Capo di Stato e di governo: George W. Bush
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 303.9 milioni
Speranza di vita: 77.9 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 8/8‰
Le autorità statunitensi hanno continuato a detenere centinaia di cittadini stranieri nella loro base navale di Guantánamo Bay, a Cuba, nonostante più di 100 persone siano state trasferite fuori dalla struttura detentiva nel corso dell'anno. I detenuti di Guantánamo sono reclusi indefinitamente, in maggioranza senza accuse formali a loro carico e di fatto senza possibilità di ricorrere alle corti statunitensi per contestare la legittimità della propria detenzione. La gran parte dei detenuti di Guantánamo sono sottoposti a un regime di isolamento all'interno di strutture detentive di massima sicurezza, una condizione che ha accresciuto le preoccupazioni per la loro salute fisica e psicologica. Nel mese di luglio, il programma di detenzioni segrete e interrogatori con "metodi speciali" condotto dalla Central Intelligence Agency (CIA) ha ottenuto nuovamente l'autorizzazione a procedere da parte del presidente Bush. A dicembre il direttore della CIA ha ammesso che l'agenzia aveva distrutto filmati relativi agli interrogatori dei detenuti.
I militari che si erano rifiutati di prendere servizio in Iraq per motivi di coscienza sono stati imprigionati. I detenuti degli USA hanno continuato a subire maltrattamenti da parte di poliziotti e guardie carcerarie. Decine di persone hanno perso la vita dopo che le forze dell'ordine avevano usato taser (armi a scossa elettrica) contro di loro. Le misure intraprese dalle autorità locali, statali e federali per risolvere il problema della violenza sessuale contro le donne native si sono rivelate fallimentari. La piaga della discriminazione ha continuato destare preoccupazione nelle metodologie praticate dalle forze dell'ordine, nelle procedure del sistema giudiziario penale e nel contesto del diritto a un'abitazione. Nel corso dell'anno sono state effettuate 42 esecuzioni. Alla fine di settembre, la decisione da parte della Corte Suprema di esaminare la costituzionalità dell'iniezione letale ha condotto a una moratoria de facto delle esecuzioni tramite con questo metodo. A dicembre, il New Jersey è diventato il primo Stato USA in oltre 40 anni ad aver abolito per legge la pena di morte.
Per il sesto anno consecutivo, le autorità statunitensi hanno proseguito a trattenere cittadini stranieri, da esse qualificati come "combattenti nemici", in detenzione indefinita e senza accuse formali nella base navale di Guantánamo Bay. Alla fine dell'anno, i detenuti della base erano circa 275, mentre oltre 100 persone erano state trasferite nei loro paesi di origine per essere rilasciate o continuare in patria la propria detenzione. Quattro detenuti, descritti dal Pentagono come «pericolosi sospetti terroristi» sono stati trasferiti a Guantánamo, mentre un'altra persona, per il Pentagono «un membro di alto livello di al-Qaeda», è stata trasferita a Guantánamo dopo essere stata in custodia della CIA.
A fine anno, i 14 uomini trasferiti a Guantánamo nel settembre 2006, e descritti dalle autorità statunitensi come detenuti di «alto profilo» da processare, erano ancora in attesa di essere incriminati. Questi uomini avevano trascorso fino a 4 anni e mezzo in custodia segreta della CIA prima del loro trasferimento e i loro casi erano stati utilizzati dall'esecutivo di Washington per ottenere dal Congresso l'approvazione del Military Commissions Act (MCA) del 2006. Il 9 agosto, il Pentagono ha reso noto che i Tribunali per la revisione dello status di combattente (Combatant Status Review Tribunal - CSRT) avevano confermato per tutti i 14 la qualifica di "combattenti nemici", aprendo in questo modo la strada a un processo di fronte alle commissioni militari. I CSRT sono commissioni composte da militari incaricate di esaminare i casi dei sospetti terroristi che possono avvalersi di informazioni e prove ottenute sotto coercizione o coperte dal segreto militare. Le udienze si sono svolte a porte chiuse poiché i detenuti sarebbero stati in possesso di informazioni riservate riguardo al programma di detenzione segreta della CIA, in particolare le tecniche di interrogatorio, le condizioni di detenzione e l'ubicazione delle strutture detentive. Le denunce fatte da alcuni degli uomini riguardo a torture subite in detenzione della CIA sono state censurate dai verbali delle audizioni. A fine anno, solo uno dei 14 aveva ottenuto di consultarsi con un legale difensore allo scopo di appellarsi contro la decisione del CSRT così come previsto in modo assai limitato dal Detainee Treatment Act del 2005. A fine anno, tuttavia, nessun procedimento di revisione era stato aperto per alcun detenuto di Guantánamo.
