Capo di Stato e di governo: Leonel Fernández Reyna
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 9,1 milioni
Speranza di vita: 71,5 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 48/39‰
Alfabetizzazione adulti: 87%
È continuata la discriminazione nei confronti di haitiani e dominico-haitiani. Sono state segnalate uccisioni in circostanze controverse da parte della polizia. La violenza contro le donne è rimasta endemica. Ha destato grave preoccupazione la tratta di persone, sia verso il paese sia verso l'estero. Sgomberi forzati hanno lasciato centinaia di famiglie senza riparo.
Durante l'arco dell'anno si sono avute numerose proteste da parte di vari strati della popolazione volte a chiedere misure più decise da parte del governo per combattere la povertà e garantire i diritti sociali ed economici. Nonostante la forte crescita economica, più di un quarto della popolazione viveva in stato di povertà e il numero di bambini malnutriti ha continuato a crescere.
Sono state discusse riforme del codice penale, fra cui la depenalizzazione dell'aborto, ma a fine anno non era ancora stata approvata alcuna legge.
Le autorità dominicane hanno rinforzato il controllo della frontiera con Haiti tramite il dispiegamento do una Forza speciale per la sicurezza del confine. Le espulsioni di massa di migranti irregolari sono risultate spesso arbitrarie e senza possibilità di appello.
La violenza sulle donne è risultata molto diffusa e ha colpito tutti gli strati sociali. Secondo statistiche ufficiali, almeno 165 donne sono state uccise dai propri attuali o ex compagni in dispute domestiche. Nei primi sei mesi dell'anno gli uffici dei pubblici ministeri hanno ricevuto più di 6.000 denunce relative a episodi di violenza di genere in tutto il paese. Si è inoltre temuto che i casi fossero sottodenunciati e che le autorità non fossero in grado di dare risposte adeguate a queste denunce.
Ha destato preoccupazione una nuova misura in base alla quale i figli di immigrati senza permesso venivano iscritti in un registro per stranieri. Questa misura è stata considerata discriminatoria poiché poteva ostacolare i figli di genitori haitiani dall'esercitare il loro diritto alla cittadinanza dominicana. A ottobre l'Esperto indipendente delle Nazioni Unite sui problemi delle minoranze e il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulle forme contemporanee di razzismo, discriminazione razziale e xenofobia hanno visitato il paese. Essi hanno rilevato diffuse discriminazioni nei confronti di lavoratori migranti haitiani e dominico-haitiani. Durante l'intero anno sono state riportate aggressioni a sfondo razziale contro lavoratori migranti haitiani.
Molte persone che cercavano di raggiungere clandestinamente Portorico dalla Repubblica Dominicana sono morte in mare. Nonostante un aumento della sorveglianza al confine con Haiti, migranti irregolari haitiani hanno continuato a entrare nel paese.
*A novembre, una unità militare della Forza speciale per la sicurezza del confine di stanza a Dajabón è stata sostituita dopo che ONG locali avevano portato allo scoperto il suo coinvolgimento in abusi nei confronti di haitiani e denunciato che accettava tangenti per permettere l'entrata di clandestini nel paese.
*A gennaio due funzionari civili e due militari sono stati condannati rispettivamente a 20 e 10 anni di carcere per il loro ruolo in una organizzazione dedita alla tratta le cui operazioni avevano causato la morte per asfissia di 25 lavoratori migranti haitiani nel gennaio 2006.
Le intimidazioni e i maltrattamenti nei confronti di giornalisti e operatori dei media da parte delle autorità e di soggetti privati sono aumentate. Giornalisti che denunciavano la corruzione sono stati oggetto di aggressioni.
*A gennaio, Manuel Vega ha ricevuto minacce che gli preannunciavano che sarebbe stato «bruciato vivo» dopo aver denunciato il traffico di droga nella provincia di Hato Mayor.
*A maggio l'Ufficio del procuratore del Distretto nazionale ha riaperto il caso di Narciso Gonazález, un giornalista e docente universitario scomparso nel maggio 1994, dopo che, stando alle fonti, era stato trattenuto in una base militare alla periferia di Santo Domingo.
Centinaia di famiglie sono state sgomberate con la forza dalle proprie case senza previa consultazione o al di fuori di regolari procedure. Nella maggioranza dei casi gli agenti di polizia e dell'esercito o soggetti privati che hanno messo in atto gli sgomberi sono ricorsi a un uso eccessivo della forza, che ha causato morti, feriti e distruzione di proprietà.
*A giugno poliziotti e militari hanno usato proiettili e gas lacrimogeni per far sgomberare 75 famiglie da un terreno pubblico a Villa Venecia de Pantojas, Santo Domingo Este. Secondo quanto riferito, César Ureña, un leader della comunità, è stato vittima di esecuzione extragiudiziale per mano dei militari nel corso dell'operazione. A dicembre altre 45 famiglie della stessa comunità sono state costrette ad andarsene con un ordine di sgombero falsificato. Le loro case sono state distrutte e le loro proprietà rubate con l'implicito assenso dei poliziotti e militari che sovrintendevano allo sgombero.
Sono continuate le segnalazioni di violenze da parte della polizia. Solamente nel periodo compreso tra gennaio e maggio, almeno 126 persone sono state uccise dalla polizia, secondo i dati dell'Ufficio del Procuratore generale. L'impunità per gli abusi della polizia e la completa mancanza di perseguibilità nei sistemi giudiziario e della sicurezza sono rimaste la norma.
*A luglio Rafael de Jesús Torres Tavárez è stato ucciso a Navarrete, stando alle fonti, per mano di agenti di polizia, la notte prima dello sciopero generale organizzato dal Social forum alternativo.
Delegati di Amnesty International hanno visitato la Repubblica Dominicana a marzo.
A life in transit - The plight of Haitian migrants and Dominicans of Haitian descent (AMR 27/001/2007)
Dominican Republic: Haitian migrants denied their rights (AMR 27/003/2007)