Capo di Stato: Alyaksandr Lukashenko
Capo del governo: Sergei Sidorskiy
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 9,6 milioni
Speranza di vita: 68,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 20/14‰
Alfabetizzazione adulti: 99,6%
È proseguito il giro di vite sulla società civile da parte delle autorità di governo. Qualsiasi forma di attività pubblica non approvata dallo Stato, compreso il culto religioso, è risultata passibile di perseguimento giudiziario e i diritti alle libertà di espressione, associazione e riunione sono stati disattesi. Attivisti dell'opposizione sono stati condannati a lunghe pene detentive per aver espresso in modo pacifico le proprie opinioni o attivisti sono stati oggetto di vessazioni e perseguiti ai sensi del codice amministrativo per reati minori e multati o detenuti per brevi periodi. Organizzazioni per i diritti umani e dell'opposizione hanno incontrato notevoli difficoltà nell'ottenere la registrazione e attivisti sono stati perseguiti per aver agito per conto di organizzazioni non registrate. La Bielorussia continua a essere l'unico paese d'Europa in cui sono messi a morte prigionieri.
A dicembre, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione di condanna delle violazioni dei diritti umani in Bielorussia e in cui si richiede, tra le altre cose, il rilascio di tutte le persone detenute per motivi politici, la fine dei procedimenti giudiziari, delle vessazioni e le intimidazioni nei confronti degli oppositori politici e difensori dei diritti umani, il rispetto dei diritti alla libertà di parola, di riunione e di associazione, e il rispetto del diritto alla libertà di religione o credo.
Persone critiche del governo sono state condannate a lunghe pene detentive o hanno continuato a scontare lunghe sentenze di condanna al carcere per aver espresso apertamente la loro opposizione. Alyaksandr Kozulin, candidato alla presidenza alle elezioni del marzo 2006, ha continuato a scontare la sua sentenza di condanna a cinque anni e mezzo di carcere comminata nel 2006 per «vandalismo» e «organizzazione di attività di gruppo che violano l'ordine pubblico». Alyaksandr Kozulin aveva protestato contro il modo in cui erano state condotte le elezioni, giudicate dall'OSCE come inique.
*Il 25 marzo, circa 50-60 persone sono state arrestate in tutto il paese nel corso di manifestazioni pacifiche in occasione della Giornata della Libertà che segnava l'anniversario della creazione della Repubblica popolare bielorussa nel 1918, celebrata dall'opposizione ma non riconosciuta ufficialmente. La maggior parte degli arrestati sono stati successivamente condannati fino a 15 giorni di detenzione amministrativa. Secondo quanto riferito, la polizia ha colpito con pugni e manganelli i manifestanti per impedire loro di radunarsi in Piazza Ottobre nel centro cittadino della capitale Minsk. Vintsuk Vyachorka e Vyacheslav Siuchyk, due degli organizzatori, sono stati arrestati il 13 marzo. Vintsuk Vyachorka è stato accusato di impiego di linguaggio osceno; Vyacheslav Siuchyk è stato inizialmente arrestato per la sua somiglianza con un noto criminale e poi accusato per aver urinato per strada. Entrambi i politici hanno negato le suddette accuse. In processi separati dibattuti il 4 aprile entrambi sono stati giudicati colpevoli di vandalismo spicciolo, ma il giudice non ha comminato alcuna ammenda né alcuna pena detentiva poiché i reati erano di natura «insignificante».
Associazioni per i diritti umani e organizzazioni dell'opposizione hanno incontrato notevoli ostacoli nel momento in cui cercavano di farsi registrare ufficialmente, e indebiti rigidi controlli sulle loro attività. Sono state pronunciate molte condanne ai sensi dell'art.193¹ del codice penale. Tale articolo fu inserito nel codice penale nel dicembre 2005 e pone fuori legge qualsiasi attività per conto di un'organizzazione che sia stata chiusa o che non sia stata registrata indipendentemente dalla natura della sua attività. Nel 2007 la legge è stata impiegata quasi esclusivamente contro membri del movimento giovanile di opposizione, Malady Front (Fronte della Gioventù). Malady Front aveva richiesto per quattro volte la registrazione, richiesta che è stata ogni volta rifiutata.
*Il 29 maggio, cinque membri di Malady Front, Nasta Palazhanka, Boris Garetskii, Oleg Korban, Zmitser Fedoruk, e Aleksei Yanushevskii, sono stati giudicati colpevoli di «organizzazione o partecipazione in attività di una organizzazione non registrata». Quattro degli accusati sono stati multati e il quinto membro dell'associazione ha ricevuto una diffida ufficiale. Il 4 settembre altri due membri dell'organizzazione, Ivan Shilo e Nasta Azarka, sono stati anch'essi giudicati colpevoli dello stesso reato in due processi distinti. Nasta Azarka è stato multato, ma nel caso di Ivan Shilo il giudice non ha emesso una sentenza di condanna. Zmitser Dashkevich, uno dei leader di Malady Front che era stato condannato a 18 mesi di carcere nel 2006 ai sensi dell'art.193¹, è stato processato mentre stava scontando la sua sentenza. Egli è stato condannato il 9 novembre per essersi rifiutato di fornire prove in qualità di testimone e multato. L'accusa si riferiva alle indagini della polizia su Ivan Shilo.
