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Messico

Stati Uniti Messicani

Capo di Stato e di governo: Felipe Calderón
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 109,6 milioni
Speranza di vita: 75,6 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni: (m/f): 22/18‰
Alfabetizzazione adulti: 91,6%

  1. Contesto
  2. Sviluppi in ambito legislativo, costituzionale e istituzionale
  3. Polizia, forze di sicurezza e pubblica sicurezza
  4. Impunità
  5. Passate violazioni dei diritti umani
  6. Possibili sparizioni forzate
  7. Violenza sulle donne
  8. Sistema giudiziario, detenzioni arbitrarie e processi iniqui
  9. Difensori dei diritti umani
  10. Libertà di espressione e giornalisti
  11. Discriminazione e comunità emarginate
  12. Migranti
  13. Missioni e rapporti di Amnesty International

Violazioni dei diritti umani hanno continuato a essere diffuse e in alcuni Stati sistematiche. La maggioranza dei responsabili ha continuato a eludere la giustizia. In diverse occasioni la polizia è ricorsa a un uso eccessivo della forza per disperdere manifestati e ha ferito alcuni dimostranti. Si è avuta notizia di ripetute violazioni dei diritti umani nello Stato di Oaxaca. Personale militare con funzioni di polizia ha ucciso numerose persone e commesso altre gravi violazioni dei diritti umani. Inoltre, il governo non ha compiuto progressi nell'assicurare alla giustizia i responsabili delle gravi violazioni avvenute nei decenni passati.

Giornalisti e difensori dei diritti umani sono stati uccisi e hanno subito minacce. Secondo quanto riferito, in numerosi Stati le autorità hanno abusato del sistema giudiziario per sottoporre attivisti politici e sociali a procedimenti iniqui.

Le comunità indigene e altri gruppi svantaggiati, come i migranti, hanno continuato a essere discriminati. La mancanza di accesso ai servizi di base e l'assenza di vere consultazioni riguardo ai progetti di sviluppo hanno aumentato le disuguaglianze e inasprito i conflitti. Alle comunità coinvolte è stato spesso negato un effettivo accesso alla giustizia.

Nonostante positive riforme giuridiche, la violenza contro le donne ha continuato a essere diffusa e a molte vittime è stato negato l'effettivo accesso alla giustizia.

 

Contesto

Il presidente Calderón ha impegnato il suo governo nella lotta al crimine organizzato, che durante l'anno avrebbe causato oltre 2.500 uccisioni.

A ottobre i governi messicano e statunitense hanno annunciato la "Merida Initiative", un progetto di cooperazione sulla sicurezza con cui l'Amministrazione degli Stati Uniti proponeva di fornire al Messico e all'America Centrale 1,4 miliardi di dollari USA, nell'arco di tre anni, per aiuti nel settore della sicurezza e della giustizia penale. A fine anno il Congresso degli Stati Uniti stava ancora discutendo la proposta e il suo potenziale impatto sui diritti umani e sulla sicurezza.

 

Sviluppi in ambito legislativo, costituzionale e istituzionale

A maggio le autorità hanno annunciato la creazione di un Piano nazionale di sviluppo, che comprendeva garanzie per la protezione dei diritti umani. Il governo ha inoltre promesso di assicurare l'accesso ai meccanismi internazionali sui diritti umani e di porre fine all'uso della tortura.

In agosto è stato annunciato lo sviluppo di un nuovo Programma nazionale sui diritti umani.

Le riforme alla Costituzione e ai sistemi di pubblica sicurezza e di giustizia penale sono passate all'esame del Congresso. Queste prevedevano sostanziali cambiamenti nelle procedure processuali e di polizia, fra cui il rafforzamento dei poteri della polizia, rendendo possibile entrare nelle case senza autorizzazione del giudice e trattenere persone sospettate di crimine organizzato in una forma di detenzione preventiva (arraigo) fino a 80 giorni.

***Corte Suprema Nazionale

A febbraio la Corte Suprema Nazionale ha stabilito che l'esercito aveva violato il divieto costituzionale di discriminazione licenziando alcuni ufficiali perché sieropositivi all'HIV.

A dicembre sono stati pubblicati i risultati di un'indagine speciale ordinata dalla Corte sul caso di Lydia Cacho. L'indagine ha concluso che il governatore dello Stato di Puebla e altri alti funzionari locali si erano resi responsabili di uso improprio del sistema giudiziario, che aveva portato alla detenzione, al maltrattamento e al processo iniquo della giornalista per aver pubblicato un libro sugli abusi nei confronti di bambini e sulle reti pornografiche. Tuttavia, la maggioranza dei giudici della Corte Suprema si è rifiutata di avvallare queste conclusioni.

