Testata per la stampa

Siria

Repubblica araba di Siria

Capo di Stato: Bashar al-Assad
Capo del governo: Muhammad Naji al-'Otri
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 20 milioni
Speranza di vita: 73,6 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 20/16‰
Alfabetizzazione adulti: 80,8%

  1. Contesto
  2. Arresti e detenzioni arbitrarie
  3. Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle detenzioni arbitrarie
  4. Libertà di espressione
  5. Tortura e altri maltrattamenti
  6. "Guerra al terrore"
  7. Discriminazione e violenza sulle donne
  8. Discriminazione contro la minoranza curda
  9. Difensori dei diritti umani
  10. Pena di morte
  11. Sparizioni forzate
  12. Missioni e rapporti di Amnesty International

Lo stato d'emergenza, in vigore dal 1963, ha continuato a conferire alle forze di sicurezza vasti poteri di arresto e detenzione. Le libertà di espressione e di associazione sono state fortemente limitate. Centinaia di persone sono state arrestate e centinaia di altre sono rimaste in carcere per motivi politici, compresi prigionieri di coscienza e altri condannati al termine di processi iniqui. Difensori dei diritti umani sono stati oggetto di vessazioni e persecuzioni. Donne e membri della minoranza curda hanno incontrato discriminazioni per legge e per prassi. Tortura e altri maltrattamenti sono stati commessi nell'impunità. Sono riprese le esecuzioni pubbliche.

 

Contesto

La Siria ha accolto all'incirca 1,4 milioni di profughi iracheni, compresi molti giunti nel paese durante l'anno, così come circa 500.000 profughi palestinesi residenti ormai da lungo tempo. Decine di migliaia di siriani sono rimasti sfollati a causa della continua occupazione del Golan da parte di Israele.

A febbraio, la Siria ha ratificato la Carta araba sui diritti umani.

Il 6 settembre, le Forze aeree israeliane hanno bombardato un edificio nella Siria nord-orientale. Secondo fonti di stampa israeliane l'obiettivo sarebbe stato una struttura nucleare; il presidente Bashar al-Assad ha dichiarato che si trattava di un edificio militare dismesso. Il presidente dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha criticato Israele per «aver agito autonomamente senza tener conto del diritto» e ha dichiarato che le autorità israeliane non avevano fornito prove che l'obiettivo fosse una struttura nucleare segreta.

Il 9° rapporto della Commissione d'inchiesta indipendente delle Nazioni Unite sull'assassinio nel 2005 dell'ex primo ministro libanese Rafiq al-Hariri, pubblicato a novembre, ha dichiarato che erano state raggiunte «conclusioni preliminari più precise» e ha riaffermato la cooperazione della Siria con la Commissione.

 

Arresti e detenzioni arbitrarie

***Prigionieri politici

Secondo quanto riferito, all'incirca 1.500 persone sono state arrestate per motivi politici, compresi prigionieri di coscienza. Centinaia di altri, arrestati negli anni precedenti, sono rimasti in carcere. La maggior parte delle oltre 170 persone condannate nel corso dell'anno al termine di processi gravemente iniqui davanti alla Corte suprema penale per la sicurezza di Stato (SSSC), la Corte penale o la Corte militare erano accusate di essere islamisti.

*L'11 marzo, la SSSC ha giudicato colpevoli 24 uomini della zona di Qatana, nei pressi di Damasco, dell'accusa di appartenenza a un «gruppo istituito allo scopo di mutare lo status economico e sociale dello Stato» e di «indebolire i sentimenti nazionalisti», manifestamente ed esclusivamente sulla base di "confessioni" che gli uomini hanno asserito erano state loro estorte sotto tortura. La SSSC li ha condannati a pene variabili dai 4 ai 12 anni di carcere. Arrestati tra maggio e novembre 2004, gli uomini erano stati trattenuti in incommunicado per oltre un anno presso la Divisione Palestina dell'Intelligence militare, a Damasco, tristemente nota per le torture e altri maltrattamenti. La SSSC non ha indagato sulle denunce di tortura avanzate dagli uomini.

