Capo di Stato: Bamir Topi (subentrato ad Alfred Moisiu a luglio)
Capo del governo: Sali Berisha
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 3,1 milioni
Speranza di vita: 76,2 anni
Mortalitą infantile sotto i 5 anni (m/f): 32/28
Alfabetizzazione adulti: 98,7%
La fiducia dell'opinione pubblica nel sistema giudiziario č rimasta a livelli bassi. Il Procuratore generale č stato destituito a novembre, con motivazioni legali discutibili. Le condizioni di molti prigionieri rinviati a giudizio e condannati in via definitiva hanno continuato a essere dure, a causa del sovraffollamento, di situazioni igieniche e cure mediche precarie. Rapporti hanno riferito che alcuni detenuti sono stati maltrattati dalla polizia mentre erano in custodia o in detenzione in attesa di giudizio. La tratta di donne e bambini a scopo di prostituzione o altre forme di sfruttamento č continuata, benché sia apparsa in diminuzione.
Nonostante i progressi in campo economico, i livelli di povertą e disoccupazione sono rimasti elevati. Questo, unitamente alle precarie condizioni dei settori della sanitą e dell'istruzione nelle zone rurali, ha provocato una continua migrazione urbana, determinando situazioni di mancanza di un tetto dove vivere e, di conseguenza, l'insediamento in sistemazioni abusive.
Ad aprile, il parlamento ha adottato emendamenti al codice penale militare revocando tutte le clausole che prevedevano la pena di morte, che fu abolita per i reati ordinari nel 2000.
A settembre, l'Albania ha ratificato la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate. A novembre ha ratificato i Protocolli opzionali alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia relativi alla vendita di bambini, la prostituzione infantile e la pornografia infantile; e sui bambini nei conflitti armati.
Uno studio governativo pubblicato a novembre ha rilevato che circa un terzo delle donne aveva sperimentato situazioni di violenza domestica, la cui incidenza appariva in aumento. La violenza domestica non č specificatamente vietata dal codice penale, e sono pochi i casi che approdano in tribunale, a meno che non si tratti di casi che implicano il decesso o gravi lesioni della vittima.
A giugno č entrata in vigore una legge civile sulle misure contro la violenza nelle relazioni familiari, la quale ha l'obiettivo di prevenire tali violenze e di fornire concreta protezione alle vittime. A luglio un tribunale di Tirana ha emesso la prima ordinanza di protezione d'emergenza ai sensi del nuovo provvedimento. A novembre č stato istituita presso la forza di polizia di Tirana la prima unitą speciale incaricata di seguire casi di violenza domestica e di protezione di minorenni.
A febbraio, l'Albania ha ratificato la Convenzione del Consiglio d'Europa sull'azione contro la tratta di esseri umani. Secondo fonti della polizia, la tratta di donne e bambini č diminuita in modo considerevole nel 2007, con 13 casi riportati in cui le vittime erano donne e sette casi in cui erano coinvolti minorenni. Tuttavia, le ONG sospettano, con ogni probabilitą a ragione, che il numero dei casi non riportati sia notevolmente superiore. Otto uomini sono stati giudicati colpevoli per aver trafficato donne e altri due per aver trafficato minorenni.
*A gennaio, la Corte per i reati gravi ha condannato Fatos Kapllani e Arben Osmani rispettivamente a 16 e a 15 anni di carcere per aver trafficato minorenni verso la Grecia e averli costretti a lavorare nell'ambito della prostituzione o come mendicanti.
*A giugno due uomini di Lushnja sono stati arrestati e accusati per aver trafficato una ragazza di 16 anni verso la Grecia dove č stata costretta a lavorare come prostituta.
La protezione dei testimoni č rimasta problematica e spesso le vittime sono state riluttanti a denunciare i loro trafficanti alla polizia per paura di ritorsioni. Gli impiegati presso il Dipartimento per la protezione dei testimoni del ministero dell'Interno hanno ricevuto una formazione specifica sulla protezione dei testimoni e ad aprile il governo ha approvato standard per il trattamento delle vittime. Ciononostante, a novembre, fonti hanno riferito che la polizia aveva avviato procedure contro una ragazza di 17 anni per «omessa denuncia di reato» dopo che la ragazza si era rifiutata di identificare le persone che l'avevano trafficata verso l'Italia a scopo di prostituzione forzata quando aveva 14 anni.
