Testata per la stampa

Moldova

Repubblica di Moldova

Capo di Stato: Vladimir Voronin
Capo del governo: Vasile Tarlev
Pena di morte: abolizionista per tutti reati
Popolazione: 4,2 milioni
Speranza di vita: 68,4 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 30/26‰
Alfabetizzazione adulti: 99,1%

  1. Tortura e altri maltrattamenti
  2. Violenza sulle donne
  3. Libertà di espressione
  4. Giustizia internazionale
  5. Auto-proclamata Repubblica moldava transdniestriana (Transdniestria)
  6. Missioni e rapporti di Amnesty International

Il governo ha continuato a dimostrare la volontà di portare il sistema legislativo in linea con gli standard internazionali ed europei, ma prassi e atteggiamenti consolidati hanno continuato a impedire di stare al passo con questi cambiamenti. Tortura e maltrattamenti sono rimasti diffusi e le vittime hanno incontrato grandi difficoltà nel far avanzare le proprie denuncie e nell'ottenere un indennizzo. Nonostante gli sforzi da parte di organizzazioni locali e internazionali per rendere pubblico il pericolo della tratta di esseri umani, uomini, donne e bambini moldovi hanno continuato a essere trafficati, e i procedimenti giudiziari per tratta di esseri umani sono risultati ostacolati da un'inadeguata protezione dei testimoni. Lo Stato ha imposto restrizioni alla libertà di espressione.

 

Tortura e altri maltrattamenti

Tortura e altri maltrattamenti sono risultati diffusi e sistematici. Sono risultate inoltre inadeguate le garanzie di tutela per i detenuti che in molti casi hanno trascorso lunghi periodi di tempo in condizioni precarie nelle stazioni di polizia. La mancanza di risorse per il lavoro della polizia e le pressioni esercitate al fine di inviare quanti più casi possibile in tribunale ha incoraggiato gli inquirenti della polizia a estorcere confessioni con la forza. Le indagini relative ad accuse di tortura non sono state condotte in modo efficace e imparziale, determinando un clima di impunità. La Corte europea dei diritti umani ha ritenuto in cinque sentenze che la Moldova aveva violato il diritto alla libertà dalla tortura e altri maltrattamenti.

A luglio, il parlamento ha approvato emendamenti alla legge sul Difensore civico parlamentare per l'istituzione di un organismo indipendente di controllo sui luoghi di detenzione in linea con gli obblighi assunti dalla Moldova ai sensi del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura (OPCAT). Gli emendamenti propongono l'istituzione di un Comitato consultivo presso l'ufficio del Difensore civico parlamentare che comprenda rappresentanti di organizzazioni non governative per i diritti umani. Tali emendamenti, tuttavia, non garantiscono l'indipendenza operativa o finanziaria né fondi adeguati per il Comitato consultivo così come richiesto dall'OPCAT.

A novembre, è stato pubblicato il rapporto preliminare sulla visita di settembre in Moldova del Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT). Secondo il CPT, circa un terzo delle persone intervistate durante la visita aveva avanzato denunce attendibili di tortura e altri maltrattamenti.

*Viorica Plate ha raccontato ad Amnesty International di essere stata torturata dalla polizia del commissariato Botanica di Chişinău il 19 maggio. Era stata arrestata nella sua abitazione di Orhei e accusata di aver rubato 7.000 dollari USA al suo ex marito. Secondo quanto riferito, tre agenti di polizia l'hanno gettata su un divano del suo appartamento, le hanno torto le braccia, l'hanno ammanettata e poi condotta al commissariato Botonica. La donna ha dichiarato che al commissariato gli agenti le hanno messo una maschera a gas sulla testa, l'hanno picchiata sotto la pianta dei piedi dopo aver chiusola mandata d'aria della maschera a gas facendole perdere i sensi. Poi l'hanno tenuta sospesa da un appendiabiti posto di traverso tra due sedie e hanno continuato a picchiarla sotto la pianta dei piedi. La donna è riuscita alla fine a prendere un coltello da una scrivania e a tagliarsi un polso, evento che ha fatto chiamare un'ambulanza che l'ha portata in ospedale. Viorica Plate ha sporto denuncia presso l'Ufficio del Procuratore generale; è stata aperta un'inchiesta, ma i poliziotti non sono stati sospesi e la donna ha riferito che a giugno questi l'hanno minacciata di arrestarla nuovamente. Due dei suddetti poliziotti sono stati condannati a fine anno a sei anni di detenzione e un terzo poliziotto ha ricevuto una sentenza con sospensione della pena.

*Il 23 ottobre la Corte europea dei diritti umani ha ritenuto che Vitalii Colibaba era stato maltrattato da agenti di polizia nell'aprile 2006 e che lo Stato non aveva condotto un'indagine efficace sulle accuse a riguardo. La Corte ha inoltre ritenuto che lo Stato non aveva favorito l'accesso alla Corte europea in quanto il Procuratore generale aveva scritto all'Ordine degli avvocati il 26 giugno 2006 affermando che sia l'avvocato di Vitalii Colibaba e un altro avrebbero potuto essere perseguiti penalmente per aver fornito a organizzazioni internazionali informazioni relative a casi di tortura. Amnesty International aveva condotto una campagna a favore di Vitalii Colibaba e degli avvocati, chiedendo più volte che fosse condotta un'inchiesta effettiva e imparziale sulle accuse di tortura. A giugno, la Procura generale ha informato Amnesty International che Vitalii Colibaba aveva riportato ferite durante la sua detenzione in custodia di polizia, ma che queste non erano il risultato di tortura o maltrattamenti.

