Capo di Stato e di governo: Óscar Berger Perdomo
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 13,2 milioni
Speranza di vita: 69,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 48/36‰
Alfabetizzazione adulti: 69,1%
Per gran parte della popolazione la situazione relativa alla pubblica sicurezza è rimasta grave, e non sono stati ottenuti progressi tangibili nella qualità delle indagini e dei procedimenti giudiziari e l'attribuzione di responsabilità alla polizia è rimasta pressoché irrilevante. Le donne hanno continuato a subire elevati livelli di violenza. Il governo ha fatto poco per assicurare alla giustizia gli ex ufficiali militari accusati di violazioni dei diritti umani durante gli anni del conflitto armato interno (1960-1996). Difensori dei diritti umani hanno continuato ad affrontare elevati livelli di minacce e intimidazioni. Nonostante le ripetute richieste di intervento espresse a livello nazionale e internazionale, il governo non ha protetto i difensori dei diritti umani né ha indagato sulle denunce di vessazioni nei loro confronti.
A settembre e novembre si sono tenuti i due turni delle elezioni presidenziali. L'Ufficio del Difensore civico per i diritti umani guatemalteco ha riferito 26 casi di uccisione di attivisti politici nel contesto delle elezioni, che sono state vinte da Álvaro Colom Caballeros, il quale avrebbe assunto la presidenza nel gennaio 2008.
A febbraio, tre membri salvadoregni del parlamento centroamericano (con sede in Guatemala) e il loro autista sono stati uccisi, stando alle accuse, per mano di quattro agenti della polizia guatemalteca. Sei giorni dopo le uccisioni, i quattro agenti sono stati a loro volta uccisi mentre erano in custodia. Le morti hanno portato a marzo alle dimissioni del Direttore nazionale della polizia e del ministro dell'Interno.
Ad agosto, il Congresso ha approvato la creazione di una Commissione internazionale contro l'impunità in Guatemala. La Commissione, organizzata sotto l'egida delle Nazioni Unite, contribuirà alle indagini e al perseguimento da parte delle autorità nazionali di membri di gruppi armati illegali e clandestini.
Secondo i dati forniti dalla polizia, durante l'anno sono state uccise 5.781 persone. Il vice presidente ha riferito che complessivamente all'incirca l'1% gli omicidi aveva portato a una condanna. Il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie ha pubblicato un rapporto che critica il Guatemala per aver dato libero corso all'impunità per i casi di omicidio e ha osservato il coinvolgimento della polizia e di altri cittadini nelle uccisioni di persone ritenute socialmente indesiderabili. Il nuovo Direttore nazionale della polizia si è dimesso a settembre dopo che era stato denunciato che agenti di polizia, comprese le sue guardie del corpo, si erano macchiati dell'esecuzione extragiudiziale di cinque giovani, il minore dei quali aveva 17 anni di età.
Secondo i dati della polizia, nel corso dell'anno sono state uccise 590 donne. L'indipendente Istituto nazionale delle scienze forensi, creato nel 2006 per migliorare la qualità delle indagini medico-legali, è stato inaugurato a dicembre.
Il ministero dell'Interno ha riportato 49 casi di sgomberi forzati in zone rurali. Il governo non ha dato attuazione alle misure per assicurare l'imparzialità del sistema giudiziario nel gestire le dispute sulla terra o per fornire un riparo adeguato alle comunità sfrattate. Di conseguenza, comunità rurali e indigene hanno continuato a essere sfollate e a veder loro negato l'accesso alla giustizia.
Si sono avute molte proteste da parte di comunità rurali e indigene riguardo all'impatto ambientale delle attività minerarie. Si sono tenuti vari referendum popolari nell'intento di ufficializzare l'opposizione alle attività minerarie, attraverso il ricorso al quadro normativo della Convenzione 169 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, relativa alle popolazioni indigene e tribali nei paesi indipendenti, che stabilisce il dovere di consultazione prima dell'inizio di operazioni di estrazione mineraria.
Sono stati 195 i casi denunciati di attacchi nei confronti di difensori dei diritti umani. Gli attivisti impegnati nella difesa dei diritti economici, sociali e culturali hanno continuato ad affrontare rischi crescenti. Coloro che lavoravano alle indagini e alla documentazione di violazioni dei diritti umani commesse durante il conflitto interno armato sono stati anch'essi al centro di minacce e intimidazioni.
*Gli ambientalisti Carlos Albacete Rosales e Piedad Espinosa Albacete sono colpiti da spati esplosi da tre uomini non identificati a gennaio mentre viaggiavano a bordo di un taxi verso Città del Guatemala. Essi ne sono usciti con ferite lievi. Entrambi lavorano per l'organizzazione Trópico Verde che promuove campagne per proteggere le riserve naturali maya ed erano impegnati nella denuncia dei tentativi da parte di allevatori di bestiame e presunti trafficanti di droga di appropriarsi dei terreni all'interno delle riserve. A fine anno nessuno era stato assicurato alla giustizia per l'attentato.
A dicembre la Corte Costituzionale ha sentenziato che i mandati di cattura internazionali e le richieste di estradizione emessi da un giudica spagnolo nel 2006 nei confronti di ex alti ufficiali militari per crimini di guerra e crimini contro l'umanità non sarebbero stati applicati. Con un giudizio ampiamente criticato, la Corte non ha riconosciuto il principio della giurisdizione universale per i crimini internazionali ed è apparsa suggerire che i crimini in questione fossero di natura politica. A settembre, il generale Ríos Montt, ex presidente e componente del gruppo di alti ufficiali militari accusati di crimini di guerra e crimini contro l'umanità, è stato eletto al Congresso ottenendo pertanto l'immunità parlamentare.
Una causa intentata nel 2000 nei confronti del gruppo presso il sistema giudiziario guatemalteco non ha fatto registrare progressi durante l'anno. Inoltre, il governo si è rifiutato di rilasciare documenti vecchi di 25 anni che conterrebbero prove secondo cui le diffuse violazioni dei diritti umani facevano parte di una strategia militare intenzionalmente voluta durante il conflitto. Il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate o involontarie non ha ottenuto progressi significativi nella determinazione della sorte di all'incirca 45.000 persone che risultavano "scomparse".
Non sono state comminate sentenze di morte durante l'anno e non vi sono state esecuzioni. Tre persone hanno avuto commutata la loro sentenza di morte mentre a fine anno erano 19 le persone nel braccio della morte.
Guatemala: Human rights defenders at risk (AMR 34/007/2007)
Persecution and resistance: the experience of human rights defenders in Guatemala and Honduras (AMR 02/001/2007)
Guatemala: Open Letter from Amnesty International to Presidential Candidates for the September 2007 Elections (AMR 34/020/2007)