Il 20 febbraio, la Corte d'Appello del Circuito del District of Columbia ha stabilito che i provvedimenti del MCA privano le corti federali del potere di esaminare le istanze di habeas corpus presentate dai detenuti di Guantánamo «senza eccezione alcuna». Il 2 aprile, la Corte Suprema ha respinto un appello presentato contro tale sentenza, ma il 29 giugno i giudici della Corte hanno preso l'insolita decisione di annullare la sentenza del 2 aprile e di accettare di esaminare il caso dopo che i legali di alcuni detenuti avevano presentato nuove prove dell'inadeguatezza dei CSRT. Le nuove informazioni erano state fornite da un militare che era stato coinvolto nelle udienze dei CSRT. La sentenza della Corte Suprema era attesa per il 2008.
*Ali al-Marri, un cittadino del Qatar residente negli Stati Uniti, e definito «combattente nemico» nel giugno 2003 dal presidente Bush, ha continuato a rimanere in detenzione indefinita in un carcere militare negli Stati Uniti. Nel mese di giugno, una commissione formata da tre giudici della Corte d'Appello del Quarto Circuito ha stabilito che il MCA non poteva essere applicato ad al-Marri e che quindi la sua detenzione militare «doveva finire». Tuttavia, il governo è riuscito a ottenere una nuova udienza di fronte alla Corte d'Appello del Quarto Circuito al completo, la cui decisione a fine anno era ancora in sospeso.
Sono ripresi i processi di fronte alle commissioni militari di Guantánamo.
*A marzo, il cittadino australiano David Hicks è diventato il primo, e alla fine del 2007 l'unico, detenuto di Guantánamo a essere condannato dagli Stati Uniti. Hicks si è dichiarato colpevole ai sensi dell'MCA del reato di «aver fornito sostegno materiale ad attività terroristiche». La commissione formata da militari aveva richiesto una condanna a sette anni di carcere, ma un totale di sei anni e tre mesi della sentenza sono stati sospesi in virtù di un accordo pre-processuale. David Hicks ha lasciato Guantánamo a maggio per scontare in Australia i rimanenti nove mesi di detenzione. Il 29 dicembre Hicks è stato rilasciato dal carcere di Yatala ad Adelaide.
Alla fine dell'anno, le autorità degli Stati Uniti avevano incriminato altri tre detenuti di Guantánamo. Due di loro, al momento della cattura, erano ancora minorenni.
Le condizioni di detenzione a Guantánamo e le loro ripercussioni sulla salute dei detenuti già fortemente compromessa dalla natura indefinita della loro reclusione hanno continuato a rappresentare fonte di profonda preoccupazione. Un detenuto cittadino saudita, stando alle fonti, si è suicidato il 30 maggio. A metà gennaio, 165 prigionieri erano stati trasferiti nel Camp 6, dove sono stati confinati in celle individuali d'acciaio senza finestre per almeno 22 ore al giorno. Contrariamente a quanto stabilito dagli standard internazionali, le celle non hanno accesso alla luce naturale o ad aria non condizionata e sono illuminate 24 ore su 24 da lampade fluorescenti. Circa altri 100 reclusi sono stati tenuti nel Camp 5, dove i detenuti rimangono confinati per 24 ore al giorno in celle che pur ricevendo luce dall'esterno non consentono di vedere fuori. Si ritiene che una ventina di altri detenuti si trovino a Camp Echo dove rimangono per 23 o 24 ore in celle prive di finestre e pertanto prive di luce naturale.
Il 20 luglio, il presidente Bush ha emanato un ordine esecutivo secondo cui il programma di detenzioni e interrogatori segreti della CIA si sarebbe dovuto adeguare a quanto previsto dall'art.3 comune alle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949. Amnesty International ha scritto al presidente Bush sottolineando che, nel caso in cui il programma della CIA avesse continuato far ricevere i detenuti come in precedenza, l'ordine avrebbe di fatto autorizzato nuovamente il reato internazionale di sparizione forzata. A fine anno non era arrivata alcuna replica da parte dell'esecutivo di Washington.
