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Georgia

Georgia

Capo di Stato: Nino Burdzhanadze (subentrato a Mikheil Saakashvili a novembre)
Capo del governo: Lado Gurgenidze (subentrato a Zurab Noghaideli a novembre)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 4,4 milioni
Speranza di vita: 70,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 45/37‰

  1. Contesto
  2. Vaglio internazionale
  3. Violenza sulle donne
  4. Violazioni da parte della polizia
  5. Sistema giudiziario
  6. Abkhazia e Ossezia del Sud
  7. Missioni e rapporti di Amnesty International

Le case protette per le donne in fuga dalla violenza domestica sono risultate insufficienti e alcune misure per proteggere le donne dalla violenza sono state rinviate. Secondo quanto riferito, la polizia ha impiegato un uso eccessivo della forza per disperdere manifestazioni anti-governative a novembre, e durante tutto l'anno sono giunte notizie di pestaggi da parte della polizia di sospetti durante le fasi dell'arresto. Sono stati riferiti processi iniqui di oppositori politici al governo.

 

Contesto

Le manifestazioni di massa di novembre hanno richiesto le dimissioni del presidente Mikheil Saakashvili, elezioni parlamentari, cambiamenti della legge elettorale e il rilascio di Irakli Batiashvili (cfr. oltre). Il 7 e l'8 novembre la polizia, secondo quanto riferito, ha impiegato un uso eccessivo della forza per disperdere i dimostranti. Il presidente ha dichiarato lo Stato di emergenza, limitando il diritto di ricevere e divulgare informazioni, di libertà di riunione e di sciopero. L'8 novembre egli ha annunciato elezioni presidenziali per il gennaio 2008 e un referendum sulla cadenza delle elezioni parlamentari. Il 25 novembre ha rassegnato le dimissioni allo scopo di concorrere per le elezioni presidenziali.

 

Vaglio internazionale

***Comitato europeo per la prevenzione della tortura

A ottobre il Comitato europeo per la prevenzione della tortura ha pubblicato un rapporto in cui venivano osservati progressi nella prevenzione dei maltrattamenti di persone in custodia di polizia ma in cui si affermava il continuo verificarsi di casi di maltrattamenti di detenuti. Il rapporto rilevava che le condizioni in molte strutture di detenzione erano carenti, e in una struttura gravemente sovraffollata di Tbilisi si configuravano quale trattamento inumano e degradante.

***Comitato diritti umani delle Nazioni Unite

A ottobre il Comitato diritti umani delle Nazioni Unite ha espresso preoccupazione riguardo alla tortura e altri maltrattamenti, alle condizioni carcerarie, all'interferenza con l'indipendenza della magistratura, alla violenza domestica, ai rapporti di sgomberi forzati di sfollati e alle violazioni dei diritti delle minoranze etniche. Il Comitato ha sollecitato la Georgia a redigere e attuare un esaustivo piano d'azione contro la tortura e altri maltrattamenti, a indagare le accuse e ad assicurare alla giustizia i responsabili e a garantire che le vittime abbiano accesso a forme di riparazione, risarcimenti compresi. Ha inoltre richiesto alla Georgia di indagare sulle denunce di violenza sporte da donne e di assicurare alla giustizia i responsabili, e di creare un numero sufficiente di case protette per quante fuggono dalla violenza domestica.

 

Violenza sulle donne

Le autorità hanno intrapreso alcune misure per attuare la legge del maggio 2006 sulla violenza domestica, ad esempio emettendo ordinanze di protezione e restrittive, ma alcuni provvedimenti chiave non sono stati attuati tempestivamente o completamente. Il numero di case protette è risultato insufficiente e il governo non ha fornito sostegno finanziario a quelle gestite da ONG. Il Piano d'azione sulle misure per prevenire e combattere la violenza domestica (2007-2008) è stato approvato in ritardo ed è parso rallentare ulteriormente la creazione di case protette.

 

Violazioni da parte della polizia

Nonostante la condanna a pene detentive di 39 agenti di polizia per aver maltrattato detenuti dal 2004, l'impunità ha continuato a persistere tra accuse di mancata prontezza nelle indagini, che si sono dimostrate superficiali o di parte. Le autorità non hanno introdotto contrassegni di identificazione per tutti i poliziotti impegnati nelle fasi di arresto quale tutela contro la tortura e altri maltrattamenti.

