Presidente: Mahmoud Abbas
Primo ministro: Salam Fayyad (subentrato a Isma'il Haniyeh a giugno)
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 3,9 milioni
Speranza di vita: 72,9 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 23/18‰
Alfabetizzazione adulti: 92,4%
La violenza politica tra fazioni palestinesi diverse è cresciuta drammaticamente nella prima metà dell'anno e ha portato al governo di fazioni differenti in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza nella seconda parte dell'anno. Gli scontri tra le forze di sicurezza e i gruppi armati fedeli al partito Fatah del presidente dell'Autorità Palestinese (AP) Mahmoud Abbas e al Movimento di resistenza islamica (Hamas) del primo ministro Isma'il Haniyeh hanno causato centinaia di morti. A giugno, dopo che Hamas aveva assunto con la forza il controllo della Striscia di Gaza, il presiedente Abbas ha destituito il governo del primo ministro Haniyeh, dichiarato lo stato d'emergenza e istituito un governo d'emergenza da cui sono rimasti esclusi i membri di Hamas. Entrambe le fazioni hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani, comprese detenzioni arbitrarie e torture.
Incursioni aeree e altri attacchi da parte delle forze israeliane hanno ucciso centinaia di palestinesi e distrutto oltre un centinaio di abitazioni e proprietà dei palestinesi. I problemi economici e sociali determinati da decenni di occupazione, attacchi militari, blocchi opprimenti e misure economiche punitive da parte israeliana si sono maggiormente aggravati nei Territori Palestinesi Occupati (TPO). Il blocco israeliano della Striscia di Gaza è stato rafforzato a un livello senza precedenti, intrappolando l'intera sua popolazione di 1,5 milioni di abitanti e riducendo la maggior parte di essi in povertà e dipendenti dagli aiuti internazionali che talvolta non sono stati in grado di raggiungerli (cfr. Israele e Territori Palestinesi Occupati).
Gruppi armati palestinesi hanno ucciso 13 israeliani, sette dei quali civili; le forze israeliane hanno ucciso all'incirca 370 palestinesi, quasi la metà dei quali erano civili, compresi una cinquantina di bambini.
Gli scontri armati tra le fazioni palestinesi e la già profonda crisi economica si sono intensificati nella prima metà dell'anno, specialmente nella Striscia di Gaza, dove erano state imposte sanzioni economiche israeliane e internazionali in seguito alla vittoria di Hamas nelle elezioni tenutesi nell'AP nel 2006. Il deteriorarsi delle condizioni economiche dei palestinesi è stato inasprito dall'ulteriore rafforzamento del blocco imposto dalle autorità israeliane nei TPO e dai frequenti attacchi militari israeliani e dalla loro distruzione di infrastrutture civili palestinesi.
Nel mese di marzo, i leader di Fatah e Hamas hanno concordato la fine delle ostilità interne e hanno formato un governo di unità nazionale guidato dal primo ministro Haniyeh. Tuttavia, gli scontri armati sono ben presto ripresi andando a intensificarsi. Il 14 giugno le forze di Hamas e le loro milizie hanno conquistato tutte le postazioni di sicurezza dell'AP controllate da Fatah e edifici governativi nella Striscia di Gaza. Lo stesso giorno, il presidente Abbas ha sciolto il governo di unità nazionale e istituito un governo d'emergenza con sede in Cisgiordania. Il presidente ha nominato Salam Fayyad quale primo ministro. Hamas si è rifiutato di riconoscere il governo d'emergenza e ha istituito un'amministrazione de facto di Hamas che ha governato la Striscia di Gaza per il resto dell'anno. L'Unione Europea (UE), gli Stati Uniti e altri donatori internazionali hanno rafforzato le loro sanzioni sull'amministrazione de facto di Hamas a Gaza e hanno ripristinato gli aiuti economici diretti al governo d'emergenza dell'AP in Cisgiordania. Il governo israeliano ha restituito parte delle entrate fiscali confiscate in precedenza al governo d'emergenza dell'AP e ha al contempo rafforzato il suo blocco sulla Striscia di Gaza. Tra le altre misure adottate, ha rifiutato l'accesso di forniture medicali nella Striscia di Gaza o ai pazienti che necessitavano di cure mediche urgenti di lasciare la stessa. Tutto ciò ha determinato la morte di circa 40 pazienti.