Un detenuto, 'Abd al-Hadi al-Iraqi, è stato tradotto dalle prigioni segrete della CIA a quelle di Guantánamo. Il Pentagono ne ha annunciato il trasferimento il 27 aprile, ma senza fornire alcun dettaglio riguardo alla data dell'arresto e il precedente luogo di detenzione. Nel mese di giugno Amnesty International e altre cinque organizzazioni per i diritti umani hanno pubblicato una lista di oltre 36 soggetti che si ritiene siano stati catturati secondo il programma della CIA e di cui si sono perse le tracce.
A dicembre il direttore della CIA ha rivelato che nel 2005 l'agenzia aveva distrutto i filmati relativi agli interrogatori sostenuti nel 2002 da prigionieri in detenzione segreta. I nastri avrebbero contenuto centinaia di ore filmate degli interrogatori di Abu Zubaydah e 'Abd al-Rahim al-Nashiri, due dei prigionieri di «alto profilo» trasferiti a Guantánamo nel settembre 2006. Entrambi, nel corso delle udienze di fronte ai CSRT, hanno denunciato di essere stati torturati mentre erano in custodia della CIA. Abu Zubaydah era tra coloro che avevano denunciato di essere stati sottoposti alla tecnica del waterboarding (una forma di annegamento simulato).
Centinaia di persone rimanevano detenute nelle mani delle forze statunitensi in Iraq e Afghanistan. In Iraq sono aumentati gli episodi di uccisioni di civili da parte delle guardie del corpo dipendenti di aziende di sicurezza private statunitensi (cfr. Afghanistan e Iraq).
Sono giunte notizie di maltrattamenti perpetrati nelle carceri e nelle prigioni della polizia sul territorio degli Stati Uniti. In molti casi tali abusi sono stati caratterizzati dall'uso crudele di dispositivi di contenzione o armi a scossa elettrica.
Sessantanove persone sono decedute dopo essere state colpite da taser, portando il numero dei decessi in queste circostanze a quasi 300 a partire dal 2001. Molte delle vittime erano state colpite più volte dalle scariche elettriche o avevano problemi di salute che li rendevano maggiormente sensibili agli effetti nocivi indotti dai taser. Sebbene le morti di questo tipo siano state sovente attribuite ad altri fattori come l'intossicazione da stupefacenti, i medici legali hanno concluso che le scosse somministrate dai taser avevano contribuito o avevano direttamente provocato una notevole percentuale dei decessi. La grande maggioranza delle persone decedute erano disarmate o non erano affatto pericolose quando erano state loro inflitte le scariche dei taser. Molti dipartimento di polizia autorizzano il ricorso a questi dispositivi in un'ampia gamma di situazioni, come ad esempio nel caso di soggetti che oppongano resistenza passiva o che si rifiutino di obbedire agli ordini dei poliziotti. Amnesty International ha illustrato le proprie preoccupazioni in merito presentando al Dipartimento di giustizia un proprio rapporto sui decessi causati dai taser e ha rinnovato alle autorità la richiesta di sospendere l'utilizzo dei taser e di altre armi stordenti sino a quando non venga condotta un'inchiesta indipendente e rigorosa sulla loro pericolosità o di limitarne l'impiego a situazioni in cui gli agenti sarebbero altrimenti giustificati a ricorrere alla forza letale.
Migliaia di prigionieri hanno continuato a essere confinati in isolamento per lunghi periodi all'interno di strutture di massima sicurezza dove le condizioni di vita sono tali da rappresentare trattamento crudele, disumano e degradante.
*Herman Wallace e Albert Woodfox, entrambi reclusi del Penitenziario di Stato della Louisiana ad Angola, erano ancora in isolamento prolungato. Da più di 30 anni i due sono rinchiusi in piccole celle per 23 ore al giorno con la possibilità di fare esercizio all'aperto per sole tre ore alla settimana. Entrambi gli uomini soffrirebbero di gravi problemi di salute causati da questo regime carcerario. A fine anno era ancora in attesa di sentenza una causa presentata a loro favore per l'incostituzionalità del loro trattamento.
Wallace e Woodfox erano stati originariamente posti in isolamento dopo essere stati accusati di coinvolgimento nell'omicidio di una guardia nel corso di una rivolta carceraria nel 1972, un'accusa che i due hanno sempre respinto. Amnesty International, per contro, ha paventato che la loro lunga detenzione punitiva sia stata motivata, almeno in parte, dal loro passato di attivismo politico in carcere e dall'appartenenza al Partito delle Black Panther (Pantere Nere - un'organizzazione radicale nera).