*Il 24 luglio, il Comitato diritti umani delle Nazioni Unite ha deliberato che lo scioglimento dell'organizzazione per i diritti umani Viasna (Primavera) nel 2003 costituiva una violazione del diritto di associazione e che l'organizzazione aveva diritto a un rimedio legale appropriato, tra cui una nuova registrazione e un risarcimento. I membri di Viasna avevano richiesto una nuova registrazione il 23 luglio, ma la domanda è stata respinta il 28 agosto con motivazioni diverse, compreso il fatto che 20 dei suoi 69 membri fondatori erano stati giudicati colpevoli di reati amministrativi. Il ricorso dell'organizzazione è stato respinto il 26 ottobre.
La Bielorussia mantiene la pena di morte per «omicidio premeditato e aggravato» e atri 12 reati. Non esistono statistiche ufficiali sul numero di esecuzioni condotte nel periodo preso in esame. L'esecuzione avviene tramite un colpo di pistola alla nuca e ai parenti non viene comunicata ufficialmente la data dell'esecuzione né il luogo dove è sepolto il corpo del loro congiunto. Secondo notizie di stampa, il 22 maggio la Corte Suprema ha comminato la sentenza di morte nei confronti di Alyaksandr Syarheychyk per sei omicidi, e altri reati. Secondo quanto riferito, questi è stato messo a morte a novembre, ma la data esatta e il luogo della sepoltura non sono stati resi noti. Il 9 ottobre Syarhey Marozaw e Ihar Danchanka sono stati condannati a morte per una serie di omicidi compiuti nella regione di Gomel. Si trattava della seconda sentenza di morte comminata nei confronti dei due uomini, i quali erano stati in precedenza condannati a morte nel dicembre 2006 assieme a Valery Harbaty. Il 16 novembre, nel commentare la Risoluzione delle Nazioni Unite sulla Moratoria globale sulla pena di morte approvata il giorno prima, il ministro degli Affari Interni ha dichiarato ai giornalisti che era troppo presto per introdurre una moratoria in Bielorussia.
Sono continuate le restrizioni nei confronti delle comunità religiose. Ai sensi della restrittiva legge sulla religione del 2006, soltanto le associazioni registrate a livello nazionale hanno il diritto a isitituire monasteri, missioni e istituti scolastici, così come a invitare cittadini stranieri a pregare o a condurre altre attività religiose in Bielorussia. L'autorizzazione dello Stato è richiesta per celebrare servizi religiosi in edifici non religiosi, pertanto gli enti che non possiedono delle proprietà, come le chiese protestanti, incontrano sempre maggiori difficoltà a trovare un luogo in affitto.
*Il cittadino polacco Jaroslaw Lukasik, un pastore protestante e membro dell'Unione evangelico cristiana, è stato arrestato il 27 maggio durante un raid della polizia intervenuta nel corso di un servizio religioso tenuto nell'abitazione privata del pastore Antoni Bokun della Chiesa pentecostale di Giovanni Battista. Egli è stato rilasciato il giorno stesso in seguito alla visita del console polacco alla stazione di polizia. Il 30 maggio egli è stato condannato ai sensi del codice amministrativo per aver tenuto un incontro non autorizzato e aver celebrato «attività religiose illecite». Egli è stato raggiunto da un mandato di espulsione e multato per una cifra pari a un mese di salario. Jaroslaw Lukasik risiedeva in Bielorussia dal 1999, e sia sua moglie che i suoi tre figli sono cittadini bielorussi. Jaroslaw Lukasik è stato espulso l'8 giugno.
Donne sono state trafficate della Bielorussia, anche a scopo di sfruttamento sessuale, verso l'Europa Occidentale, il Medio Oriente e la Russia. Secondo il Rapporto sulla Tratta di Persone del Dipartimento di Stato americano, pubblicato a giugno, il governo ha cercato significativamente di perseguire i trafficanti, ma non ha offerto protezione e assistenza adeguata alle vittime, facendo esclusivamente affidamento su organizzazioni non governative per questo tipo di sostegno. Non sono stati compiuti progressi per introdurre una legge contro la violenza domestica.
Una delegata di Amnesty International ha assistito in qualità di osservatrice a un processo tra il 3 e il 5 settembre.
Commonwealth of Independent States: Belarus - the sole executioner (EUR 04/002/2007)
Belarus: Fear of imminent execution (EUR 49/009/2007)
Elections to the United Nations Human Rights Committee: background information on candidate countries (IOR 41/012/2007)
Europe and Central Asia: Summary of Concerns in the Region, January - June 2007 (EUR 01/010/2007)