7 e il 10 luglio.
L'uso di mine antipersona da parte dei gruppi guerriglieri ha continuato a essere diffuso. Nel corso dell'anno, più di 180 civili e membri delle forze di sicurezza, che hanno continuato a essere le principali vittime delle mine terrestri, sono stati uccisi e 680 sono rimasti feriti.
*Cinque membri della comunità indigena degli awá, fra cui due bambini, sono stati uccisi da mine antipersona che, secondo quanto è stato riferito, sarebbero state abbandonate dalle FARC il 14 e 15 luglio nella municipalità di Ricaurte, dipartimento di Nariño.
I colloqui di pace preliminari tra il governo e l'ELN sono stati sospesi in agosto a seguito del disaccordo circa i termini del cessate il fuoco.
L'uccisione di 11 dei 12 deputati dell'Assemblea dipartimentale di Valle del Cauca, sequestrati dalle FARC nell'aprile 2002, avvenuta in circostanze incerte il 18 giugno, ha provocato diffuse condanne. Le FARC hanno affermato che erano rimasti uccisi in uno scontro a fuoco durante il combattimento con un gruppo armato non identificato, ma le autorità hanno contestato questa affermazione.
La comunità internazionale è diventata sempre più coinvolta nella discussione sullo scambio dei prigionieri delle FARC in cambio di ostaggi dei gruppi guerriglieri, dopo che a giugno il presidente Uribe ha autorizzato la scarcerazione del "rappresentante diplomatico" delle FARC Rodrigo Granda, e il rilascio contemporaneo di più di 100 prigionieri delle FARC. Il presidente Uribe ha designato il presidente venezuelano Hugo Chávez come mediatore per raggiungere un accordo, e un incontro tra quest'ultimo e i leader delle FARC è avvenuto a novembre a Caracas. Tuttavia, più tardi nel mese, il presidente Uribe ha posto fine al ruolo di mediazione del Venezuela dopo che il presidente Chávez, tsndo alle fonti, aveva contattato il comandante in capo dell'esercito colombiano, contravvenendo all'accordo di non avere contatti diretti con i comandanti dell'esercito della Colombia sul tema degli ostaggi. Ciò ha portato al deterioramento delle relazioni diplomatiche tra i due paesi. L'ampiamente annunciato rilascio di tre ostaggi di alto profilo trattenuti dalle FARC a fine anno non era ancora avvenuto.
Sebbene il numero dei rapimenti abbia continuato a diminuire - da 687 nel 2006 a 521 nel 2007 - le cifre si sono mantenute alte. I gruppi guerriglieri, principalmente le FARC e in misura minore l'ELN, si sono resi responsabili del rapimento di circa 150 persone, per la maggior parte sequestri legati al conflitto, mentre bande criminali sono rese responsabili della maggioranza degli altri. Non è stato possibile attribuire la responsabilità di circa 125 rapimenti.
Tutte le parti in conflitto hanno continuato a sottoporre donne e ragazze ad abusi sessuali e altre forme di violenza. Le guerrigliere combattenti sono state costrette ad abortire o ad assumere contraccettivi, in violazione dei loro diritti riproduttivi.
*Secondo quanto denunciato, il 23 maggio soldati dell'esercito hanno condotto un raid in una casa della municipalità di Toribío, dipartimento del Cauca, dove hanno tentato di abusare sessualmente di una ragazzina di 11 anni.
*Secondo quanto riferito, il 26 marzo, cinque paramilitari delle Aquile Nere - due donne, due minorenni e un uomo - sono entrati nella casa di due sorelle di 14 e 10 anni nella municipalità di Bello, dipartimento di Antioquia. Stando alle accuse, alcuni paramilitari hanno picchiato le due ragazze e abusato sessualmente della maggiore, poi uccidendola. Secondo quanto riferito, un vicino di 60 anni, José Mendieta, che era accorso per aiutare le ragazze, è stato pugnalato a morte dagli assalitori.