A novembre, il governo israeliano e il presidente dell'AP e il governo d'emergenza hanno preso parte a una conferenza internazionale promossa dagli Stati Uniti ad Annapolis, negli USA, dalla quale è rimasto escluso Hamas. Obiettivo della conferenza era la ripresa dei negoziati di pace ma a fine anno non erano stati ancora ottenuti risultati tangibili in tal senso. Contrariamente agli impegni assunti in vista della conferenza, le autorità israeliane non hanno revocato le restrizioni di spostamento imposte sui palestinesi nei TPO e hanno continuato a estendere gli insediamenti israeliani in Cisgiordania.
Per tutto l'anno i principali gruppi armati palestinesi, la Jihad islamica, i Comitati di resistenza popolare (PRC), le Brigate dei martiri di al-Aqsa (l'ala armata di Fatah) e le Brigate di 'Izz al-Din al-Qassam (l'ala armata di Hamas), hanno frequentemente sparato razzi artigianali "qassam" dalla Striscia di Gaza sul sud d'Israele, uccidendo due civili israeliani e ferendone diversi altri.
A giugno, dopo che le forze e le milizie di Hamas avevano conquistato le postazioni di sicurezza e le istituzione dell'AP, il presidente Abbas ha ordinato a tutte le forze di sicurezza dell'AP e alle istituzioni giudiziarie della Striscia di Gaza di sospendere le loro attività. L'amministrazione de facto di Hamas ha riempito il vuoto legislativo e istituzionale che ne era derivato istituendo organi giudiziari e di sicurezza. Questi si sono tuttavia dimostrati privi di personale propriamente formato, di meccanismi di accertamento delle responsabilità e di tutele in materia di diritti umani.
All'incirca 40.000 membri delle forze di sicurezza dell'AP e dipendenti pubblici sono stati licenziati dal governo d'emergenza dell'AP in quanto sospettati di lavorare per conto di istituzioni controllate da Hamas nella Striscia di Gaza. Decine di migliaia d'altri, i quali non ricevevano il pagamento completo degli stipendi da oltre un anno, hanno ricevuto i loro salari dal governo d'emergenza dell'AP situato in Cisgiordania a condizione che smettessero di lavorare nella Striscia di Gaza.
Le forze di Hamas hanno frequentemente sottoposto a vessazioni ex membri delle forze di sicurezza e altri funzionari fedeli al governo d'emergenza dell'AP. Il 16 agosto le forze di Hamas hanno detenuto per un breve periodo il Procuratore generale dell'AP e gli hanno ordinato di non intraprendere alcuna attività. Il 4 settembre, l'amministrazione di Hamas ha annunciato l'istituzione di un alternativo Consiglio supremo di giustizia per la nomina dei giudici nel Dipartimento della giustizia nella Striscia di Gaza, una iniziativa che contravviene al principio di indipendenza della magistratura e infrange le leggi palestinesi.
Le divisioni Fatah-Hamas hanno peggiorato i già enormi ostacoli incontrati dagli abitanti di Gaza nella ricerca di giustizia o di indennizzi dalle malfunzionanti istituzioni giudiziarie e di sicurezza dell'AP.
A giugno, dopo l'assunzione del controllo di Gaza con la forza da parte di Hamas, uomini armati di Fatah hanno compiuto attacchi di rappresaglia contro sostenitori noti o presunti di Hamas in Cisgiordania, rapendo e aggredendo diverse persone e bruciando a raso decine di proprietà. Tutto ciò è stato commesso nell'impunità, spesso in presenza delle forze di sicurezza dell'AP, le quali non sono intervenute per far rispettare la legge.
