Capo di Stato: Václav Klaus
Capo del governo: Mirek Topolánek
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 10,2 milioni
Speranza di vita: 75,9 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 6/5‰
La minoranza rom ha continuato a subire discriminazione e intolleranza. Secondo quanto riferito, i rom e altri gruppi emarginati sono stati oggetto di maltrattamenti da parte della polizia e di attacchi razzisti da parte di soggetti privati. Le accuse secondo cui la Repubblica Ceca aveva consentito voli di rendition sono rimaste senza risposta.
Nonostante i programmi contro la discriminazione, questa è continuata nei confronti dei rom, specialmente nell'ambito della casa, dell'istruzione, della sanità e dell'impiego. Un sondaggio condotto ad aprile ha rivelato il persistere del pregiudizio nei confronti dei rom, con 9 su 10 intervistati i quali hanno risposto di ritenere che avere dei vicini rom costituisse un «problema». Ad agosto, il Comitato diritti umani delle Nazioni Unite (HRC) ha espresso il proprio rammarico per la mancata adozione da parte della Repubblica Ceca di una legge anti-discriminazione.
Ad aprile, attivisti per i diritti rom hanno sporto una denuncia penale riguardante i discorsi incitanti all'odio a carico del vice primo ministro e leader cristiano democratico Jiří Čunek, sindaco della città di Vsetín, in occasione dello sgombero forzato di famiglie rom dalla municipalità nel 2006. Egli era stato citato dal giornale Blesk (Illuminazione) per aver affermato che «per aver diritto ai sussidi statali come nel caso dei rom, altri avrebbero dovuto abbronzarsi, comportarsi in modo turbolento e accendere fuochi nelle piazze delle città prima di essere considerati dai politici come poveri in canna».
A ottobre, la polizia ha archiviato la denuncia penale. In risposta, diverse ONG rom hanno presentato una denuncia costituzionale contro la polizia. Jiří Čunek si è dimesso a novembre, in seguito ad accuse di corruzione.
Il Difensore civico Otakar Motejl ha concluso che lo sgombero forzato di diverse famiglie rom in zone molto isolate del paese dalla città di Vsetín nel 2006 era stato un «errore». Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, e il Relatore Speciale delle Nazioni Unite per i diritti abitativi Miloon Kothari hanno emesso una dichiarazione congiunta a ottobre in cui si affermava che, nel caso dei rom, la Repubblica Ceca violava il diritto a un alloggio. Essi hanno inoltre criticato gli uffici pubblici locali per aver dato appoggio all'escalation di intolleranza nei confronti dei rom e hanno evidenziato come gli sgomberi forzati dei rom dai centri cittadini verso zone isolate erano divenute una prassi politica. A novembre, è stato annunciato che un'agenzia governativa per l'eliminazione della segregazione sociale nelle località rom avrebbe iniziato a lavorare in 12 località a partire dal gennaio 2008.
Il Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione razziale (CERD) ha espresso preoccupazione per il fatto che la legge ceca non proibisca in modo chiaro la discriminazione razziale nel diritto a un alloggio, e l'HRC ha condannato i continui sgomberi forzati e il persistere di "ghetti" rom.
A novembre, la Camera grande della Corte Europea dei diritti umani ha concluso, con una sentenza storica, che la Repubblica Ceca aveva discriminato i bambini rom inserendoli in scuole speciali per bambini con difficoltà di apprendimento unicamente sulla base della loro origine rom. A seguito della sentenza, la Commissione europea ha sollecitato la Repubblica Ceca a intraprendere provvedimenti concreti sul campo al fine di «arginare la segregazione» e di porre fine alla discriminazione nei confronti dei bambini rom.
Sebbene l'HRC e il CERD abbiano riconosciuto che la Repubblica Ceca aveva cessato di inserire i bambini rom in «scuole speciali» per bambini con difficoltà di apprendimento, permanevano preoccupazioni per lo sproporzionalmente elevato numero di bambini rom segregati in classi formate esclusivamente da rom nelle altre scuole, dove seguivano programmi scolastici differenti rispetto alla maggioranza della popolazione. In aggiunta a ciò, i programmi scolastici non tenevano conto dell'identità e della situazione culturale dei bambini rom.
