Capo di Stato e di governo: Raúl Castro Ruz (in sostituzione provvisoria di Fidel Castro Ruz)
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 11,3 milioni
Speranza di vita: 77,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 6/6‰
Alfabetizzazione adulti: 99,8%
Sono rimaste inalterate le severe restrizioni alle libertà di espressione, di associazione e di movimento. Almeno 62 prigionieri di coscienza erano ancora in prigione e sono continuate le minacce nei confronti di dissidenti politici, giornalisti indipendenti e attivisti dei diritti umani. Tuttavia, quattro prigionieri di coscienza ed altri dissidenti politici sono stati rilasciati e il governo ha deciso di discutere con altri governi la propria situazione dei diritti umani e di ratificare trattati internazionali. I cubani hanno continuato a subire gli effetti negativi dell'embargo statunitense.
A maggio, il governo cubano ha acconsentito alla creazione di un Meccanismo di consultazione bilaterale colle autorità spagnole, in cui era compreso un Dialogo formale sui diritti umani. La decisione è scaturita in seguito alla visita del ministro degli Esteri spagnolo, la prima volta che un ministro degli Esteri di un paese dell'UE si recava in visita all'Avana dopo le retate contro i dissidenti avvenute nel 2003. La cooperazione tra i due governi, sospesa dal 2003, è stata riallacciata.
A novembre il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo ha visitato Cuba su invito del governo. L'invito ha fatto seguito alla decisione del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani di non rinnovare il mandato del suo Rappresentante speciale per i diritti umani a Cuba. Il ministro degli Esteri cubano ha dichiarato che il suo governo si impegnava a cooperare coi meccanismi internazionali per i diritti umani «in modo sistematico e continuativo, fintantoché Cuba fosse trattata in modo non discriminatorio». Il 10 dicembre ha annunciato che Cuba avrebbe presto ratificato due trattati chiave sui diritti umani.
Le relazioni con gli Stati Uniti d'America sono rimaste tese. A ottobre il presidente Bush ha dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero continuato la loro politica di isolamento nei confronti del paese e ha chiesto a questo proposito il sostegno della comunità internazionale.
A novembre, per il 16° anno di fila, L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che chiedeva agli Stati Uniti di porre fine all'embargo su Cuba.
Tutti i media, sia stampa che emittenti radiotelevisive, sono rimasti sotto controllo statale.
Durante l'anno il governo ha rifiutato di rinnovare il visto a diversi corrispondenti esteri perché «il loro approccio alla situazione cubana non era ritenuto appropriato dal governo».
A fine anno 62 prigionieri di coscienza continuavano a essere trattenuti unicamente per le loro opinioni o attività non violente. Altri tredici stavano scontando la pena fuori di prigione per motivi di salute, mentre quattro sono stati posti in libertà condizionata nel corso dell'anno.
È continuata la pratica di usare il sistema penale come mezzo per imbavagliare critici e dissidenti. Molti sono stati condannati per un crimine chiamato "pericolosità sociale", una misura preventiva contro chi dimostra "predisposizione a commettere un reato".
In base a questa normativa sono criminalizzati comportamenti come ubriachezza, dipendenza da droghe e "comportamento anti-sociale"; tuttavia essa viene usata quasi esclusivamente nei confronti di dissidenti politici, giornalisti indipendenti e critici del governo. Chi viene condannato per "pericolosità" può scontare fino a quattro anni di prigione ed essere sottoposto a "trattamento terapeutico", "ri-educazione" o "sorveglianza da parte della Polizia nazionale rivoluzionaria".
*José Oscar Sánchez Madan è stato processato sommariamente ad aprile e condannato a quattro anni di prigione per "pericolosità sociale" dal Tribunale municipale di Union de Reyes. Il suo processo si è tenuto quattro ore dopo l'arresto e nessun membro della sua famiglia ne è stato informato o ha ricevuto permesso di parteciparvi. José Oscar Sánchez Madan è uno dei portavoce Movimiento independiente opción alternativa, una organizzazione dissidente.
Sono continuate le intimidazioni nei confronti di dissidenti politici, giornalisti indipendenti e critici del governo che portavano avanti attività dissidenti o facevano circolare informazioni sulla situazione dei diritti umani a Cuba. Alcuni sono stati fermati per 24 o 48 ore e poi rilasciati, altri erano trattenuti da mesi o addirittura anni in attesa di processo.
*Fra il 21 novembre e il 10 dicembre diversi dissidenti sono stati trattenuti arbitrariamente per la loro partecipazione a proteste pacifiche. I periodi di detenzione erano brevi e mirati a scoraggiare manifestazioni contro il governo, in particolare nella data del 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani. A fine anno almeno tre persone rimanevano in carcere.
*Il 27 settembre 48 persone sono state fermate all'Avana mentre si apprestavano a partecipare a una manifestazione davanti al ministero della Giustizia per chiedere un equo trattamento per i dissidenti politici. Alcuni sono stati rilasciati il giorno stesso, altri il giorno seguente.
Circa 40 persone rimanevano nel braccio della morte. L'ultima esecuzione risale all'aprile 2003 e negli ultimi anni raramente sono state emesse condanne a morte.
L'embargo USA ha continuato ad avere effetti negativi sulla possibilità dei cubani, e in particolare delle fasce più deboli della popolazione, di godere di diversi diritti economici, sociali e culturali, come il diritto al cibo, alla salute e all'igiene. Amnesty International ritiene inoltre che l'embargo abbia ostacolato la libertà di movimento fra Cuba e gli Stati Uniti e la riunificazione delle famiglie.
Cuba: Further information on Fear for safety / Fear of torture / Intimidation / Harassment (AMR 25/001/2007)
Cuba: Amnesty International's human rights concerns (AMR 25/003/2007)
Cuba: Fear for safety/Fear of arbitrary detention: Martha Beatriz Roque Cabello (AMR 25/004/2007)
Cuba: Government should commit to human rights by ending harassment of dissidents (11 December 2007)