Il clima di illegalità e impunità già evidente negli anni precedenti è andato intensificandosi nella prima metà dell'anno con l'escalation dei combattimenti tra fazioni diverse tra militanti di Fatah e Hamas nella Striscia di Gaza.
Circa 300 palestinesi sono rimasti uccisi negli scontri tra fazioni. Per la maggior parte si trattava di membri delle forze di sicurezza e di milizie rivali ma decine di loro erano passanti civili inermi. Uomini armati hanno compiuto attacchi e sparatorie in zone residenziali densamente popolate, anche all'interno e nei pressi di ospedali, nel più assoluto spregio per la vita dei residenti e dei passanti.
Membri delle forze di sicurezza dell'AP e di gruppi armati affiliati a Fatah e Hamas hanno compiuto nell'impunità uccisioni illegali e rapimenti di rivali. A giugno, uomini armati di Hamas hanno stanato membri delle forze di sicurezza dell'AP e delle milizie di Fatah, delle Brigate dei martiri di al-Aqsa, uccidendone alcuni e sparando alle gambe ad altri. Anche uomini armati di Fatah hanno compiuto attacchi analoghi nei confronti di membri di Hamas, sebbene di portata inferiore.
*Mohammed Swerki, un cuoco della Guardia presidenziale, è stato gettato nel vuoto da un edificio della città di Gaza il 10 giugno, dopo che assieme a un collega era stato catturato da uomini armati di Hamas quando i due erano entrati nell'edificio sbagliato per effettuare una consegna. Uomini armati di Fatah hanno risposto in rappresaglia rapendo il presunto sostenitore di Hamas Husam Abu Qinas mentre tornava a casa dal lavoro, gettandolo nel vuoto da un altro edificio.
*Una marcia pacifica per chiedere la fine delle ostilità tra Fatah e Hamas, organizzata da partiti di sinistra e altri il 13 giugno a Gaza, è finita in sparatoria. Tre manifestanti, tra cui una donna, sono stati uccisi: Taghreed Salah al-'Alia, Shadi Tayseer al-'Ijla e Mohammad Mahmoud Adas.
Illegalità, uccisioni illegali e rapimenti nella Striscia di Gaza sono diminuiti in modo significativo dopo che Hamas ne ha assunto il controllo a giugno. Tuttavia, le forze e le milizie di Hamas hanno attaccato frequentemente attivisti di Fatah, così come persone critiche e manifestanti, nonché giornalisti che svolgevano la cronaca degli attacchi. Al contempo, membri delle forze di Fatah sono in alcuni casi finiti nel mirino di attacchi dinamitardi attribuiti da Hamas ad attivisti di Fatah.
*Il 12 novembre, almeno sei manifestanti sono stati uccisi e decine feriti quando le forze di Hamas hanno aperto il fuoco sui manifestanti che partecipavano a un raduno di massa organizzato da attivisti di Fatah per commemorare il terzo anniversario della morte di Yasser Arafat, già presidente dell'AP e di Fatah.
In Cisgiordania, in diverse occasioni le forze dell'AP hanno attaccato manifestanti.
*Il 27 novembre, a Hebron, un dimostrante è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco durante una manifestazione di protesta contro la conferenza di Annapolis tra Israele e AP.
Il governo d'emergenza dell'AP, in seguito alle forti pressioni esercitate dai donatori occidentali, ha intrapreso alcune iniziative per far fronte al clima d'illegalità divenuto dilagante negli anni precedenti, in seguito ai frequenti rapimenti, alle aggressioni e ad altri attacchi da parte delle Brigate di al-Aqsa. A ottobre, le forze di sicurezza dell'AP hanno dato attuazione a una serie di provvedimenti indicati dall'inviato speciale degli Stati Uniti, generale Keith Dayton, al fine di migliorare la sicurezza a Nablus, una delle roccaforti delle Brigate di al-Aqsa. Ciò ha portato a una significativa diminuzione, benché non a una totale cessazione, degli attacchi da parte di questi gruppi, ma l'AP non ha assicurato alla giustizia i militanti delle Brigate di al-Aqsa responsabili di uccisioni, rapimenti e altri attacchi.
