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Kirghizistan

Repubblica del Kirghizistan

Capo di Stato: Kurmanbek Bakiev
Capo del governo: Igor Chudinov (subentrato ad Almaz Atambaev a dicembre, il quale aveva sostituito Azim Isabekov a marzo, a sua volta subentrato a Feliks Kulov a gennaio)
Pena di morte: abolizionista per i reati ordinari
Popolazione: 5,4 milioni
Speranza di vita: 65,6 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 67/56‰
Alfabetizzazione adulti: 98,7%

  1. Contesto
  2. Tortura e altri maltrattamenti
  3. Libertà di riunione
  4. Rifugiati dell'Uzbekistan
  5. Libertà di espressione: uccisione di un giornalista
  6. Pena di morte
  7. Rapporti di Amnesty International

L'anno è stato contrassegnato dalla crisi politica, con tensioni rimaste a livello elevato tra il presidente, il governo e i partiti di opposizione riguardo a diversi tematiche, tra cui la Costituzione. Le libertà di espressione e di associazione sono state limitate. Nelle stazioni di polizia sono continuati i casi di tortura o altri maltrattamenti. Le autorità del Kirghizistan hanno in taluni casi aiutato le forze di sicurezza uzbeke a perseguire rifugiati e richiedenti asilo che erano fuggiti in Kirghizistan in cerca di sicurezza.

Contesto

La Costituzione ha continuato a costituire fonte di conflitto politico, malgrado l'adozione di una nuova Carta nel 2006. Ad aprile, una manifestazione durata una settimana nella capitale Bishkek organizzata da partiti dell'opposizione è terminata in violenza quando le forze di sicurezza hanno cercato di disperdere un raduno. A settembre, la Corte Costituzionale ha sentenziato che la Costituzione del 2003 sarebbe rimasta in vigore. Tale decisione ha portato il presidente Bakiev a indire un referendum a ottobre, in cui sono stati approvati emendamenti alla Costituzione. Il presidente ha in seguito sciolto il parlamento e indetto nuove elezioni, vinte dal suo partito a dicembre. I risultati delle elezioni hanno innescato vaste proteste dopo che al partito socialista di opposizione Ata Meken (Patria) è stato vietato l'ingresso in parlamento, nonostante fosse giunto secondo, in seguito ai cambiamenti apportati al codice elettorale. Decine di attivisti dell'opposizione e diversi attivisti dei diritti umani sono stati detenuti per brevi periodi di tempo per aver partecipato alle suddette proteste. L'OSCE ha affermato che le elezioni non erano state conformi agli standard internazionali e ha criticato l'uso sproporzionato della forza da parte delle autorità nel disperdere proteste pacifiche.

Tortura e altri maltrattamenti

Tortura e altri maltrattamenti in detenzione hanno continuato a essere diffusi e pochi agenti delle forze dell'ordine sono stati chiamati a risponderne. Due agenti di polizia accusati di aver torturato a morte un detenuto nel 2006 sono stati assolti ad agosto da un tribunale di Naryn. Secondo quanto riferito, il caso era giunto in tribunale soltanto in seguito alle notevoli pressioni esercitate da difensori dei diritti umani.

Ad agosto, Aziza Abdirasulova, presidente dell'associazione per i diritti umani Kylym Shamy (Torcia del Secolo), ha riferito che erano giunti alla sua attenzione almeno 10 casi di tortura, tra cui tre decessi in custodia. Nell'indagare i rapporti secondo cui un sospetto in detenzione pre-processuale a Naryn era morto in seguito alle percosse ricevute da parte di un agente di polizia a luglio, la presidente dell'associazione ha incontrato quattro giovani detenuti di età compresa tra i 14 e i 15 anni, i quali avevano denunciato maltrattamenti. Essi hanno affermato che gli agenti di polizia li avevano presi a calci e picchiati, e che questi poi avevano fatto loro indossare maschere a gas cui era stata chiusa la mandata d'aria per costringerli a confessare un reato che non avevano commesso.

Libertà di riunione

Sono state applicate crescenti restrizioni alle libertà di riunione e di espressione, anche attraverso la limitazione dei luoghi in cui era possibile tenere manifestazioni a Bishkek. Decine di manifestanti sono stati accusati di reati d'ordine pubblico e almeno 15 sono stati giudicati colpevoli. Diverse manifestazioni organizzate da difensori dei diritti umani, da attivisti studenteschi e della società civile, così come da partiti politici di opposizione sono stati disperse dalla polizia e da agenti della sicurezza di Stato, e i partecipanti a tali eventi sono stati arrestati.