*Il 26 novembre, otto prigionieri sieropositivi al virus dell'HIV detenuti nel riformatorio n.13 della capitale Chişinău, si sono procurati tagli ai polsi in segno di protesta per le condizioni in cui erano detenuti. Tutti e otto erano trattenuti in condizioni sovraffollate in una cella delle dimensioni di 20 m2. Alcuni prigionieri sieropositivi all'HIV soffrivano anche di tubercolosi pluri-farmaco resistente che poneva gli altri prigionieri ad alto rischio di contrarre la malattia. Secondo quanto riferito, le forze speciali di polizia hanno soffocato la protesta con manganelli di gomma e diversi prigionieri sono rimasti feriti. Quattro dei prigionieri sono stati successivamente stipati insieme in una cella di punizione nel seminterrato, con ulteriori danni per la loro salute.

 

Violenza sulle donne

Nonostante l'esistenza di programmi di protezione dei testimoni, un numero esiguo di vittime della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale sono state in grado di beneficiare concretamente della protezione riservata ai testimoni nel caso in cui acconsentissero a testimoniare. Alle donne è stata offerta la protezione riservata ai testimoni soltanto nel caso in cui il rischio di aggressione da parte dei trafficanti poteva essere provato e nella maggioranza dei casi ciò ha richiesto prove di precedenti aggressioni o minacce. Secondo il Rapporto sulla Tratta di Persone del Dipartimento di Stato americano pubblicato a giugno, la Moldova non aveva affrontatola questione della complicità di funzionari di governo in gravi forme di tratta di esseri umani.

 

Libertà di espressione

In una risoluzione approvata a ottobre, l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha sollecitato le autorità moldove a «rafforzare tutte le garanzie necessarie per assicurare il rispetto della libertà di espressione così come stabilito dall'art.10 della Convenzione europea sui diritti umani.

*Ad aprile, per il terzo anno consecutivo, il Comune di Chişinău ha negato l'autorizzazione all'organizzazione Gender Doc-M a tenere una marcia del gay pride. Tale decisione è stata adottata nonostante una sentenza della Corte Suprema di febbraio secondo la quale un analogo rifiuto dell'aprile 2006 era illegale.

 

Giustizia internazionale

Il 2 ottobre, la Corte Costituzionale ha sentenziato che la Moldova poteva ratificare lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale senza la necessità di cambiare la Costituzione. La Moldova aveva firmato lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale nel 2000, ma il governo aveva poi chiesto alla Corte Costituzionale di decidere se lo Statuto di Roma fosse in contrasto con la Costituzione.

 

Auto-proclamata Repubblica moldava transdniestriana (Transdniestria)

A giugno si sono tenute elezioni locali in tutta la Moldova. Tuttavia, le autorità transdniestriane hanno impedito che queste si svolgessero a Corjova, uno dei nove villaggi situati geograficamente in Transdniestria, ma che sono sotto il controllo del governo centrale della Moldova. Valentin Beşleag, candidato sindaco alle elezioni locali, è stato detenuto nella stazione di polizia di Dubasari per 15 giorni e accusato del reato amministrativo di distribuzione di materiale elettorale dall'estero. Iurie Cotofan, che aveva cercato di votare il 3 giugno, stando alle accuse è stato picchiato da diversi poliziotti transdniestriani. È stato poi condotto alla stazione di polizia di Dubasari, dove è stato trattenuto fino a mezzanotte prima di essere rilasciato senza spiegazioni né accuse.

*Gli ultimi due membri rimasti dei "Sei di Tiraspol", Andrei Ivanţoc and Tudor Petrov-Popa, i quali erano stati condannati a pene detentive in Transdniestria nel 1993 per «atti terroristici», compreso l'omicidio di due funzionari transdniestriani, sono stati rilasciati rispettivamente il 2 e 4 giugno alla scadenza delle loro sentenze. Essi erano rimasti a Tiraspol, capitale della Transdniestria, malgrado una sentenza della Corte europea dei diritti umani che aveva ritenuto la loro detenzione arbitraria e in violazione della Convenzione europea sui diritti umani. Entrambi gli uomini sono stati rilasciati ed espulsi dalla Transdniestria. Andrei Ivanţoc ha cercato di far ritorno in Transdniestria, ma è stato fatto salire a bordo di un'auto e condotto a Chişinău.

 

Missioni e rapporti di Amnesty International

Delegati di Amnesty International hanno visitato la Moldova in marzo, luglio e ottobre.

Moldova (Self-proclaimed Dnestr Moldavian Republic): Possible prisoner of conscience/ health concern/ legal concern: Valentin Beşleag (EUR 59/001/2007)

Moldova: Police torture and ill-treatment: "It's just normal." (EUR 59/002/2007)

Europe and Central Asia: Summary of Concerns in the Region, January - June 2007 (EUR 01/010/2006)

 
Chiudi la versione stampabile della pagina e ritorna al sito