Stando alle fonti, i paramilitari e le bande criminali hanno reclutato forzatamente donne e ragazze come lavoratrici del sesso in varie parti del paese. Secondo quanto riferito, almeno cinque donne, che erano state reclutate forzatamente a scopo di sfruttamento sessuale, sono state uccise nel dipartimento di Putumayo.
I civili hanno continuato a sostenere il peso del conflitto, specialmente gli appartenenti alle comunità indigene, di origine afroamericana e comunità contadine abitanti in zone di interesse economico per le parti in guerra. Almeno 1.340 civili sono stati uccisi o sono stati vittime di sparizioni forzate nell'arco del periodo di 12 mesi terminato a giugno 2007. Nel corso dell'anno sono stati registrati più di 305.000 nuovi casi di sfollati. Dal 1985, risultano sfollate da 3 a 4 milioni di persone.
*A settembre, circa 1.000 indigeni awá, la metà dei quali bambini, sono stati sfollati dalla riserva di Inda Sabaleta, nella municipalità di Tumaco, dipartimento di Nariño, a seguito dei combattimenti tra l'esercito e i gruppi della guerriglia.
*Ad aprile, più di 6.000 persone sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni nel dipartimento di Nariño, a seguito dei ripetuti combattimenti tra l'esercito e i gruppi della guerriglia.
I paramilitari e i gruppi della guerriglia hanno continuato e reclutare bambini. L'UNICEF ha stimato che in Colombia vi siano dai 6.000 ai 7.000 bambini-soldato.
Si sono anche verificati una serie di attentati dinamitardi in zone urbane, alcuni dei quali sono stati attribuiti dalle autorità alle FARC.
*Il 9 aprile un'autobomba è esplosa davanti a un edificio della polizia di Cali, dipartimento di Valle del Cauca. Un civile è stato ucciso e più di 30 persone sono rimaste ferite.
*Il 16 marzo un dispositivo dinamitardo è esploso a Buenaventura, dipartimento di Valle del Cauca, uccidendo quattro persone e ferendone altre sette.
Difensori dei diritti umani, sindacalisti, attivisti della società civile e delle comunità, e giornalisti hanno continuato a essere presi di mira, principalmente dai paramilitari.
Durante l'anno, sono state commesse effrazioni negli uffici di diverse ONG per i diritti umani, sottraendo dati riservati, tra cui Reiniciar, Corporación Jurídica Yira Castro, Associazione per la riconciliazione e Justapaz.
Secondo quanto riferito, a febbraio circa 70 ONG, sindacati, e altre organizzazioni sociali hanno ricevuto minacce di morte tramite e-mail dai paramilitari. A giugno, otto ONG per i diritti umani nel dipartimento di Nariño hanno ricevuto minacce di morte tramite e-mail e telefoniche, stando alle fonti da parte del gruppo paramilitare Nuova Generazione. Questo gruppo, a marzo, ha mandato minacce analoghe a 13 ONG a Nariño.
*Il 4 novembre, Yolanda Becerra, presidente dell'Organizzazione popolare femminile, è stata aggredita nella sua abitazione a Barrancabermeja, dipartimento di Santander, da due uomini incappucciati. Questi avrebbero spinto Yolanda contro un muro, l'avrebbero minacciata con una pistola, dandole un termine di 48 ore per lasciare la città.
*Il 4 aprile, Judith Vergara, un'attivista di comunità nella Comuna 13 di Medellín, dipartimento di Antioquia, è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco mentre viaggiava a bordo di un autobus in città.
Almeno 39 sindacalisti sono stati uccisi nel corso dell'anno. A gennaio, è diventata operativa la Rappresentanza permanente dell'Organizzazione internazionale del lavoro in Colombia, istituita per monitorare i diritti dei sindacalisti nel paese e il lavoro dell'unità speciale creata dal Procuratore generale per indagare sulle uccisioni dei sindacalisti.
