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Montenegro

Repubblica del Montenegro

Capo di Stato: Filip Vujanović
Capo del governo: Željko Šturanović
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Speranza di vita: 74,1 anni
Alfabetizzazione adulti: 96,4%

  1. Contesto
  2. Impunità per crimini di guerra
  3. Tortura e altri maltrattamenti
  4. Possibili esecuzioni extragiudiziali e attacchi politici
  5. Difensori dei diritti umani
  6. Diritti delle minoranze
  7. Rifugiati
  8. Tratta di esseri umani
  9. Rapporti di Amnesty International

Il Montenegro non ha risolto gli eclatanti crimini di guerra e le presunte uccisioni extragiudiziali, né ha saputo assicurare indagini tempestive, imparziali ed efficaci in merito alle accuse di tortura e altri maltrattamenti.

 

Contesto

A maggio il Montenegro è entrato a far parte del Consiglio d'Europa. Lo stesso mese, il ministero degli Affari Esteri ha concluso un accordo - considerato da Amnesty International illegale - con gli Stati Uniti d'America con cui si impegna a non consegnare cittadini statunitensi alla Corte penale internazionale. A ottobre, il Montenegro ha firmato un Accordo di stabilizzazione e associazione con l'Unione Europea.

Una nuova Costituzione adottata a ottobre non è risultata del tutto compatibile con le clausole sancite dalla Convenzione europea sui diritti umani (ECHR) e non prevede di assicurare l'indipendenza della magistratura né di fornire alle minoranze un'adeguata protezione contro la discriminazione.

 

Impunità per crimini di guerra

A giugno, la polizia ha contribuito all'arresto a Budva di Vlastimir Đorđević, incriminato dal Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia (Tribunale) per crimini di guerra avvenuti nel Kosovo; egli era stato in precedenza ritenuto latitante in Russia.

Non sono stati compiuti progressi nelle indagini riguardanti sei ex agenti di polizia incriminati nel febbraio 2006 per la sparizione forzata di 83 civili bosniaci (bosniaco musulmani) nel 1992.

*Nel contesto di cause civili relative, in 25 su 38 sentenze di primo grado, il Montenegro è stato ritenuto responsabile della sparizione forzata o della morte di civili bosniaco musulmani, e sono stati conseguentemente assegnati indennizzi ai sopravvissuti, o ai familiari delle vittime per la morte dei loro cari. Lo Stato è ricorso in appello per ciascuna delle sentenze. La corte ha respinto le istanze secondo cui le autorità avevano violato i diritti dei familiari ai sensi dell'art.3 dell'ECHR per non aver fornito informazioni sulla sorte e localizzazione delle persone vittime di sparizioni forzate.

 

Tortura e altri maltrattamenti

Sono proseguite le accuse di tortura e maltrattamenti, anche durante le fasi dell'arresto e la detenzione: l'Iniziativa giovanile per i diritti umani ha documentato circa 23 casi nel solo periodo compreso tra settembre e ottobre. Spesso le vittime sono state accusate di aver opposto resistenza agli agenti di polizia, i quali raramente sono stati incriminati.

*A marzo, il ministero dell'Interno ha riferito in merito al fallimento di un'inchiesta interna alla polizia riguardante accuse di tortura e altri maltrattamenti nei confronti di 17 uomini di etnia albanese durante le fasi dell'arresto e la conseguente detenzione nella stazione di polizia di Podgorioca nel settembre 2006. In risposta a una denuncia penale depositata da sette degli uomini, a giugno il procuratore di Stato ha aperto un fascicolo penale; a novembre, stando alle fonti, quattro agenti di polizia risultavano indagati.

I processi a carico dei 17 uomini, che si sono aperti il 14 maggio davanti al Tribunale distrettuale di Podgorica non si sono svolti in conformità con gli standard internazionali, compresa l'ammissione agli atti di testimonianze che Amnesty International considera essere state estorte sotto coercizione.

 

Possibili esecuzioni extragiudiziali e attacchi politici

Un ricorso contro l'assoluzione nel dicembre 2007 dell'unico sospettato per l'omicidio di Duško Jovanović, direttore del quotidiano Dan, avvenuto nel maggio 2004, era ancora in corso. Sono proseguite le indagini sull'omicidio dell'ottobre 2006 di Srdjan Vojičić, autista del romanziere Jevrem Brković. Di seguito sono elencati altri attacchi nei confronti di giornalisti critici del governo:

*Il 1° settembre, Željko Ivanović, direttore del quotidiano montenegrino Vijesti, è stato oggetto di un'aggressione. Željko Ivanović ha denunciato che l'incriminazione di due uomini, i quali secondo testimoni oculari non erano gli autori dell'aggressione, fosse un tentativo per insabbiare un'aggressione politicamente motivata.

*Il 1° novembre, Tufik Softić, direttore della stazione radiofonica di Berane, è stato ricoverato in ospedale dopo essere stato picchiato con mazze da baseball da due assalitori non identificati. In precedenza egli aveva denunciato di aver ricevuto minacce di morte. Sul caso era in corso un'inchiesta.

Il processo a carico di 10 imputati, incriminati nell'agosto 2006 perché sospettati dell'omicidio nel 2005 dell'ex capo della polizia montenegrina Slavloljub Šćekić, è iniziato a gennaio, ma a fine anno non si era ancora concluso.

 

Difensori dei diritti umani

*Dopo aver partecipato a un trasmissione sulle sparizioni forzate, il giornalista Aleksandar Žeković, membro del Consiglio per il controllo civile della polizia, ha ricevuto telefonate minatorie ad aprile. La Corte Suprema si è rifiutata di confermare se egli fosse stato posto sotto sorveglianza, citando motivazioni relative alla sicurezza di Stato; le registrazioni delle telefonate suggerivano un coinvolgimento della polizia.

 

Diritti delle minoranze

A giugno, uno studio sul progresso dei governi partecipanti al Decennio di inserimento dei rom ha collocato il Montenegro al 9° (e ultimo) posto. Essendo negato il diritto all'istruzione, si calcola che circa l'87% della popolazione rom sia analfabeta.

 

Rifugiati

Circa 16.155 rifugiati, per lo più rom del Kosovo, considerati sfollati, rimanevano a rischio di rimpatrio forzato; circa 1.870 era ancora in attesa di una decisione in materia di status di persone sfollate. Anche altri 8.527 rifugiati della Bosnia ed Erzegovina o della Croazia sono rimasti in Montenegro. Il Consiglio d'Europa, in merito all'accesso del Montenegro, ha richiesto alle autorità di emettere documenti personali per gli sfollati e i rifugiati; di assicurare il loro accesso ai diritti sociali, economici e politici e di impedire che coloro che erano privi di documenti di diventare apolidi.

 

Tratta di esseri umani

Il Consiglio d'Europa ha sollecitato maggiori sforzi per fornire assistenza e protezione alle vittime della tratta, secondo quanto stabilito dalla Convenzione del Consiglio d'Europa sull'azione contro la tratta di esseri umani, che il Montenegro ha firmato ma non ratificato.

 

Rapporti di Amnesty International

Europe and Central Asia: Summary of Amnesty International's Concerns in the Region, Montenegro: July-December 2006 (EUR 01/001/2007); January-June 2007 (EUR 01/010/2007)

 
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