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Lettonia

Repubblica di Lettonia

Capo di Stato: Valdis Zatlers (subentrato a Vaira Vike-Freiberga a luglio)
Capo del governo: Ivars Godmanis (subentrato a Aigars Kalvïtis a dicembre)
Pena di morte: abolizionista per i reati ordinari
Popolazione: 2,3 milioni
Speranza di vita: 72 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 14/12‰
Alfabetizzazione adulti: 99,7%

  1. Apolidi
  2. Minoranze linguistiche
  3. Diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender
  4. Razzismo

La Lettonia continua a contare all'incirca 400.000 apolidi, mentre le persone appartenenti a minoranze linguistiche e sessuali hanno subito discriminazioni.

Apolidi

All'incirca 400.000 persone continuavano a essere prive di cittadinanza. Per la stragrande maggioranza si trattava di cittadini dell'ex Unione Sovietica che risiedevano in Lettonia all'epoca della disgregazione dell'Unione Sovietica. Al fine di ottenere la cittadinanza, i non cittadini devono superare un certo numero di test, come ad esempio quello sulla Costituzione lettone, la storia e la lingua, così come conoscere le parole dell'inno nazionale lettone. A maggio, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti economici, sociali e culturali (Comitato) ha pubblicato le sue Osservazioni conclusive sulla Lettonia in cui si richiede alla stessa di «assicurare che l'assenza di cittadinanza dei residenti permanenti non influisca negativamente sul pari godimento dei diritti economici, sociali e culturali, tra cui l'impiego, la sicurezza sociale, il servizio sanitario e l'istruzione».

Minoranze linguistiche

Circa un terzo della popolazione lettone appartiene alla minoranza di lingua russa. Quest'ultima ha continuato a incontrare discriminazioni in diverse aree della vita pubblica, compreso l'impiego. A maggio, il Comitato ha espresso la propria preoccupazione per il fatto che la «legge sulla lingua di Stato che impone l'uso della lingua lettone in tutti gli aspetti inerenti le istituzioni pubbliche, compresi i distretti amministrativi, possa avere effetti discriminatori nei confronti delle minoranze linguistiche che risiedono nello Stato parte, compresa la minoranza di lingua russa che costituisce una significativa parte della popolazione. In particolare, il Comitato è preoccupato per il fatto che i membri delle minoranze linguistiche, specialmente le persone anziane, possano essere svantaggiati nelle loro richieste rivolte alle autorità pubbliche nel contesto del loro diritto di usufruire dei pubblici servizi. Ciò ha un impatto negativo sul godimento dei loro diritti economici, sociali e culturali».

Il Comitato ha richiesto alla Lettonia di «assicurare che venga fornita adeguata assistenza ai membri delle minoranze linguistiche, specialmente alle persone anziane, attraverso, tra le altre cose, un maggior stanziamento di risorse per sovvenzionare i corsi di lingua, con la prospettiva di migliorare le opportunità per coloro che desiderano acquisire padronanza della lingua lettone». Il Comitato ha altresì raccomandato che la Lettonia, in linea on l'art.10 della Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali, di cui la Lettonia è Stato parte, «consideri l'opportunità di fornire traduttori e interpreti negli uffici statali e municipali, in particolare nelle regioni con un'alta concentrazione di persone appartenenti a minoranze linguistiche».

Il Comitato ha richiesto inoltre alla Lettonia di emanare una esauriente legislazione anti-discriminatoria senza ulteriore indugio.

Diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender

Il 3 giugno si è tenuto a Riga una marcia del Gay Pride per celebrare i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT). Mentre i partecipanti a eventi simili nel 2005 e 2006 furono sottoposti ad aggressioni fisiche e non ricevettero un'adeguata protezione da parte della polizia, la marcia del 2007 è risultata adeguatamente protetta e non vi sono stati attacchi di rilievo.

Oltre 400 persone, tra cui l'associazione LGBT lettone Mozaika e decine di attivisti lettoni, una delegazione di Amnesty International di circa 70 persone, diversi parlamentari europei e un ministro del governo svedese, hanno marciato in un parco nel centro di Riga. Il parco è stato chiuso e guardato a vista da centinaia di agenti delle forze dell'ordine lettoni, rendendo di fatto impossibile per i contro-manifestanti compiere attacchi nei confronti dei partecipanti al Pride.

Alla marcia si è fatta tuttavia notare la presenza di un gran numero di contro-manifestanti. Questi ultimi, che variavano da persone in età pensionabile a preadolescenti, hanno rivolto insulti verbali e gesti osceni verso i partecipanti alla marcia del Pride. Due ordigni artigianali sono stati fatti esplodere all'interno del parco.

Razzismo

A gennaio, è stata emessa la prima sentenza di sempre per aggressione di matrice razzista ai sensi dell'art.78 del codice penale lettone. Il caso riguardava un uomo che fu aggredito nel centro di Riga a metà del 2006. La seconda sentenza di questo genere per un reato di stampo razzista è stata annunciata a maggio quando due adolescenti sono stati condannati per un'aggressione su base razziale che aveva avuto luogo nei confronti di una donna di origine brasiliana nel dicembre 2006. Uno degli adolescenti è stato condannato a una pena detentiva.

A giugno, l'Unione Europea (UE) ha inviato una richiesta formale alla Lettonia affinché applicasse la Direttiva dell'UE sull'uguaglianza razziale (2000/43/E), cui la Lettonia non aveva ancora provveduto.