Il soldato scelto dell'esercito Mark Lee Wilkerson ha trascorso tre mesi e mezzo in cella dopo essere stato condannato a sette mesi di carcere per essersi rifiutato di prestare servizio in Iraq per motivi di coscienza. Un altro obiettore di coscienza della guerra in Iraq, il medico dell'esercito Agustín Aguayo, ha ricevuto una condanna a otto mesi di carcere per motivazioni analoghe. Aguayo è stato liberato dopo un solo mese in quanto è stato tenuto in considerazione il periodo di detenzione in attesa del processo. A fine anno, molti altri soldati rischiavano di finire sotto processo per essersi rifiutati di prestare servizio in Iraq a causa della loro opposizione alla guerra.
Ad agosto, Jose Padilla, un cittadino statunitense detenuto da più di tre anni senza accusa né processo in una prigione militare come «combattente nemico», è stato dichiarato colpevole da un tribunale federale del reato di «cospirazione finalizzata a fornire sostegno materiale al terrorismo». A fine anno, tuttavia, la sentenza non era ancora stata pronunciata. La corte ha respinto i tentativi della difesa di ottenere la sospensione del processo a causa delle torture e dei maltrattamenti che l'imputato avrebbe subito in detenzione. Il governo ha rinunciato a utilizzare le informazioni raccolte nel corso degli interrogatori di Padilla, in quanto avrebbe corso il rischio di dover discutere in aula i metodi con cui erano state ottenute. Amnesty International ha continuato a esprimere preoccupazione per il fatto che nessuno sia stato ritenuto responsabile dei tre anni di trattamento illegale subito da Padilla e per il danno arrecato al suo diritto alla presunzione di innocenza messo lungamente in pericolo dai proclami del governo che definiva il prigioniero un «pericoloso terrorista».
Gary Tyler, un afroamericano, ha trascorso il suo 33° anno in un carcere della Louisiana. L'uomo era stato condannato per la morte di un bambino bianco durante gli scontri razziali avvenuti nel 1974. Durante i 33 anni di carcere, Gary Tyler, che all'epoca dell'omicidio aveva 16 anni, si è sempre proclamato innocente. Il suo processo si era svolto davanti a una giuria composta solo da bianchi e il procedimento era stato caratterizzato da gravi irregolarità. Vari appelli presentati al governo della Louisiana per ottenere la grazia non hanno avuto successo.
Nel mese di agosto si è svolta un'udienza riguardante il caso dei cinque cittadini cubani condannati a Miami nel giugno 2001 per spionaggio a favore del governo cubano e altri reati (USA contro Gerardo Hernandez et al.). I legali difensori hanno cercato di dimostrare come la condanna fosse avvenuta sulla base di prove insufficienti e di mettere in luce come l'accusa nel corso del processo avesse fatto dichiarazioni inappropriate. A fine anno, la sentenza riguardante l'appello era ancora pendente. Il governo degli Stati Uniti ha continuato a rifiutare il visto di ingresso a due delle mogli dei detenuti impedendo loro, quindi, di visitare i mariti in carcere.
La discriminazione ha continuato a essere un fenomeno preoccupante negli Stati Uniti: le procedure di polizia ai posti di blocco, le perquisizioni, il sistema giudiziario penale, il trattamento dei cittadini stranieri trattenuti nel contesto della "guerra al terrore" sono risultati macchiati da pratiche discriminatorie (cfr. sopra).
*Nel mese di luglio, Mychal Bell è stato processato per il reato di tentato omicidio di secondo grado di fronte a una corte per adulti nonostante fosse minorenne al momento del crimine. Questo caso ha suscitato preoccupazioni riguardo alla disparità di trattamento tra studenti bianchi e neri. Bell era uno dei sei studenti liceali afroamericani di Jena, Louisiana, incriminati per aver aggredito uno studente bianco nel dicembre 2006, un periodo durante il quale erano scoppiate gravi tensioni razziali quando alcuni studenti bianchi avevano appeso tre cappi a un albero all'interno del campus. I ragazzi neri erano stati in un primo momento tutti accusati di tentato omicidio di secondo grado, un reato che poteva farli finire in carcere per decenni. In seguito a una serie di manifestazioni per i diritti civili, le accuse sono state declassate e Mychal Bell è stato trasferito a un tribunale minorile.
