Capo di Stato: sceicco Sabah al-Ahmad al-Jaber al-Sabah
Capo del governo: sceicco Nasser Mohammad al-Ahmad al-Sabah
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 2,8 milioni
Speranza di vita: 77,3 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 11/11‰
Alfabetizzazione adulti: 93,3%
Lavoratori migranti, in particolare lavoratrici domestiche a servizio, hanno patito un'ampia gamma di abusi, con scarsa speranza di essere risarcite. Sono state comminate nuove condanne a morte e sono state eseguite sentenze.
Lavoratori migranti, che costituiscono un'ampia fascia della forza lavoro del Kuwait, hanno continuato a subire una vasta gamma di abusi. Le persone più vulnerabili sono risultate le molte migliaia di donne impiegate come lavoratrici domestiche a servizio, per lo più cittadine di paesi del sud e sud-est asiatico. Esse hanno subito una doppia discriminazione: come donne e in quanto lavoratrici domestiche hanno continuato a essere escluse dalla protezione accordata ad altri lavoratori espatriati ai sensi della legge sul lavoro del 1964. le lavoratrici domestiche hanno generalmente affrontato un orario di lavoro eccessivo a fronte di un salario esiguo e hanno denunciato di essere oggetto di abusi fisici e di altro tipo, compresi abusi sessuali, da parte dei loro datori di lavoro, contro cui, in pratica, essere spesso non hanno avuto alcuna possibilità di rimedio legale. Il salario minimo per i lavoratori domestici stranieri è risultato essere meno della metà di quanto stabilito per altri lavoratori stranieri e soltanto un terzo del salario minimo corrisposto ai cittadini kuwaitiani.
Un contratto standard per i lavoratori domestici stranieri introdotto nell'ottobre 2006 ha portato un qualche miglioramento, sebbene sia apparso aver peggiorato la situazione per le lavoratrici domestiche che subiscono abusi fisici o di altro tipo da parte dei loro datori di lavoro impedendo di trasferirsi presso un altro datore di lavoro. Per contratto, i lavoratori domestici che abbandonano il loro datore di lavoro vengono o licenziati o espulsi dal paese.
*A febbraio, circa 1.300 lavoratrici del Bangladesh impiegate in un'impresa di pulizia privata sono scese in sciopero contro il mancato pagamento dei loro salari e le precarie condizioni di vita.
Due ex reclusi della struttura di detenzione statunitense di Guantánamo Bay, a Cuba, sono stati rilasciati a marzo dopo essere stati assolti da accuse legate al terrorismo. Omar Rajiab Amin e Abdullah Kamel al-Kandari erano stati arrestati al loro ritorno in Kuwait nel settembre 2006. Le assoluzioni sono state confermate dalla Corte d'appello a maggio, portando a otto il numero dei kuwaitiani rimpatriati da Guantánamo e assolti da ogni accusa da tribunali kuwaitiani.
Altri quattro cittadini kuwaitiani continuavano a essere trattenuti a Guantánamo.
A giugno, la Corte di Cassazione ha commutato le sentenze di morte di quattro uomini, Mohammad Saad, Abdullah Saad, Mohammad Issa e Salah Abdullah, i quali erano stati giudicati colpevoli nel 2005 di accuse legate al terrorismo, compresa l'appartenenza alla Brigata della Penisola dei Leoni, un gruppo, stando alle accuse, legato a al-Qaeda. Essi, al pari di altri imputati, che erano stati condannati assieme a loro, hanno denunciato di essere stati torturati durante l'interrogatorio pre-processuale. Secondo quanto riferito, uno di loro ha denunciato che il Dipartimento per la sicurezza di Stato aveva "importato" esperti stranieri per torturarli. All'udienza davanti la Corte di Cassazione, Mohammad Saad si sarebbe tolto la camicia per far vedere le cicatrici che egli afferma essere state causate dalle torture inflittegli mentre era detenuto dal Dipartimento per la sicurezza di Stato. Sulle denunce di tortura avanzate dagli imputati non risulta essere stata avviata alcuna indagine indipendente.
*Basher al-Sayegh, direttore del quotidiano Al-Jarida, è stato arrestato ad agosto dopo che un commento che criticava l'emiro era stato postato in un sito web da lui gestito, sebbene egli avesse rimosso il commento nell'arco di qualche ora. Jassim al-Qames, un giornalista che cercava di fotografare l'arresto, è stato anch'egli arrestato e ha accusato di essere stato aggredito da funzionari della sicurezza. Entrambi sono stati rilasciati nell'arco di tre giorni.
Almeno una persona, un cittadino pakistano giudicato colpevole di spaccio di droga, è stata impiccata. Almeno una persona, una lavoratrice domestica filippina giudicata colpevole dell'omicidio del figlio del suo datore di lavoro, è stata condannata a morte. La sentenza di morte comminata nei confronti di un'altra lavoratrice domestica filippina, Marilou Ranario, è stata commutata in ergastolo dall'emiro a dicembre in risposta a un appello diretto per la grazia avanzato dalla presidente delle Filippine. Marilou Rosario era stata giudicata colpevole dell'omicidio del suo sponsor per l'impiego kuwaitiano nel 2005.
A dicembre, la Corte d'appello ha confermato la sentenza di morte comminata nei confronti di un membro della famiglia al potere al-Sabah, identificato solo col nome di Talal, dopo che questi era stato giudicato colpevole di traffico di droga nel dicembre 2006.