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Paraguay

Repubblica del Paraguay

Capo di Stato e di governo: Nicanor Duarte Frutos
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 6,4 milioni
Speranza di vita: 71,3 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 46/36‰
Alfabetizzazione adulti: 93,5%

  1. Contesto
  2. Discriminazione e diritti indigeni
  3. Detenzioni arbitrarie e maltrattamenti
  4. Salute e maternità
  5. Libertà di espressione e giornalisti

Le comunità indigene hanno organizzato proteste contro gli estremi livelli di povertà continuamente vissuti e il mancato intervento del governo per venire incontro alle loro necessità. Membri di pattuglie civili armate e della polizia sono stati accusati di maltrattamento di contadini durante operazioni di sgombero forzato. Sono stati segnalati casi di vessazioni nei confronti di giornalisti. Un progetto di legge in materia di salute e maternità è stato respinto dal Senato.

 

Contesto

A ottobre, la Suprema Corte di giustizia ha cassato la sentenza a 10 anni di carcere nei confronti del comandante dell'esercito e già candidato presidenziale generale Lino Oviedo. Egli era stato condannato nel 1998 per un tentato colpo di Stato nel 1996 contro l'allora presidente Juan Carlos Wasmosy. La sentenza ha restituito a Lino Oviedo il diritto di voto e la possibilità di candidarsi a cariche pubbliche.

 

Discriminazione e diritti indigeni

Per tutto l'anno le comunità indigene, tra cui enxet, mbyá, aché e tobas, hanno protestato davanti alla sede del governo nella capitale Asunción. Essi chiedevano il libero accesso alla terra, garantito per legge alle comunità indigene. Essi protestavano inoltre contro la mancanza di programmi educativi e l'estrema povertà vissuta nelle loro comunità.

Tra le preoccupazioni espresse a novembre dal Comitato delle Nazioni Unite sui diritti economici, sociali e culturali, vi era il sempre più crescente numero di sgomberi forzati di famiglie contadine e comunità indigene. Il Comitato ha rilevato che «circa il 45% delle comunità indigene non aveva titolo legale per le loro terre ancestrali». Il Comitato ha altresì raccomandato, tra le altre cose, di intraprendere misure per ridurre il livello di povertà, di aumentare gli sforzi per demarcare le terre indigene e i territori ancestrali.

 

Detenzioni arbitrarie e maltrattamenti

Leader contadini hanno denunciato presso la Commissione permanete del Congresso che la polizia e le pattuglie civili armate che operavano nel dipartimento di Itapúa si erano rese responsabili di detenzioni arbitrarie e maltrattamenti.

*Ad aprile, membri della polizia e civili armati sono entrati nella comunità di Paraguái Pyahu, nel dipartimento di San Pedro, e hanno picchiato e arrestato cinque contadini. Stando alle accuse, essi sono stati incriminati di reati ambientali e di coltivazione illegale di marijuana. Il giorno successivo, tre detenuti sono stati rimessi in libertà dal pubblico ministero locale, il quale si è scusato per l'accaduto, un altro è stato rilasciato in seguito mentre l'ultimo a fine anno era ancora in detenzione.

 

Salute e maternità

A novembre, la Camera dei senatori ha respinto un progetto di legge in materia di salute materna, sessuale e riproduttiva. Il progetto di legge aveva l'obiettivo di promuovere le politiche del governo per diminuire la mortalità materna e fornire un'assistenza migliore alle donne durante la gravidanza e il parto.

 

Libertà di espressione e giornalisti

Il Comitato esecutivo del Sindacato paraguayano dei giornalisti ha protestato contro un'ondata di repressione e vessazioni nei confronti di giornalisti e ha accusato le autorità di tentare di intimidire e ridurre al silenzio le critiche.

*A giugno, Vladimir Jara e Victor Benitez, giornalisti di Radio Chaco Boreal, hanno denunciato di aver ricevuto minacce di morte e che loro linee telefoniche erano state intercettate illegalmente dopo che avevano lavorato alla cronaca relativa alla presunta corruzione all'interno del Segretariato nazionale anti-droga paraguayano. I giornalisti hanno chiesto al procuratore distrettuale di indagare sugli episodi. A fine anno non era noto se una qualche inchiesta fosse stata avviata.

*Nel mese di agosto, Maria Bartola Fernández, coordinatrice di Radio Tekoporã, di Puerto Presidente Franco, dipartimento di Alto Paraná, ha denunciato di aver ricevuto minacce di morte da parte di esponenti del governo regionale che la giornalista ha ritenuto collegate alle critiche da lei espresse nei confronti delle autorità per l'incapacità di fornire servizi di base. È stata avviata un'inchiesta dopo che la giornalista aveva reso una dichiarazione davanti al Congresso Nazionale e il Dipartimento diritti umani del Senato.

 
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