*L'ex primo ministro Feliks Kulov è stato detenuto per essere interrogato dalla polizia ad aprile e nuovamente ad agosto. È stato accusato di incitamento a disordini pubblici di massa in relazione agli scontri di aprile tra sostenitori dell'opposizione e le forze di sicurezza. Due assistenti di Feliks Kulov sono stati anch'essi detenuti e accusati di procurato pubblico disordine. Sono stati condannati a quattro anni di carcere ad agosto. Essi hanno affermato che le accuse erano politicamente motivate.

*A luglio agenti di polizia hanno disperso una manifestazione dell'ONG Democrazia e hanno sequestrato striscioni e bandiere. Il difensore dei diritti umani Tursun Islam, il quale aveva organizzato il raduno pacifico in difesa dei diritti umani, è stato detenuto per un breve periodo. Suo figlio è rimasto in custodia per tre giorni.

*Tolekan Ismailova, presidente dell'associazione per i diritti umani Cittadini contro la corruzione, è stata tra gli 11 difensori dei diritti umani detenuti per un breve periodo e giudicati colpevoli di aver preso parte ai raduni pacifici di protesta di Bishkek contro i risultati delle elezioni di dicembre.

Rifugiati dell'Uzbekistan

Rifugiati e richiedenti asilo dell'Uzbekistan hanno continuato a essere a rischio di refoulement o di rapimento da parte dei servizi di sicurezza uzbeki (SNB) che operano in alcuni casi in collaborazione con le loro controparti kirghize. I rifugiati e richiedenti asilo sono stati sottoposti a detenzioni in incommunicado, tortura o altri maltrattamenti così come a lunghe pene detentive al termine di processi iniqui in Uzbekistan. Sono inoltre pervenuti rapporti secondo cui agenti di sicurezza kirghizi hanno detenuto richiedenti asilo per poi venderli alle guardie di frontiera uzbeke.

*A marzo, quattro richiedenti asilo rapiti da agenti dell'SNB nel 2006 sono stati condannati fino a 16 anni di carcere da un tribunale di Namangan, in Uzbekistan.

*Otabek Muminov, un uomo uzbeko al quale era stato rifiutato asilo in Kirghizistan, è stato rimpatriato segretamente a giugno, un mese dopo che le autorità avevano ricevuto una richiesta di estradizione dall'Uzbekistan. Le autorità uzbeke lo avevano accusato di appartenenza al partito islamista al bando Hizb-ut-Tahrir. Egli è stato detenuto a Osh, in Kirghizistan, nel 2006 e condannato a tre anni di carcere nell'aprile 2007 per incitamento all'odio religioso e per aver varcato illegalmente il confine. La sua famiglia, stando alle fonti, aveva ricevuto garanzie che non sarebbe stato estradato.

Libertà di espressione: uccisione di un giornalista

*Alisher Saipov, di 26 anni, giornalista indipendente e direttore di quotidiano, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco a Osh, a ottobre. Cittadino kirghizo di origine uzbeka, era direttore di un nuovo quotidiano in lingua uzbeka, Siyosat (Politica), che tra i vari argomenti, si occupava di diritti umani in Uzbekistan. Alisher Saipov lavorava inoltre come corrispondente di Voice of America e collaborava a siti web indipendenti incentrati sull'Asia Centrale. Egli si era spesso occupato di argomenti delicati e, stando alle fonti, aveva ricevuto minacce anonime. Una parte dei media uzbeki avevano condotto una campagna in cui il suo lavoro di giornalista veniva indicato come un attacco allo Stato uzbeko.

Pena di morte

A maggio, il presidente Bakiev ha firmato diverse leggi in materia di giustizia penale. Una ha sostituito la pena di morte con l'ergastolo per i reati ordinari, sebbene non sia risultato chiaro se ciò fosse da applicarsi ai crimini commessi in tempo di guerra. I casi di 174 prigionieri già condannati a morte dovevano essere riesaminati dalla Corte Suprema entro sei mesi. A fine anno gli esiti di tali revisioni erano ancora pendenti.

Rapporti di Amnesty International

Central Asia: Summary of human rights concerns, January 2006-March 2007 (EUR 04/001/2007)

Kyrgyzstan: Dismay at murder of independent journalist (EUR 58/002/2007)

Commonwealth of Independent States: Belarus - the sole executioner (EUR 04/002/2007)