A fine anno si era ancora in attesa dei risultati di altre due indagini speciali della Corte Suprema sugli abusi commessi a San Salvador Atenco e nello Stato di Oaxaca.

***Diritti riproduttivi

L'assemblea legislativa del Distretto federale ha depenalizzato gli aborti praticati nel primo trimestre dell'anno e ha reso disponibili servizi per l'aborto a Città del Messico. L'Ufficio del Procuratore generale federale e la Commissione nazionale per i diritti umani hanno presentato ricorso costituzionale alla Corte Suprema contro queste riforme, e a fine anno si era ancora in attesa di una sentenza.

 

Polizia, forze di sicurezza e pubblica sicurezza

***Personale militare

Più di 20.000 agenti militari sono stati dispiegati in diversi Stati per operazioni di polizia nella lotta contro bande di narcotrafficanti. È stato segnalato che agenti militari hanno arrestato arbitrariamente, torturato e ucciso illegalmente almeno cinque persone durante queste operazioni.

*A febbraio le autorità dello Stato di Veracruz hanno stabilito che una donna indigena, Ernestina Ascencio Rosario, era morta in seguito a ferite causate da stupro, presumibilmente commesso da militari impegnati in operazioni di polizia nello Stato. Tuttavia, la Commissione nazionale per i diritti umani ha concluso che le indagini presentavano vizi di forma e che la donna era morta per cause naturali. L'inchiesta è stata chiusa, nonostante le diffuse preoccupazioni riguardo alle modalità con cui era stato condotto il caso.

*A maggio, ufficiali militari impiegati in operazioni di polizia hanno arbitrariamente arrestato diverse persone nello Stato di Michoacán. Diversi detenuti hanno riferito di essere stati maltrattati; stando alle accuse, quattro ragazze hanno subito aggressioni sessuali o sono state stuprate.

*A giugno soldati impegnati in un posto di blocco nello Stato di Sinaloa hanno sparato a un'automobile uccidendo due donne e tre bambini. Alcuni ufficiali sono stati arrestati e a fine anno un'indagine militare era ancora in corso.

***Uso eccessivo della forza e tortura

Agenti di polizia sono stati accusati di uso eccessivo della forza e di tortura.

*A luglio, a Oaxaca agenti di polizia dello Stato e municipale hanno usato gas lacrimogeni, sassi e bastoni per disperdere manifestanti ferendo gravemente almeno due persone. Decine di persone sono state arrestate. Emeterio Cruz era stato fotografato in buona salute mentre era in custodia, ma in seguito è stato ripetutamente percosso dalla polizia e trasportato in ospedale in stato di coma. È stato rilasciato in agosto affetto da parziale paralisi. Cinque agenti di polizia municipale sono stati arrestati e accusati in relazione al caso.

*A giugno, agenti della polizia di Stato hanno sgomberato un gruppo di contadini indigeni nahua che stavano occupando un terreno oggetto di disputa nella municipalità di Ixhuatlán de Madero, Stato di Veracruz. La polizia ha ripetutamente sparato in aria; uno dei fermati è stato colpito e ferito. Secondo quanto riferito, gli arrestati sono stati picchiati e minacciati durante l'interrogatorio per costringerli a implicare il loro leader in presunti reati penali. Sono stati successivamente rilasciati su cauzione in attesa di un procedimento nei loro confronti per occupazione illegale di terreno.

 

Impunità

Le indagini riguardanti denunce di detenzione arbitraria, tortura e altri maltrattamenti da parte di agenti di polizia sono state frequentemente inadeguate e l'impunità per le violazioni dei diritti umani è risultata diffusa.

Testimonianze di violazioni dei diritti umani da parte di personale militare sono state spesso gestite all'interno del sistema di giustizia militare. La Commissione nazionale per i diritti umani ha riscontrato prove di gravi violazioni in numerosi casi, ma non ha raccomandato che questi casi fossero gestiti da tribunali civili.

*A ottobre, quattro soldati sono stati condannati da un tribunale civile per lo stupro di 14 donne avvenuto nel luglio 2006 nella municipalità di Castaños, Stato di Coahuila. Altri ufficiali implicati nell'aggressione sono stati prosciolti o non stati sottoposti a processo.

 

Passate violazioni dei diritti umani

L'Ufficio del Procuratore speciale, che aveva indagato sulle violazioni dei diritti umani commesse negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, ha deferito le indagini alla Procura generale della Repubblica senza alcun impegno a proseguirle. Il governo ha ignorato il rapporto conclusivo dell'Ufficio del Procuratore speciale, che riconosce che le violazioni furono sistematici crimini di Stato. A ottobre è stata annunciata la creazione di un fondo per risarcire le vittime.

