Capo di Stato e di governo: Alan Garcia Peréz
Pena di morte: abolizionista per i reati ordinari
Popolazione: 28,8 milioni
Speranza di vita: 70,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 50/41‰
Alfabetizzazione adulti: 87,9%
Sono state intraprese iniziative importanti per assicurare alla giustizia i responsabili di violazioni dei diritti umani durante gli anni del conflitto armato (1980-2000). Ambientalisti e leader di comunità che promuovevano campagne contro progetti minerari hanno continuato a essere a rischio di vessazioni e attacchi. Le donne abitanti in comunità povere ed emarginate hanno continuato a incontrare discriminazioni nell'accesso ai servizi sanitari destinati alla maternità.
Un progetto di legge sulla cooperazione internazionale che avrebbe posto le ONG sotto stretto controllo statale è stato giudicato incostituzionale.
A gennaio il Congresso ha respinto un progetto di legge finalizzato a modificare il ricorso alla pena di morte in casi collegati al terrorismo. A fine anno altri due progetti di legge sulla pena di morte rimanevano all'esame del Congresso.
Insegnanti, professionisti del settore della sanità e minatori hanno indetto una serie di scioperi durante l'intero arco dell'anno per protestare contro le politiche economiche e del lavoro del governo.
Ad agosto, sono stati emanati una serie di decreti legislativi per combattere il crimine organizzato. Sono state espresse preoccupazioni per il fatto che i decreti potessero essere impiegati per criminalizzare la legittima protesta sociale.
Piccole frange di membri del gruppo di opposizione armato Sendero Luminoso hanno continuato a essere operative in alcune zone. Contadini del dipartimento di Ayacucho sono stati ripetutamente falsamente accusati di reati collegati al terrorismo per il loro presunto coinvolgimento in attacchi effettuati da Sendero Luminoso.
L'ex presidente Alberto Fujimori è stato estradato in Perù da Cile a settembre. Egli doveva rispondere di reati diversi tra cui l'uccisione di 15 persone nel 1991 e la sparizione forzata e l'uccisione di nove studenti e un professore nel 1992. A fine anno il processo a suo carico era ancora in corso.
A fine anno non era stato ancora attuato un concreto programma di protezione di coloro che erano sopravvissuti alle violazioni dei diritti umani durante il ventennale conflitto armato, i loro parenti così come i testimoni e gli avvocati.
I progressi nell'attuazione delle raccomandazioni della Commissione verità e riconciliazione sono rimasti limitati. Ad agosto il Difensore civico dei diritti umani ha sottolineato come durante i primi sei mesi dell'anno fosse stato aperto un unico nuovo fascicolo e che 28 dei 47 casi depositati presso il Pubblico ministero dalla Commissione fossero ancora pendenti.
Il Consiglio nazionale per gli indennizzi, istituito nel 2006 per sovrintendere i risarcimenti alle vittime di violazioni dei diritti umani documentate dalla Commissione, ha iniziato il proprio lavoro. A fine anno aveva registrato casi in oltre 800 comunità.
A novembre, la Suprema Corte di giustizia ha sentenziato che i responsabili del crimine di sparizione forzata comprendevano non soltanto coloro che avevano commesso l'uccisione e nascosto il corpo, ma anche quanti appartenevano alla catena di comando. Nella sua sentenza la Suprema Corte ha confermato le condanne di due ufficiali militari per la sparizione forzata di quattro persone avvenuta nel dipartimento di Ayacucho nel 1991.
*La Corte interamericana dei diritti umani ha sentenziato a luglio che lo Stato era responsabile delle uccisioni di Saúl Cantoral Huamaní e Consuelo Trinidad García Santa Cruz, avvenute nel febbraio 1989 per mano di membri dell'esercito.
La Prigione di Challapalca, situata a oltre 4.600 m sul livello del mare, è stata riaperta a ottobre e 24 prigionieri vi sono stati immediatamente trasferiti. La prigione era stata chiusa nel 2005 a seguito di pressioni a livello nazionale e internazionale, comprese raccomandazioni espresse dalla Commissione interamericana dei diritti umani affinché venisse chiusa poiché la sua inaccessibilità limitava gravemente il diritto dei prigionieri a mantenere un contatto con il mondo esterno, compresi familiari, avvocati e medici.
Ad aprile, il governo ha dichiarato di stare attivandosi per assicurare che le donne non fossero più multate per non essersi presentate agli appuntamenti prenatali e che i certificati di nascita emessi dai centri sanitari non fossero ritirati alle donne che avessero partorito in casa.
Un rapporto reso pubblico dall'Ufficio del Difensore civico a maggio ha posto in evidenza il persistere di barriere economiche e geografiche affrontate dalle donne nelle zone rurali nell'accesso alle cure sanitarie, la mancanza di informazioni accessibili sui servizi sanitari e l'assenza di un servizio sanitario culturalmente appropriato.
A febbraio il Comitato delle Nazioni Unite sull'eliminazione della discriminazione contro le donne ha raccomandato che il Perù assicuri che a tutte le donne siano rilasciati documenti di identità, compresi certificati di nascita, e in particolare di garantire che le donne provenienti da comunità rurali, indigene e minoritarie abbiano completo accesso alla giustizia, all'istruzione e ai servizi sanitari.
*Il difensore dei diritti umani Javier Rodolfo Jahncke Benavente ha ricevuto minacce di morte a marzo, apparentemente a causa del suo lavoro nella provincia di Piura con la Rete Muqui, impegnata ad assicurare che le comunità abbiano accesso alle informazioni relative le attività di estrazione mineraria progettate e a un equo e trasparente processo di consultazione prima che venga intrapresa una qualsiasi delle suddette attività.
*Ad agosto, la Commissione interamericana dei diritti umani ha richiesto che fossero garantite misure protettive, comprese diagnosi e terapie mediche, a 65 persone della città di La Oroya, provincia di Yauli, nella regione di Junín, in seguito a decenni di estrazioni minerarie.
Un delegato di Amnesty International ha visitato il Perù a novembre per condurre ricerche riguardanti il processo dell'ex presidente Alberto Fujimori.