Capo di Stato: Heinz Fischer
Capo del governo: Alfred Gusenbauer (subentrato a Wolfgang Schüssel a gennaio)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 8,2 milioni
Speranza di vita: 79,4 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 6/5‰
È stata applicata la detenzione sistematica dei richiedenti asilo e i migranti sono stati espulsi senza che fossero adeguatamente tenuti in considerazione i legami familiari e la vita privata. Il meccanismo per il controllo dei luoghi di detenzione non si è dimostrato indipendente, né onnicomprensivo. Le persone in custodia di polizia in tutto il paese non hanno ottenuto i necessari indennizzi per casi di decessi e maltrattamenti.
L'approvazione di riforme legislative ha cancellato la possibilità per i richiedenti asilo di rivolgersi al tribunale amministrativo, diminuendo perciò in maniera consistente la tutela dei loro diritti umani.
La legge 2005 sulla polizia per gli stranieri, che non è conforme agli standard internazionali, ha permesso alle autorità di continuare a detenere sistematicamente i richiedenti asilo all'arrivo nel paese, senza che venissero considerati l'età, le condizioni di salute o i legami familiari - violando così il loro diritto alla vita privata e familiare. In molti casi la detenzione è stata prolungata, sproporzionata e illegittima. Inoltre, le condizioni di detenzione erano tali da essere assimilate a maltrattamenti e i richiedenti asilo non hanno avuto accesso né immediato, né regolare all'assistenza legale.
Tra le persone detenute in attesa di espulsione vi erano anche minorenni, in violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia, e persone vittime di traumi.
*Un disabile originario della Moldova, che aveva abbandonato il proprio paese per sfuggire alla malavita organizzata, è stato detenuto per tre mesi prima che gli venisse concesso asilo.
*Un cittadino russo è stato detenuto per cinque mesi, in attesa dell'espulsione, nonostante fosse molto malato e soffrisse di forti mal di testa e dolori al torace.
Nel mese di novembre il Comitato diritti umani delle Nazioni Unite ha espresso preoccupazione per le lievi condanne emesse dalle autorità austriache in casi di decessi e maltrattamenti durante la custodia di polizia. Il Comitato ha raccomandato che tali casi fossero oggetto di inchiesta immediata, imparziale e indipendente da parte di un organismo esterno al ministero degli Interni. Il codice penale austriaco non prevede il reato di tortura così come previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura.
*L'11 settembre 2007 l'autorità disciplinare d'appello ha confermato la permanenza in servizio di quattro agenti di polizia condannati per reati assimilabili alla tortura. Inoltre ha ridotto l'entità delle multe che erano state loro comminate (corrispondenti a somme variabili da uno a cinque mesi di stipendio). Il 7 aprile 2006, a Vienna, gli agenti avevano condotto il cittadino del Gambia Bakary J. in un magazzino vuoto, in cui lo avevano gravemente maltrattato, simulando anche una finta esecuzione. Secondo gli agenti, le ferite riscontrate sul corpo di Bakary J. erano autoinflitte, in conseguenza del suo tentativo di fuggire. A fine dell'anno Bakary J. non aveva ancora ricevuto alcun indennizzo.
Non si è posto rimedio alle scappatoie presenti nelle procedure di controllo delle transazioni e non vi è stato alcun monitoraggio o verifica dell'impiego delle armi dopo la consegna. La legge sul materiale bellico ha continuato a non avere sufficienti salvaguardie e trasparenza. In particolare, i criteri per il diniego di trasferimenti di armi consentono un preoccupante margine discrezionale, che può avere come risultato l'esportazione di armi verso chi perpetra gravi e persistenti violazioni dei diritti umani.