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Emirati Arabi Uniti

Emirati Arabi Uniti

Capo di Stato: sceicco Khalifa bin Zayed Al-Nahyan
Capo del governo: sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 4,8 milioni
Speranza di vita: 78,3 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 9/8‰
Alfabetizzazione adulti: 88,7%

  1. Detenzione in incommunicado e tortura
  2. Libertà di espressione
  3. Pene crudeli, inumane e degradanti
  4. Lavoratori migranti
  5. Organismi internazionali sui diritti umani
  6. Pena di morte

Due uomini sono statti trattenuti in incommunicado per periodi prolungati nel corso dei quali essi hanno accusato di essere stati torturati; uno è stato in seguito condannato a scontare una pena detentiva al termine di un processo iniquo. Decine di insegnanti sospettati di avere opinioni islamiste sono stati trasferiti a svolgere altri lavori statali. I tribunali hanno condannato giornalisti e titolari di siti Internet e scrittori a pene detentive per accuse di diffamazione. Sono state comminate almeno due condanne a morte e una sentenza alla fustigazione.

Detenzione in incommunicado e tortura

A febbraio, 'Abdullah Sultan al-Subaihat è stato arrestato agenti della Sicurezza di Stato (Amn al-Dawla) dell'Emirato di 'Ajman. Egli è rimasto trattenuto in incommunicado in una località segreta fino a giugno quando è comparso di fronte alla Corte Suprema di Abu Dhabi per rispondere dell'accusa di aver «ottenuto informazioni segrete relative alla sicurezza di Stato». La Corte, i cui verdetti non sono appellabili, a settembre lo ha condannato a tre anni di carcere. Nel corso del processo, le cui udienze si sono tenute in segreto, 'Abdullah Sultan al-Subaihat ha accusato di essere stato torturato mentre era detenuto dall'Amn al-Dawla tramite percosse con un tubo di gomma, privazione del sonno, di essere stato costretto a tenere una sedia sopra la testa per periodi prolungati e minacciato di aggressione sessuale. La Corte non ha disposto alcuna indagine su queste accuse. 'Abdullah Sultan al-Subaihat era stato in precedenza detenuto assieme a due altri uomini nell'agosto 2005; tutti e tre furono trattenuti in incommunicado e per motivazioni sconosciute fino all'ottobre 2005, quando furono rilasciati senza accuse.

Il cittadino pakistano Rashed Mahmood è stato arrestato nell'Emirato di 'Ajman nel mese di giugno e trattenuto in incommunicado per oltre tre mesi. È stato rilasciato senza accusa a settembre ed espulso verso il Pakistan. Egli ha riferito di essere stato picchiato duramente nel corso delle due prime settimane di detenzione.

Un cittadino sudanese che era stato arrestato e detenuto per due giorni senza alcuna spiegazione dopo il suo arrivo negli Emirati Arabi Uniti (EAU) a settembre è in seguito scomparso, sollevando timori che potesse essere stato vittima di sparizione forzata. A fine anno di Al-Sadiq Sediq Adam Abdalla non si sapeva ancora nulla.

Libertà di espressione

Ad agosto, un tribunale di Ras al-Khaimah ha condannato Mohammed Rashed al-Shehhi, titolare di un sito web (majan.net) a un anno di carcere e al pagamento di un'ammenda per aver diffamato un funzionario locale. Il tribunale ha ordinato la chiusura del sito web. A settembre, Mohammed Rashed al-Shehhi è stato condannato a cinque mesi di carcere e al pagamento di un'ammenda in una seconda causa per diffamazione relativa a un altro funzionario locale. È stato rilasciato su cauzione alla fine di settembre e a novembre le sue due condanne al carcere, per complessivi 17 mesi, sono state ribaltate da una corte d'appello dopo che i due funzionari che egli avrebbe diffamato avevano ritirato le loro denunce. A novembre, Mohammed Rashed al-Shehhi ha ricevuto una condanna a un anno di carcere con sospensione della pena dopo essere stato giudicato colpevole in una terza causa per diffamazione.

A settembre, dopo la condanna a due mesi di carcere per diffamazione a carico di due giornalisti del Khaleej Times, lo sceicco Mohammed bin Rashid al-Maktoum, vice presidente, primo ministro e governatore di Dubai, ha decretato che nessun giornalista doveva essere condannato al carcere per reati di stampa. Egli ha inoltre richiesto il varo di una nuova legge sulla stampa e l'editoria.

A novembre, in una misura amministrativa considerata da più parti punitiva, le autorità degli EAU hanno rimosso oltre 80 insegnanti facendoli trasferire ad altri impieghi statali apparentemente a causa delle opinioni islamiste di cui erano sospettati.

Pene crudeli, inumane e degradanti

Un tribunale di al-'Ain ha giudicato colpevole una adolescente di cui non viene riferito il nome a 60 frustate per aver fatto «sesso illecito» con un uomo quando aveva 14 anni. La sentenza è stata confermata in appello a giugno. Non è noto se la sentenza sia stata applicata.

Lavoratori migranti

Una bozza di legge sul lavoro volta a semplificare le pratiche relative all'impiego è stata redatta a febbraio. La bozza prevede pene per i lavoratori in sciopero, ma non per il diritto a organizzare, contrattare collettivamente o scioperare. La bozza esclude i lavoratori domestici, che non hanno formalmente diritto a un giorno di riposo settimanale, limiti orari di lavoro, ferie retribuite o forme di indennizzo, al pari di agricoltori, lavoratori del settore pubblico e personale di sicurezza privato.

Ad agosto e ottobre, centinaia di lavoratori edili sono scesi in sciopero a Dubai per protestare contro i bassi salari e le precarie condizioni di alloggio, inclusa la mancanza di rifornimento di acqua potabile sicura. A fine anno le loro richieste non erano state ancora accolte.

Organismi internazionali sui diritti umani

Il governo non ha dato risposte agli organismi delle Nazioni Unite sui diritti umani relativamente alle richieste di accesso al paese e riguardo a casi individuali avanzate nel 2006. Ribadendo le proprie preoccupazioni riguardo alla tratta a scopo di lavoro forzato, a maggio il Relatore Speciale sulla tratta di persone ha reiterato una sua precedente richiesta rimasta inascoltata di visitare gli EAU. A marzo il Relatore Speciale sui diritti umani dei migranti ha espresso «il proprio interesse a ricevere una risposta» relativamente a casi di abusi contro lavoratori migranti avvenuti negli anni precedenti. Il Relatore Speciale sulle esecuzioni extragiudiziali sommarie o arbitrarie ha riferito a marzo che il governo degli EAU non aveva fornito risposte alle preoccupazioni sollevate nel 2006 riguardo alle garanzie in materia di pena capitale.

Tutti i Relatori Speciali, compresi quelli incaricati dei difensori dei diritti umani, della violenza sulle donne, dell'indipendenza dei giudici e degli avvocati, e della libertà di espressione, hanno riferito che il governo non aveva replicato alle preoccupazioni sollevate dai loro uffici.

Pena di morte

Almeno due persone sono state condannate a morte per omicidio. A novembre, il governo degli EAU ha espresso il voto di non opporsi alla risoluzione delle Nazioni Unite per una moratoria mondiale sulle esecuzioni.