*Il 10 maggio, la Corte penale ha giudicato colpevole Kamal al-Labwani di «complottare con un paese straniero, o comunicare con esso al fine di istigare o dare inizio all'aggressione contro la Siria» e lo ha condannato a 12 anni di carcere. L'accusa si riferiva alla sua visita nel 2005 in Europa e negli Stati Uniti dove incontrò organizzazioni per i diritti umani e funzionari di governo invocando riforme pacifiche e democratiche in Siria. Kamal al-Labwani aveva in precedenza scontato tre anni di carcere per coinvolgimento nel movimento pacifico riformista del 2000-2001 noto come "Primavera di Damasco".

*Il 13 maggio, la Corte penale ha giudicato colpevole Michel Kilo e Mahmoud 'Issa di «indebolire i sentimenti nazionalisti» e li ha condannati a tre anni di reclusione. Essi erano tra le 10 persone arrestate nel maggio 2006 in relazione alla Dichiarazione Beirut-Damasco, una petizione sottoscritta da 300 cittadini siriani e libanesi che chiedevano la normalizzazione delle relazioni tra i due paesi.

*Delle circa 40 persone arrestate per aver preso parte a un convegno il 1° dicembre del raggruppamento non autorizzato di associazioni, noto come Consiglio nazionale della Dichiarazione di Damasco per il cambiamento democratico nazionale, a fine anno sette rimanevano detenute in incommunicado.

 

Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle detenzioni arbitrarie

A febbraio è stato annunciato che il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle detenzioni arbitrarie aveva dichiarato nel maggio 2006 che la detenzione di Riad Drar al-Hamood era arbitraria a causa della mancata osservanza degli standard di equità processuale e perché era stato giudicato colpevole di esercitare il suo diritto alla libertà di espressione. Riad Drar al-Hamood fu giudicato colpevole dalla SSSC nell'aprile 2006 per appartenenza a una «organizzazione segreta», «pubblicazione di notizie false» e «istigazione alla lotta settaria», e condannato a cinque anni di carcere. Le accuse si riferivano a un discorso da lui pronunciato al funerale dell'accademico islamico curdo sceicco Muhammad Ma'shuq al-Khiznawi, il quale era stato rapito e ucciso.

Nel mese di giugno, il Gruppo di lavoro ha dichiarato che Ayman Ardenli, trattenuto da tre anni in Siria senza accusa, era stato detenuto arbitrariamente in quanto la detenzione non era giustificata «su una qualsivoglia base legale», e che Muhammad Zammar, trattenuto per quasi cinque anni senza processo prima di essere condannato dalla SSSC l'11 febbraio a 12 anni di carcere, era detenuto arbitrariamente a causa della mancata osservanza degli standard di equità processuale (cfr. oltre).

 

Libertà di espressione

La libertà di espressione è rimasta sotto stretto controllo.

*Il 17 giugno, la SSSC ha giudicato colpevoli Maher Isber Ibrahim, Tareq al-Ghorani, Hussam 'Ali Mulhim, Diab Siriyeh, 'Omar 'Ali al-'Abdullah, 'Allam Fakhour e Ayham Saqr di «aver compiuto azioni o aver scritto o pronunciato dichiarazioni in grado di danneggiare lo Stato o nuocere alle sue relazioni con un paese estero, o esporlo al rischio di azioni ostili» per il loro coinvolgimento nello sviluppo di un gruppo giovanile di discussione e per aver pubblicato articoli filodemocratici su Internet. Maher Isber Ibrahim e Tareq al-Ghorani sono stati inoltre giudicati colpevoli di «trasmissione di notizie false» e condannati a sette anni di carcere mentre gli altri cinque hanno ricevuto pene detentive a cinque anni. Erano stati tutti arrestati da funzionari d'intelligence dell'Aviazione militare all'inizio del 2006 e, stando alle fonti, detenuti in incommunicado fino al novembre 2006. Gli uomini hanno respinto le "confessioni" che avevano reso durante la detenzione pre-processuale, denunciando che queste erano state ottenute sotto tortura e coercizione. Tuttavia, la SSSC non ha indagato le loro accuse e ha ammesso le "confessioni" quali prove a carico.