Nella seconda metà di giugno, le forze e milizie di Hamas hanno detenuto circa 1.500 persone nel contesto di una campagna di detenzioni politicamente motivate. Centinaia di persone, per lo più sostenitori di Fatah, sono state arbitrariamente detenute per aver preso parte a manifestazioni non violente. La maggior parte sono state rilasciate nell'arco di 48 ore ma è stata loro richiesta quale condizione per il rilascio la sottoscrizione di un impegno a non partecipare più a future proteste o altri tipi di opposizione. In molti casi, le forze di Hamas hanno anche richiesto ai detenuti di pagare delle "multe". I detenuti sono stati per lo più trattenuti in ex postazioni di sicurezza dell'AP e in altre località non autorizzate a essere impiegate quale strutture di detenzione ai sensi della legge palestinese.
Molti detenuti hanno accusato di essere stati torturati o altrimenti maltrattati tramite percosse, di essere stati tenuti legati in posizioni dolorose (shabeh) e minacciati. Alcuni hanno dichiarato di essere stati avvisati che sarebbe stato loro sparato alle gambe. Almeno due detenuti, Walid Abu Dalfa e Fadhel Dahmash, sono morti in detenzione in seguito a circostanze manifestamente determinate da tortura o altri maltrattamenti.
*Tariq Mohammed Asfour, un ex poliziotto, è stato detenuto dalle forze e milizie di Hamas alla fine di giugno. È stato picchiato per sei ore con cavi metallici, bastoni e una pala, e gli sono stati conficcati chiodi negli stinchi con un martello.
*Wa'el Ghalban, un attivista di Fatah, è stato duramente picchiato sui piedi e in altre parti del corpo dalla forze di Hamas mentre era detenuto nell'arco di una notte nel mese di novembre.
Dopo la metà di giugno, le forze di sicurezza dell'AP hanno intrapreso un giro di vite contro i sostenitori di Hamas in tutta la Cisgiordania arrestando circa 1.500 persone. La maggior parte loro sono state rilasciate nell'arco di qualche giorno senza accusa e spesso a condizione di denunciare Hamas e di impegnarsi a non sostenerlo. Decine di altre sono state detenute per diverse settimane o mesi ma in seguito rilasciate senza accusa.
A partire da settembre, tuttavia, le forze israeliane hanno effettuato frequenti arresti di quanti erano stati rilasciati dalla detenzione dall'AP. La maggior parte delle detenzioni da parte dell'AP erano state effettuate per mano delle forze di sicurezza, in special modo la Sicurezza preventiva, che non sono autorizzate dalla legge palestinese a detenere sospetti, e i detenuti sono stati inoltre trattenuti in luoghi di detenzione non autorizzati. Raramente le famiglie sono state informate degli arresti dei detenuti o dei luoghi in cui questi si trovavano e in taluni casi le forze di sicurezza hanno spostato i detenuti da un luogo all'altro per impedire loro di comparire davanti a un giudice o per evitare di dover conformarsi agli ordini dei giudici di rilasciarli. Spesso i detenuti non sono stati condotti davanti a un giudice entro i termini richiesti dalle leggi palestinesi. I rapporti di tortura e altri maltrattamenti, dapprima rari, sono diventati più frequenti a partire dal mese di agosto, con detenuti che hanno riferito di essere stati tenuti legati deliberatamente in posizioni dolorose (shabeh). La maggior parte delle vittime, tuttavia, sono state riluttanti a denunciare i fatti, per paura di essere riarrestate dalle forze dell'AP o detenute dalle forze israeliane.
*Ahmad Doleh è stato arrestato dalle forze dell'AP a Nablus all'inizio di luglio e detenuto per cinque mesi senza accusa né processo in varie località. A pochi giorni dal rilascio dalla detenzione dell'AP all'inizio di dicembre è stato riarrestato dalle forze israeliane.