Nel corso dell'anno, sono stati messi a morte 42 detenuti, portando a 1.099 il numero totale delle persone messe a morte dal 1976, quando una sentenza della Corte Suprema fece terminare una moratoria sulle esecuzioni. Si tratta della cifra più bassa dal 1994, in parte dovuta alla sospensione delle esecuzioni causata dall'annuncio del 25 settembre, quando la Corte Suprema ha deciso di esaminare un appello riguardante la costituzionalità della procedura dell'iniezione letale adottata in Kentucky e in altri Stati.
A giugno, la Corte Suprema ha bloccato l'esecuzione di Scott Panetti, un condannato a morte del Texas con gravi turbe mentali. Nella sentenza, i giudici hanno riconosciuto che la corte d'appello federale che in precedenza si era occupata del caso aveva interpretato in modo «inesatto» e «troppo restrittivo» la sentenza del 1986 sull'incostituzionalità della pena di morte nei confronti dei detenuti malati di mente. La nuova sentenza della Corte Suprema potenzialmente potrebbe garantire ulteriori salvaguardie ai condannati a morte con gravi problemi mentali.
Il South Dakota ha eseguito la prima condanna capitale dall'aprile 1947. Elijah Page è stato messo a morte per un omicidio commesso nel 2000 quando aveva 18 anni e aveva un passato caratterizzato da privazioni e abusi. Page aveva rinunciato a tutti gli appelli a disposizione. Con la messa a morte di Page, tutti gli Stati e le amministrazioni che contemplano la pena capitale hanno effettuato almeno un'esecuzione dal 1976.
Il 2 gennaio, il Comitato di studio sulla pena di morte del New Jersey, creato nel 2006 per esaminare tutti gli aspetti della pena capitale nello Stato, ha diffuso il proprio rapporto finale nel quale si raccomandava di abolire la pena capitale. A dicembre, il New Jersey è diventato il primo Stato USA dal 1965 ad abolire per legge la pena capitale sostituendola con il carcere a vita senza la possibilità di ottenere la libertà sulla parola.
Nel mese di ottobre, lo Stato di New York è diventato di fatto il 13° Stato abolizionista quando la sua massima corte ha rifiutato di ammettere una deroga alla propria sentenza del 2004 che aveva bollato lo statuto sulla pena di morte incostituzionale. La richiesta era stata avanzata dalle autorità nel tentativo di mettere a morte l'ultimo detenuto rinchiuso nel braccio della morte dello Stato.
Dal 1975, più di 120 persone sono state liberate dal braccio della morte dopo essere state riconosciute innocenti.
*Nel mese di maggio, Curtis Edward McCarty è stato rilasciato dopo che un giudice federale ha fatto archiviare le accuse a suo carico. L'uomo era in carcere da 21 anni, 16 dei quali trascorsi nel braccio della morte dell'Oklahoma. Il giudice, con l'ausilio dell'esito di alcuni esami sul DNA, ha stabilito che il procedimento era stato inquinato dalla discutibile testimonianza di una ex esperta chimica della polizia completamente screditata.
*A dicembre, un nuovo processo contro Michael McCormick si è concluso con la sua completa assoluzione. L'uomo aveva trascorso 16 anni nel braccio della morte del Tennessee per omicidio.
*Sempre a dicembre in North Carolina, tutte le accuse contro Johnathan Hoffman sono state archiviate dopo quasi un decennio in attesa dell'esecuzione.
*Il 7 marzo è stato messo a morte in Texas Joseph Nichols, condannato per l'omicidio di Claude Shaffer nel 1980. L'altro imputato dell'omicidio, Willie Williams, si era in precedenza dichiarato colpevole ed era stato messo a morte nel 1995. Al processo, l'accusa aveva richiesto la pena capitale per Nichols, nonostante avesse solo partecipato al reato senza premere materialmente il grilletto, ai sensi di una legge del Texas che non distingue la gravità del reato tra l'autore di un crimine e gli eventuali complici. La giuria non riuscì a raggiungere un verdetto di colpevolezza unanime e quindi venne celebrato un nuovo procedimento. Questa volta l'accusa affermò che Nichols aveva sparato il colpo fatale alla vittima e la giuria votò la pena di morte.
*Philip Workman è stato messo a morte il 9 maggio in Tennessee nonostante ci fossero le prove che un testimone chiave dell'accusa avesse mentito al processo e che il poliziotto, per il cui omicidio Workman era stato condannato, poteva essere stato ucciso accidentalmente da un suo collega. Philip Workman, prima di morire, aveva trascorso 25 anni nel braccio della morte.