*A luglio un giudice federale ha dichiarato che il massacro di decine di studenti, avvenuto nel 1968 nella piazza Tlatelolco a Città del Messico, fu genocidio, ma che non vi erano sufficienti prove contro l'allora presidente Luis Echeverría per continuare il procedimento. A fine anno vi era un ricorso in appello nei confronti di questa sentenza.

 

Possibili sparizioni forzate

L'Esercito popolare rivoluzionario (Ejército popular revolucionario - EPR) ha accusato le autorità della sparizione forzata di due suoi membri, Edmundo Reyes Amaya e Gabriel Alberto Cruz Sánchez. L'EPR ha asserito che essi erano stati arrestati nella città di Oaxaca il 25 maggio.

Ad agosto l'EPR ha rivendicato la responsabilità di diverse esplosioni nel Messico centrale, a sostegno della propria richiesta alle autorità affinché ammettessero la detenzione dei due uomini. A ottobre, una corte federale ha emesso un'istanza di habeas corpus (amparo) chiedendo la fine della loro sparizione forzata e chiedendo alle autorità di assicurare il loro immediato ritrovamento. Le autorità statali e federali hanno negato che i due uomini fossero stati arrestati o fatti sparire con la forza e hanno promesso di indagare. A fine anno non si sapeva ancora dove si trovassero Edmundo Reyes Amaya e Gabriel Alberto Cruz Sánchez.

 

Violenza sulle donne

A giugno lo Studio nazionale sulla dinamica dei rapporti familiari ha rilevato che il 67% delle donne sopra i 15 anni affermava di aver avuto esperienza di qualche forma di violenza subita in casa, nella comunità, sul posto di lavoro o a scuola e che quasi una donna su 10 affermava di aver subito violenza sessuale.

A febbraio è entrata in vigore la legge federale sull'accesso delle donne a una vita libera dalla violenza. Nove Stati hanno introdotto riforme legislative analoghe.

Stando alle fonti, nel corso dell'anno, più di 25 donne sono state uccise a Ciudad Juárez. Le autorità hanno continuato a non assicurare alla giustizia i responsabili dei molti crimini di violenza contro le donne commessi in quello Stato negli anni precedenti. In altri Stati, come nello Stato del Messico, sarebbero ancora più elevate le cifre relative al numero delle donne uccise e al livello di impunità.

 

Sistema giudiziario, detenzioni arbitrarie e processi iniqui

In alcuni Stati il sistema di giustizia penale ha continuato a essere usato per perseguire attivisti sociali e oppositori politici, che sono stati soggetti a prolungate detenzioni arbitrarie e a procedimenti legali iniqui. Nonostante ingiunzioni federali favorevoli, i tribunali statali spesso non hanno posto rimedio alle ingiustizie. Nessun funzionario è stato indagato per aver violato gli standard di equità processuale.

*A novembre, la prigioniera di coscienza Magdalena García Durán, una donna indigena arrestata durante le proteste a San Salvador Atenco nel maggio 2006, è stata rilasciata sulla base dell'insufficienza di prove. È stata scarcerata dopo che un giudice locale si era alla fine attenuto a una seconda ingiunzione federale. Tuttavia, oltre 20 persone detenute a San Salvador Atenco nello stesso periodo, a fine anno risultavano sotto processo in seguito a procedimenti caratterizzati da analoghe procedure inique.

*Diego Arcos, leader di una comunità di Nuevo Tila, Stato del Chiapas, è stato rilasciato nel mese di dicembre dopo aver trascorso un anno in detenzione, accusato di quattro omicidi avvenuti durante un attacco alla comunità di Viejo Velasco nel novembre 2006. Nonostante avesse ottenuto in agosto una sentenza federale a suo favore, è stato rilasciato solo quando il ministro della Giustizia dello Stato ha riesaminato il caso archiviando l'accusa.

*A maggio, Ignacio del Valle Medina, Felipe Alvarez Hernández e Héctor Galindo Gochicoa, leader di un movimento locale di protesta a San Salvador Atenco, nello Stato del Messico, sono stati tutti condannati a 67 anni di carcere dopo essere stati accusati di rapimento di pubblici ufficiali durante contestazioni locali nel 2006. Sono state espresse gravi preoccupazioni riguardo all'equità del processo e della sentenza.

 

Difensori dei diritti umani

In diversi Stati i difensori dei diritti umani hanno continuato a subire aggressioni, minacce, vessazioni e a essere vittime di infondate accuse di reato, apparentemente per ritorsione contro il loro lavoro.