*Fa'eq al-Mir, un leader del Partito popolare democratico, è stato giudicato colpevole dalla Corte penale il 31 dicembre di «diffusione di informazioni false dannose per la nazione». L'accusa si riferiva con ogni probabilità a una telefonata che egli aveva effettuato a un politico libanese per esprimere le proprie condoglianze per l'assassinio di un ministro del governo libanese. È stato condannato a 18 mesi di reclusione.

*Kareem `Arabi è stato arrestato il 7 giugno da agenti dei servizi segreti militari a Damasco, stando alle accuse per aver moderato un forum giovanile su Internet, www.akhawia.net. A fine anno era ancora detenuto in incommunicado.

 

Tortura e altri maltrattamenti

Detenuti hanno continuato a essere torturati o altrimenti maltrattati; secondo quanto riferito, cinque sono morti, con ogni probabilità in conseguenza di ciò. Le autorità non hanno intrapreso alcuna iniziativa per indagare le accuse di tortura.

*'Aref Dalilah, di 64 anni, è rimasto in isolamento in una minuscola cella della prigione di 'Adra, dove stava scontando una condanna a 10 anni di carcere per il suo coinvolgimento nella "Primavera di Damasco". Egli soffre di diabete, di ipertensione e delle conseguenze di un ictus, ma gli è stato negato l'accesso a cure mediche adeguate.

*Il corpo di 'Abd al-Mo'ez Salem è stato, stando alle fonti, restituito alla sua famiglia ad Areeha il 4 luglio e sepolto in presenza di agenti dei servizi segreti militari che non hanno permesso che il corpo fosse visto o preparato per il funerale. A quanto è parso egli era stato trattenuto in incommunicado per circa cinque anni, anche presso la Divisione Palestina.

*'Aref Hannoush, di 16 anni, era tra i circa nove giovani che, stando alle accuse, erano stati torturati e altrimenti maltrattati mentre erano detenuti a Damasco nel mese di agosto. Essi hanno affermato di essere stati confinati in condizioni degradanti e che ne impedivano i movimenti, erano stati privati del sonno o dell'accesso alla toilette e picchiati, anche tramite la tecnica del dulab (essere pigiati dentro a un copertone d'auto e percossi).

 

"Guerra al terrore"

*Muhammad Zammar, arrestato in Marocco e trasferito con la forza in Siria nel dicembre 2001, secondo quanto è parso nel contesto del programma di rendition gestito dagli Stati Uniti, è stato giudicato colpevole a febbraio al termine di un processo iniquo di quattro capi d'imputazione, compresa l'appartenenza all'organizzazione fuorilegge della Fratellanza Musulmana siriana. Nel corso del processo non è stata esibita alcuna prova di tale appartenenza e la Fratellanza Musulmana ha negato che Muhammad Zammar ne fosse mai stato membro o avesse mai avuto legami concreti con essa o con qualcuno dei suoi membri.

 

Discriminazione e violenza sulle donne

È stato riferito che a gennaio il ministro degli Affari Sociali e del Lavoro aveva dichiarato illegale l'Associazione delle donne siriane, attiva sin dal 1948. A febbraio, il ministro ha ordinato lo scioglimento di un'altra associazione femminile, l'Organizzazione per l'iniziativa sociale e a settembre ha respinto la richiesta di autorizzazione presentata da cinque ONG, compresa l'Organizzazione a sostegno delle donne e delle vittime di violenza domestica.

A febbraio, il Gran muftì siriano, sceicco Ahmed Badreddin Hassoun, ha affermato che i delitti "d'onore" erano sbagliati, che per provare un atto di adulterio occorrevano quattro testimoni, e che egli aveva chiesto al ministro della Giustizia di istituire un comitato per emendare la legge sui delitti "d'onore".

A giugno, il Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione contro le donne ha raccomandato che le autorità siriane intervenissero per migliorare la condizione delle donne. Il Comitato ha richiesto: di abrogare o emendare le leggi discriminatorie, comprese le clausole relative della legge sullo status personale, il codice penale e la legge sulla nazionalità; di criminalizzare lo stupro maritale; che gli esecutori di delitti "d'onore" non fossero esentati dall'essere perseguiti o beneficiassero di una qualche riduzione di pena; di istituire case protette o qualsiasi altro servizio di assistenza per le donne vittime di violenza; e che alle ONG per i diritti delle donne e altri diritti umani fosse concesso di operare indipendentemente dal governo.