*Il 16 luglio, meno di 24 ore prima della sua esecuzione, il condannato a morte della Georgia Troy Davis ha ottenuto la sospensione della pena capitale. L'uomo si trovava nel braccio della morte da oltre 15 anni per l'omicidio di un agente di polizia. Contro di lui non esistevano prove materiali e la pistola usata per il crimine non era mai stata ritrovata. Le accuse contro di lui erano state unicamente suffragate dai racconti di alcuni testimoni, la maggioranza dei quali avevano in seguito ritrattato. Il 3 agosto, la Corte Suprema della Georgia ha accordato un appello straordinario e ha accettato di esaminare il caso in vista di un nuovo processo. A fine anno si era ancora in attesa di una decisione in merito.
Le donne native e dell'Alaska hanno continuato a essere vittime in modo sproporzionato di stupri e violenze sessuali senza riuscire a ottenere giustizia in modo adeguato. Gli ostacoli che esse hanno incontrato erano dovuti al complesso intrico di giurisdizioni tribali, statali e federali che permettono ai responsabili degli abusi di sfuggire alla condanna, alla scarsità di fondi che il governo stanzia per i servizi essenziali e all'incapacità delle autorità statali e federali di perseguire i casi. Alcune raccomandazioni del Congresso volte a ottenere maggiori finanziamenti per affrontare questo fenomeno a fine anno erano ancora in attesa dell'approvazione del governo.
Migliaia di persone fuggite dalle proprie abitazioni nelle zone costiere colpite dall'uragano Katrina nel 2005 hanno continuato a rimanere sfollate con ben poche possibilità di tornare nelle proprie case. Molti sfollati hanno continuato a vivere in condizioni precarie in centri di accoglienza temporanea sparsi in tutti gli Stati Uniti senza lavoro e sradicati dal proprio contesto sociale originario.
Gruppi e associazioni per i diritti civili hanno espresso preoccupazione e contrarietà alla proposta di demolire larga parte delle case popolari di New Orleans, benché queste abitazioni avessero subito danni di lieve entità nell'inondazione e potessero essere facilmente ristrutturate. Il timore maggiore era costituito dal fatto che la mancanza di case a basso costo potesse mutare la distribuzione demografica della città, impedendo di fatto il ritorno degli strati più poveri della popolazione, principalmente comunità afroamericane.
USA: New Jersey Death Penalty Study Commission recommends abolition (AMR 51/003/2007)
USA: The experiment that failed - A reflection on 30 years of executions (AMR 51/011/2007)
USA: "Where is the justice for me?" The case of Troy Davis, facing execution in Georgia (AMR 51/023/2007)
Maze of injustice: The failure to protect Indigenous women from sexual violence in the USA (AMR 51/035/2007)
USA: Justice delayed and justice denied? Trials under the Military Commissions Act (AMR 51/044/2007)
USA: Cruel and inhuman: Conditions of isolation for detainees at Guantánamo Bay (AMR 51/051/2007)
USA: An "uncomfortable truth": Two Texas governors -- more than 300 executions (AMR 51/076/2007)
USA: Prisoner-assisted homicide - more "volunteer" executions loom (AMR 51/087/2007)
USA: Off the record - US responsibility for enforced disappearances in the "war on terror" (AMR 51/093/2007)
USA: Supreme Court tightens standard on "competence" for execution (AMR 51/114/2007)
USA: Law and executive disorder -- President gives green light to secret detention program (AMR 51/135/2007)
USA: Amnesty International's concerns about Taser use: Statement to the US Justice Department inquiry into deaths in custody (AMR 51/151/2007)
USA: No substitute for habeas corpus - Six years without judicial review in Guantánamo (AMR 51/163/2007)
USA: Slippery slopes and the politics of torture (AMR 51/177/2007)
USA: Amnesty International's briefing to the Committee on the Elimination of Racial Discrimination (AMR 51/178/2007)
USA: A tool of injustice: Salim Hamdan again before a military commission (AMR 51/189/2007)
USA: Destruction of CIA interrogation tapes may conceal government crimes (AMR 51/194/2007)
USA: Breaking a lethal habit - A look back at the death penalty in 2007 (AMR 51/197/2007)
USA: Unlawful detentions must end, not be transferred (AMR 51/200/2007)