Capo di Stato e di governo: Hugo Chávez Frías
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 27,7 milioni
Speranza di vita: 73,2 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 28/24‰
Alfabetizzazione adulti: 93%
Migliaia di sostenitori del governo e suoi oppositori sono scesi per le strade in diverse occasioni. Alcune manifestazioni sono sfociate in violenti scontri tra i differenti gruppi di manifestanti e tra questi ultimi e la polizia. Una nuova legge sul diritto delle donne a vivere libere dalla paura della violenza ha dato speranza alle migliaia di donne che subiscono violenza tra le mura domestiche, all'interno della propria comunità o sul luogo di lavoro.
Il presidente Hugo Chávez Frías ha assunto la carica per il suo terzo mandato a gennaio e il Congresso gli ha conferito il potere di approvare le leggi per decreto per 18 mesi relativamente a un'ampia gamma di materie, tra cui quelle riguardanti la pubblica sicurezza e le riforme istituzionali. A dicembre i venezuelani hanno respinto tramite referendum alcuni controversi cambiamenti costituzionali. Sono state espresse preoccupazioni, anche da parte del Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di opinione e di espressione, del Rappresentante speciale del Segretariato generale sui difensori dei diritti umani e del Relatore Speciale sull'indipendenza dei giudici e degli avvocati, riguardo al fatto che alcuni dei cambiamenti costituzionali proposti avrebbero limitato i diritti umani fondamentali.
A marzo è entrata in vigore una nuova legge sul diritto delle donne a vivere libere dalla violenza. Sebbene alle donne vittime di violenza sia garantita una maggiore protezione ai sensi della nuova legislazione, a fine anno non era stato ancora sviluppato un completo e articolato piano d'azione per dare attuazione alla legge.
Le autorità non sono intervenute concretamente per fermare l'escalation di violenza nel contesto delle manifestazioni da parte di sostenitori e oppositori delle politiche del governo. Sono stati segnalati violenti scontri tra civili, e tra civili e agenti di polizia durante tutto l'arco dell'anno che hanno provocato decine di feriti e almeno due morti.
Decine di manifestanti, principalmente studenti, tra cui diversi di età inferiore ai 18 anni, sono rimasti feriti o sono stati arrestati nel contesto di proteste riguardo alla decisione da parte delle autorità di non rinnovare a maggio la licenza di Radio Caracas Televisión (RCTV). Anche diversi poliziotti sono rimasti feriti negli scontri.
Si sono avuti disordini anche nel contesto di tensioni riguardo alle riforme costituzionali proposte, con scontri sia tra agenti delle forze dell'ordine e manifestanti sia tra manifestanti e civili armati.
Difensori dei diritti umani hanno continuato a essere oggetto di intimidazioni e attacchi.
*José Luis Urbano, difensore dei diritti umani e presidente dell'Organizzazione per la difesa del diritto all'istruzione (Pro-defensa del derecho a la educación) è rimasto ferito da colpi d'arma da fuoco a febbraio, nella sua abitazione di Barcelona, nello Stato settentrionale di Anzoátegui. L'attentato è apparso essere collegato alle critiche da lui espresse pubblicamente riguardo alla qualità dell'istruzione fruibile per i bambini poveri dello Stato e alle sue denunce di corruzione. José Luis Urbano è stato messo sotto protezione ad aprile. Tuttavia, a fine anno nessuno era stato assicurato alla giustizia per l'attentato da lui subito.
Secondo il Procuratore generale, tra il 2000 e il 2007, erano state depositate presso il suo ufficio oltre 6.000 denunce per presunte esecuzioni extragiudiziali da parte della polizia. Degli oltre 2.000 poliziotti ritenuti coinvolti, a fine anno erano meno di 400 quelli provvisoriamente arrestati.
A fine anno non era stata attuata alcuna delle raccomandazioni espresse dalla Commissione nazionale per la riforma della polizia. Tra le suddette raccomandazioni vi erano misure per migliorare l'attribuzione di responsabilità della polizia, la formazione in materia di diritti umani e l'impiego della forza, i regolamenti e i controlli riguardo alle armi impiegate dalle forze di sicurezza, e la legislazione per l'integrazione dei differenti corpi di polizia.
L'impiego di armi da fuoco nelle uccisioni e in altri crimini violenti è rimasto elevato, anche all'interno delle carceri. L'Unità scientifica per le indagini penali e criminali, che indaga sotto la supervisione dell'Ufficio del Procuratore generale, ha registrato 9.568 omicidi tra gennaio e settembre 2007, 852 in più rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente. Malgrado il fatto che le armi da fuoco siano coinvolte nella maggior parte di queste uccisioni, non sono state intraprese iniziative per dare attuazione alle raccomandazioni elencate nel Piano nazionale per il controllo delle armi entrato in vigore nel 2006.
Una delegazione di Amnesty International ha visitato il Venezuela a luglio per condurre ricerche sulle violazioni contro le donne.