A fine anno nessuna vittima di tortura o altri maltrattamenti aveva mai ricevuto un risarcimento in Georgia. Limitati cambiamenti nella legislazione sui risarcimenti non sono stati allineati con gli standard internazionali privando così le vittime di abusi dell'effettivo diritto a ricevere un risarcimento adeguato.

Il governo non ha istituito un meccanismo indipendente per prevenire tortura e altri maltrattamenti, benché, quale Stato parte al Protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura, la Georgia fosse tenuta a farlo entro luglio 2007.

*Le indagini relative alla morte di Zurab Vazagashvili e Aleksandre Khubulovi, uccisi a colpi d'arma da fuoco dalla polizia nel maggio 2006, stando alle accuse sarebbero state inadeguate. Le autorità hanno sostenuto che gli uomini furono uccisi dopo che avevano aperto il fuoco sulla polizia, ma fonti legate a ONG hanno asserito che la polizia aveva sistemato un'imboscata e aveva esploso i primi colpi. Nel mese di aprile le autorità hanno chiuso l'inchiesta sulle accuse di uso eccessivo della forza da parte della polizia per mancanza di prove. Gli avvocati della famiglia di Zurab Vazagashvili hanno sostenuto che gli inquirenti avevano ignorato le dichiarazioni dei testimoni, pressando questi ultimi affinché non testimoniassero, distrutto prove, impedendo in tal modo agli avvocati di difendere i diritti di Zurab Vazagashvili.

***Uso eccessivo della forza

Poliziotti, molti dei quali a volto coperto, avrebbero impiegato manganelli, proiettili di gomma, lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere tre raduni a Tbilisi il 7 novembre. Testimoni oculari hanno riferito che la polizia picchiò e prese a calci i manifestanti. Secondo quanto riferito, circa 500 persone sono dovute ricorrere a cure mediche, compresi 24 poliziotti.

*Il difensore civico, Sozar Subar, ha riferito che il 7 novembre vide la polizia che picchiava manifestanti in fuga nei pressi di una chiesa nel centro di Tbilisi. I manifestanti gettavano pietre ai poliziotti ma si interruppero alla sua richiesta. Tuttavia, un'altra unità speciale della polizia giunse sul luogo e picchiò i manifestanti, e quando il Difensore civico presentò rimostranze ai poliziotti, fu a sua volta preso a calci e insultato verbalmente. Anche uno dei membri del suo staff, Daniel Mgeliashvili, fu colpito alla testa.

 

Sistema giudiziario

È stato riferito che alcuni processi di oppositori politici al governo sono risultati iniqui.

*Fonti legate a ONG hanno accusato che il processo di Irakli Batiashvili, il quale a maggio era stato condannato a sette anni di carcere con l'accusa di «complicità» e «cospirazione o sollevazione finalizzata a rovesciare con la forza l'ordine costituito», non è risultato in linea con il diritto georgiano e gli standard internazionali. I suoi avvocati hanno sostenuto che le autorità avevano alterato le prove e che la corte non aveva trattato equamente la difesa. A settembre la Corte d'appello di Tbilisi ha confermato il verdetto.

 

Abkhazia e Ossezia del Sud

I territori internazionalmente non riconosciuti dell'Abkhazia e dell'Ossezia del Sud hanno mantenuto la pena di morte nella legislazione. A gennaio il parlamento dell'Abkhazia ha stabilito una moratoria sulle esecuzioni in tempo di pace. A fine anno, il braccio della morte dell'Abkhazia contava un prigioniero. L'Ossezia del Sud ha continuato a mantenere una moratoria sulle sentenze di morte e le esecuzioni.

 

Missioni e rapporti di Amnesty International

Delegati di Amnesty International hanno visitato la Georgia a maggio.

Georgia: Amnesty International and non-governmental organizations of Georgia urge the government to promptly approve Action Plan on Domestic Violence (EUR 56/006/2007)

Georgia: Briefing to the United Nations Human Rights Committee (EUR 56/008/2007)

Georgia: Authorities must promptly investigate police actions in dispersing demonstrators (EUR 56/011/2007)

 
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