 

Discriminazione contro la minoranza curda

I curdi siriani hanno continuato a subire discriminazioni basate sull'identità, comprese restrizioni all'uso della lingua e alla cultura curda. Decine di migliaia di curdi siriani sono rimasti di fatto apolidi ed è stato pertanto loro negata parità di accesso ai diritti economici e sociali.

*L'artista curdo Salah 'Amr Sheerzad è stato detenuto e maltrattato presso una divisione della sicurezza ad Aleppo dopo che aveva partecipato a un evento musicale, stando alle fonti nel mese di marzo.

*Stando alle fonti, otto curdi sono stati arrestati il 5 aprile e detenuti per 10 giorni presso la divisione della Sicurezza politica a Damasco. Essi sono stati a quanto pare arrestati per aver indossato bracciali che mostravano i colori della bandiera curda.

 

Difensori dei diritti umani

Diverse organizzazioni per i diritti umani non autorizzate sono rimaste operative malgrado i loro membri fossero a rischio di arresto, vessazioni, e fosse loro impedito di recarsi all'estero.

*Il 24 aprile, la Corte penale ha giudicato colpevole Anwar al-Bunni, avvocato e presidente del Centro siriano per gli studi e le ricerche legali, di «diffusione di informazioni false dannose per la nazione» e lo ha condannato a cinque anni di carcere. L'accusa si riferiva a una dichiarazione da lui pronunciata nell'aprile 2006 riguardo al decesso in custodia di Muhammad Shaher Haysa, in palese conseguenza del maltrattamento subito e tale da poter configurarsi quale tortura. Anwar al-Bunni, prigioniero di coscienza, è stato duramente picchiato dalle guardie carcerarie il 25 gennaio.

*Il 1° novembre, le autorità hanno impedito agli avvocati per i diritti umani Muhannad al-Hasani, Khalil Ma'atouq, Mustafa Osso, Radif Mustafa e Hasan Masho di recarsi in Egitto per partecipare a un seminario organizzato dalla Federazione internazionale per i diritti umani e dall'Istituto del Cairo per gli studi sui diritti umani.

 

Pena di morte

La pena di morte è rimasta in vigore per una vasta gamma di reati. Almeno sette persone sono state messe a morte, secondo quanto riferito, in pubblico. Essi erano stati condannati a morte in seguito a processi gravemente iniqui davanti alla Corte militare da campo in cui gli imputati non sono rappresentati da un legale e dove non vi è alcun diritto d'appello.

*Cinque prigionieri, Radwan 'Abd al-Qadr Hassan Muhammad, Kheiro Khalif al-Fares, 'Abd al-Hai Faisal 'Abd al-Hai, Saleh Youssef Mahmoud e Hassan Ahmed Khallouf, sono stati impiccati in pubblico ad Aleppo il 25 ottobre. Gli ultimi due non avevano più di 18 anni all'epoca della loro esecuzione e pertanto potrebbe trattarsi di condannati minorenni. Secondo i media di Stato siriani, coloro che erano stati messi a morte avevano commesso «svariati omicidi e rapine a mano armata e avevano terrorizzato cittadini innocenti».

 

Sparizioni forzate

È rimasta sconosciuta la sorte di circa 17.000 persone, in maggioranza islamisti, vittime di sparizioni forzate dopo che erano state arrestate alla fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta, e di centinaia di libanesi e palestinesi che furono detenuti in Siria o rapiti dal Libano dalle forze siriane o dalle milizie libanesi e palestinesi.

 

Missioni e rapporti di Amnesty International

Amnesty International si è recata in Siria a giugno per esaminare la situazione dei profughi iracheni e per ottenere informazioni riguardo alle violazioni dei diritti umani in Iraq.


Iraqi refugees in Syria (MDE 14/036/2007)

 
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