*Hussein al-Sheikh, un avvocato della zona di Betlemme, è stato detenuto dalle forze dell'AP per 13 giorni a settembre e poi rilasciato senza accusa, ma riarrestato dalle forze israeliane una settimana più tardi e sottoposto a detenzione amministrativa senza accusa né processo.
Né l'AP in Cisgiordania né Hamas nella Striscia di Gaza hanno intrapreso iniziative concrete per assicurare alla giustizia membri delle proprie forze di sicurezza e milizie, le quali hanno continuato a godere dell'impunità per le violazioni dei diritti umani che avevano commesso, tra cui uccisioni illegali, presa di ostaggi, incendi dolosi e altri attacchi a persone e proprietà.
Gruppi armati palestinesi hanno compiuto attacchi indiscriminati contro civili israeliani. Tredici israeliani, di cui sette civili, sono rimasti uccisi in questi attacchi, la cifra più bassa fatta registrare dall'inizio dell'intifada del 2000.
Gruppi armati palestinesi hanno effettuato frequenti lanci di razzi artigianali "qassam" dalla Striscia di Gaza verso la vicina città israeliana di Sderot e nelle zone circostanti, uccidendo due israeliani e ferendone diversi altri.
*Shirel Friedman e Oshri Oz sono stati uccisi a Sderot da attacchi lanciati con razzi "qassam", la prima il 21 e il secondo il 27 maggio.
Attacchi dinamitardi suicidi e sparatorie sono quasi cessati nel 2007. Un attacco suicida è stato condotto da un gruppo della Jihad islamica a Eilat il 29 gennaio.
*Emile Ameliach, Israel Zamalloa e Michael Ben Sa'don sono rimasti uccisi in un attacco dinamitardo suicida in una panetteria a Eilat il 29 gennaio.
Nella prima parte dell'anno, gruppi armati palestinesi hanno continuato a rapire membri di gruppi rivali e cittadini stranieri. Diversi ostaggi palestinesi sono stati uccisi (v. sopra), benché la maggior parte di essi siano stati rilasciati incolumi.
*A marzo, l'Esercito dell'Islam, un piccolo gruppo in precedenza poco conosciuto, ha rapito il giornalista britannico Alan Johnston nella città di Gaza, e lo ha trattenuto per 114 giorni, minacciando in diverse occasioni di ucciderlo o di fargli del male. È stato liberato all'inizio di luglio in seguito a pressioni esercitate da Hamas.
*A giugno, Hamas e i PRC hanno trasmesso una registrazione audio di Gilad Shalit, il soldato israeliano che avevano catturato nel giugno 2006, ma hanno continuato a negargli l'accesso al Comitato internazionale della Croce Rossa (ICRC) o di comunicare in un qualche modo con la famiglia.
Più di 10 donne sono state uccise in presunti "delitti d'onore" e decine di altre sono rimaste uccise o ferite in attacchi da parte delle forze israeliane o nel contesto di combattimenti tra fazioni di gruppi palestinesi rivali.
*Nisreen Mohammad Abu Bureik e In'am Jaber Daifallah sono state uccise rispettivamente a luglio e agosto a Gaza. Secondo le loro famiglie, entrambe sono state uccise da parenti maschi nel contesto dei cosiddetti delitti "d'onore".
La vita delle donne è divenuta se possibile ancor più difficile a causa del deteriorarsi delle condizioni umanitarie, e i blocchi di Israele nei TPO ne hanno ulteriormente limitato l'accesso a cure mediche e a servizi primari di altro tipo. Almeno tre donne hanno partorito presso posti di blocco militari israeliani dopo che era stato loro impedito di oltrepassarli per raggiungere i vicini ospedali.
Delegati di Amnesty International hanno visitato Gaza e la Cisgiordania tra giugno e luglio e a dicembre.
Occupied Palestinian Territories: Torn apart by factional strife (MDE 21/020/2007)
Palestinian Authority: New government must end impunity for lawlessness (MDE 21/002/2007)
Palestinian Authority: New unity government must put civilian protection above politics (MDE 21/001/2007)