A settembre il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT) ha pubblicato il suo rapporto sulla sua visita in Albania nel marzo 2006. In quell'occasione furono visitate le strutture riservate ai detenuti in attesa di giudizio delle stazioni di polizia di Durrės e Fier e le celle di due stazioni di polizia di Tirana. Il rapporto ha criticato le «condizioni deplorevoli» di Durrės, Fier e le guardine di una stazione di polizia di Tirana, cosģ come l'inadeguatezza delle cure mediche.
Il trasferimento di competenze per i prigionieri in attesa di giudizio dal ministero dell'Interno al ministero della Giustizia č stato completato a giugno e quanti erano trattenuti nelle stazioni di polizia sono stati spostati nelle carceri. Sebbene le condizioni fossero migliori, la sistemazione dei detenuti in attesa di giudizio ha sottoposto a ulteriori disagi le gią sovraffollate strutture. La costruzione di due nuove carceri e di un centro per detenuti in attesa di giudizio a fine anno non era stata ancora completata.
Alla data di ottobre, la popolazione carceraria ammontava complessivamente a 4.638 unitą, superando di 1.172 la sua capacitą. In conseguenza di ciņ, i detenuti in attesa di giudizio sono stati rinviati, o sono rimasti, nelle stazioni di polizia, in violazione della legge.
A settembre, secondo quanto riferito, 16 detenuti erano trattenuti presso la centrale di polizia di Tirana in quattro celle designate a contenere una persona ciascuna. I prigionieri affetti da malattie mentali sono stati spesso trattenuti assieme agli altri prigionieri a causa della mancanza di spazio nell'ala ospedaliera del carcere di Tirana. I lavori di costruzione a Durrės di un ospedale per prigionieri affetti da malattie mentali sono iniziati ad agosto.
*A novembre, il Comitato di Helsinki albanese ha criticato le condizioni nel carcere per rinviati a giudizio di Vlora, dove 92 detenuti erano rinchiusi in celle con una capacitą pari a soltanto 46 detenuti. Tra questi figuravano cinque minorenni di etą compresa tra i 14 e i 17 anni, i quali erano tenuti in celle assieme agli adulti, in violazione della legge.
A febbraio sono stati introdotti emendamenti all'art.86 del codice penale relativi alla tortura e altri maltrattamenti. Questi hanno inserito la definizione di tortura secondo quanto sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. Tuttavia, la mancata completa revisione dei codici penale e di procedura penale ha fatto sģ che gli agenti di polizia, se perseguiti per maltrattamento o tortura, fossero con maggiori probabilitą passibili di incriminazione per reati minori. Nell'arco dell'anno non si č avuta notizia di alcun agente di polizia giudicato colpevole di tortura o maltrattamenti.
Il CPT ha riportato che nel maggio 2006 aveva ricevuto alcune denunce da parte di detenuti che sostenevano di essere stati sottoposti a «deliberati maltrattamenti fisici mentre erano in custodia di polizia, in particolare nel corso degli interrogatori». In aggiunta a ciņ, alcuni prigionieri rinviati a giudizio nella stazione di polizia di Durrės hanno accusato che membri della forza d'intervento speciale della struttura li avevano ammanettati, ponendo loro sulla testa degli elmetti e li avevano percossi su tutta la testa con degli arnesi.
*Ad agosto, un giornalista ha riferito di essere stato testimone di un episodio in cui agenti di polizia avevano preso a pugni e calci un suo conoscente, Ilir Nastimi, presso una stazione di polizia nella cittadella degli studi di Tirana.
*Mentre a novembre i commissari dell'ufficio del Difensore civico stavano ispezionando le condizioni della prigione per rinviati a giudizio di Vlora, essi hanno sentito che un detenuto, Ilirian Malaj, era stato quello stesso giorno picchiato dalle guardie carcerarie dopo che aveva protestato in merito a una perquisizione della cella. Ilirian Malaj aveva riportato ferite visibili, in seguito refertate da una perizia medico-legale; il suo resoconto č stato confermato da altri detenuti. Il Difensore civico ha richiesto un'indagine per l'accusa di tortura nei confronti di quattro guardie di cui č noto il nome.
Oltre 45.000 famiglie erano registrate come senzatetto; tra i gruppi pił vulnerabili vi erano all'incirca 340 persone che erano finite in orfanotrofio quand'erano minorenni. In violazione della legge interna, lo Stato non aveva fornito loro un alloggio adeguato quando queste avevano raggiunto l'etą adulta e avevano completato la scuola secondaria. Molte di loro vivevano in residenze scolastiche decrepite, dividendo una stanza singola con diverse altre persone, senza la sicurezza di potervi rimanere.
Delegati di Amnesty International hanno visitato l'Albania ad aprile e novembre.
Albania: "No place to call home" - Adult orphans and the right to housing (EUR 11/005/2007)