*A maggio, Aldo Zomora, appartenete a una famiglia di ambientalisti impegnati in una campagna contro il disboscamento illegale nella municipalità di Ocuilán, Stato del Messico, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco. Suo padre aveva ripetutamente denunciato alle autorità le minacce di morte indirizzate alla famiglia, ma non era stata intrapresa alcuna azione al riguardo. Due sospetti sono stati arrestati in agosto, mentre altri due a fine anno risultavano latitanti.

*Ad aprile, Santiago Rafael Cruz, difensore dei diritti dei migranti, è stato picchiato a morte nell'ufficio del Comitato sindacale contadino (Foro laboral del obrero campesino - FLOC), a Monterrey, nello Stato di Nuevo León. Le autorità statali hanno negato che l'omicidio fosse legato al suo lavoro per i diritti umani, ma organizzazioni locali hanno espresso preoccupazione riguardo all'accuratezza dell'indagine sulla sua morte. A fine anno una persona è stata accusata dell'omicidio ed era detenuta in attesa del processo.

*La difensora dei diritti umani Aline Castellanos è stata costretta a lasciare lo Stato di Oaxaca dopo che era stato emesso contro di lei un mandato d'arresto sulla base di prove costruite ad arte che la accusavano di coinvolgimento nell'occupazione di un edificio pubblico.

 

Libertà di espressione e giornalisti

I giornalisti, in particolare coloro che denunciavano il traffico di droga e la corruzione, sono stati ripetutamente attaccati. Almeno sei giornalisti e operatori del settore dei media sono stati uccisi e altri tre sono stati rapiti. La maggior parte delle indagini ufficiali su questi crimini e precedenti aggressioni a giornalisti hanno fatto registrare scarsi progressi, se non nessuno.

*A ottobre, Mateo Cortés Martínez, Flor Vásquez López e Agustín López Nolasco, dipendenti del quotidiano El Imparcial del Istmo di Oaxaca, sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco mentre consegnavano copie del giornale. Immediatamente dopo le uccisioni, il direttore del giornale e due cronisti hanno ricevuto minacce secondo cui avrebbe potuto succedere la medesima cosa a loro.

Le sistematiche aggressioni nei confronti di giornalisti hanno portato a una crescente autocensura ponendo a rischio la libertà di espressione.

Ad aprile, la diffamazione è stata depenalizzata nella legislazione federale, ma è rimasta un reato penale in molti ordinamenti statali.

 

Discriminazione e comunità emarginate

Molte comunità emarginate hanno continuato ad avere accesso limitato ai servizi di base, nonostante l'impegno del governo ad aumentare la spesa sociale. Ciò ha alimentato il conflitto, l'ineguaglianza e la discriminazione, che ha particolarmente colpito molte comunità indigene. Il fatto che comunità interessate da progetti di sviluppo o di investimento non siano state informate in modo corretto, non siano state consultate e non abbiano avuto l'opportunità di partecipare alla formulazione dei progetti, ha portato a un aumento delle tensioni e ha esautorato le comunità.

*Le comunità che si opponevano alla costruzione della diga idroelettrica La Parota nello Stato del Guerrero hanno vinto diversi ricorsi legali sulla base del fatto che l'approvazione da parte della comunità non era stata ottenuta legalmente. A fine anno il progetto rimaneva sospeso, in attesa della risoluzione di diverse azioni legali in corso.

 

Migranti

Sono pervenute ripetute segnalazioni di violazioni contro migranti irregolari che a migliaia attraversano i confini del nord e del sud. Coloro che fornivano assistenza umanitaria ai migranti che attraversavano il Messico sono stati esposti al rischio di essere incriminati con l'accusa di tratta di persone.

Il governo ha proposto una nuova normativa per regolamentare i centri di detenzione per migranti. La proposta, che ridurrebbe l'accesso della società civile e aumenterebbe i controlli sui migranti, a fine anno era in attesa di approvazione da parte dell'esecutivo.

 

Missioni e rapporti di Amnesty International

Ad agosto la Segretaria generale di Amnesty International ha visitato la Città di Oaxaca, Città del Messico e lo Stato del Guerrero. Ha incontrato autorità governative e ha partecipato al biennale International Council Meeting di Amnesty International a Cocoyoc, nello Stato di Morelos.


Mexico: Laws without justice: Human rights violations and impunity in the public security and criminal justice system (AMR 41/002/2007)

Mexico: Laws without justice - appeal cases (AMR 41/015/2007)

Mexico: Human rights at risk in La Parota Dam project (AMR 41/029/2007)

Mexico: Oaxaca - Clamour for justice (AMR 41/031/2007)

 
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