Gli sforzi per assicurare un accordo di libero scambio tra la Colombia e gli Stati Uniti sono stati ostacolati dalle preoccupazioni del Congresso degli Stati Uniti per le uccisioni di sindacalisti colombiani.
Il presidente Uribe ha nuovamente insinuato che le organizzazioni per i diritti umani fossero collegate con i gruppi della guerriglia. A luglio ha affermato che «i guerriglieri hanno un'altra strategia: ogni volta che si verifica l'uccisione di un guerrigliero, immediatamente mobilitano i loro leader massimi nel paese e all'estero per dire che si tratta di una esecuzione extragiudiziale».
Nel 2007, gli aiuti degli Stati Uniti alla Colombia sono ammontati a circa 727 milioni di dollari USA, di cui circa l'82% destinato alle forze di sicurezza. L'importo comprendeva circa 595 milioni di dollari USA derivanti dalla legge per il finanziamento delle operazioni all'estero, di cui il 25% dipendeva dai progressi delle autorità colombiane su alcuni indicatori riguardanti i diritti umani. Ad aprile, la Segretaria di Stato degli Stati Uniti, Condoleezza Rice, ha attestato che la Colombia stava facendo progressi in materia di diritti umani e ha autorizzato il pagamento di tutto il 25% degli aiuti certificabili per l'anno fiscale 2006. Tuttavia, il Congresso degli Stati Uniti ha bloccato il pagamento del denaro alle forze armate, pari a circa 55,2 milioni di dollari, a causa delle preoccupazioni per le esecuzioni extragiudiziali e lo scandalo para-politico. Nonostante tre tornate di domande e risposte, il Congresso non ha accettato le giustificazioni che certificavano i progressi della Colombia in materia di diritti umani e a fine anno il denaro rimaneva bloccato.
A dicembre, il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha convertito in legge variazioni significative per gli aiuti degli Stati Uniti alla Colombia. L'assistenza militare e di polizia ai sensi della legge per il finanziamento delle operazioni all'estero è stata tagliata del 31% e mentre gli aiuti in campo economico e sociale sono aumentati del 70%. Le condizioni relative ai diritti umani sono state estese al 30% degli aiuti e richiedono alle autorità della Colombia di smantellare i «gruppi armati successivi», un riconoscimento da parte del governo degli Stati Uniti della continua attività paramilitare in corso in Colombia. L'ammontare totale degli aiuti alla Colombia è stato inferiore di 44 milioni di dollari USA rispetto a quanto richiesto dal presidente Bush per il 2008.
A settembre, l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha annunciato che il governo della Colombia aveva accettato di estendere il mandato dell'Ufficio dell'OHCHR in Colombia per altri tre anni.
Circa la conformità del governo alle raccomandazioni delle Nazioni Unite sui diritti umani, il rapporto dell'OHCHR sulla Colombia, pubblicato a marzo, afferma che «la situazione [...] è ancora composita, particolarmente nel caso delle raccomandazioni sulla revisione dei documenti dell'intelligence, la riduzione dell'impunità, il taglio dei legami tra i dipendenti pubblici e i membri dei gruppi paramilitari, e il miglioramento della qualità delle statistiche sui diritti umani e del diritto internazionale umanitario». Il rapporto esprime anche preoccupazione circa la continua presenza dei paramilitari, le crescenti notizie di esecuzioni extragiudiziali commesse dalle forze di sicurezza e le violazioni del diritto internazionale umanitario da parte dei gruppi della guerriglia, in particolare le FARC.
Delegati di Amnesty International si sono recati in Colombia nei mesi di febbraio, giugno e settembre.
Killings, arbitrary detentions, and death threats - the reality of trade unionism in Colombia (AMR 23/001/2007)
Colombia: FARC and ELN must release all hostages (AMR 23/019/2007)
Colombia: Latest killing of human rights defender throws controversial paramilitary demobilization process into further doubt (AMR 23/002/2007)