L'HRC ha espresso preoccupazione alle notizie secondo cui un levato numero di bambini rom venivano tolti dalle loro famiglie e inseriti in istituti sociali.
Il CERD e il Comitato europeo per la prevenzione della tortura hanno sollevato preoccupazioni riguardo alle accuse di maltrattamento e uso eccessivo della forza da parte di agenti di polizia, in particolare nei confronti di rom e di minorenni, anche attraverso la detenzione e la coercizione a confessare reati minori. A luglio, la Corte Suprema ha confermato la sentenza a due anni di carcere nei confronti di un ex poliziotto di Brno per ricatto e abuso di potere da parte di pubblico funzionario preposto all'ordine che aveva agito contro un quattordicenne rom. Le notizie di cattiva condotta della polizia non sono cessate, in particolare nei confronti di rom e altri gruppi emarginati, e in special modo nelle fasi dell'arresto e durante la detenzione. Il CERD ha espresso rammarico per la mancata istituzione di un organismo indipendente dotato dell'autorità di indagare le denunce di condotta illegale da parte della polizia.
*A luglio la Corte d'Appello della Città di Praga ha assolto Yekta Uzunoglu, un cittadino tedesco di origine curda, giudicato colpevole di ricatto e tortura nei confronti di un cittadino straniero. Yekta Uzunoglu aveva denunciato di essere stato sottoposto a tortura e maltrattamenti quando fu arrestato dalla polizia nel 1994. Amnesty International ha richiesto alle autorità di indagare sulle presunte violazioni procedurali del diritto di Yekta Uzunoglu a un equo processo.
L'HRC e il CERD hanno espresso preoccupazione per il fatto che delle donne, la maggior parte delle quali di etnia rom, fossero state sottoposte a sterilizzazione forzata senza consenso. Nonostante una sentenza del 1991 avesse posto fine a questo tipo di operazioni, le sterilizzazioni forzate senza consenso di donne sono state condotte fino alla fine del 2004.
*A gennaio, l'Alta Corte di Olomouc ha emesso un verdetto storico nel caso, risalente al 2001, della sterilizzazione illegale di Helena Ferenčíková, richiedendo all'ospedale che aveva effettuato la sterilizzazione di emettere delle scuse formali. Tuttavia, l'Alta Corte non ha assegnato a Helena Ferenčíková 1 milione di corone ceche (pari all'incirca a €35.400) che la donna aveva chiesto quale indennizzo per danni fisici e psicologici.
L'HRC ha concluso ad agosto che le cure mentali nel paese erano inumane e degradanti, e ha richiesto profonde riforme. Il Comitato ha espresso preoccupazione per l'uso persistente di letti-gabbia chiusi negli istituti psichiatrici. Altro motivo di preoccupazione ha destato la detenzione forzata di persone con meri «segni di malattia mentale» e il controllo inadeguato da parte dei tribunali delle procedure tramite le quali le persone venivano confinate in istituti psichiatrici.
Secondo le accuse dell'HRC e di altre organizzazioni gli aeroporti cechi erano stati utilizzati quali punti di transito per i voli di rendition verso paesi in cui i detenuti erano a rischio di tortura o maltrattamenti. L'HRC ha richiesto una indagine sul possibile transito attraverso gli aeroporti cechi. Il governo ha negato di essere a conoscenza di tali episodi.
La Repubblica Ceca è rimasta il solo paese membro dell'Unione Europea a non aver ratificato lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale.
Delegati di Amnesty International si sono recati nella Repubblica Ceca a febbraio.
Europe and Central Asia: Summary of Amnesty International's Concerns in the Region: July - December 2006 (EUR 01/001/2007)
Czech Republic: Fair trial concerns in the case of Yekta Uzunoglu (EUR 71/001/2007)
Czech Republic: European Court decision on discrimination in education (EUR 71/002/2007)